Articoli filtrati per data: Novembre 2020

    In queste settimane stanno partendo nuovi programmi di volontariato con l’obiettivo di avviare nuove attività o rafforzare quelle già esistenti nei territori lontani dai servizi essenziali. In totale sono oltre 3,3 milioni di euro erogati, oltre 100 comuni delle aree interne e 200 organizzazioni di volontariato coinvolti: più di 2.600 i “nuovi” volontari che si prevede di attivare.

    Tra gli esempi di attività in avvio o da rafforzare vi sono percorsi di formazione per giovani che lavoreranno come organizzatori di eventi, un centro di servizi socio-educativi e assistenziali per giovani neet e anziani all’interno di un bene confiscato, laboratori professionalizzanti per persone sottoposte a misure alternative al carcere, riqualificazione dei beni comuni, taxi sociale per persone non autosufficienti.

    In totale sono 19 programmi di volontariato per far rinascere le aree interne del Sud Italia. Tutte attività che saranno finanziate dalla Fondazione CON IL SUD attraverso il Bando Volontariato, promosso con l’obiettivo di rafforzare il ruolo delle “reti locali” di volontariato per contrastare fenomeni di esclusione sociale nelle aree interne del Sud Italia, ovvero nei comuni che, a causa della distanza dai servizi essenziali (istruzione, salute e mobilità), hanno subìto un graduale processo di isolamento, riduzione demografica e calo dell’occupazione.

    I progetti, che saranno finanziati complessivamente con oltre 3,3 milioni di euro (una media di 175 mila euro a iniziativa), coinvolgeranno precisamente 107 comuni delle aree interne in tutte le regioni del Sud: 7 iniziative saranno avviate in Sicilia (province di Catania, Trapani, Messina, Caltanissetta, Agrigento, Palermo), 4 in Calabria (province di Reggio Calabria, Catanzaro e Crotone), 3 in Puglia (province di Taranto, Bari e Lecce), 3 in Campania (province di Avellino e Salerno), 1 in Basilicata (provincia di Potenza) e Sardegna (provincia del Sud Sardegna).

    Se circa il 50% dei comuni italiani è definito ‘area interna’ (4.185 comuni su un totale di 8.092), questa percentuale raggiunge il 70% nel Mezzogiorno (1.472 comuni su 2.116), con la Basilicata al primo posto (96%), seguita da Sardegna (84,4%), Calabria (79%) e Sicilia (74%). Tassi più bassi, e più in linea con la media nazionale, si registrano in Puglia (54%) e Campania (49%).

    "Grazie all’impegno costante del volontariato, tanti borghi del nostro Sud che rischiano di spopolarsi e “scomparire” possono avere a disposizione nuovi servizi essenziali, o vedere rafforzati quelli esistenti". Ha detto Carlo Borgomeo, Presidente della Fondazione CON IL SUD, che ha proseguito: "Sono realtà spesso molto piccole, dove sempre di più i giovani ma anche gli anziani non hanno a disposizione i servizi basilari per potersi istruire, potersi spostare, poter crescere, potersi curare o semplicemente poter 'vivere' la propria comunità. La scuola, i mezzi di trasporto, li servizi sanitari, la possibilità di usufruire dei beni comuni sono diritti: è indispensabile superare il meccanismo distorto per cui si trasformano in privilegio di pochi. In questo cambiamento tante organizzazioni e tanti volontari hanno un ruolo importantissimo che, soprattutto in alcuni contesti, è davvero fondamentale".

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    Sul nuovo mensile di viaggi di Patrizio Roversi e Syusy Blady edito da Sprea Editori, la prima rivista che inserisce una rubrica fissa di turismo accessibile nel suo palinsesto, in collaborazione con Village for all V4A!

