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In onda domani 3 settembre, alle 13.45, sulle frequenze di Radio Rai Gr Parlamento. Il Sindaco del piccolo paese di Poggio Rusco (circa 6.700 abitanti), Sergio Rinaldoni, ha costruito grazie ad una oculata politica di recupero di finanziamenti europei e nazionali un teatro sfidando la crisi ed il pessimismo. Sarà lui a rappresentare la speranza. Poi sarà la volta del Sindaco di Varallo Sesia (circa 7.500), Gianluca Buonanno, che mostrerà a tutti la sua originalità nell’aver deciso di segnalare i limiti di velocità ai suoi concittadini attraverso delle sagome di cartone che, a prima vista, sembrano veri vigili urbani, ottenendo così 2 risultati: un risparmio di vite umane ed un risparmio economico non indifferente. Il coraggio, infine, è il coraggio del quotidiano che Luciano Bacchetta, Sindaco di Città Castello(oltre 40.000 abitanti), trova ogni giorno per portare avanti l’amministrazione  del comune cercando di farsi manager ed imprenditore del territorio.

Come sempre La Sfide del Federalismo Solidale ha una grandissima attenzione nei confronti di quelli che possiamo definire eroi del nostro tempo: i sindaci italiani!

Adozione, piccoli passi: in avanti? Esordisce con questo interrogativo il V appuntamento della filosofia del dono a aspettando uno mattina estate, condotto da Giorgia Luzi.
Ospiti in studio Paola Severini, Direttore di Angeli Press, e Marzia Masiello, Ufficio Relazioni Istituzionali di Ai.Bi. Amici dei Bambini. L'accoglienza dei bambini fuori della famiglia , abbandonati, orfani, è un processo estremamente complesso ma ricco di bellezza, raccontano le ospiti.

Il numero dei bambini adottati in Italia è in aumento: 4130 nel 2010, come riportato nel rapporto della Commissione per le Adozioni Internazionali (CAI), che rappresenta bene la voglia di genitorialità del nostro Paese. Un dato tuttavia preoccupante è relativo al calo progressivo del numero dei decreti di idoneità dal 2006 a oggi: da 6237 a 3548 nel 2010.  Le coppie si sentono spesso sole di fronte alle molteplici difficoltà che il percorso adottivo presenta: tempi lunghi, costi elevati. Le ospiti evidenziano come queste problematiche siano superabili attraverso una politica adeguata in favore della gratuità dell'adozione, che non richiede un aumento della spesa pubblica, ma una razionalizzazione delle risorse, pubbliche e private, a partire da quelle superflue nel campo dell'adozione internazionale stessa. Tagliare significa non ledere i  diritti essenziali, ma lavorare nell'ottica di una reale rete di servizi integrati, senza sovrapposizioni di competenze e sprechi, in onore alla sobrietà che oggi, con la crisi che imperversa, non può non essere uno stile di vita. Viene evidenziata la necessità di ridurre il numero degli enti, di rendere  più efficace il lavoro congiunto tra servizi e enti, affinché possano auspicabilmente lavorare insieme e con la coppia fin dall'inizio del percorso adottivo, di superare la modalità di rilascio della sentenza di idoneità per le coppie attraverso il tribunale dei minorenni, rendendo questo e altri passaggi più snelli e meno dispendiosi. Nella definizione di politiche realmente sussidiarie in favore del diritto del bambino ad essere figlio le ospiti citano inoltre un altro importante strumento politico, quello dell'affido internazionale, attualmente ancora non riconosciuto. E' dunque arrivato il tempo di riconoscere l'affido internazionale oppure è preferibile lasciar crescere i bambini abbandonati a se stessi? La risposta sarebbe retorica. I passi da fare sono ancora veramente molti, non ultimo ratificare la Convenzione dell'Aja del 1996 sulla  cooperazione in materia di responsabilità genitoriale e di misure di protezione dei minori. Tale Convenzione, che l’Italia non ha ancora ratificato, permetterebbe, tra le altre cose, di riconoscere e regolamentare la Kafala, la superiore forma di tutela del bambino abbandonato nei paesi islamici. Lo scorso giugno il Governo si è impegnato a ratificare. Aspettiamo che l’impegno si traduca in azione. Se non ora quando?

E' una gioia ascoltare il Presidente Giorgio Napolitano affrontare argomenti così delicati e importanti in maniera così fiera, esercitando come sempre il suo ruolo di grande equilibrio

In occasione della trasmissione di sabato 20 agosto "La sfida del Federalismo Solidale" vi proponiamo un approfondimento sul tema trattato, un modo per riflettere sul potere delle donne nel nostro Paese.


