30 Gennaio 2012 - 13:51

    Ora i fondi per curare 1.500 "matti"

    Vota questo articolo
    (0 Voti)

    L'articolo di Massimo Bordin apparso su Il Riformista del 27 gennaio 2012


     

    A seguito dell'importante notizia della chiusura dei manicomi criminali, di cui avevamo già parlato la scorsa settimana, riportiamo l'articolo di Massimo Bordin, apparso su Il Riformista del 27 gennaio 2012, con il quale concordiamo.

     

    Il voto del Senato che abolisce i manicomi criminali è un atto di civiltà e progresso, sia pure tardivo, e la riprova di ciò sta, da un punto di vista parlamentare, nella contrarietà espressa dal blocco reazionario e forcaiolo di leghisti e di pietristi. Ciò detto, con un linguaggio anni Cinquanta adeguato al ritardo con cui il legislatore ha affrontato il problema, non è tutto rose e fiori. Inutile cercare di rimuovere uno spettro, quello della legge 180 che abolì i manicomi ma dimenticò di dotare il servizio sanitario di fondi e strutture adeguati al nuovo e più civile corso. Nel caso degli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) sarebbe imperdonabile ripetere l'errore. Il numero delle persone coinvolte è bassissimo, circa 1.500. Per di più lo stato della giustizia nel nostro Paese autorizza il dubbio che non tutti abbiano caratteristiche di patologica pericolosità sociale tali da giustificare la segregazione. Perché non dovrebbe valere per gli Opg quello che stava scritto all'ingresso del manicomio di Agrigento: «Non tutti ci sono, non tutti lo sono»? Quanti "dimenticati" stanno fra quei 1.500? E in ogni caso, pur con tutta la crisi, è concepibile che non si riesca a trovare il modo di abbinare sicurezza e cura per poco più di mille persone? Un progetto in merito sta già nei cassetti del ministero della Giustizia, fu consegnato dal professor Vittorino Andreoli quando a via Arenula sedeva il leghista Roberto Castelli. La storia, anche quella ministeriale, ha una sua malizia”.

    Please publish modules in offcanvas position.

    We use cookies

    Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.