Infanzia

Infanzia (1422)

Diciannove piccoli giornalisti sono stati premiati ieri in Campidoglio dal sindaco Walter Veltroni per il concorso «Roma per Roma», dedicato a Ilaria Alpi, la giornalista del Tg3 uccisa in Somalia. Tema degli «articoli», la solitudine, proposto anche ad alcuni scrittori internazionali che saranno, dalla fine di maggio, alla basilica di Massenzio per la rassegna «Letterature».

<b>Rimboschiamoci le maniche: festa per 800 bambini</B>

 |  14 Maggio 2002 - 02:00  |  Pubblicato in Infanzia
Grande festa finale di «Rimboschiamoci le maniche», l’iniziativa di educazione ambientale varata dall’assessorato capitolino alle Politiche per l’infanzia.
Nei giardini di Castel Sant’Angelo, 800 bambini si riuniscono questa mattina per celebrare il successo del progetto anche per la sensibilizzazione contro gli incendi boschivi. Ad ogni bambino sarà donata una bustina di semi di piante aromatiche della macchia mediterranea. Per far crescere nuovi boschi.
RIMBOSCHIAMOCI LE MANICHE oggi, dalle 10 alle 12, nei giardini di Castel Sant’Angelo
/ Un ''mezzo'' che offre grandi possibilita', avanza grandi promesse, ma nasconde anche grandi rischi. Ne buono ne' cattivo in se' ma che va ''gestito'' e che, comunque, ha proprio nello sviluppo delle nuove tecnologie le potenzialita' per una ''autodifesa''. E', in estrema sintesi, l'identikit del web emerso dal convegno ''I mali di Internet: dal terrorismo alla pedofilia.
"Vola solo chi osa farlo, miagolò Zorba"17 MAGGIO, SPETTACOLI TEATRALI28/31 MAGGIO, MOSTRA DEI DISEGNIFumetti, burattini, poesie, ma anche cd, video, disegni, libri giganti e spettacoli. Per oltre mille studenti della capitale il fine anno scolastico ha i colori, i suoni e il linguaggio della creatività e dell’intercultura. Nelle prossime settimane, infatti, si conclude la prima parte di "Vola solo chi osa farlo, miagolò Zorba", il progetto scuola de La Gabbianella / Coordinamento nazionale per l’adozione a distanza formato da 37 associazioni. Più di 50 scuole di Roma hanno preso spunto dal libro di Luis Sepùlveda e preparato durante l’anno numerosi elaborati che saranno presentati in due grandi eventi:/ il 17 maggio (ore 9/ 13) andranno in scena tutti gli spettacoli preparati dagli studenti presso il teatro S.Francesca Romana (piazza Nerazzini 5);/ dal 28 al 31 maggio (dalle ore 10), invece, saranno esposti i disegni e gli altri lavori realizzati nelle scuole, presso la Sala Concerti della Banca d’Italia (via S.Vitale 19). Il progetto, che è andato oltre ogni più rosea aspettativa degli organizzatori, è solo la prima tappa della Campagna nazionale di educazione alla mondialità e alla solidarietà avviata da La Gabbianella. La collaborazione con le scuole proseguirà nei prossimi anni e permetterà così non solo di elaborare la "Mappa delle Scuole Solidali" di Roma, ma anche di avviare gemellaggi tra scuole del Nord e del Sud del mondo. Oltre a essere un contributo concreto in grado di migliorare le condizioni di vita di numerose persone e comunità del Sud del mondo, il sostegno a distanza si dimostra anche uno strumento di educazione che consente di prendere coscienza dei problemi dei paesi impoveriti, ma soprattutto delle ricchezze che "culture" e popoli sempre più migranti portano con sé.
Sulla via dell’integrazione tra i popoli è nata, nel III Municipio, nella parrocchia di via Sant’Ippolito, «Casa Azzurra», associazione di giovani volontari che si occupa di circa 100 ragazzi, tra i 6 e i 16 anni, di varie etnie.
Ebrei e musulmani, qui, giocano a calcetto e fanno i compiti insieme. Info: 06.49743340

