12 Febbraio 2020 - 12:30

    "Mai più vittime civili di guerra", un estratto dal discorso di Umberto Vattani durante il convegno a Torino

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    L'11 febbraio a Torino si è tenuto l'evento clou delle celebrazioni della Terza giornata nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo con il convegno "Mai più vittime civili di guerra". Al convegno hanno partecipato, tra gli altri, la Vice Presidente del Senato On. Anna Rossomando, della Vice Ministra Affari Esteri On. Emanuela Del Re, del Presidente dell'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra avv. Giuseppe Castronovo e dell'ambasciatore Umberto Vattani.

    In allegato un estratto del discorso realizzato in occasione del convegno dall'ambasciatore Umberto Vattani, presidente del comitato promotore dell'anno internazionale delle vittime di tutte le guerre del mondo, gentilmente concesso dall'organizzazione della giornata: 

    "Essere riusciti a realizzare una giornata nazionale dedicata alle vittime civili di guerra è una conquista del nostro Paese. E' un esempio di civiltà di cui l'Italia deve essere fiera anche perché il nostro Parlamento l’ha votata all’unanimità. È stata l'Associazione Nazionale Vittime Civili delle Guerre e dei Conflitti nel Mondo ad ideare e realizzare questa iniziativa, unica al mondo e al loro instancabile lavoro va reso merito. […]  Per risvegliare le coscienze e provocare una decisa, energica reazione su una emergenza così drammatica, occorre un appello ad ampio raggio, rivolto a tutti i popoli europei perché facciano sentire la loro voce e sensibilizzino i loro governi. Per questo abbiamo voluto coinvolgere la governance dell'Unione Europea, ricordando che nel 2003, sotto Presidenza italiana, il Consiglio Europeo adottò un documento “Strategia per la Sicurezza dell’Ue” nel quale si riportavano dati destinati ad attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla situazione delle vittime civili di guerra: “dal 1990”, si legge nel testo, “quasi 4 milioni di persone sono morte in guerra, di cui 90% civili”. Queste percentuali, con gli sviluppi della tecnologia, si sono ulteriormente aggravate. […] Siamo consapevoli di essere solo all'inizio di un percorso che richiederà tenacia e pazienza. Procederemo per tappe successive, acquisendo, man mano che andremo avanti, l'adesione sempre più larga dell'opinione pubblica nazionale e internazionale. Il Comitato Promotore ha assunto l'impegno di testimoniare al di là delle nostre frontiere i valori universali che l'Associazione Nazionale Vittime Civili delle Guerre e dei Conflitti rivendica. Questi valori nessuno li può rinnegare. Non esistono distinzioni tra le vittime civili, tra quanti hanno subito menomazioni o perso la vita a causa delle Guerre e dei conflitti, quali che siano le latitudini e le longitudini dei territori dove questi eventi drammatici si sono verificati".

    Ultima modifica il 12 Febbraio 2020 - 12:59

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