Nel mese di gennaio, il Corriere Economia ha pubblicato un elenco sotto il seguente titolo "Potere Rosa: ecco le trenta donne più influenti dell’economia italiana”. I loro nomi, come spiega l'articolo sono emersi a seguito di un sondaggio, effettuato ad un panel di personalità di varia provenienza, che hanno selezionato tra 80 nominativi i 30 a loro giudizio più significativi.

 La giornalista Maria Silvia Sacchi, che sabato 20 agosto sarà ospite della trasmissione della nostra direttrice Paola SeveriniLa Sfida del Federalismo Soidale” (in onda dalle 13.45 alle 14.40 sulle frequenze di Radio Rai Gr Parlamento) indica il metodo che è stato seguito per individuare i 300 profili iniziali ed arivare agli 80 nomi definitivi, escludendo le donne della politica e circoscrivendo l'indagine alle donne del "business".

 Nel presentare la ricerca e le conclusioni del panel Maria Silvia Sacchi individua alcuni punti significativi che condividiamo e che riportiamo.

1) Di donne con responsabilità di rilievo ce ne sono sempre più , ma sul piano del riconoscimento pubblico non si registrano cambiamenti;

2) Scorrendo gli organigrammi delle authority, dei grandi enti pubblici, delle istituzioni , si trovano quasi esclusivamente uomini; (ricordiamo a tal proposito che la nostra direttrice Paola Severini è stata una delle poche donne ad essere in una Authority)

3) Qualche lieve cambiamento si nota nelle imprese private e nei sindacati; (a nostro giudizio si tratta di grandi cambiamenti, vedi Susanna Camusso e Emma Marcegaglia)

4) Le sezioni giovani delle “organizzazioni” a livello territoriale fanno qualche lieve passo avanti;

5) Emerge il ruolo rilevante delle relazioni e delle reti, è necessario farsi vedere oltre farsi valere; (di fondamentale importanza)

6) A parità di potere reale rischia di valere di più chi è più visibile;

7) Le donne che valgono e che contano sono spesso conosciute solo dagli addetti ai lavori;

8) Rischiano di avanzare quelli che appaiono, non quelli che sanno, e bisogna intervenire là dove le decisioni si formano, soprattutto nei vertici. Con regole “mirate e transitorie” per spingere la presenza femminile nei CDA degli enti pubblici e con incentivi fiscali alle aziende private. (B.Pollastrini).

 Sulle possibili obiezioni legate a nomi mancanti la giornalista dichiara di aver voluto comunque “correre il rischio” per dimostrare di essere, almeno giornalisticamente, già oltre le “quote rosa”.

 L’elenco delle 30 donne di rilievo e visibilità:

Anna Maria Artoni , 39 anni, presidente industriali dell’Emilia Romagna;

Giuliana Benetton, 70 anni, co-fondatrice Benetton Group;

Marina Berlusconi, 40 anni, presidente fininvest e Mondadori;

Laura Biagiotti, 63 anni, stilista e presidente del premio Leonardo;

Diana Bracco, 65 anni, presidente Assolombarda e gruppo Bracco;

Michela Vittoria Brambilla, 39 anni, presidente dei giovani di Confcommercio;

Azzurra Caltagirone, 33 anni, Vice presidente Caltagirone editore;

Rosalba Casiraghi, 56 anni fondatrice di Rating e consiglere di sorveglianza di Intesa San Paolo;

Evelina Christillin, 51 anni, vice presidente Toroc;

Marta Dassù, 51 anni, direttrice per gli affari internazionali dell’Aspen Institute Italia;

Valeria Fedeli, 57 anni, segretaria generale Filtea CGIL e segretario europeo del sindacato dei Tessili;

Laura Iris Ferro, 53 anni, amministratore delegato di Gentium;

Anna Gervasoni, 45 anni, direttore generale AIFI;

Frida Giannini, 34 anni, direttore creativo del gruppo Gucci;

Patrizia Grieco, 54 anni, amministratore delegato di Value team;

Maria Cecilia Guerra, 49 anni, economista;

Fiorella Kostoris, 61 anni, economista;

Jonella Ligresti, 39 anni, presidente Fondiaria-Sai;

Emma Marcegaglia, 41 anni, vicepresidente Confindustria;

Patrizia Micucci, 47 anni, chairman Leham Brothers Italia;

Gina Nieri, età non dichiarata, direttore affari generali e istituzionali Mediaset;

Matilde Carla Panzeri, 67 anni, direttore centrale di Bankitalia;

Maria Pierdicchi, 48 anni, amministratore delegato di S&P’s Italia

Livia Pomodoro, 66 anni, presidente del Tribunale di Milano;

Miuccia Prada, 57 anni, azionista e disigner del gruppo Prada;

Lucrezia Reichlin, età non dichiarata, capo ufficio studi BCE;

Chiara Saraceno, 65 anni, sociologa della famiglia;

Franca Sozzani, 56 anni, direttore editoraile Condè Nast e direttore di Vogue Italia;

Anna Maria Tarantola, 61 anni, ragioniere generale di Bankitalia;

Valeria Termini, età non dichiarata, direttore Scuola Superiore Pubblica Amministrazione.

