Articoli filtrati per data: Settembre 2020

    30 Settembre 2020 - 16:54

    Nasce la banca delle parrucche

    Da fine ottobre una in ogni Asl del Lazio per dare un aiuto gratuito alle malate di cancro che perdono i capelli.

    Qualche mese la Regione Lazioe ha deliberato 300 mila euro per l’acquisto di parrucche per i malati oncologici e l’istituzione di una Banca della Parrucca presso ogni Azienda sanitaria locale che, in collaborazione con le altre Asl e con il coinvolgimento degli Enti del terzo settore che operano per l’assistenza ai malati oncologici, le fornirà gratuitamente

    Possono accedere al contributo per l’acquisto delle parrucche tutte le donne residenti nel Lazio, affette da alopecia a seguito di terapia oncologica. Ai fini del conferimento del contributo regionale, le Asl emanano un avviso pubblico con scadenza il  31 luglio di ciascuna annualità. Esclusivamente per l’anno 2020, in considerazione delle particolari condizioni dovute all’emergenza epidemiologica legata al Covid-19 che potrebbero rendere difficoltosa la presentazione della documentazione necessaria alla richiesta del contributo, l’avviso scadrà il 30 settembre 2020. Per facilitare l’accesso, potranno presentare domanda di contributo anche coloro che abbiano col destinatario del contributo rapporti di parentela o affinità, entro il terzo grado, o di convivenza.

    “La Regione Lazio – spiegano congiuntamente gli assessori Troncarelli e D’Amato – si conferma al fianco dei malati oncologici. La perdita dei capelli è una conseguenza collaterale delle terapie oncologiche che, oltre a generare una sofferenza psicologica, comporta un costo per l'acquisto di una parrucca, non sempre sostenibile per la persona malata. Proprio le parrucche, quali ausili nelle fasi di recupero della qualità di vita, assumono un ruolo significativo nell’avvio del percorso di presa in carico delle pazienti, supportandole negli aspetti personali, interpersonali e relazionali. Questo provvedimento è il risultato di un lavoro di squadra per il quale vogliamo ringraziare in modo particolare la consigliera regionale Michela Di Biase, prima firmataria dell’emendamento”.

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    ENEA ha condotto uno studio per curare la fibrosi cistica in modo sempre più efficace attraverso l’analisi del microbioma. Finanziata dalla Fondazione sulla Fibrosi Cistica, la ricerca è stata pubblicata sulla rivista ‘open access’ Microorganisms-MDPI.

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    Sham (gruppo Relyens) ha organizzato il 17 settembre 2020 una tavola rotonda europea virtuale sul tema dell’“Innovazione nel sistema sanitario per una migliore sicurezza del paziente”. La tavola rotonda, trasmessa ai soci e agli stakeholder in Francia, Spagna, Italia e Germania nell’ambito dell’International Patient Safety Day, ha riunito esperti in assicurazioni e gestione del rischio, professionisti ospedalieri e tre partner tecnologici di Sham: CyberMDX, Caresyntax e CLEW.

    La maggior parte dei sistemi sanitari europei richiede un cambio di paradigma per prepararsi meglio al futuro e rispondere ad alcune sfide, come l’aumento dei costi sanitari legati all’invecchiamento della popolazione e alla cronicizzazione dei decessi, o ancora la mancanza di risorse umane, in particolare mediche, che mette sempre più a dura prova le forze degli operatori sanitari.

    Per Pierre-Yves Antier, Direttore Strategia, Innovazione e Trasformazione del gruppo Relyens, “la trasformazione digitale dei sistemi sanitari può consentire di raccogliere in parte queste sfide. La tecnologia è abbastanza matura e stiamo già assistendo altrove in Europa a un’accelerazione nella trasformazione digitale e tecnologica duratura del percorso del cliente”.

    Per Sham la sicurezza del paziente richiede in particolare la conoscenza, l’identificazione e la prevenzione di diverse tipologie di rischi, affidandosi alle tecnologie, più precisamente: il rischio informatico e il rischio in sala operatoria. Attualmente Sham sta lavorando con i suoi clienti e partner per anticipare e comprendere meglio il rischio.

