11 Marzo 2019 - 12:50

    Lettera al Presidente della Repubblica

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    Caro Presidente,
    in questi ultimi giorni il Suo mandato ha raccolto con ancor più passione (se mai fosse possibile) le richieste di aiuto del mondo della solidarietà, attraverso il riconoscimento del lavoro che donne e uomini di buona volontà compiono attraverso la battaglia quotidiana per l'emancipazione delle altre donne sfruttate dalla tratta. Lei infatti,lo scorso 8 marzo,ha scelto di sostenere una battaglia fino a ieri praticamente ignorata.
    È stato per me, per tutti noi che lavoriamo in questo mondo, un riconoscimento  che ci ha dato la forza di continuare ad andare avanti, coscienti do non essere più soli.
    I quattro anni del Suo settennato sono stati quindi spesi nel segno del riconoscimento di questo nostro sforzo,dello sforzo del Terzo Settore tutto.
    Purtroppo non è così dovunque e soprattutto non è così nei "Palazzi della politica", dove a volte (e solo da parte di  alcuni) i" migliori", i" buoni", sono definiti con disprezzo "buonisti", dove non si sa(o non si vuole) riconoscere il vero volto dell'impegno quotidiano, dove si dà per scontato che il nostro sistema di welfare debba avvalersi, senza nemmeno dire "grazie",del lavoro  di coloro che dedicano tutta la loro vita alla solidarietà. Pilar, Virginia, Carlo, Gabriella, Matteo, Rosemary, Paolo, ma anche Sebastiano, che attraverso la cultura costruiva ponti, sono gli uomini e le donne che ci rappresentano tutti.
    Perché la strage dei volontari non sia stata inutile, perché si riconoscano come profeti, e citando Davide Turoldo come "donne e uomini dal cuore in fiamme" coloro che abbiamo perduto,(e che per noi cattolici sono quelli a cui abbiamo dato un appuntamento), ebbene per far sì che questo non rappresenti soltanto un inutile sacrificio, Le chiedo a nome del mio mondo, il mondo del terzo settore, a cui do voce da quarantacinque anni, di far sì che il 10 marzo diventi una data indimenticabile, sia attraverso la convocazione di un lutto nazionale, sia attraverso il riconoscimento della massima onorificenza alla loro memoria e che tutti coloro che sono impegnati sul fronte della solidarietà, della cooperazione, dell'umanità sappiano da oggi che non possono più venire umiliati e che non sono lasciati da soli. 
    Io ho verificato quanto il suo alto monito possa avere una vera forza nel cambiare la realtà, mi aiuti anche questa volta.
    Paola Severini Melograni
    direttore Angelipress.com
    Ultima modifica il 19 Marzo 2019 - 12:54

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