19 Marzo 2020 - 07:06

    Gruppo Abele, restiamo accanto anche ora a chi non può #restareacasa

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    Oggi le nostre città, le nostre strade, vivono una sorta di coprifuoco per raggiungere un unico obiettivo: salvaguardare il più importante tra i beni comuni, il diritto alla salute pubblica. 

    In questa fase storica in cui è necessaria la responsabilità di ogni cittadino, in cui è chiesto di restare in casa, c'è chi in casa non può permettersi di stare. Nel clamore mediatico suscitato dall'emergenza sanitaria, non possiamo perdere di vista la condizione in cui versano gli ultimi, quelli che una casa non ce l'hanno. I poveri, gli emarginati sono fuori fuoco rispetto al dibattito. Incredibilmente, ultimi due volte. 

    Anche per questo motivo, il nostro lavoro quotidiano con loro, nelle limitazioni previste dalla legge, non si ferma.

    Stiamo tenendo aperto il nostro dormitorio femminile. Le nostre comunità continuano ad accogliere mamme, papà, bambini in difficoltà. Il centro di prima accoglienza non smette di incontrare persone con problemi di dipendenze e lo sportello per le vittime di tratta è operativo.

    A malincuore siamo stati costretti però a limitare la nostra azione: molte attività hanno dovuto sospendere il proprio operato con una ricaduta sociale non certo indifferente. 

    Abbiamo bisogno di tutto il sostegno possibile per continuare a pensare a chi non può dare per scontato neanche il #rimanereacasa. 

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