    In Europa, secondo un rapporto dell’OCSE sull’“economia della sicurezza del paziente”, il 6% della spesa sanitaria complessiva è direttamente collegata all’esito di eventi avversi. L’obiettivo di Sham è contribuire a limitare e ridurre questi costi. Per Pierre-Yves Antier “rappresenta anche per tutti noi una fonte di finanziamento per investire nella sicurezza dei pazienti.”

    Il contributo dell’intelligenza artificiale alla gestione del paziente Oggigiorno un medico trascorre dal 60 al 70% del suo tempo a scrivere i referti. L’intelligenza artificiale può essere utile per compilare e analizzare rapidamente la grande quantità di dati in una sala operatoria (chirurgia, anestesia, oggetti connessi, ecc.). Secondo il dott. Domingo Marzal Martín, direttore medico e responsabile dell’innovazione del gruppo Sanitas “possiamo utilizzare l’intelligenza artificiale per compilare i referti basati sulla conversazione medico-paziente. E’ un’opportunità per umanizzare il rapporto e garantire la totale dedizione al paziente da parte del medico”.

    Secondo Gal Salomon, CEO e co-fondatore di CLEW “grazie alla nostra piattaforma digitale unifichiamo dati e conoscenze non necessariamente appresi nella facoltà di medicina. E’ un passo da compiere e penso che siamo preparati”. CLEW permette di visualizzare su più schermi la situazione attuale di una struttura in tempo reale (operazioni in corso, percorso del paziente, servizi congestionati...) per migliorare e adattare la gestione del paziente e l’organizzazione delle cure.

    Queste prime soluzioni lasciano intravedere il futuro del settore sanitario, la cui trasformazione richiederà tempo. Nell’immediato, l’utilizzo di tutta la tecnologia attualmente disponibile per gestire la sicurezza dei pazienti e delle strutture in tempo reale contribuisce ad offrire la migliore assistenza medica possibile.

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    Il rapporto rilasciato da Global biodiversity outlook 5 (Gbo5) delle Nazioni Unite ha evidenziato le gravi lacune che ancora affliggono il pianeta in quanto a politiche sostenibili. L’inquinamento e l’ancora insufficiente protezione di determinate aree della Terra non permetteranno di raggiungere gli obiettivi prefissati dal Gbo5 per il 2020, e molto difficilmente, mantenendo tale ritmo, si raggiungeranno quelli richiesti dall’Accordo di Parigi e dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

    Nonostante dei cambiamenti siano stati messi in atto per la conservazione della biodiversità, ancora non bastano e i Target di Aichi fissati dalla Convenzione sulla diversità biologica non sono stati raggiunti. I governi continuano ad implementare delle politiche che danneggiano gravemente l’ambiente, e nel rapporto si parla di ben 500 miliardi di dollari destinati a progetti che nuocciono la salute dell’ambiente. L’Italia contribuisce con 19 miliardi l’anno in sussidi che danneggiano l’ecosistema.

    Per fare chiarezza, sono diverse le azioni che danneggiano l’ambiente, e il Wwf definisce quattro principali minacce per gli ecosistemi: il consumo del suolo, il cambiamento climatico, l’inquinamento e la diffusione delle specie esotiche. Negli ultimi 50 anni il consumo delle risorse naturali è aumentato del 190% con un effetto diretto sul consumo del suolo. Sovrasfruttamento e agricoltura sono state le cause principali. I cambiamenti climatici, che vanno dal surriscaldamento globale all’innalzamento del livello dei mari, come anche l’ormai incerta frequenza ed intensità delle piogge e la sempre più frequente comparsa di eventi meteorici estremi, affliggono gravi danni a una moltitudine di specie viventi, ne sono state calcolate 700. L’inquinamento atmosferico è provocato in gran parte dalle centrali elettriche a carbone e i mari sono sempre più intrisi di plastica e petrolio, basti pensare che nel mar Mediterraneo si stimano ogni anno sversamenti di petrolio pari 600mila tonnellate e 570mila tonnellate di plastica. Una minaccia molto grande è data anche dalle specie esotiche che vengono introdotte in territori non consoni causando una conseguente perdita di biodiversità, l’Unione europea ha vietato l’introduzione e il transito nei suoi territori a 49 specie “aliene”.

