15 Dicembre 2011 - 13:23

    "Il corpo e lo spazio della pena. Architettura, urbanistica e politiche penitenziarie"

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    Ripensare il carcere. In libreria il volume di Anastasia, Corleone e Zevi


     

    Il ragazzo algerino di 25 anni che tre giorni fa si è impiccato nel carcere Buoncammino di Cagliari è il 62esimo detenuto dall’inizio dell’anno che si toglie la vita in cella. Il sovraffollamento è una costante delle carceri italiane e così l’edilizia penitenziaria resta ossessionata dall’urgenza di soddisfare una parossistica domanda di “più carcere”.

    Eppure quando si parla di carcere e di pena non si può ragionare solo in termini quantitativi. Bisogna invece ricominciare a pensare al sistema carcerario nel suo complesso ripartendo dai bisogni dei detenuti. Lo fa ora un libro, Il corpo e lo spazio della pena. Architettura, urbanistica e politiche penitenziarie, uscito da pochi giorni in libreria, a cura di Stefano Anastasia, Franco Corleone, Luca Zevi  Il corpo e lo spazio della pena. Architettura, urbanistica e politiche penitenziarie.

    La struttura architettonica, la qualità edilizia e la collocazione urbanistica del penitenziario corrispondono alla sua funzione e al modo di interpretare la pena privativa della libertà. Chi si propone di riformare la pena non può rinunciare, quindi, a ripensare lo spazio penitenziario, almeno fino a quando il carcere resterà dominante nelle nostre culture e nelle nostre pratiche punitive.

    Con interventi di Sebastiano Ardita, Vittorio Borraccetti, Cesare Burdese,

    Alessandro De Federicis, Patrizio Gonnella, Francesco Maisto, Corrado Marcetti,

    Alessandro Margara, Mauro Palma, Sonia Paone, Eligio Resta, Leonardo Scarcella,

    Adriano Sofri, Maria Stagnitta, Grazia Zuffa.

    Il corpo e lo spazio della pena. Architettura, urbanistica e politiche penitenziarie, a cura di Stefano Anastasia, Franco Corleone, Luca Zevi, 2011 Ediesse, pp. 264, euro 13,00.

    Info: http://www.ediesseonline.it/catalogo/saggi/il-corpo-e-lo-spazio-della-pena

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