 

Ma mentre le società partecipate, con i loro meccanismi interni, sono vigilate dalla CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa), per le altre società (come le municipalizzate) chi garantisce che il talento delle donne venga legittimamente inserito al loro interno?

 L'unica soluzione sono i curriculum trasparenti, curriculum che possano essere accessibili a tutti, curriculum che contengano realmente le storie personali di ognuno. In poche parole, l'unica soluzione sono i CURRICULUM PALESI.

In onda sabato 20 agosto dalle 13.45 alle 14.40 sulle frequenze di Radio Rai Gr Parlamento.

In Italia 17 miliardi di euro sono spesi ogni anno dalle famiglie in lavori di cura, privando la società dell’apporto delle donne che si devono fare carico di anziani, disabili, bambini. Secondo uno studio della Bocconi, ogni 100 mila donne in più inserite nel mercato del lavoro, equivalgono allo 0,28 % di punti in più nell’aumento del Pil.

Nella trasmissione de “La Sfida del Federalismo Solidale”, in onda sabato 20 agosto dalle 13.45 alle 14.40 sulle frequenze di Radio Rai gr Parlamento, Letizia Moratti, Lella Agolfo, Cecilia Carmassi, Maria Silvia Sacchi parlano della necessità di far ripartire l’economia italiana attraverso le donne. Paola Severini condurrà come sempre questo nuovo argomento della Sfida.

Ricorderemo le “buone pratiche”: portieri (custodi) sociali, congedo di paternità, inserimento a pieno titolo del privato sociale nella realizzazione di asili e di nidi. Inoltre, si parlerà di I.T.S., dei nuovi corsi scolastici che garantiranno l’occupazione.

Sabato 13 agosto alle ore 13.45, come sempre, la nostra direttrice Paola Severini presenterà una nuova puntata de “La sfida del federalismo solidale”. Due le Regioni a confronto, le Marche ed il Friuli Venezia Giulia: è possibile attraverso le innovazioni industriali ed il partenariato delle amministrazioni comunali far ripartire territori “difficili”? la provincia di Ascoli Piceno, che ha al suo interno zone di grande ricchezza economica (come la città di San Benedetto del Tronto), oggi rappresentata dal Sindaco Giuseppe Gaspari, si confronta con il territorio di Ascoli Piceno dove un’iniziativa “Ascoli 21” di rilancio di un ex zona industriale viene attesa con ansia da tutta la popolazione. Ce ne parlerà Francesco Gaspari. Per il Friuli Venezia Giulia si confrontano l’assessore alle attivit6à produttive Federica Seganti e l’imprenditore Gabriele Massarutto: il Friuli Venezia Giulia, una regione a statuto speciale, generosa non soltanto con l’Italia ma anche con le Nazioni limitrofe, grazie all’impegno ed alla visione della Giunta Regionale nella persona dell’assessore Seganti e grazie alla visione innovativa dell’imprenditore Massarutto. Chiude la puntata Benedetta Cosmi, una ragazza giovane che non vuole stare con le mani in mano e che, provando a costruire il suo futuro, aiuta anche gli altri.

 

Per saperne di più www.angelipress.com

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Noi sottoscritti, a partire da Marco Pannella che sta dando corpo e anima a questa campagna di legalità e di libertà, sentiamo come una priorità molto precisa, quella di dare voce e seguito alle parole pronunciate dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Convegno “Giustizia! In nome della Legge e del Popolo sovrano” tenutosi al Senato il 28 e 29 luglio.

