08 Marzo 2018 - 10:10

    Eurispes: Italiane, 4 istantanee per un ritratto

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    L’Istituto di ricerca per la Festa della Donna

     

    Donne motore dell'economia e della speranza, moderne, tecnologiche, connesse alla Rete e appassionate di social, attente al proprio aspetto fisico e sempre più propense a inseguire la bellezza anche a costo di ricorrere al bisturi. Dopo un lungo e difficilissimo periodo di crisi, le abitudini di consumo delle donne hanno contribuito a ridare fiducia ad un'economia rimasta per molto tempo in difficoltà.

    In occasione dell'8 marzo, l’Eurispes ha voluto realizzare un'indagine declinata al femminile, soffermandosi su alcune tematiche specifiche: i consumi, la bellezza, la tecnologia e il fenomeno della violenza di genere. In particolare, è stata analizzata una forma di violenza che negli ultimi ha trovato ampio spazio sui media anche a causa dei numerosi casi di cronaca registrati, lo stalking.

    Violenza sulle donne: la percezione diffusa nell'opinione pubblica femminile è che il fenomeno sia aumentato negli ultimi due anni. Lo pensano oltre otto donne su dieci, ma l'indagine realizzata dall’Eurispes sullo stalking, rivela che la situazione reale sarebbe meno drammatica di quella percepita e il fenomeno più contenuto.

    Ed ecco l'identikit dello stalker: nel 34,3% dei casi si tratta dell'ex partner, nel 17% è un conoscente e il 14,3% delle volte “l'orco” è un collega. Solo il 4,3% delle donne indica come stalker il proprio attuale marito, compagno o fidanzato. Ad essere prese di mira dall'ex partner sono nella maggioranza dei casi le donne che vivono in coppia e non hanno figli (57%), seguite dalle donne che vivono sole (38,5%) e poi da quelle che vivono in coppia ed hanno prole (25,8%). Il 32,5% delle intervistate ha dichiarato di aver conosciuto altre vittime di stalking, una percentuale pari quasi al triplo di quella di coloro che hanno avuto esperienza in prima persona. Tra le ragazze più giovani, questo dato arriva al 46,4%.

    Sono le donne e le loro abitudini di spesa a tracciare un futuro diverso dei consumi. Dopo un lungo periodo di crisi, i comportamenti delle donne indicano un’inversione di tendenza con un incremento della spesa rispetto agli ultimi anni sia per i beni di prima necessità e per le spese mediche sia per soddisfare bisogni più voluttuari.

    Secondo l'indagine Eurispes, rispetto agli anni passati è il carrello della spesa del supermercato a pesare di più sul bilancio familiare. Un'altra voce rilevante riguarda le spese mediche: in controtendenza rispetto ai dati degli ultimi anni, oltre il 38% delle donne ha dedicato alle cure per la salute maggiori risorse, con una percentuale più alta, come era prevedibile, tra le over 65 e le 45-64enni.

    Donne al volante: più di tre su dieci hanno dichiarato di aver usato maggiormente l'automobile, sebbene gli spostamenti in auto o in moto risultino all'ultimo posto tra le spese a cui non si vuole rinunciare.

    Più tempo per sé e di maggiore qualità: il 27,8% delle donne nell’ultimo anno ha assaporato più spesso del buon cibo fuori casa, il 25,7% ha dedicato più risorse finanziarie al tempo libero, il 22,3% si è concessa più viaggi e vacanze. A trainare questo tipo di spesa sono soprattutto le fasce giovani tra i 18 e i 24 anni e tra i 25 e i 34 anni.

    Oltre un quarto delle italiane ha poi confessato di aver investito di più nella bellezza e nella cura, tra estetista, parrucchiere, profumeria. Il dato interessante è che a spendere di meno e a dover affrontare maggior difficoltà economiche sono le donne che lavorano con partita Iva. Quella per i vestiti rimane una passione tutta femminile: una su quattro ha speso di più per l'outfit rispetto agli scorsi anni; la classe delle 18-24enni è quella che più delle altre ha incrementato il budget da destinare a questo tipo di shopping.

    Così come le donne non possono a fare a meno dei loro amici a quattro zampe, considerati sempre di più parte integrante della famiglia: una donna su cinque ha incrementato la spesa per il proprio pet.

    C'è poi il capitolo dedicato ai figli: oltre tre donne su dieci hanno scelto di spendere di più per l'istruzione privata scolastica e universitaria dei figli, mentre solo il 15% ha aumentato il budget per le baby sitter. Salta agli occhi il dato che riguarda le donne che lavorano con partita Iva: il 100% di loro non ha speso neanche un euro in più per affidare le cure dei figli ad altri.

    Diciassette donne italiane su 100 hanno modificato il loro corpo con la chirurgia estetica, di queste due su cento lo ha fatto più di una volta. Secondo il sondaggio Eurispes, quasi la metà (47,9%) delle donne che hanno subito interventi, ha dichiarato di averlo fatto per la prima volta prima dei 25 anni.

    Peeling, filler e botulino, ovvero i trattamenti estetici non chirurgici, sono stati utilizzati dal 27,1% delle donne intervistate, poco più di una donna su cinque si è tatuata, il 18,1% ha fatto un piercing. In particolare, piercing e tatuaggi sono molto diffusi tra le giovanissime: tra i 18 e i 24 anni il 42,9% ha un piercing e il 39,3% un tatuaggio.

    La tecnologia è donna: non esiste alcun gap tra maschi e femmine in tema di tecnologia legata alle abitudini quotidiane. L'88,7% delle donne italiane possiede un cellulare, la percentuale raggiunge la quasi totalità nella fascia d'età compresa tra i 18 e i 44 anni. Oltre sette donne su dieci, secondo la rilevazione Eurispes, cambiano apparecchio solo quando quello vecchio non funziona più, il 12,6% quando il modello e le funzionalità sono superati, solo una su dieci lo sostituisce quando ne esce uno che le piace di più e il 6,9% appena ne ha la possibilità. I numeri cambiano se si considera solo la fascia delle giovanissime: in questo caso, sono il 15% a confessare di cambiarlo appena possono, e il 19% a dichiarare di acquistarne uno nuovo quando adocchiano un modello più bello.

    Donne social e connesse alla rete: il 78,5% crede che i Social network siano di aiuto per restare in contatto con i propri amici, il 71,8% che consentano di essere informati sull'attualità; per il 63,4% aiutano a fare nuove conoscenze e per il 62,5% sono un strumento utile di lavoro. La grande maggioranza è comunque cosciente anche degli aspetti negativi.

    Lo studio integrale è scaricabile a questo link.

    Fonte: Ufficio stampa Eurispes

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