Sembrerà una “piccola" soddisfazione, ma per i disabili che utilizzano l’ufficio postale centrale di Nettuno, in piazza S. Francesco, è davvero importante.
Stiamo parlando della rampa d’accesso all’ufficio per la quale sono iniziati i lavori, dopo mesi di proteste e richieste.
A puntare il dito contro il nuovo ufficio postale, appena inaugurato, fu la signora Ester Martufi presidente del “Centro Primavera" che da anni accoglie giovani handicappati della città: la pedana per i disabili era inadeguata e la scalinata davanti alle poste rimaneva un ostacolo per tanti, compresi anziani e mamme con carrozzine al seguito.
«Noi non ci fermeremo. Occuperemo la scuola, grideremo la nostra rabbia a tutti».
Scendono sul piede di guerra le mamme di Claudia, Massimiliano, Valentina e tanti altri. Bambini e ragazzi sfortunati di Tivoli che hanno bisogno di assistenza continua. Soprattutto a scuola.
Ma dal prossimo settembre il carico degli operatori di base che seguono gli alunni portatori di handicap, secondo la riforma Moratti, passerà dai Comuni alle scuole.
Consacrazione definitiva, ieri mattina a Zagarolo, per il centro comprensoriale per portatori di handicap.
Al termine di una visita nella sede di via Gabi Nova, il presidente della Provincia di Roma, Silvano Moffa, accompagnato dagli assessori ai servizi sociali, Giulio Buffo, e al bilancio, Edoardo Calzoletti, ha ribadito la necessità di proseguire il finanziamento che sostiene la metà delle spese del centro, per consentire ai dieci comuni (Zagarolo, Labico, Olevano Romano, Palestrina, Cave, Genazzano, Castel San Pietro Romano, San Cesareo e San Vito Romano) che ne usufruiscono di aver un punto di riferimento importante per l'integrazione dei disabili.
C'era un tempo in Sicilia in cui gli orafi ebrei costruivano preziosi reliquiari per i santi cristiani e le moschee si affiancavano alle «moschite», ovvero alle sinagoghe.
Sfogliando all'indietro il libro della storia dell'Isola si scopre un dialogo tra civiltà, auspicabile proprio in questi giorni di crisi in Medio Oriente.
Il primo maggio nei principali musei statali, che resteranno aperti nel giorno di festa, il costo del biglietto sarà di un euro.
L'iniziativa è stata lanciata dal ministero per i beni culturali, dopo il successo delle aperture a Pasqua e Pasquetta e il boom di presenze registrate durante la settimana della cultura.
«Di fronte a un caso così drammatico, sorge un sentimento di pietà umana: ma la giustizia che chiude un occhio per pietà non è una giustizia imparziale». Al processo d’appello, il pubblico ministero ha chiesto l’aggravio di pena, e nel contempo ha auspicato la grazia, per l’ingegner Ezio Forzatti, il marito che il 21 giugno 1998 staccò il respiratore alla moglie in coma dopo essere entrato con una pistola scarica nella Rianimazione dell’ospedale di Monza. «Non avete altra alternativa / ha sussurrato ai giudici / che applicare la legge». E se una pena di 9 anni e 4 mesi «potrà apparire sproporzionata per un uomo che una pena sta già scontando nella vita», il magistrato si augura che in caso di condanna l’imputato chieda la grazia. Oggi la sentenza.

Vogliono imbavagliare il Gabibbo

 |  24 Aprile 2002 - 02:00  |  Pubblicato in Notizie
«Vogliono imbavagliare il Gabibbo»Un Gabibbo che non vede e non parla. E la scritta: «Vogliono imbavagliarlo». Da Beppe Grillo a Don Ciotti, in 27 hanno firmato una pagina (ieri su la Repubblica , oggi sul Corriere ) contro la sentenza che condanna «Striscia la Notizia» per aver trasmesso immagini riprese dalla Rai fuori onda nel ’96. E il Gabibbo ha annunciato al Tg5 che farà appello contro la sentenza «liberticida».

Le onorevoli:''Votiamo una donna''

 |  24 Aprile 2002 - 02:00  |  Pubblicato in Notizie
Le onorevoli: «Votiamo una donna»Una pennellata di rosa ieri ha tinto l’annosa vicenda dell'elezione dei due giudici costituzionali. Un folto gruppo trasversale di parlamentari donne ha presentato un documento per promuovere candidature femminili alla Corte costituzionale: la docente universitaria Vittoria Ballestrero e il magistrato del Tribunale dei minori di Roma, Simonetta Matone. Un gesto simbolico, sottolineano le parlamentari (si va dalla comunista Katia Bellillo ad Alessandra Mussolini di An), che in Transatlantico hanno aperto a sorpresa il soprabito per mostrare un cartello con la scritta «Io voto donna». Al loro ingresso in aula hanno riscosso l’approvazione di molti colleghi maschi.

saint vincent 2013

Vetrina

Le Ultime Newsletter