Articoli filtrati per data: Agosto 2020

    Venerdi 28 agosto in onda su RAI 2 alle 00.30 la replica della nona puntata di O ANCHE NO, versione covid, il docureality dedicato al sociale e all’inclusione con Paola Severini Melograni e i “Ladri di Carrozzelle”.
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    Adoces Sicilia insieme a molti parrucchieri di Gela hanno lanciato questa iniziativa che ha già permesso ad un centinaio di persone in difficoltà di farsi i capelli e la barba

     

    A 24 ore dal lancio della singolare iniziativa, "Taglio sospeso", centinaia di parrucchieri hanno già offerto vari tagli completi a chi per motivi economici non può più permettersi di frequentare una sala da barba.

    A dare il via alla campagna è stato Giacomo Giurato, 54 anni, presidente di Adoces Sicilia, «Ho tenuto a battesimo questa iniziativa – spiega – insieme con i parrucchieri Cristian Battaglia, Simone Portelli e Franco Terranova, ma in poco più di due giorni si sono uniti al progetto decine di altri barbieri e soprattutto abbiamo raccolto il contributo di tanti anonimi benefattori.

    La campagna solidale è stata pubblicizzata sui social e riprende con obiettivo mutato quella ormai celebre di Napoli, la città che ha inventato il 'caffè sospeso'.

    Non è la prima iniziativa che vede protagonista la città siciliana, infatti precedentemente si sono raccolte centinaia di trecce per realizzare parrucche destinate alle donne sottoposte a chemioterapia, e anche in quell’occasione il numero delle donazioni fu sorprendente.

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    Zikhronah livrakha: il suo ricordo sia una benedizione.


    E' il saluto dei defunti in Ebraico ed è davvero adatto ad una personalità come Arrigo Levi che è stato una benedizione per tutti coloro che lo hanno conosciuto e che hanno potuto apprezzare il suo lavoro.Se ne è andato questa notte a 94 anni nella sua città, a Modena, dove era nato e dalla quale era dovuto fuggire a causa delle leggi razziali a soli 16 anni. Ci lascia un modello di giornalismo(come dovrebbe essere)insieme a 26 libri, 4 lingue, 4 paesi, 4 talenti diversi, un solo mestiere: raccontare. Essere sua amica,poter lavorare insieme a un Maestro così, dagli anni 90 fino al nostro ultimo colloquio (che potete ascoltare scaricandolo dal podcast di Radio Raigr Parlamento del 9 luglio 2016 )è stato un privilegio.


    Levi il '900 non solo lo ha descritto ma lo ha anche vissuto,e in maniera rocambolesca: in Argentina da ragazzo e poi nella guerra dei 6 giorni in Israele, come soldatino,(era lui a definirsi "soldatino"con tenerezza)subito dopo il programma "radio londra" della BBC,poi, negli anni 60, a Mosca,vivendo la crisi di Cuba,e nuovamente in Italia,stavolta in tv,dal 66 fino al 68 alla Rai(primo giornalista in "conduzione",rivoluzionando perché fu il primo giornalista a sostituire gli "annunciatori") per tornare alla carta stampata, e diventare nel '73 direttore della Stampa, e dal '98 al 2013 consigliere per la comunicazione del Quirinale con i presidenti Ciampi e Napolitano. Un "Paese non basta"(dal titolo del suo libro del 2009 che è il mio preferito), ma una vita non basterebbe per descriverlo e lui di vite ne ha avute molte.Ricordo con nostalgia i suoi caffè al Quirinale quando mi invitava per confrontarsi con una giovane collega sulla situazione in Italia, sul cambiamento del mondo della comunicazione e della politica.Lavorare sul Colle più alto è motivo di orgoglio per ogni giornalista ma a volte può creare un distacco con la vita reale: e lui voleva invece essere sempre informato di quello che accadeva nel mondo e soprattutto in uno dei "suoi Paesi," quello chiamato Italia, perchè la prima dote di un bravo cronista è la curiosità.Era un grande onore per me ma in realtà ero io ad ascoltare lui che faceva finta di interpellarmi!


