21 Dicembre 2011 - 09:44

    Al Pertini di Roma detenuto tunisino in gravi condizioni

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    Dopo aver ingerito bulloni, ha iniziato lo sciopero della fame per denunciare un errore giudiziario nei suoi confronti


     

    Da diversi giorni è in sciopero della fame e della sete per protestare contro quello che ritiene essere un errore giudiziario perpetrato dalla giustizia italiana nei suoi confronti. Protagonista della vicenda - riferita dal Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni - un cittadino tunisino di 34 anni, Soufiane Aoun.

    Giunto in Italia a seguito dei moti popolari della scorsa primavera a Tunisi, Soufiane è stato arrestato a novembre con l’accusa di rapina aggravata (furto di un telefonino) e false generalità e condannato in primo grado a 3 anni e 6 mesi di reclusione.

    Rinchiuso nella sezione G 12 di Rebibbia Nuovo Complesso, dal 14 dicembre scorso l’uomo - che al momento dell’arresto ha ingerito dei bulloni - è stato ricoverato nella struttura protetta per detenuti dell’ospedale Sandro Pertini di Roma a causa delle sue precarie condizioni di salute frutto dello sciopero della fame iniziato in carcere e proseguito anche nel nosocomio. Dal momento del suo arrivo nella struttura protetta, infatti, il detenuto rifiuta in modo cosciente cibo e acqua ed ogni terapia.

    Per sospendere la protesta Soufiane - che è stato collocato in una stanza di degenza adibita al monitoraggio dei parametri vitali - chiede un incontro con il Magistrato di Sorveglianza per spiegare le proprie ragioni. L’uomo sostiene, infatti, di non aver commesso il furto che gli viene addebitato, e di aver fin da subito segnalato all’Ufficio Immigrazione di Bari l’errore nelle generalità scritte sul proprio permesso di soggiorno temporaneo.

    In queste ore Soufiane ha effettuato colloqui con i medici, con lo psichiatra e con gli operatori del Garante dei detenuti. Secondo i medici le sue condizioni potrebbero deteriorarsi, con concreti rischi per la vita, se non si sospende lo sciopero. A tale proposito il medico del reparto ha inviato una relazione agli uffici competenti (tra cui il Magistrato di Sorveglianza, il direttore del carcere e l’avvocato) sulle condizioni sanitarie dell’uomo.

    Fonte: Ufficio Stampa Garante dei Diritti dei Detenuti della Regione Lazio www.garantedetenutilazio.it

    Angelipress.com – diretto da Paola Severini)

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