<b>LA GUERRA NON E' UN VIDEOGAME</B>

 |  10 Maggio 2002 - 02:00  |  Pubblicato in Infanzia
Nella scena finale del film Videogame il computer commenta la partita che ha rischiato di far scoppiare la Terza guerra mondiale: "Guerra termonucleareglobale, unico modo per vincere: non giocare!".
Nella scena precedente, come un'immenso videogioco, centinaia di missili virtuali avevano colpito altrettanti bersagli virtuali. E' come per la prima guerra del Terzo millennio.
Una guerra senza immagini di combattimenti, senza morti e feriti. Solo le immagini delle telecamere che bombardano isolati bersagli in mezzo al deserto e le cartine geografiche su cui esperti militari disegnano la collocazione delle forze in campo. La guerra in Afghanistan è stata una guerra diversa dai conflitti combattuti da quando la tv è diventata il più potente mezzo d'informazione.
Già la Guerra del Golfo ci aveva abituato a una guerra senza sangue, una guerra telematica, fatta di microtelecamere piazzate sulla testa delle bombe al laser. Molti bambini, all'epoca della guerra contro Saddam Hussein, dissero che per loro la guerra era "come i fuochi d'artificio".
Le immagini della guerra in tivù erano costituite principalmente dai bombardamenti di Bagdad e dal fuoco della contraerea con i proiettili traccianti. La serie dei conflitti invisibili si era consumata con la guerra di Grenada (quando anche le informazioni erano spesso tenute nascoste ai giornalisti e quindi alla pubblica opinione) e con la riconquista delle Falklands (che solo pochi poterono seguire).
I conflitti nella ex Jugoslavia e la guerra del Kosovo avevano rappresentato una inversione di tendenza, con le immagini dei ponti bombardati e i cecchini in azione, i campi profughi e le fosse comuni, il decollo degli aerei e i villaggi distrutti.
Ce ne siamo resi conto direttamente quando con Angeli abbiamo portato viveri, vestiti, medicinali e giocattoli ai bambini /albanesi e serbi/ di Pristina, poco prima dello scoppio della guerra.
In Afghanistan, anche a causa delle grandi difficoltà logistiche, le immagini di scene di guerra sono state rare. La tv ha mostrato la violenza delle manifestazioni e degli scontri di piazza, ma pochi militari in azione.
La presente ricerca conferma questo dato, con 4 ragazzini su 5 che mettono, tra le immagini che più ricordano della guerra, l'attacco alle Torri Gemelle e al Pentagono, nonostante la guerra /al momento della somministrazione dei questionari/ fosse iniziata da parecchie settimane e che l'11 settembre fosse lontano quasi 3 mesi.

Alla ricerca è stato interamente dedicato il numero doppio di Angeli di Marzo/ Aprile 2002, recentemente pubblicat
"nella guerra non ci sono né il buono né il cattivo"
Emiliano, 11 anni

<b>BAMBINI, TV E GUERRA</B>

 |  08 Maggio 2002 - 02:00  |  Pubblicato in Infanzia
Tra famiglia, scuola e tv qual è l’agenzia d’informazione più importante per gli allievi delle scuole elementari e medie?
Quali effetti hanno sui bambini le immagini della guerra proposte dalla tv?
Quali sono i programmi televisivi più seguiti e quanto viene compreso delle notizie sulla guerra?
A queste domande ha cercato di rispondere una ricerca diretta dal sociologo Pino Nazio, pubblicata sul prossimo numero di Angeli, realizzata in collaborazione con il Segretariato Sociale e Rapporti con il Pubblico della Rai.
A new advertising campaign launched 28 April 2002, Beat Poverty, is Save the Children's program to raise awareness of and fight child poverty
Save the Children consider that Poverty is the single biggest threat facing children around the world today. It steals the lives of children and denies them their right to education, health, nutrition, shelter and all the things that we taken for granted.

The keystone of the STC UK Beat Poverty Program is the campaign commercial which shows that there is hope / poverty can be beaten.

In the commercial the hand of Poverty returns to the screen in the last part and attempts to grab the child from the Save the Children logo. A glow emanates from the logo itself, fending Poverty off, as Lisa I'Anson delivers the final statement: 'Poverty preys on young lives. Join Save the Children's campaign. And help Beat Poverty.'

Narrated throughout by actor Christopher Lee (of Lord of the Rings and Star Wars fame), the commercial draws on the dark side of many traditional and contemporary children's stories, nursery rhymes and fairy tales. The script is almost like a nursery rhyme using rhyme, tongue twisters and word plays.

Catalyst produced the integral campaign which includes tv, radio, newspaper and cinema presentations. Marc Middleton Heath, Campaign Director for Catalyst, said "Poverty is personified as a dark, sinister character but this was carefully animated so that we don't shock the audience."

To see the campaign in further detail and also other initiatives by Save the Children UK, visit their site on www.savethechildren.org.uk.

Join forces with Save the Children to Beat Poverty by visiting the website at www.beatpoverty.org.

The British branch of the international organisation Save the Children, has launched an appeal to ameliorate the food security crisis in Malawi and five other African nations. Save the Children urgently needs your help to secure food for those children most in danger.

<B>L'ORCHESTRA DI ROMA NEI SUONI DELL'INFANZIA</B>

 |  26 Aprile 2002 - 02:00  |  Pubblicato in Infanzia
A Santa Cecilia è in programma un concerto dell'Orchestra di Roma e del Lazio diretta da Germano Neri e interamente dedicato al mondo dell'infanzia.
In programma: la Kindersymphonie attribuita a Leopold Mozart; la Sinfonia dei nuovi giocattoli (1999) di Marco Betta, compositore contemporaneo siciliano, allievo di Sciarrino; il Primo concerto dell'orsetto Paddington per voce recitante e orchestra composto nel 1984 da Herbert Chapell, voce recitante Lorenzo Macrì. AUDITORIUM di via della Conciliazione, domenica ore 21 tel. 06/9766711.

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