    https://www.cbd.int/gbo5

    https://www.wwf.it/il_pianeta/biodiversita/cause_della_perdita/

    A cura di Simone Riga

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    Afghanistan e Tagikistan hanno firmato il loro primo accordo bilaterale per la salvaguardia dell’ambiente; si tratta di un’intesa a tutela dell’ecosistema presente lungo il fiume Panj Amu Darya, il quale si estende per tutta la linea di confine che divide i due Paesi. Si tratta di un grande passo avanti che getta le basi per una durevole e cospicua cooperazione per la tutela dell’ambiente; a maggior ragione, quando le Nazioni in questione sono afflitte da profonde criticità. Per l’Afghanistan la questione inerente all’ambiente è solo uno dei tanti problemi da risolvere, non va dimenticato che il Paese è tutt’ora in stato di guerra che perdura dal 2001. Solo lo scorso 29 febbraio è stato trovato un accordo tra Stati Uniti e Talebani che prevede il ritiro delle truppe americane in 14 mesi, ma tale compromesso non ha ancora sancito ufficialmente la fine delle ostilità. Quasi venti anni di guerra che hanno distrutto il tessuto della società.

    Il Memorandum of Understanding siglato tra Afghanistan e Tagikistan ha come aree focali: l’adattamento ai cambiamenti climatici, la conservazione della biodiversità, il monitoraggio della qualità dell'acqua; la valutazione ambientale e la condivisione delle conoscenze e competenze per la gestione degli ecosistemi. Questo accordo è stato frutto di numerosi anni di dialogo, a partire dal 2012 quando i due Stati cominciarono a discuterne presso la Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite; le trattative portarono al raggiungimento di un’intesa concernente uno scambio di dati sul Panj Amu Darya, la quale consentì più in là l’installazione di stazioni idrologiche lungo i 1000 chilometri di acque che tracciano il confine tra i due Paesi. La prima attività riguarderà lo svolgimento di uno studio comune condotto da esperti nel bacino del Panj, al quale seguirà la pianificazione di un programma delle azioni da implementare. Il lavoro è appena cominciato e le sfide ambientali sono tante, in particolar modo per l’Afghanistan che soffre di un forte inquinamento delle acque, l’80% sono contaminate, e una cattiva qualità dell’aria nelle città. La capitale Kabul è sovraffollata, sono cinque milioni gli abitanti per una città in grado di ospitarne un milione; poi i generatori domestici, le fatiscenti auto datate (circa 800mila) e gli incendi appiccati ai rifiuti fanno da cornice. Quando si dice che la capitale in un certo modo è lo specchio della Nazione, ecco questo è l’Afghanistan: un tessuto sociale da ritessere, dove anche lo stato di diritto è stato compromesso, la lotta alla povertà, alla parità di genere, passando dai finanziamenti all’istruzione e alla sanità, garantire un’equa giustizia e debellare la corruzione e la violenza. Sembra quasi non è esserci nemmeno spazio per le politiche ecologiste. Ci vorrà del tempo prima che gli stessi cittadini, che hanno visto e provato sulla loro pelle le atrocità della guerra, acquisiranno le conoscenze e la sensibilità che occorre per progredire e rilanciare il Paese in maniera sostenibile. E questa ricostruzione parte soprattutto dai giovani, sono già numerose le organizzazioni nate a difesa dei diritti umani e per la tutela dell’ambiente; una di queste è Oxygen Afghanistan che lo scorso venerdì ha marciato per dire no ai combustibili fossili, e hanno voluto ricordare la marcia con questo post: “Sappiamo che questo atto non è facile. Ma noi giovani crediamo che cominciare un lavoro con speranza faccia ottenere un bellissimo risultato. Grazie a
    tutti i giovani”.

