Giustizia e carceri

Giustizia e carceri (817)

Per Sofri e Bompressi
Un digiuno contro l’oblio

Questa non è un’iniziativa con un obiettivo o una scadenza immediata, proponiamo, piuttosto, una catena di solidarietà, anche attraverso un digiuno a staffetta, per rifiutare il ruolo di spettatori passivi e perché la carcerazione di Sofri e Bompressi non cada nell’oblio.
Anche il sindaco di Roma e quello di Napoli aderiscono alla mobilitazione per chiedere un atto di clemenza nei confronti di Adriano Sofri e Ovidio Bompressi. Mentre cresce di ora in ora il numero delle persone che hanno aderito allo sciopero della fame «a staffetta» per chiedere la grazia per i due ex leader di Lotta Continua, condannati per l’omicidio del commissario Luigi Calabresi.
Per Sofri e Bompressi
Un digiuno contro l’oblio

Questa non è un’iniziativa con un obiettivo o una scadenza immediata, proponiamo, piuttosto, una catena di solidarietà, anche attraverso un digiuno a staffetta, per rifiutare il ruolo di spettatori passivi e perché la carcerazione di Sofri e Bompressi non cada nell’oblio.
“Il digiuno day contro l’oblio per Adriano Sofri e Ovidio Bompressi registra 1430 adesioni per un totale di 2897 giornate di digiuno”. Lo riporta il bollettino n. 101 che quotidianamente riporta on/line le notizie della catena di solidarietà.“Nella mattinata di oggi in molte città italiane i digiunanti hanno incontrato i Sindaci delle città italiane chiedendo loro di sottoscrivere un appello per una soluzione di clemenza nei confronti di Sofri e Bompressi e di sostegno all’iniziativa. Tale sostegno è stato espresso in particolare dal sindaco di Roma Walter Veltroni , di Napoli Rosa Russo Iervolino, di Pisa Paolo Fontanelli e dal Presidente della Provincia di Napoli Amato Lamberti che hanno incontrato questa mattina delegazioni di aderenti alla staffetta.
Per Sofri e Bompressi
Un digiuno contro l’oblio


Questa non è un’iniziativa con un obiettivo o una scadenza immediata, proponiamo, piuttosto, una catena di solidarietà, anche attraverso un digiuno a staffetta, per rifiutare il ruolo di spettatori passivi e perché la carcerazione di Sofri e Bompressi non cada nell’oblio.
Noi detenuti ristretti al reparto G12/secondo piano "A.S" essendo venuti a conoscenza della protesta non violenta dei detenuti ristretti in regime del 41bis di Viterbo e Spoleto, espressa con il rifiuto del vitto del "carrello"....abbiamo deciso di di aderire allos ciopero dalla mattina del 1° luglio alla sera del 5 luglio...».
2725 giornate di digiuno


per
Ovidio Bompressi e
Adriano Sofri
Un digiuno contro l’oblio

Questa non è un’iniziativa con un obiettivo o una scadenza immediata, proponiamo, piuttosto, una catena di solidarietà, anche attraverso un digiuno a staffetta, per rifiutare il ruolo di spettatori passivi e perché la carcerazione di Sofri e Bompressi non cada nell’oblio.

Digiuneranno in 1.300. Filosofi, scrittori, giornalisti, politici. Un digiuno simbolico di un giorno, per chiedere al presidente della Repubblica la grazia per Adriano Sofri e Ovidio Bompressi, condannati per l’omicidio del commissario Luigi Calabresi. E’ la conclusione di una staffetta iniziata quasi sei mesi fa, quando, per iniziativa dell’ex sottosegretario alla Giustizia Franco Corleone e di Silvio Di Francia, un gruppo di persone aveva iniziato un digiuno. Alcuni avevano scelto di farlo durare una settimana, altri anche un mese. Alla fine, sei mesi dopo, il conto è di 2.661 giorni di digiuno «consumati». Domani, la conclusione della maratona, con un digiuno di massa e una manifestazione in piazza Santa Maria in Trastevere, a Roma.
Per Sofri e Bompressi
Un digiuno contro l’oblio

Questa non è un’iniziativa con un obiettivo o una scadenza immediata, proponiamo, piuttosto, una catena di solidarietà, anche attraverso un digiuno a staffetta, per rifiutare il ruolo di spettatori passivi e perché la carcerazione di Sofri e Bompressi non cada nell’oblio.
Parte con uno scontro la nuova Corte penale internazionale che inizia i suoi lavori oggi all’Aja. Il primo tribunale internazionale permanente della storia contro i crimini di guerra, i crimini contro l’umanità e il genocidio è stato, infatti, ieri al centro di una «battaglia» alle Nazioni Unite: gli Stati Uniti, che dopo aver firmato il trattato istitutivo della Corte si sono in seguito svincolati dagli obblighi derivanti dalla firma, hanno deciso di porre il veto al prolungamento della missione dell’Onu in Bosnia.

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saint vincent 2013

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