     


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    Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore ha pubblicato l’annuale report Ecosistema Urbano sulle performance ambientali dei capoluoghi italiani. Gli indici sullo smog, trasporti, rifiuti e rete idrica risultano essere quelli che si muovono più lentamente. Le città più virtuose sono Trento, Mantova e Pordenone; mentre quelle con performance ambientali più basse sono Pescara, Palermo e Vibo Valentia. Per quanto riguarda le grandi città Milano ha ottenuto un ottimo punteggio, premiata anche con 17 best practices. Tuttavia, è emerso dallo studio “un’Italia a due velocità”: una più performante per le politiche incentrate sulla sostenibilità, dai trasporti all’energia verde e per la l’espansione di spazi destinati ai cittadini e alla natura; dall’altra parte c’è invece un Paese più lento ad incrementare le sue prestazioni, su tutte quelle legate allo smog, trasporti, raccolta differenziata e gestione idrica. “L’Europa – dichiara Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente – ha destinato al nostro Paese 209 miliardi di euro, una cifra molto importante che non potrà non riguardare le aree urbane, utili anche per il raggiungimento degli obiettivi Onu sullo sviluppo sostenibile al 2030. È qui infatti che si gioca una partita fondamentale per fronteggiare le tre crisi attuali – l’emergenza sanitaria, economica e climatica – e per vincere la sfida della modernizzazione del Paese”. Tra le grandi città Torino è salita all’80esima posizione della graduatoria, anche Bari sale 84esima; mentre Bologna e Venezia scendono rispettivamente alla 16esima e alla 27esima posizione. I grandi centri urbani non riescono a contenere le alte emissioni di smog e il numero di auto in circolazione, basti pensare che a Roma ci sono 62 auto ogni 100 abitanti, a Torino 64. La gestione della raccolta differenziata di Palermo è ferma al 19,2%. Invece a Bari quasi il 50% dell’acqua potabile immessa nella rete idrica va sprecata.

    https://www.legambiente.it/ecosistema-urbano/

    A cura di Simone Riga

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    Il libro è un viaggio nelle relazioni familiari ma anche nell’anima del Kenya. Fiori di Mango mostra un volto sensoriale dell’Africa, un viaggio nelle tradizioni, nell'umanità e nei sentimenti. Isabella Schiavone è giornalista del Tg1 e si occupa di sociale. Per il suo impegno nel terzo settore ha ricevuto numerosi e prestigiosi riconoscimenti. In questo libro, come nel romanzo d’esordio Lunavulcano parla anche della “sua” Africa, che conosce da anni per attività di volontariato.

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    Sabato 14 novembre, ORE 11, RADIO 1 RAI GR PARLAMENTO

    Ospiti di Paola Severini Melograni Umberto Piersanti, Poeta e docente universitario, e Roberto Galaverni, critico letterario e giornalista. 
    Le Passioni e in particolare la poesia sono molto importanti in questa difficile pandemia.  La poesia ha la forza di spazzare via esperienze negative vissute in questo periodo, rilanciando in positivo sul proprio futuro personale e collettivo. 
    Galaverni,come scrive nella sua recensione dell'ultimo libro del poeta "Campi di Ostinato Amore" Ed. La Nave di Teseo, Umberto Piersanti è un poeta che non indulge alle mode, un poeta civile che aiuta la ricerca della speranza, cosi come anche nei suoi altri libri "Cupo tempo gentile", "Anime Perse" e "Nel folto dei sentieri". 

    Per contattare la redazione dei programmi, che si potranno scaricare in podcast dal sito di Radio Rai Gr Parlamento, scrivete a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

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    Venerdi 13 novembre, ORE 20, RADIO 1 RAI GR PARLAMENTO

    Ospite di Paola Severini Melograni in questa puntata di No Profit Eugenio Gaudio, magnifico rettore dell'Università Sapienza di Roma.
    Il Professor Gaudio, nuovo Consigliere del Ministro dell'Università e della Ricerca per la formazione nell'area sanitaria e per i rapporti con il Servizio Sanitario Nazionale, è prossimo a lasciare il suo incarico di rettore ma ci racconta come la Sapienza ha affrontato questo cambiamento dell'insegnamento dovuto alle restrizioni Covid. 

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    "La Musica Magica" è il brano presentato da Oscar Giammarinaro per la prossima edizione del Festival di Sanremo in ricordo dell'amico recentemente scomparso Ezio Bosso, portato per la prima volta sul palcoscenico dell'Ariston dal nostro direttore Paola Severini Melograni. 