    https://www.unenvironment.org/news-and-stories/press-release/afghanistan-and-tajikistan-step-environmental-cooperation

    https://ceobs.org/the-slow-violence-of-pollution-in-afghanistan/

    https://www.facebook.com/OxygenAfghanistan/

    A cura di Simone Riga

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    I  sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil del Piemonte hanno condotto una ricerca che il merito di fare chiarezza e farci intendere la necessità, non più rinviabile, di una riforma dei sistemi di cura in Italia. L’indagine rivela che in tutto il Piemonte l’incremento della mortalità rispetto agli anni precedenti, è stato tra gli anziani pari al 45 per cento, con un picco del 53 per cento tra gli over 85. Nella classifica delle regioni più colpite, il Piemonte si attesta in quinta posizione dopo Lombardia (113 per cento), Trentino Alto Adige (54,4), Valle d’Aosta (50,7) ed Emilia Romagna (45,2 per cento). Più colpite le province orientali: a Biella l’incremento è stato del 72 per cento. A Novara, Vercelli e Alessandria le percentuali oscillano tra il 63 e il 65 per cento. I sindacati chiedono, anche alla luce dei dati, una revisione profonda del sistema: «Le Rsa devono diventare strutture a prevalenza sanitaria dove ricoverare solo persone con gravissime malattie, incompatibili con l’assistenza domiciliare. Per la maggior parte delle situazioni invece gli anziani devono essere lasciati in casa mettendo in atto un’organizzazione medica, infermieristica e di sostegno economico e di servizi per le famiglie. Nei casi meno gravi si possono sperimentare forme di case solidali, condomini assistiti, co-housing».
    Fonte: Libereta.it

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    30 Settembre 2020 - 07:00

    Arcola (SP), tornano i Nonni Vigile

    Sottoscritto il protocollo di collaborazione quadriennale tra il Comune e l'Auser
    Da ottobre di quest'anno e fino al 2024 gli anziani volontari del paese coadiuveranno la polizia municipale nelle sue attività. Il Comune di Arcola e l'Auser hanno infatti siglato un protocollo di collaborazione della durata di quattro anni. Saranno dunque i nonni ad affiancare gli agenti della polizia locale e ad occuparsi di sicurezza stradale, in particolare modo quella riguardante le fasce più deboli della popolazione, ossia i bambini, gli anziani e le persone con handicap. La figura del 'nonno vigile', collaudata in molte città di tutta Italia, sarà utilizzata nel territorio comunale in particolare per la vigilanza sugli attraversamenti pedonali in prossimità dei vari plessi scolastici, per garantire una maggior sicurezza degli alunni in entrata e uscita, ma anche in altre attività di pubblica utilità e dove ne venga ravvisata la necessità, come in aree ludiche a elevata frequentazione dei bambini. La loro funzione sarà anche quella molto importante del monitoraggio su ciò che avviene sul territorio. La collaborazione con l'Auser da parte del Comune di Arcola è stata già provata e consolidata in molte iniziative, come la pulizia dei giardini, ed è intenzione dell'amministrazione comunale di Arcola estendere la partecipazione dei nonni ad altre tipologie di servizio oltre a quello nelle vicinanze dei plessi scolastici, come la supervisione del territorio, la tutela del decoro e l'ausilio in occasione di iniziative e manifestazioni pubbliche organizzate o patrocinate dal Comune.
    Fonte:  La Nazione

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    30 Settembre 2020 - 06:36

    Floralism: tra arte, design e sociale

    Arte, design e tanta voglia di esaltare la bellezza dei fiori con un occhio particolare al sociale. Ecco l'estrema sintesi dell'ambizioso progetto targato Floralism, il festival di tre giorni che andrà in scena dal nel cuore di Roma presso Portuense 201, microcosmo urbano di ideazione, produzione e generazione di un'estetica contemporanea. Patrocinato dal Municipio VIII per il valore sociale e civile, l'evento si propone come piattaforma di floral design, secondo una prospettiva contemporanea della disciplina.

    Pubblicato in Cultura

    Da oggi anche il Negozio Olivetti a Venezia e il Giardino della Kolymbethra ad Agrigento saranno accessibili ai visitatori con disabilità intellettiva grazie alle guide per la visita facilitata scaricabili dal sito www.benefaipertutti.it

    Pubblicato in Cultura

    Un concerto da record: l’Inno alla gioia suonato contemporaneamente in 50 città italiane. Succederà giovedì 1 ottobre, alle ore 11, per salutare l’ ottava edizione della Giornata Europea delle Fondazioni promossa dal network europeo delle associazioni nazionali delle Fondazioni di origine bancaria (Dafne) per diffondere una maggiore riconoscibilità del ruolo e dell’attività delle Fondazioni di origine bancaria in ambito comunitario.

    Pubblicato in Terzo settore
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