 

Noi, che a diverso titolo abbiamo a che fare con il mondo delle carceri,
o perché vi lavoriamo, da direttori, agenti, educatori, psicologi, assistenti sociali, medici, infermieri, personale amministrativo, volontari, cappellani,
o perché facciamo parte di quelle istituzioni che, avendo il compito di legiferare o intervenire direttamente, il problema dell’illegalità delle carceri sono chiamate a risolverlo,
o perché siamo proprio gli ultimi, cioè i “detenuti ignoti” che, dovendo pagare un debito per aver violato la legge, siamo vittime dell’illegalità praticata da chi le leggi dovrebbe per primo rispettarle e farle rispettare;
o perché scontiamo in carcere una pena anticipata in attesa di un processo che, non dimentichiamolo, con un’alta probabilità riconoscerà l’innocenza della metà di noi,
o perché siamo mogli, mariti, figli, genitori, nonni o amici di persone incarcerate,
o perché, semplicemente, siamo cittadini democratici che credono nella Costituzione e nello Stato di Diritto,
noi riteniamo che sia nostro dovere fornire conoscenza e ascolto della Parola e dell’opera del Presidente della Repubblica, accuratamente silenziate per non dire censurate da tutti i media audiovisivi e stampati. Parola e opera nascoste, negate ai cittadini e alla classe dirigente del Paese.

Egli, in qualità di Garante dei diritti costituzionali, in primo luogo degli ultimi, il 28 luglio, fra l’altro, ha affermato:
A proposito delle finalità del Convegno: (…) Si intende piuttosto mettere a fuoco il punto critico insostenibile cui è giunta la questione, sotto il profilo della giustizia ritardata e negata, o deviata da conflitti fatali tra politica e magistratura, e sotto il profilo dei principi costituzionali e dei diritti umani negati per le persone ristrette in carcere, private della libertà per fini o precetti di sicurezza e di giustizia. (…) Una questione di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile.

A proposito delle scelte politiche e legislative: (…) Oscillanti e incerte tra tendenziale, in principio, depenalizzazione e "depenitenziarizzazione", e ciclica ripenalizzazione con crescente ricorso alla custodia cautelare, abnorme estensione, in concreto, della carcerazione preventiva. Di qui una realtà che ci umilia in Europa e ci allarma, per la sofferenza quotidiana - fino all'impulso a togliersi la vita - di migliaia di esseri umani chiusi in carceri che definire sovraffollate è quasi un eufemismo.
A proposito delle finalità costituzionali della pena: (…) Evidente in generale è l'abisso che separa la realtà carceraria di oggi dal dettato costituzionale sulla funzione rieducatrice della pena e sui diritti e la dignità della persona. E' una realtà non giustificabile in nome della sicurezza, che ne viene più insidiata che garantita, e dalla quale non si può distogliere lo sguardo (…)

Rivolgendosi alla Politica: (…) è fondamentalmente dalla politica che debbono venire le risposte. (…) non escludendo pregiudizialmente nessuna ipotesi che possa rendersi necessaria. Sappiamo che la politica, quale si esprime nel confronto pubblico e nella vita istituzionale, appare debole e irrimediabilmente divisa, incapace di produrre scelte coraggiose, coerenti e condivise.

Ma non sono proprio scelte di questa natura che ogni giorno di più si impongono, dinanzi alla gravità dei problemi e delle sfide che ci incalzano non solo nel campo cui si riferisce questo Convegno ma in altri non meno fondamentali? Non dovremmo tutti essere capaci di un simile scatto, di una simile svolta, non foss'altro per istinto di sopravvivenza nazionale?

Per dare seguito alle parole del Presidente Napolitano,
noi richiediamo urgentemente la convocazione straordinaria del Parlamento e, per aiutare questa scelta, il giorno 14 agosto per 24 ore saremo in sciopero totale della fame e della sete anche per simboleggiare la fame e sete di legalità, giustizia e verità del popolo che abita il territorio italiano. In assenza di democrazia e diritto, infatti, è il popolo tutto a rischiare di soccombere.

Ecco i primi promotori:

Rita Bernardini, deputata radicale (Commissione Giustizia CD)

Luigi Manconi, Presidente di “A Buon Diritto”
Ornella Favero, Presidente Associazione Ristretti Orizzonti
Patrizio Gonnella, Presidente Associazione Antigone
Eugenio Sarno, Segretario della UIL-PA Penitenziari
Riccardo Arena, conduttore di Radio Carcere su Radio Radicale
Irene Testa, Segretaria Associazione Radicale “Il Detenuto Ignoto”

Per dare voce alle parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: "Una questione di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile"

Tutte le facce del Federalismo su Radio Rai Gr Parlamento

 |  04 Agosto 2011 - 14:56  |  Pubblicato in Vetrina

Sabato 6 agosto, ore 13.40.

Federalismo è ricerca scientifica, è social network, è generosità, è filantropia, è donazione anche nel settore dei beni culturali


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saint vincent 2013

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