06 Gennaio 2021 - 05:00

    La rubrica sulla Tv di Maurizio Gianotti

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    Finalmente se n’è andato. Chi? Ovviamente il nefasto 2020, con il suo carico di  sofferenza e morte e con il primato di averci fatto provare un’emozione che avremmo volentieri evitato: quella della privazione della libertà, emozione nota ai miei genitori che hanno vissuto la guerra e totalmente sconosciuta a me e a tutti quelli che appartengono alla mia e alle successive generazioni. Per la cronaca, ricordo come un trauma la ora risibile (o quasi) privazione della libertà di movimento legata all’austerity nei primi anni ’70, che limitò le possibilità di spostamento e mi impedì di salire a bordo della mia 500 la domenica. Ma mai ho vissuto prima del 2020 la sensazione oscura di un sostantivo evocativo come “coprifuoco”. Come molti altri, forse tutti o quasi, ho vissuto con un senso di liberazione la fine dell’anno vecchio e l’inizio del nuovo. Dal mio punto di vista di professionista della TV, la prima cosa che ho analizzato sono i dati dell’ascolto televisivo. Sono dati utili per cercare di capire come hanno vissuto questo “passaggio di consegne” gli italiani, almeno quelli che guardano la televisione (con le nuove regole dell’Auditel, anche quelli che guardano i programmi televisivi su computer, tablet o smartphone).  

    Il 31 dicembre, la fine non dell’incubo della pandemia,  che purtroppo durerà ancora, ma dal cui de sac di un anno la cui unica nota positiva è stata la fruttuosa corsa al vaccino,  è segnata dal grande ascolto del discorso del presidente della Repubblica: Con 15 milioni 272 mila 170 spettatori, il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stato quello più seguito dal 1986, da quando cioè  sono iniziate le rilevazioni dell'Auditel. Lo share complessivo (il discorso come è noto è a reti unificate) è stato del 64,95 per cento con 15 milioni di telespettatori. 5 milioni e quasi 5 punti di share più del 2019. Ricordo che il discorso è stato seguito su Raiuno, Raidue, Raitre, Rainews 24 (9.675.227 sulla RAI), Canale 5, Retequattro, Tgcom 24, La7; Tv2000 e Sky Tg 24. Un grande ascolto in un momento in cui le parole del presidente hanno fatto bene a un’umanità dolente che ha vissuto sotto la costrizione di regolamenti ferrei ma necessari quello che per decenni era stato un momento di festa.

    A proposito di feste e festeggiamenti, grande successo di Amadeus e Gianni Morandi dopo le  immancabili polemiche di rito… Anche se inserito in uno studio un po’ claustrofobico ma con una motivazione condivisibile, il pericolo del contagio, lo show di fine anno è andato molto bene. Dalle 20.30 alle 20.44 31,7% con 7.443.000 spettatori (presentazione L'ANNO CHE VERRA' ). Dalle 20.51  alle 21.01 28,1 lo show vero e proprio con 6.608.000, dalle 21.01 alle 24.54, 33,9% con 8.152.000 e dalle 24.54 alle 25.59  31,0% con 3.857.000. E l’anno scorso come era andato? Nel 2019 L’Anno che Verrà ha conquistato 4.772.000 spettatori pari al 30.4% di share dalle 20.53 alle 24.56, e 2.840.000 spettatori (31.8%) dalle 24.59 alle 25.59. Insomma, la fine e l’inizio sono segnati da grandi numeri. C’entra il gradimento ma non può non avere una responsabilità il fatto che tutti gli italiani, telespettatori e non, erano chiusi in casa.  Passiamo al 1 gennaio, il Capodanno vero e proprio.

    Dopo i trionfi dell’ultimo dell’anno su Raiuno lascia la bocca un po’ amara il 17% con 3.848.000 Spettatori di “Danza con me” di Roberto bolle. Mega show ma non mega ascolto, soprattutto se consideriamo che “I soliti ignoti” nella versione VIP subito prima ha fatto il 22,4 con 5.856.000 spettatori. Una spiegazione c’è. Anche se ammiccano al pop, gli show di Bolle non rinunciano (probabilmente è costituzionalmente impossibile) ad avere dei momenti “alti”. E in TV vige  la regola degli opposti: alto chiama basso (ascolto) e basso chiama alto (sempre ascolto). Regola che naturalmente ha delle eccezioni. Non troppe, però. “Natale a cinque stelle” su Canale cinque si accontenta del 12,6 con 2.871.000. Non c’è altro di particolare da notare Tra i film e i telefilm delle altre reti. Sfidando il rischio del conflitto di interessi, segnalo che su RAI 2 la replica in seconda serata (esattamente alle 24:27) della puntata di “O Anche No” dedicata al rapporto tra il generale de Gaulle e la piccola Anne, la figlia con la sindrome di Down, è stata vista da  189.000 spettatori per l’1,9% di share. Un buon risultato per noi che abbiamo scritto e realizzato la trasmissione e una conferma della regola sull’alto e il basso di cui abbiamo parlato sopra. Da questo momento in poi, a tutto 2021!!!!!

    Letto 2009 volte Ultima modifica il 04 Gennaio 2021 - 12:17

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