07 Luglio 2003 - 16:48

    Rapporto 2003 sulla pena di morte nel mondo

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    Come vi avevamo preannunciato, approfondiremo il tema della pena di morte, che nella mattinata del 7 luglio stato oggetto di discussione, in occasione della presentazione del rapporto 2003 dell'associazione Nessuno tocchi Caino.
    \r\nIl documento, curato anche quest'anno da Elisabetta Zamparutti, contiene una prefazione di George Ryan, ex governatore dello stato americano dell'Illinois, giunto agli onori delle cronache per un gesto significativo e coraggioso: nel gennaio scorso, come ultimo atto del suo mandato, ha commutato in ergastolo le condanne a morte di 167 detenuti del suo Stato e liberato quattro persone, convinto della loro innocenza. "Il sistema era marcio fino al midollo", scrive Ryan, "era arbitrario, era capriccioso, era iniquo, era razzista, era disonesto nei confronti dei poveri e aveva anche trattato male le famiglie delle vittime. Chiunque uccida un altro essere umano non pu essere proprio sano di mente ho cominciato a chiedermi: possiamo giustiziare malati di mente? Pi ponderavo i profondi interrogativi filosofici sulla pena capitale, pi mi convincevo che l'ergastolo senza condizionale fosse la condanna pi dura per chi ha ucciso. Sono momenti difficili per chi solleva interrogativi sulla moralit , [...] ma sono convinto che non ci sarebbe momento migliore per concepire un sistema di giustizia migliore. Questa esattamente la visione di Nessuno tocchi Caino".
    \r\nL'associazione di cui Presidente Marco Pannella e Segretario Sergio D'Elia (ed fra i primi 10 link di Angeli), da anni lavora per ottenere la moratoria universale delle esecuzioni capitali. Anche il governo italiano sta dimostrando di voler procedere per questa strada. Il 2 luglio scorso, in occasione della presentazione del programma del semestre italiano di presidenza dell'UE, il premier Silvio Berlusconi, ha annunciato l'impegno a presentare la risoluzione per la moratoria alla prossima Assemblea Generale dell'Onu. Un impegno in questo senso era gi stato espresso dal Vice Presidente del Consiglio Gianfranco Fini lo scorso 6 maggio, in occasione della visita in Italia dell'ex governatore dell'Illinois. E la presenza alla conferenza di presentazione del rapporto di NTC, di Andrea Ronchi, in rappresentanza di Fini, conferma tale impegno.\r\nBasandosi sulle posizioni di voto espresse negli ultimi sette anni alla Commissione Onu per i Diritti Umani e sullo status giuridico relativo alla pena di morte, sembrerebbe che la moratoria abbia tutti i numeri per vincere. Gi una volta, nel 1994, una risoluzione era stata presentata all'Onu, ma, come dice Pannella, aveva subito una "cocente sconfitta a causa del veto di alcuni stati ultra democratici". Anche Amnesty International, ricorda il presidente di Nessuno tocchi Caino, era stata contraria perch , a suo parere, non bastava. Cos , in nome dell'abolizionismo, sono trascorsi circa dieci anni di non moratoria, durante i quali gli Stati "mantenitori", hanno continuato ad agire indistrurbati.
    \r\nNessuno tocchi Caino, ha scelto la moratoria perch , come sostiene il segretario dell'associazione, Sergio D'Elia, l'abolizione non pu essere imposta per decreto legge come lezione presuntuosa da impartire a Paesi da civilizzare. E' volta a risparmiare vite umane ed evitare ulteriori scontri in un mondo sempre pi diviso dopo l'11 settembre 2001.
    \r\nMa torniamo ai dati espressi nel rapporto del 2003. La situazione della pena di morte nel mondo molto cambiata negli ultimi anni. I Paesi o i territori che hanno deciso di rinunciare a praticarla sono 130.
    Quelli "mantenitori" sono 66, anche se non tutti la praticano con assiduit . Tra questi, 52 sono regimi dittatoriali, autoritari o illiberali. L'Asia ha effettuato la quasi totalit delle esecuzioni del 2002 e su 3.925, 3.138 sono state eseguite solo in Cina, a seguito di procedimenti giudiziari sommari nei quali, come riferisce il China Daily del 9 settembre 2002, la tortura stata molto frequente e gli avvocati molto rari.
