04 Settembre 2004 - 18:04

    Ma la politica vuole le donne? E le donne vogliono la politica?

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    Interessati, come sempre, alle battaglie difficili ma importanti ed utili, abbiamo sentito il parere della senatrice della Margherita Cinzia DatoIl grande pubblico si confronta con il problema della parit di accesso alle cariche elettive tra uomini e donne soltanto occasionalmente, come quando, all indomani delle politiche del 2001, emerse che su 945 parlamentari, solo 88 erano donne, il 9,2% degli eletti. E, allora, gi a far confronti con altri paesi dove la rappresentanza del gentil sesso era maggiore. Poi, silenzio o quasi su un nodo importante del nostro sistema rappresentativo e sull operato dei nostri parlamentari per scioglierlo. Occorre parlarne e saperne di pi .\r\n
    Cosa si fa in concreto per far rispettare un principio fondamentale come questo? Lo abbiamo chiesto alla senatrice della Margherita Cinzia Dato che, insieme a Giuliano Amato, ha presentato un disegno di legge per avere pi donne in Parlamento.\r\n
    Pu illustrarci, brevemente, la vostra proposta?
    La nostra un iniziativa trasversale che vede impegnati donne e uomini di diverso colore politico e nasce dalla volont di dare un senso alla riforma dell articolo 51 della Costituzione, in materia di parit di accesso agli uffici e alle cariche elettive. Occorrono leggi attuative che garantiscano un effettivo equilibrio nelle candidature. Per questo abbiamo pensato a un sistema in base al quale ogni sesso non sia rappresentato per pi del 70%. I partiti che superassero tale limite subirebbero una sanzione pecuniaria. \r\n
    I firmatari del disegno di legge sono, tuttavia, consapevoli che il ricorso a strumenti e misure specifici, surrogati di una carente consapevolezza politica, sia una soluzione scarsamente appagante per le donne. Ma sono convinti che, davanti al rischio di rimozione del problema della sottorappresentanza delle donne nelle istituzioni, sia necessario un correttivo.\r\n
    A che punto l iter parlamentare?\r\n
    La proposta, attualmente, in discussione. Sarebbe bello se la si potesse attuare per le prossime elezioni europee. \r\n
    Ma qual il senso della vostra battaglia?\r\n
    Ci tengo a sottolineare che non si tratta di una battaglia di genere, in nome delle donne. Essa destinata a risolvere una grave anomalia del nostro sistema democratico, per ottenere una migliore rispondenza delle istituzioni alla realt quotidiana. Pensiamo al ruolo importante che le donne rivestono nella societ . Per merito, esse si affermano in tutti i campi. Nelle istituzioni rappresentative e decisionali, invece, gli uomini fanno a meno di loro. Mi chiedo se la gente non disprezzi la politica anche per la loro lontananza. \r\n
    Una pi vasta presenza di donne nel sistema elettivo, spiega la senatrice, un esigenza sociale importante. Non parliamo, per forza, di donne brave, eccezionali. La politica non meritocratica ma rappresentativa. Come ci sono uomini normali, capaci o meno capaci, dovrebbe essere cos anche per le donne. Vogliamo una politica normale, che non imponga alle donne importanti rinunce. Vogliamo una politica pi efficace, pi vicina alla vita di tutte le persone normali, quindi, anche alle donne che con il loro vissuto contribuiscano alla decisione collettiva. \r\n
    Concludiamo la nostra chiacchierata con la parlamentare della Margherita, dando voce al suo appello affinch un numero sempre maggiore di associazioni e gruppi promuovano questa battaglia. Una lotta di grande valore, per il raggiungimento di un effettiva rappresentanza sociale e politica delle donne, costrette a confrontarsi ancora con ostacoli culturali, di costume, di pregiudizio, di abitudine e di minore offerta di opportunit . R.C.\r\n
    Ultima modifica il 04 Settembre 2004 - 18:04

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