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     Mamme anche giovanissime e spesso sole, neonati, bimbi piccoli e migliaia di minori non accompagnati continuano ad essere costretti a lasciare il proprio paese per cercare di raggiungere la Libia e poi la salvezza in Europa rischiando la loro vita in mare

     


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    Conferenza stampa 13 novembre h.16 LIVE STREAMING


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    E di pochi giorni fa il comunicato rilasciato dal Ministero dell’Ambiente in merito ai controlli effettuati presso i comuni interessati dal passaggio del fiume Sarno. Le verifiche erano partite a seguito delle segnalazioni per lo stato di forte inquinamento del corso d’acqua, da sempre al centro dell’attenzione mediatica, e hanno portato i Carabinieri del Comando Gruppo per la Tutela Ambientale di Napoli, con il supporto dei Gruppi Carabinieri Forestali di Napoli, Salerno e Avellino, ad effettuare controlli presso le aziende della zona, alcuni mesi fa, e ora nei primi comuni, che in questo caso sono stati quelli di Angri, Sarno, Scafati, Poggiomarino, Striano e Santa Maria La Carità. Molti di questi sono risultati privi di collettamento agli impianti di depurazione esistenti o addirittura privi di una propria rete fognaria e ciò porta gli scarichi direttamente nel fiume senza che ci siano stati in precedenza dei trattamenti delle acque reflue. Infatti, dalle analisi effettuate dall’Arpa Campania è emersa una concentrazione elevata di batteri, tra cui l’Escherichia Coli.

    La storia del fiume Sarno e dei suoi affluenti sembra non aver mai fine, dal 1973 in poi sono stati stanziati talmente tanti fondi che si è raggiunta la cifra folle di oltre un miliardo di euro, scrive l’Espresso, che sarebbero serviti alla bonifica del fiume e alla costruzione di depuratori e di una rete fognaria ma alla fine poco si è fatto, e di dove siano finiti i soldi si sa ben poco. “In ordine al contributo fornito all’inquinamento dai reflui urbani, la commissione ha verificato che in media i Comuni del bacino dispongono di allacciamenti fognari per circa il 30 per cento delle relative popolazioni”, affermava nel 2006 la Commissione parlamentare d’inchiesta sul fiume Sarno. La situazione si fa molto più intricata quando poi si vede che il Sarno è tra i corsi più brevi d’Europa, solo 24 chilometri di percorrenza, dal Golfo di Napoli alle sue cinque sorgenti ai piedi dei monti Picentini, ma attraversa un’area industrializzata e tantissimi comuni e che contano una popolazione totale di quasi un milione di abitanti. Allora qui vengono fuori anche pozzi illegali e l’eccessivo pompaggio, “Nel 2004 le amministrazioni provinciali censirono 6.334 pozzi, la maggioranza dei quali privati - scrive la commissione parlamentare d’inchiesta - Un calcolo ragionato, in assenza di un censimento aggiornato, peraltro difficilissimo da eseguire per l’elevato abusivismo, fa ascendere a qualcosa come diecimila e più i pozzi di vario tipo esistenti nella piana sarnese... Un quantitativo dalla connotazione allucinante”. L’ultimo tassello in ordine cronologico risale al 2012 quando a quasi completamento di un ramo del collettore emersero delle sorprese in fase di collaudo. “Furono evidenziate nelle tubazioni posate gravi criticità che ne rendevano impossibile la messa in funzione: la condotta presentava tratti in contropendenza, in alcuni punti si presentava ovalizzata e in altri penetrava in pressione acqua di falda”, affermava il magistrato Gemma Tramonte. Chi c’è stato sempre in questi decenni di lotte e denunce per le condizioni del fiume Sarno è stata Legambiente che nell’estate del 2019 ha raccolto 17 campioni di acqua lungo l’intero bacino del fiume e dalle analisi è emerso che oltre il 70% dei prelievi non raggiungeva la soglia di qualità sufficiente. Sono loro che protestano e si battono per quello che è attualmente il fiume più inquinato d’Europa.

    Per chi fosse interessato a salvaguardare il fiume Sarno lo può votare nei “luoghi italiani da non dimenticare” del FAI al seguente link: https://www.fondoambiente.it/luoghi/fiume-sarno?ldc

    https://www.minambiente.it/comunicati/inquinamento-fiume-sarno-carabinieri-del-noe-e-forestali-di-napoli-salerno-e-avellino

    https://espresso.repubblica.it/plus/articoli/2020/07/14/news/sarno-fiume-inquinato-1.350822

    https://legambiente.campania.it/2020/01/30/il-fiume-sarno-ancora-in-forte-sofferenza/

    A cura di Simone Riga

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