04 Febbraio 2002 - 01:00

    Una Bicamerale sugli ultimi

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    Roma.
    (D. Pao.)
    Una commissione parlamentare bicamerale che si occupi degli "ultimi", di come vivono, di che cosa muoiono, dei bisogni ignorati, dei diritti negati, di una dignità sovente calpestata.
    Roma. (D. Pao.)
    Una commissione parlamentare bicamerale che si occupi degli "ultimi", di come vivono, di che cosa muoiono, dei bisogni ignorati, dei diritti negati, di una dignità sovente calpestata. La proposta è di Angeli, associazione e rivista della comunicazione sociale diretta da Paola Severini nel cui comitato di redazione siedono storici, scrittori e giornalisti come Piero Melograni, Francesco Villari, Turi Vasile, Arturo Gismondi, Pier Giorgio Massidda e numerosi altri. Ed è una proposta che si annuncia dirompente, in un Paese dove i manicomi sono chiusi da 24 anni, eppure può capitare di scoprire strutture che "ospitano" in condizioni vergognose malati mentali, anziani, disabili. In genere ce ne accorgiamo quando diventano argomento di cronaca nera, con morti, indagini penali, arresti. I casi sono tanti, anche recenti. Angeli ricorda la tragedia di San Gregorio Magno, dove un incendio ha ucciso 19 disabili psichici, e lo scandalo di Villa Vivian a Boscoreale, ai piedi del Vesuvio, «dove i malati erano costretti a dormire con cappotto e cappello per la mancanza di riscaldamento» e non esistevano «sistemi di allarme, impianti anticendio, campanelli per chiamare gli infermieri in caso di necessità». Solo in Italia sono 5 milioni i disabili (compresi gli anziani non autosufficienti e le persone affette da malattie genetiche), un milione e mezzo dei quali in gravi condizioni. Da qui l'idea di una "Bicamerale", analoga a organismi cone la Commissione speciale per l'infanzia, che possa «monitorare la situazione sul territorio» e «seguire ogni fase» del processo di reinserimento previsto dalla legge 180 per chi ha problemi psichici. «Stiamo contattando i presidenti di Camera e Senato, Casini e Pera, e tutti i capigruppo in Parlamento per illustrare la nostra proposta / spiega Paola Severini /. Sono certa che ci sarà una risposta, perché poniamo problemi concreti e drammatici di cui si sa poco o nulla. Secondo il nostro progetto, la commissione dovrebbe affrontare nodi di grande rilievo, come il diritto allo studio dei portatori di handicap, la persistenza delle barriere architettoniche, l'esistenza di cronicari e cliniche/lager soprattutto nelle zone del Paese a più alta densità criminale. Chiediamoci anche chi e quali interessi si nascondono dietro certe strutture». Un'attività di questo genere implica naturalmente una frequente consultazione con le realtà del non profit, che da anni si occupano degli ultimi, spesso in assenza di qualsiasi iniziativa istituzionale. «La legge c'è. Bisogna solo applicarla / scrive Angeli a proposito della "180" /. E il primo passo dovrebbe essere destinare risorse per avere personale in grado di favorire il reinserimento dei malati nella società».
    Ultima modifica il 04 Febbraio 2002 - 01:00

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