03 Ottobre 2019 - 10:20

    SOS giovani. Vecchie, nuove e nuovissime dipendenze. il ruolo del servizio pubblico

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    A Roma il convegno promosso dalla Fondazione Di Liegro per mettere a fuoco e analizzare il complesso mondo delle dipendenze in età giovanile e la loro relazione con il disagio psichico

     

    Ogni settimana una nuova sostanza psicoattiva appare nel mercato delle droghe. L’osservatorio europeo che monitora questa materia (EMCDDA) alla fine del 2018 aveva contato circa 800 nuove molecole sintetiche. Cifra che coincide grosso modo con quella diffusa dalle Nazioni Unite (892).

    Ma un altro dato è invece in contrasto con le agenzie internazionali ufficiali. Viene dall’NPS- Finder, un web-crawler progettato e realizzato da un team dell’Associazione Osservatorio sulle dipendenze di Roma (ODDPSS) per identificare automaticamente le nuove sostanze psicoattive lanciate in rete. Nel primo periodo pilota di 18 mesi ne sono state intercettate ben 4mila; molecole che possono causare alterazioni neurobiologiche tali da indurre disturbi psichici associati ad aggressività auto o etero diretta. Lo psichiatra Alessandro Vento, uno dei realizzatori del progetto, lo illustrerà nel suo intervento al convegno.

    L’universo della tossicodipendenza si è trasformato profondamente, anche se la sua rappresentazione nell’immaginario collettivo resta quella delle passate generazioni. Attenzione, le vecchie droghe ci sono ancora (la cannabis è sempre quella più diffusa), ma viene aumentata costantemente la loro potenza e il poliabuso, cioè l’uso concomitante di più sostanze, è diventato la regola.

    Distinguere tra droghe leggere e pesanti non ha più molto senso. La psichiatra Marta Di Forti del King’s College di Londra, relatrice del convegno del 4 ottobre, ha condotto una ricerca su 900 pazienti provenienti da 11 località europee che ha dimostrato l’incidenza dell’uso quotidiano della cannabis ad alta potenza negli esordi psicotici, un dato che ha importanti implicazioni per la salute pubblica.

    Il rapporto dei giovani con l’alcol, spesso associato all’assunzione di sostanze in una sorta di nuova “cultura del bere”, è il tema dell’intervento di Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità. Nell’ottica di una necessaria e possibile prevenzione.

    Il convegno aprirà poi un ampio sguardo sulle nuove epidemie: le dipendenze non farmacologiche che minacciano la salute mentale dei nostri adolescenti; dalla sindrome di astinenza da internet all’abuso di interattività che stronca i rapporti interpersonali, fino all’Hikikomori, fenomeno di ritiro sociale volontario giovanile nato in Giappone negli anni Ottanta e in grave diffusione anche in Italia.

    Dietro queste realtà, una generazione che non guarda più né al passato né al futuro, ferma in un presente assoluto, vissuto nella ricerca del massimo sballo. Mentre gli adulti appaiono in preda a una crisi di autorevolezza che depotenzia ogni tentativo di sostegno ai giovani in dipendenza.

    Informare, la chiave di volta per rispondere a questa emergenza. Durante il convegno, che si terrà a Roma presso la Pontificia Università Gregoriana, non si ascolteranno solamente le voci di esperti nazionali e internazionali del settore, ma anche quelle di giovani e adulti le cui vite sono state segnate in modo indelebile dalle vecchie, nuove e nuovissime dipendenze. Come quella di Loretta Rossi Stuart che presenterà il trailer del suo documentario sulla vicenda del figlio Giacomo, o quella di Frederick, che racconta del suo lungo periodo di isolamento sociale volontario, o anche quella di Francesca, che in relazione al problema di alcolismo del figlio denuncia il troppo tecnicismo dei servizi e la necessità di un approccio più sensibile e umano al problema.

    Il titolo del convegno sottolinea il ruolo determinante del servizio pubblico nella battaglia in favore della salute mentale dei giovani a cui la Fondazione Di Liegro da tempo dà il suo sostegno. Ne va del futuro di tutti. Servono un ripensamento e una riorganizzazione dei servizi, servono nuovi investimenti.

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