“La guerra nascosta degli USA in Somalia”

 |  20 Marzo 2019 - 12:38  |  Pubblicato in Cattive notizie

Amnesty International: pubblicato il Rapporto sugli attacchi aerei degli USA in Somalia. Possibili crimini di guerra avvolti dal segreto

La Sfida del Federalismo Solidale

 |  20 Marzo 2019 - 10:14  |  Pubblicato in Notizie

Gli appuntamenti su Radio 1 Rai Gr Parlamento

Il 21 marzo la manifestazione nazionale a Padova

Emergenze in città? Grazie ad Enea basta un click

 |  15 Marzo 2019 - 11:55  |  Pubblicato in Buone notizie

Con un'applicazione interventi più rapidi

“Fai viaggiare la tua storia”

 |  15 Marzo 2019 - 10:10  |  Pubblicato in Notizie

La terza edizione prosegue fino al 31 marzo

La Sfida del Federalismo Solidale

 |  14 Marzo 2019 - 10:36  |  Pubblicato in Notizie

Gli appuntamenti su Radio 1 Rai Gr Parlamento

Il messaggio di Janiki Cingoli

PORTICI (NA) – Formare e sostenere le famiglie, protagoniste nella cura del paziente malato di Alzheimer. È lo scopo del progetto Alzheimer Art Café, al via alla sua prima edizione da domani, 14 marzo, fino al 20 giugno a Portici (NA), organizzato dalla ASL Napoli 3 Sud, Distretto 34, in collaborazione con Cooperativa Nuova S.A.I.R. OnlusConsorzio ConfiniConsorzio Gesco e l'OdV I Vesuviani.

L'iniziativa mette al centro la famiglia, imprescindibile per qualsiasi percorso di cura, e mira a dotarla di strumenti, risorse e risposte adeguate. L'obiettivo è quello di accumulare una serie di competenze che vanno azionate nell'assistenza domiciliare, in modo che la famiglia non sia più sola e venga supportata da una rete di servizi nella gestione quotidiana delle difficoltà legate al caregiving.

Il progetto prevede incontri di formazione e laboratori esperienziali. Questi ultimi, in particolare, sono organizzati in sei momenti orientati a rendere i partecipanti consapevoli delle proprie risorse interiori. L'idea di partenza dei laboratori esperienziali è che i caregiver dispongono di risorse a cui possono attingere per affrontare la quotidianità. 

Ai record negativi nazionali si aggiunge oggi un triste primato europeo: l’Italia è il Paese con il più basso tasso di fertilità dopo Spagna e Malta, quello in cui il primo figlio si concepisce più tardi, oltre i 31 anni. L’Italia sta morendo, sta scomparendo dalla cartina geografica del Vecchio Continente. A questo punto, anche in vista delle prossime elezioni europee, è necessario un Patto per la natalità non più solo italiano, ma europeo. Un’intesa che unisca partiti, imprese, banche, società civile e mass media che ci rappresentano in UE in un impegno comune per cambiare le politiche familiari, avvicinandole a quelle dei Paesi più virtuosi da questo punto di vista”: è il commento del Presidente nazionale del Forum delle Associazioni FamiliariGigi De Palo, ai dati Eurostat su nascite e fertilità nel continente europeo, resi noti oggi.

L’Italia – aggiunge Vincenzo Bassi, responsabile giuridico del Forum Famiglie e vicepresidente della Federazione Europea delle Associazioni Familiari (FAFCE)– è il Paese in cui le donne hanno l’età più alta al momento della prima nascita: la vera emergenza per tutto il Continente è rappresentata dalle culle vuote. Non è un caso se le mamme più giovani in UE provengono da Bulgaria e Romania, Paesi che evidentemente più di altri considerano la bellezza della maternità e della famiglia un valore e una modalità di concorso al bene comune. È da qui che bisogna ripartire per invertire la rotta demografica italiana ed europea. Teniamone conto alle prossime elezioni europee”.

 

BANDO BENI CONFISCATI

 |  12 Marzo 2019 - 12:29  |  Pubblicato in Buone notizie

Il Bando è rivolto alle organizzazioni del Terzo Settore di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia le quali possono presentare proposte di valorizzazione di beni confiscati già assegnati, prevedendo l’avvio di nuove attività di economia sociale. I progetti dovranno rendere il bene confiscato un “patrimonio collettivo”, occasione di sviluppo sociale ed economico del territorio, coinvolgendo attivamente la comunità locale.

“L’esperienza ci insegna che l’impatto di un bene confiscato valorizzato va oltre l’aspetto simbolico, seppur importante, legato al riscatto della comunità dal potere mafioso– dichiara Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione CON IL SUD. Se i beni vengono realmente trasformati in ‘produttori’ di valore sociale, con azioni collettive e anche attività economiche sostenibili, possono essere considerati occasioni di sviluppo locale. Partendo dalla riappropriazione di un ‘bene comune’ – sottolinea Borgomeo - è possibile costruire percorsi di coesione e inclusione sociale, iniziative di economia civile, capaci di generare una ritrovata fiducia nel territorio e alternative credibili alle econome e alle logiche criminali”.


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