25 Marzo 2020 - 09:27

    Il racconto di Isabella Schiavone nel suo blog

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    Il racconto di Isabella Schiavone nel suo blog: 'Adesso, amore mio, ti porto a fare un giro. Pure se c’è il Coronavirus. E sai perché?'

     

    Maria si è chiusa in bagno. Stremata. Dalle botte, dalle grida, dalla paura. Tenere chiuso in casa suo figlio Giulio, autistico, è impossibile. Le disposizioni del Governo non avevano contemplato casi come questo. Oramai lo sappiamo. Per contrastare e contenere la diffusione del Coronavirus bisogna stare a casa, limitare le uscite solo per spesa, farmacia, lavoro.  

    Ma nella condizione di Maria, mamma sola – quindi caregiver (familiare che si occupa in forma esclusiva di un parente con disabilità) – ci sono migliaia di persone, che in questo momento stanno soffrendo più del solito e più degli altri. Persone che si sentono abbandonate dai servizi sociali, che devono fare la fila come gli altri per entrare al supermercato e in farmacia, senza un accesso prioritario (le mamme con bambini pure in aereo salgono prima, per dire). Magari queste donne, stremate da una notte insonne, hanno il figlio disabile accanto, che si innervosisce e diventa irrequieto. A rischio crisi. Non possono andare da sole. Già, perché molti operatori a casa non vanno più. Troppa paura del contagio. E poi, le mascherine. Non si trovano. Per averne, chi c’è riuscito, le ha pagate anche venti euro l’una. Scuola on line per i ragazzi disabili neanche a parlarne. Potrebbe essere un diversivo, un modo per mantenere un contatto con l’esterno.

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