30 Ottobre 2018 - 13:29

    “Filippo. Che non chiedeva mai la strada”

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    Nome di uomo comune per una storia fuori dall’ordinario (purtroppo)

     

    Al Teatro Spontini di Maiolati nelle Marche, il 26 ottobre 2018 è andato in scena, in Prima Nazionale Filippo testo sul femminicidio di Betta Cianchini, con l’intensa interpretazione di una sconvolgente Federica Quaglieri e l’attenta regia di Walter Garibaldi.

    Il monologo è una produzione Mania Teatro e Teatro Marconi di Felice Della Corte che continua la sagace operazione di valorizzare e promuovere la drammaturgia contemporanea.

    Ma ha ancora senso uno spettacolo sul femminicidio? Ad oggi il fenomeno non appare affatto debellato, anzi la cronaca incalza nel raccontare delitti sempre più atroci che si verificano con un devastante incremento, quasi ci fosse uno spirito di emulazione nel poter poi essere tra i protagonisti di un fatto di cronaca nera. E che la semplice deduzione non sia affatto lontana dalla realtà viene confermato dal recente ed in verità inqualificabile attacco che gli avvocati di un criminale hanno rivolto alla vittima, proibendole di parlare della vicenda in un noto reality al quale partecipava, senza il benché minimo senso del ridicolo ed oltre il più inimmaginabile ritegno. Ovviamente la conduttrice, i partecipanti e la rete se ne sono ben visti dall’eseguire tale folle imposizione ed hanno continuato, com’era giusto che sia, la loro strada. Ma quello che rimane è una richiesta completamente folle che presenta all’opinione pubblica “il colpevole” ancora come “vittima” ribaltando di fatto gli accadimenti e la percezione degli stessi.

    Ecco forse uno tra i tanti motivi per cui realizzare oggi, nel 2018 uno spettacolo sul femminicidio non solo non è anacronistico ma diventa un obbligo morale al quale è impossibile sottrarsi.

    Sperando ovviamente i tanti racconti si trasformino negli anni a venire in allestimenti di pura fantasia e non abbiano più a che vedere con la quotidianità di ognuno di noi. Quotidianità perennemente ferita e stuprata, privata brutalmente della umana pietas. La violenza contro le donne sul palco è realismo e il realismo è importante. Non è un semplice intrattenimento, ma una sorta di resa dei conti con il modo in cui sono le cose, costringendoci ad affrontare noi stessi. È dannoso quando continuiamo a mettere questo materiale sul palco e fingere che ci sorprenda, o legittimare la sorpresa di altre persone. Ci lascia tutti fuori dai guai: non abbiamo visto niente! Ci assolve da ogni responsabilità riguardo a come la misoginia viene coltivata e sostenuta nella società e ci riporta al punto di partenza - il momento rivelatore - quando dovremmo essere molto più avanti nel ciclo di smantellamento della violenza di genere e della disuguaglianza.

    Come nasce un amore? Quale strana alchimia scatta tra due single che inizieranno a frequentarsi? In un clima da commedia rosa anni cinquanta, la protagonista racconta in prima persona l’inizio di una storia travolgente. E lo fa senza remora alcuna trovando sempre una moltitudine di letture divertenti ad ogni episodio raccontato. Brillante è il primo incontro-scontro dovuto alla sua lieve ‘cecità’, nel quale lei in una sorta di reincarnazione di Mr. Magoo al femminile va a sbattere forte contro una vetrina del Corso che prima comunque “non c’era” o meglio non era stata messa dall’interessata bene a fuoco. Così come spassoso è il rapporto con Ettore, il cane obeso della ‘amata’ suocera. L’intero monologo è un concentrato di ritmi comici, situazioni paradossali minuziosamente costruite per ‘distogliere’ e far divertire il pubblico con grazia, leggerezza ed intelligenza. Ma l’attrice, Federica Quaglieri, una concreta Prima Donna, dosa molto bene le molteplici corde interpretative a disposizione, rivelando un fervore ed una compenetrazione rari da vedersi sulle tavole dei palcoscenici.

    Solo negli ultimi minuti verrà rivelata l’anima di Filippo e ciò che un amore malato lo ha portato a compiere. E quando Filippo si ‘palesa’ con tutto l’orrore commesso, la platea diventa di ghiaccio e le lacrime affiorano sul volto degli spettatori attoniti, grazie ad un colpo di scena vero motore di una regia attenta e di eccellente livello.

    Fonte: Comunicato stampa

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