07 Agosto 2006 - 09:29

    Il governo italiano dice stop al commercio di strumenti capaci di violare la dignità umana

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    Il decreto legislativo approvato nei giorni scorsi prevede punizioni molto dure per chi viola le nuove regole

    Sanzioni pesanti per chi, in Italia, importa ed esporta strumenti che possono essere utilizzati per trattamenti crudeli, inumani o degradanti, nonché per esecuzioni capitali.

    Con il decreto legislativo approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri, il governo italiano, dando piena attuazione al regolamento CE n. 1236/2005, ha deciso di dire basta al commercio di strumenti che violano la dignità umana e all'impunità dei trasgressori con pene che arrivano fino a sei anni di reclusione e multe fino a 250 mila euro.

    "Benchè serrapollici chiodati, cinture a scarica elettrica, forche e ghigliottine, non siano articoli in cima alla lista del nostro import-export - ha ricordato Emma Bonino, ministro per il Commercio Internazionale e per le Politiche Europee - questa misura non è affatto simbolica perchè serve a ribadire l'importanza che il nostro governo e l'Unione Europea danno al rispetto dei diritti umani. Il nostro obiettivo è duplice: vogliamo impedire che regimi repressivi possano comprare questo tipo di strumenti da imprese italiane ed europee e, allo stesso tempo, mandare un segnale di dissuasione a paesi dove la pena di morte è ancora in vigore".

    In particolare, il decreto legislativo prevede punizioni per chi effettua operazioni di esportazione, anche temporanea, o di importazione dei beni considerati strumenti di tortura con la reclusione da due a sei anni o con la multa da 25.000 a 250.000 euro; per chi fornisca, accetti o riceva assistenza tecnica, anche gratuitamente, con la reclusione fino a due anni o con la multa da 10.000 a 50.000 euro. Inoltre, il decreto prevede anche diverse sanzioni amministrative per altri tipi di violazione come ad esempio le false comunicazioni o le omissioni d' informazioni dovute sull'importazione o esportazione di questi beni.

    L'autorità nazionale incaricata dell'applicazione del regolamento comunitario e del presente decreto legislativo sarà il ministero del Commercio Internazionale.

    Ultima modifica il 07 Agosto 2006 - 09:29

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