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28 Dicembre 2012 - 09:42

Nei carceri del Lazio arriva un modello integrato di agricoltura

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Valorizzazione di terreni, serre ed allevamenti

 

 

Incrementare le attività lavorative agricole nelle carceri del Lazio con il duplice scopo di valorizzare e mettere a reddito un cospicuo patrimonio di terreni, serre ed allevamenti di proprietà dello Stato e garantire un’attività specializzata a decine di detenuti in vista del loro ritorno nella società.

Sono questi gli obiettivi del Protocollo d’intesa firmato dal Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni, dal Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria Maria Claudia Di Paolo e dal presidente della Coop. Agricoltura Nuova Carlo Patacconi.

Questo protocollo è un risultato importante - ha spiegato il Garante Angiolo Marroni - e nasce da una duplice esigenza: valorizzare a scopo agricolo terreni inutilizzati o sottoutilizzati di proprietà pubblica all’interno delle carceri e creare le condizioni per un impiego continuativo e retribuito ai detenuti. Anche se non tutte le carceri del Lazio sono adatte a questo scopo, una ricognizione delle strutture ci ha permesso di appurare che vi sono concrete possibilità di sviluppo, e che ci consente di incrementare le opportunità lavorative interne ed esterne per i detenuti, e infine di affermare che la cultura del lavoro e della legalità rappresentano un contrasto reale alla criminalità”.

Il progetto prevede la produzione e la commercializzazione di frutta, verdura e carne da allevamento sotto un unico marchio per tutti i prodotti fatti in carcere.

Le criticità che il Protocollo dovrà minimizzare riguardano la carenza di professionalità e la difficoltà nella formazione di detenuti con pene brevi, la continuità nell’utilizzo degli addetti per la peculiarità della manodopera, problematiche generali attinenti la logistica sia del personale necessario alla formazione dei detenuti che per il trasferimento di merci e prodotti deperibili.

L’accordo prevede che il Prap favorisca tali iniziative, promuova forme di collaborazione negli Istituti per la realizzazione di interventi volti al miglioramento del sistema produttivo agricolo, assicuri, attraverso le direzioni, l’agibilità e la sicurezza degli spazi utilizzati e selezioni i detenuti meritevoli di essere inseriti nelle attività lavorative. La coop sociale Agricoltura Nuova, dovrà collaborare con altre realtà agricole già presenti negli istituti, censire lavorazioni già in essere e tutte le risorse utili a realizzare un progetto di sviluppo agricolo e lavorativo di sistema nelle carceri del Lazio, svolgere attività di formazione ai detenuti che partecipano alle attività ed assumere i detenuti lavoranti se tali attività abbiano un risvolto economico ed una redditività imprenditoriale. Compito del Garante sarà di vigilare affinché venga rispettato il cronoprogramma degli interventi previsti.

Fonte:  Ufficio Stampa Garante dei Diritti dei Detenuti del Lazio

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