    I Paesi di Levi: Argentina, Gran Bretagna, Israele "il nostro (Italia,ndr) è un paese piuttosto speciale io ho girato tanto il mondo, in diversi periodi mi sono sentito inglese, israeliano in altri argentino ma il mio Paese è l'Italia come il mio essere Ebreo è stato parte della mia vita! in vari momenti mi pesava ma, in fondo, non ha mai cambiato il mio modo di vedere il mondo" e ancora "un giornalista è protagonista perché se tu racconti quello che succede sei tu in prima persona e devi sapere raccontare e devi avere una storia alle spalle che ti permette di capire e di cercare di spiegare il mondo come è".


    Ho conosciuto tanti colleghi importanti, tanti direttori,tante firme eccellenti e succedeva che alcuni giovani chiedessero a queste persone,protagoniste del mondo dell'informazione, un incoraggiamento per affrontare il mestiere di giornalista e ricevessero sempre la stessa risposta "ma come ti viene in mente,chi te lo fa fare,ormai non c'è più motivo né interesse nel fare giornalismo,con internet(che Levi non usava...)tutti sono giornalisti" Invece lui no,anche nell'ultima nostra chiacchierata dichiarava "E' il più bel mestiere, lo raccomando".e ancora


    "Io ho fatto il direttore, ma il direttore non è un essere sovrumano, è un giornalista, uno che racconta. Almeno io così l'ho vissuto, non come una storia speciale"Essere ebreo,per quanto laico,rappresenta un' eredità impegnativa che richiede un lavoro continuo di testimonianza.Arrigo nel suo percorso umano e professionale ha sempre cercato quello che possiamo definire l'anelito di giustizia,per gli ebrei infatti, assistere gli altri,occuparsi dei destini degli altri è un dovere,non una possibilità(hiddur mitzwà);la parola carità in ebraico non esiste ma esiste zedaqà che potremmo tradurre con giustezza,bontà e rettitudine,che potremmo tradurre con :Arrigo Levi.


    Paola Severini Melograni
     
    Vi riproponiamo il link dell' intervista ad Arrigo Levi del 9 luglio del 2016 in occasione dei suoi 90 anni e vi ricordiamo che collaborò con il nostro direttore per le collane DVD "La storia del Fascismo" e la Storia della Seconda guerra mondiale




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    Torna la nostra editorialista Rebecca Zoe de Luca, collaboratrice di Marie Claire, Elle e Vanity Fair, nonché adolescente che frequenta il quarto ginnasio a Milano. Nuota, scia, va in barca con i genitori, recensisce i libri che legge, ama la scrittura e ama la vita, nonostante sia affetta da Atrofia Muscolare Spinale

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    Si è spento all'età di 97 anni Cesare Romiti, il "manager di ferro" fra i protagonisti di un'Italia che voleva crescere

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    Paola Severini Melograni ha ricevuto in occasione dell'XI edizione del Festival il Premio Il Giullare 2020 con la seguente motivazione:

    "Una giornalista caparbia e tenace nel pretendere spazi centrali, nel complesso e spesso inquinato mondo dell’informazione e della comunicazione, riservati a chi vive le condizioni di fragilità, dimostrando, oltre ogni inutile pietismo, come il racconto di storie, piuttosto che la performance artistica di persone con disabilità, “bucano lo schermo” al pari di chiunque altro protagonista del mondo televisivo.
    Una giornalista senza la quale il compianto Ezio Bosso, che solo grazie a lei il grande pubblico ha potuto conoscere, non sarebbe entrato a far parte delle vite di tutti noi, o senza la quale le tante storie raccontate nelle recentissima “O Anche no” le avremmo ignorate. A Paola Severini Melograni va il Premio Nazionale il Giullare 2020 —Special Edition per aver dato spazio a talenti e alla capacità artistica di molti che spesso per questioni di “forma” vengono occultati: grazie per il Suo lavoro di dis-velare la bellezza di un arte che non ha forma ma la medesima capacità di stupire ed emozionare."
     
     
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    Su Il Messaggero di oggi il direttore di Angelipress Paola Severini Melograni firma l'addio a Sergio Zavoli, che si è spento ieri quasi 97 anni. 

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