27 Marzo 2020 - 21:58

    #IORESTOACASA Musei Civici di Venezia ci raccontano...

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    #IORESTOACASA Musei Civici di Venezia ci raccontano...

     

    La statua di quello che ancora molti turisti credono un San Giorgio (che era invece il protettore dell'antica rivale Genova, sono entrambi santi guerrieri uccisori di draghi) è in realtà un insieme di statue. La testa e il busto di origini romane, testa dell'imperatore Costantino e busto di Adriano in marmo pregiato, il resto posticcio in marmo più scadente e pietra d'Istria. Nel 2017 anche questa statua è stata restaurata ed è quella che si ammira sotto il portico del cortiletto dei Senatori a Palazzo Ducale, dove protegge i veneziani ad altezza d'uomo dal 1948.

    Delle colonne narra l'architetto Giovanni Antonio Vendrasco alla fine dell'Ottocento, nel suo "Marco e Todaro", riportando che "Sebastiano Zani, ricco e settuagenario doge, fece bandire una strida colla quale si prometteva generoso premio a chi avesse compiuta quell'opera, per meccanici mezzi". Era circa il 1170 e le colonne giacevano stese in piazzetta in attesa di qualcuno che riuscisse a sollevarle. L'esito lo racconta il Sansovino: "Un lombardo chiamato Niccolò Barottiero le drizzò et ne hebbe honesto premio oltre al quale volle privilegio che i giuocatori havessero libertà di giuocare a piè di dette colonne senza pena alcuna", e conferma si trova nella Cronaca Magno: "Venne un ingegniere che era un gran baro de zuogo et disse del levarle". Le colonne furono sollevate dal Barottiero con uno stratagemma, legandole con corde bagnate che una volta asciutte si restringevano sollevando i due macigni, in cambio fu concessa fra le due libertà di gioco d'azzardo. Per secoli sono state porta d'entrata e punto di ritrovo della più varia umanità veneziana. Qui sotto ritratta da Giacomo Guardi a penna, opera conservata nel Museo Correr.

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