22 Marzo 2018 - 12:07

    Amnesty International: aumentano le molestie online contro le donne

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    Twitter non rispetta i loro diritti

     

    Amnesty International ha pubblicato ieri, 21 marzo 2018, una nuova ricerca sull’esperienza fatta dalle donne sulla piattaforma Twitter, da cui emerge come la recente affermazione che l’azienda “sta dalla parte delle donne in ogni parte del mondo” suoni vuota di fronte alla costante incapacità della piattaforma di proteggere le donne dalla violenza e dalle molestie.

    Il nuovo rapporto, intitolato #ToxicTwitter: violenza e molestie online contro le donne, illustra come l’azienda non rispetti i diritti umani delle donne a causa della sua inefficace e inadeguata reazione alla violenza e alle molestie. Il rapporto include una serie di raccomandazioni concrete su come Twitter potrebbe diventare un luogo più sicuro per le donne.

    Le donne hanno il diritto di vivere libere dalla discriminazione e dalla violenza, sia online che offline. Ma lasciando che le molestie nei loro confronti aumentino, Twitter sta compromettendo quel diritto. Nonostante le ripetute promesse di ripulire la piattaforma, molte donne quando aprono Twitter trovano minacce di morte e di stupro e offese razziste od omofobe”, ha dichiarato Azmina Dhrodia, ricercatrice di Amnesty International su Tecnologia e diritti umani.

    Le nostre ricerche hanno mostrato che Twitter non fornisce rimedi adeguati alle donne che subiscono violenza e molestie sulla piattaforma. L’azienda deve fare molto di più per rispettare i diritti umani delle donne”, ha aggiunto Dhrodia.

    Nel corso di questo mese, il direttore generale di Twitter Jack Dorsey ha chiesto pubblicamente aiuto, impegnandosi a rendere la compagnia pienamente trasparente sui suoi sforzi per migliorare la ‘salute’ delle conversazioni sulla piattaforma. Tuttavia, nonostante varie richieste di Amnesty International, Twitter ha rifiutato di mettere a disposizione informazioni significative su come gestisce le segnalazioni di violenza e molestie.

    Twitter ha fatto sapere di non essere d’accordo con le conclusioni della ricerca di Amnesty International. In una dichiarazione, l’azienda ha dichiarato di “non poter cancellare odio e pregiudizio dalla società”, di aver fatto oltre 30 cambiamenti negli ultimi 16 mesi per migliorare la sicurezza e di aver aumentato il numero delle azioni intraprese nei confronti di tweet molesti. La compagnia ha reiterato il suo rifiuto di fornire informazioni su come gestisce le segnalazioni di molestie, spiegando che “gli strumenti per segnalare sono spesso usati in modo inappropriato”.

    Il rapporto di Amnesty International si basa su un mix di ricerca quantitativa e qualitativa condotta negli ultimi 16 mesi e su interviste a 86 donne e persone di genere non binario tra cui giornalisti, esponenti politici e utenti comuni del Regno Unito e degli Usa, circa la loro esperienza di fronte al fatto che Twitter non ha preso sul serio le loro segnalazioni di molestie.

    Le regole di Twitter sui comportamenti d’odio vietano la violenza e le molestie contro le donne e la piattaforma è dotata di un sistema di segnalazione degli account o dei tweet che violano quelle politiche.

    Tuttavia, secondo il rapporto di Amnesty International, Twitter non fa sapere agli utenti come interpreta e applica queste regole o come forma i moderatori a rispondere alle segnalazioni di violenza e molestie. Il rapporto termina affermando che le regole sono applicate in modo incoerente e che talvolta non c’è reazione alle segnalazioni: ciò rende i contenuti molesti ancora visibili nonostante violino le regole della piattaforma.

    Nel 2017 Amnesty International ha intervistato 4mila donne in otto paesi: oltre tre quarti (il 76 per cento) di quelle che avevano subito molestie e intimidazioni su un social media avevano cambiato il loro comportamento online, ad esempio nel 32 per cento dei casi rinunciando a postare le loro opinioni su determinati argomenti.

    Secondo Amnesty International le donne di colore, quelle appartenenti alle minoranze etniche o religiose, le donne Lgbti, le persone di genere non binario e le donne con disabilità sono prese di mira più delle altre. In questo modo persone già marginalizzate vengono tenute fuori dalla conversazione pubblica.

    Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un’ondata di solidarietà e di attivismo da parte delle donne di tutto il mondo, e non c’è dubbio che Twitter abbia avuto un ruolo importante in movimenti come #MeToo”, ha commentato Dhrodia. “Le recenti iniziative di Twitter indicano che l’azienda vuole essere parte di questo cambiamento, ma le donne non ci credono. Se non prenderà ulteriori misure concrete contro la violenza e le molestie online sulla sua piattaforma, Twitter non potrà sostenere credibilmente di stare dalla parte delle donne”, ha concluso Dhrodia.

    Il rapporto #ToxicTwitter: violenza e molestie online contro le donne è online all’indirizzo:  https://d21zrvtkxtd6ae.cloudfront.net/public/uploads/2018/03/20164406/ToxicTwitter-report-EMBARGOED-21-MARCH.pdf

    Fonte: Ufficio stampa Amnesty International - Sezione Italiana

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