    \r\nL'Iran al secondo posto dei "paesi boia" del mondo e, in rapporto alla popolazione, la pena di morte praticata quanto in Cina. Da quando nel 2002, la Commissione Onu per i Diritti Umani, per il primo anno dall'instaurazione del regime islamico, ha tolto il controllo internazionale dello Special Rapporteur, nel Paese si verificata un'escalation di esecuzioni e di altre pene disumane come l'amputazione degli arti e la fustigazione. A questo proposito stata significativa la testimonianza dell'iraniana Nicole Sadighi, esponente dell'SMCCDI (Comitato di Coordinamento dei Movimenti Studenteschi per la Democrazia in Iran), che vive nel Regno Unito dall'et di tre anni.
    \r\nIn questo momento, secondo la giovane attivista politica, ci sono 1000 persone imprigionate perch hanno voluto esercitare il diritto di parola con manifestazioni non violente, esprimendo il dissenso contro la tirannia che regna nel loro Paese. In Iran la riforma morta, le persone torturate, i giornali chiusi e i giornalisti messi a tacere. I giovani iraniani lottano per il rispetto dei diritti umani e della democrazia e il rapporto dell'UE con il governo iraniano rappresenta un ostacolo. Il popolo iraniano, conclude la Sadighi, ha bisogno del sostegno internazionale per sconfiggere lo Stato teocratico.
    \r\nCome sappiamo bene, il rispetto dei diritti umani non in pericolo solo nei regimi autoritari. Dei 66 Paesi "mantenitori" della pena di morte, 13 sono democrazie liberali. In Usa nel 2002 sono state eseguite 71 condanne capitali. Tuttavia, la procedura penale stata profondamente riformata in senso garantista da una serie di sentenze pronunciate lo scorso anno dalla Corte Suprema.
    \r\nConfermando un trend positivo, nel 2002 vi sono stati Paesi che hanno abolito la pena di morte o hanno attuato una moratoria legale o di fatto delle esecuzioni. Per contro, a Cuba, dopo tre anni di moratoria di fatto (o di assenza di informazioni), sono stati fucilati tre cubani che, insieme ad altri, si erano impadroniti di un traghetto per raggiungere la Florida.
    \r\nLa Commissione Cubana per i Diritti Umani e la Riconciliazione Nazionale, ha riferito che la maggior parte dei detenuti in attesa di esecuzione confinata in condizioni subumane in celle di massima sicurezza. Lo stesso problema stato denunciato alla conferenza di ieri, da Blanca Gonzales, madre di un giovane cubano, condannato a 25 anni di carcere per il fatto di essere un giornalista indipendente. Il viaggio in Europa di Alina Fernandez, dissidente cubana e figlia illegittima del dittatore Fidel Castro, finalizzato a far conoscere la reale situazione dell'isola caraibica. I 15 Paesi dell'Unione Europea, secondo la Fernandez, conducono una politica inaccettabile perch trattano con Cuba. Occorrerebbe, a suo dire, trovare un punto di convergenza tra USA e UE sulla condotta da seguire con Castro.
    \r\nAnche nella civile Europa ci sono Stati in cui la pena di morte in vigore. Tra questi, la Bielorussia, il cui ministro degli Interni Uladzimir Navumaw ha detto che la sua abolizione ancora prematura. In Cecenia e in Georgia, sono attivi i tribunali musulmani della Sharia, che prevedono l'esecuzione della pena capitale per mezzo di lapidazioni, impiccaggioni, decapitazioni e fucilazioni. La Sharia nel 2002 stata applicata da poco pi di un terzo dei Paesi a maggioranza musulmana.\r\nVorremmo concludere con l'interrogativo morale posto da Kok Ksor presidente della Montagnard Foundation e membro del Consiglio Direttivo di NTC, che ha testimoniato sulla grave situazione in cui versa la regione vietnamita: "che cosa sono io se uccido un assassino?"
    \r\nR.C.

    I grafici che rappresentano la situazione nel mondo

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    Ultima modifica il 07 Luglio 2003 - 16:48

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