<b>Disegno di legge sull'immigrazione</b>

 |  10 Maggio 2002 - 02:00  |  Pubblicato in Notizie
Il discusso proposto dal governo inizia a essere esaminato dall'aula della Camera il lunedì 13 maggio
Le Case in affitto come strumenti, risorse e opportunità a sostegno dell'affitto sociale, sono il titolo e il programma del convegno organizzato dal Consiglio territoriale per l'immigrazione, composto da diversi soggetti istituzionali e del sociale bergamaschi

<B>Vacanze lavoro offerte ai giovani</b>

 |  10 Maggio 2002 - 02:00  |  Pubblicato in Lo sport e il sociale
Continuiamo la nostra rassegna sulle vacanze alternative, segnalando le iniziative di animazione e di formazione a carattere missionario:
Missionarie Comboniane di Vasto (Chieti): campo di lavoro, spiritualità e servizio "Insieme agli altri: la logica dell'utopia", che si terrà a Capodarco di Fermo (Ap) dal 04 al 10 agosto.
Ci scusiamo con gli utenti ma a causa di un disguido nello scarico della posta elettronica abbiamo saltato i comunicati n. 61 e 63 del Comitato Sofrì e Bompressi.
Per Sofri e BompressiUn digiuno contro l’oblio
Questa non è un’iniziativa con un obiettivo o una scadenza immediata, proponiamo, piuttosto, una catena di solidarietà, anche attraverso un digiuno a staffetta, per rifiutare il ruolo di spettatori passivi e perché la carcerazione di Sofri e Bompressi non cada nell’oblio.
Ci scusiamo con gli utenti ma a causa di un disguido nello scarico della posta elettronica abbiamo saltato i comunicati n. 61 e 63 del Comitato Sofrì e Bompressi.
Per Sofri e BompressiUn digiuno contro l’oblio
Questa non è un’iniziativa con un obiettivo o una scadenza immediata, proponiamo, piuttosto, una catena di solidarietà, anche attraverso un digiuno a staffetta, per rifiutare il ruolo di spettatori passivi e perché la carcerazione di Sofri e Bompressi non cada nell’oblio.
Per Sofri e BompressiUn digiuno contro l’oblio
Questa non è un’iniziativa con un obiettivo o una scadenza immediata, proponiamo, piuttosto, una catena di solidarietà, anche attraverso un digiuno a staffetta, per rifiutare il ruolo di spettatori passivi e perché la carcerazione di Sofri e Bompressi non cada nell’oblio.
Sulla via dell’integrazione tra i popoli è nata, nel III Municipio, nella parrocchia di via Sant’Ippolito, «Casa Azzurra», associazione di giovani volontari che si occupa di circa 100 ragazzi, tra i 6 e i 16 anni, di varie etnie.
Ebrei e musulmani, qui, giocano a calcetto e fanno i compiti insieme. Info: 06.49743340

<b>LA GUERRA NON E' UN VIDEOGAME</B>

 |  10 Maggio 2002 - 02:00  |  Pubblicato in Infanzia
Nella scena finale del film Videogame il computer commenta la partita che ha rischiato di far scoppiare la Terza guerra mondiale: "Guerra termonucleareglobale, unico modo per vincere: non giocare!".
Nella scena precedente, come un'immenso videogioco, centinaia di missili virtuali avevano colpito altrettanti bersagli virtuali. E' come per la prima guerra del Terzo millennio.
Una guerra senza immagini di combattimenti, senza morti e feriti. Solo le immagini delle telecamere che bombardano isolati bersagli in mezzo al deserto e le cartine geografiche su cui esperti militari disegnano la collocazione delle forze in campo. La guerra in Afghanistan è stata una guerra diversa dai conflitti combattuti da quando la tv è diventata il più potente mezzo d'informazione.
Già la Guerra del Golfo ci aveva abituato a una guerra senza sangue, una guerra telematica, fatta di microtelecamere piazzate sulla testa delle bombe al laser. Molti bambini, all'epoca della guerra contro Saddam Hussein, dissero che per loro la guerra era "come i fuochi d'artificio".
Le immagini della guerra in tivù erano costituite principalmente dai bombardamenti di Bagdad e dal fuoco della contraerea con i proiettili traccianti. La serie dei conflitti invisibili si era consumata con la guerra di Grenada (quando anche le informazioni erano spesso tenute nascoste ai giornalisti e quindi alla pubblica opinione) e con la riconquista delle Falklands (che solo pochi poterono seguire).
I conflitti nella ex Jugoslavia e la guerra del Kosovo avevano rappresentato una inversione di tendenza, con le immagini dei ponti bombardati e i cecchini in azione, i campi profughi e le fosse comuni, il decollo degli aerei e i villaggi distrutti.
Ce ne siamo resi conto direttamente quando con Angeli abbiamo portato viveri, vestiti, medicinali e giocattoli ai bambini /albanesi e serbi/ di Pristina, poco prima dello scoppio della guerra.
In Afghanistan, anche a causa delle grandi difficoltà logistiche, le immagini di scene di guerra sono state rare. La tv ha mostrato la violenza delle manifestazioni e degli scontri di piazza, ma pochi militari in azione.
La presente ricerca conferma questo dato, con 4 ragazzini su 5 che mettono, tra le immagini che più ricordano della guerra, l'attacco alle Torri Gemelle e al Pentagono, nonostante la guerra /al momento della somministrazione dei questionari/ fosse iniziata da parecchie settimane e che l'11 settembre fosse lontano quasi 3 mesi.

Alla ricerca è stato interamente dedicato il numero doppio di Angeli di Marzo/ Aprile 2002, recentemente pubblicat
"nella guerra non ci sono né il buono né il cattivo"
Emiliano, 11 anni

saint vincent 2013

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