02 Dicembre 2011 - 13:39

    In sei anni aumentati di oltre il 500% i detenuti del Lazio iscritti all'Università

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    Undici i corsi di laurea interessati


     

    In sei anni, sono aumentati del 535% i detenuti delle carceri del Lazio che hanno deciso di iscriversi e di frequentare l’Università. Dai 17 iscritti nell’anno accademico 2005/2006 si è,  infatti, arrivati ai 91 attuali.

    I dati sono stati diffusi dal Garante dei Detenuti del Lazio Angiolo Marroni, dall’Assessore Regionale alla Sicurezza ed Enti Locali Giuseppe Cangemi e dal Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria Maria Claudia Di Paolo. All’incontro tentosi questa mattina hanno partecipato i rappresentanti istituzionali delle Università (La Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre e Tuscia) e diversi detenuti iscritti ai Corsi di Laurea.

    Quando, nel 2005, iniziammo il nostro lavoro – ha detto il Garante dei detenuti Angiolo Marroni - i detenuti iscritti all’Università erano solo 17 su oltre quattromila reclusi. Un dato insopportabile per chi, come me, ritiene che l’istruzione, la cultura e la formazione siano aspetti che non solo favoriscono l’affermazione di una cultura della legalità nelle carceri, ma sono anche in grado di incidere sul reinserimento sociale di quanti sono sottoposti a regime di detenzione, come sancito dalla Costituzione. L’analisi dei fabbisogni formativi e culturali dei detenuti evidenzia, infatti, una forte marginalità ed esclusione sociale legata alle poche opportunità di emancipazione, ai bassi livelli di istruzione e di formazione e ad una scarsa abitudine al lavoro. Per questo abbiamo studiato il modo di migliorare questo indicatore e ci siamo messi al lavoro per agevolare quanti intendono utilizzare la detenzione per prepararsi ad un futuro diverso”.

    Le strade individuate dal Garante per favorire l’accesso all’Università ai detenuti sono state due: da un lato la firma di un Accordo di Programma con la Conferenza dei Rettori delle Università del Lazio (CRUL), che ha spianato la strada alla stipula di Protocolli d’intesa con i singoli atenei (Roma Tre, Tor Vergata), che prevedono forme integrate di collaborazione con l’obiettivo di offrire, ai detenuti, l’opportunità di accedere agli studi universitari superando le limitazioni legate al loro stato.

    Dall’altro lato, l’ideazione nel 2006, del progetto Teledidattica-Università in carcere. L’iniziativa ha permesso di implementare un centro di servizi e-learning perla formazione a distanza garantita da una piattaforma telematica. Le lezioni vengono riprese, riversate nel sistema e rese disponibili per gli studenti detenuti che possono visionarle in due aule multimediali del carcere. Una biblioteca multimediale permette di consultare sia le lezioni necessarie all’esame che quelle degli anni precedenti. Punto qualificante del progetto è il tutoraggio che il docente svolge sia a distanza (in teleconferenza) che di persona, recandosi in carcere. Anche l’esame può essere sostenuto a distanza: il docente e un suo assistente si collegano in teleconferenza mentre un altro docente, in carcere, affianca il detenuto garantendo il corretto svolgimento dell’esame. Di recente il progetto Teledidattica – indicato quale best practice da replicare in altre realtà - ha assunto rilievo nazionale grazie ad una Circolare del DAP che ha previsto che i reclusi in regime di Alta Sicurezza in tutta Italia possano essere trasferiti a Rebibbia N.C. ove decidano di iscriversi all’Università.

    Nel Polo di Rebibbia  sono da ricordare i Gruppi universitari della Casa di Reclusione e di Rebibbia N.C., iscritti soprattutto alla Facoltà di Giurisprudenza della Sapienza e seguiti da un gruppo di volontari che svolgono tutoraggio in carcere. A Regina Coeli, nella sezione precauzionale, è costituito un gruppo iscritto a Roma Tre, che utilizza una sala studio predisposta dalla Direzione del carcere. A Roma Tre, sono iscritti anche diversi altri studenti reclusi a Viterbo e Velletri. Con l’ateneo il Garante ha, lo scorso luglio, un Protocollo d’intesa grazie al quale sono raddoppiati gli studenti immatricolati. Gli studenti reclusi al Mammagialla. di Viterbo ed iscritti alla Tuscia sono invece seguiti dall’Associazione di volontari Gavac.

    A sostegno di queste iniziative il Garante - con l’azienda regionale per il diritto allo studio Universitario (LazioDisu) - ha assicurato il proprio supporto sia nella gestione delle pratiche amministrative legate alla carriera universitaria (iscrizione, pagamento tasse, prenotazione esami, autorizzazione del magistrato all’ingresso in carcere dei docenti) che nella didattica, con la fornitura gratuita di libri di testo e di materiale didattico.

    Fonte: Ufficio Stampa Garante dei Diritti dei Detenuti della Regione Lazio www.garantedetenutilazio.it

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