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Udienza senza precedenti sul diritto alla “dolce morte" ieri a Strasburgo, davanti alla Corte europea dei diritti umani. I giudici europei sono stati chiamati a pronunciarsi per la prima volta sul diritto all'eutanasia da una donna inglese di 43 anni, Diane Pretty, colpita da una sclerosi gravissima nel 1999 e già paralizzata, che chiede di poter scegliere di «morire con dignità» con l'aiuto del marito Brian. I medici le danno solo poche settimane di vita. Per lei la corte di Strasburgo ha aperto una corsia preferenziale: in poche settimane è stata organizzata l'udienza odierna sul suo ricorso contro il governo di Londra. La sentenza è prevista per la metà dell’aprile prossimo. Se la Corte darà ragione a Diane, la giustizia britannica dovrà rivedere la sua posizione. Ma la decisione di Strasburgo peserà anche sul dibattito in corso sull'eutanasia in molti paesi europei.

Marco Biagi: cosa ha scritto prima di essere assasinato

 |  20 Marzo 2002 - 01:00  |  Pubblicato in Notizie
(Pa.N.)Nel ricordo di Marco Biagi, il consulente del Ministero del Lavoro barbaramente ucciso a Bologna, riportiamo l'ultimo suo editoriale pubblicato in prima pagina sul "Sole/24 ore" ieri 19 marzo, ultimo giorno anche della sua vita. "Chi frena le riforme è contro l'Europa" il titolo dell'articolo, un titolo schietto. Marco Biagiscriveva quello che pensava, da studioso, da professionista, da persona seria. Dunque in Italia, nell'anno 2002, si può ancora morire per questo?

Un dottore "speciale"

 |  20 Marzo 2002 - 01:00  |  Pubblicato in Notizie
Sergio Guarino, un napoletano di 42 anni, spastico e paralitico (è in grado di muovere solo il dito medio della mano sinistra) ma anche scrittore e poeta si è laureato ieri con 110 e lode in Lettere Moderne. Sergio, pur avendo subito 38 operazioni e vivendo con un rene solo ha portato a termine il suo percorso di studi dopo aver iniziato la scuola a 14 anni. La tesi che ha discusso riguardava lo scrittore Luigi Compagnone. Complimenti e in bocca al lupo Sergio!
Il premio «Nansen» 2002, assegnato tutti gli anni dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Acnur) a chi si distingue nella propria opera a favore di questi ultimi, andrà al comandante, all'equipaggio e all'armatore del «Tampa». Con una lode all'Italia che in passato «si è comportata in modo ammirevole per quanto concerne il salvataggio in mare» di profughi.
ADESSO Safiya, che ha compiuto 36 anni (e si sente «molto vecchia», dice nelle interviste), è diventata meta dei giornalisti della stampa occidentale. Dopo quella rilasciata a Zapping (la prima in Italia), ha concesso interviste a TV7 e a Mediaset. Ora la donna si sente rincuorata e, pur dichiarandosi musulmana osservante, comincia a sperare che potrà salvare la vita. Per fortuna la mobilitazione internazionale ha fatto uscire dal silenzio la storia di Safiya. Zapping se ne occupa da ottobre: ha raccolto oltre 200 mila e/mail e fax, inviandoli all'ambasciata nigeriana a Roma per chiedere la grazia o un nuovo processo (attivando iniziative online di associazioni e singoli volontari che hanno portato all'invio di oltre un milione di adesioni); ha promosso quattro fiaccolate, a partire dalla notte di Natale, davanti alla sede diplomatica del paese africano, con migliaia di partecipanti; ha raccolto l'adesione di oltre 300 parlamentari, di tutte le forze politiche, dei presidenti delle Regioni, di centinaia di sindaci e presidenti di Provincia.

Israeliani e palestinesi insieme per la pace

 |  19 Marzo 2002 - 01:00  |  Pubblicato in Notizie
Ci sarà anche il cardinal Achille Silvestrini alla fiaccolata per la pace in Medio Oriente. Il nome del cardinale si aggiunge ad una lunga lista di personaggi della cultura e della società civile che hanno già dato la loro adesione. La manifestazione vedrà sfilare domani fianco a fianco israeliani e palestinesi. Sarà un corteo scandito dal silenzio, che si aprirà con le bandiere israeliana e palestinese unite da una colomba e un grande striscione con scritto: pace e sicurezza in Medio Oriente: due popoli, due Stati. Partirà alle 19 dal Campidoglio diretto al Colosseo. Stesso tragitto, stesso rigoroso silenzio che accompagnò un altro corteo, quello guidato dal sindaco Veltroni all’indomani dell’attentato alle Torri Gemelle di New York.
Uccide la compagna e i due figli disabili. Poi decide di farla finita gettandosi da una finestra di un ospedale. Questa tragedia della follia si è consumata ad Anzio, sul litorale romano. A compiere il massacro è stato Klaus Witty, un pensionato tedesco di 63 anni. Un delitto commesso, come ha sussurrato qualcuno mentre la polizia portava via i tre cadaveri, "per troppo amore."Pare infatti che il movente fosse il timore dell'uomo di vedersi portar via i suoi bambini dai servizi sociali. Riccardo di 15 anni e Hermanno di 12. Dopo averli caricati insieme con la compagna Maria De Mattheis, 56 anni, su un furgoncino Mercedes con la scusa di condurli nel bosco per una passeggiata domenicale, li ha uccisi tutti e tre a sangue freddo

I disabili nella società dell'informazione

 |  19 Marzo 2002 - 01:00  |  Pubblicato in Notizie
Un vademecum per districarsi nel mondo dell'informatica delle pubbliche amministrazioni che si rivolge ai disabili. Un testo, corredato da un CD_ROM, che raccoglie norme e consigli per chi deve realizzare siti accessibili" a norma". Un utile strumento anche per chi voglia approfondire le tematiche dell'handicap e dei diritti ad esse legate.

Da Sodoma a Hollywood

 |  18 Marzo 2002 - 01:00  |  Pubblicato in Notizie
Da Sodoma a Hollywood è il Diciassettesimo Festival Internazionale di Film con Tematiche Omosessuali, che si terrà dal 24 aprile al 1 maggio.

Assassinato in Colombia vescovo antidroga

 |  18 Marzo 2002 - 01:00  |  Pubblicato in Notizie
Cade sotto i colpi della violenza in Colombia l’arcivescovo di Cali, Isaias Duarte Cancino, 63 anni, uno dei più coraggiosi e lucidi accusatori della guerra civile e dei suoi protagonisti. E’ successo sabato notte: monsignor Duarte stava uscendo da una chiesa nel quartiere popolare di Aguasblancas, alla periferia della terza città colombiana. Aveva appena celebrato un matrimonio di gruppo e stava salendo in automobile per tornare a casa. Da una motocicletta in corsa, sulla quale c’erano due ragazzi, sono partiti pochi ma precisi colpi che hanno colpito il prelato al capo e al petto.

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