14 Settembre 2020 - 09:09

    "Filastrocca sul coronavirus" di Roberto Plumini

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    Roberto Piumini, uno dei più importanti scrittori italiani per l’infanzia, ha scritto una filastrocca per spiegare ai più piccoli il virus Covid-19 e la pandemia.

    Che cos’è che in aria vola?
    C’è qualcosa che non so?
    Come mai non si va a scuola?
    Ora ne parliamo un po’.

    Virus porta la corona,
    ma di certo non è un re,
    e nemmeno una persona:
    ma allora, che cos’è?

    È un tipaccio piccolino,
    così piccolo che proprio,
    per vederlo da vicino,
    devi avere il microscopio.

    È un tipetto velenoso,
    che mai fermo se ne sta:
    invadente e dispettoso,
    vuol andarsene qua e là.

    È invisibile e leggero
    e, pericolosamente,
    microscopico guerriero,
    vuole entrare nella gente.

    Ma la gente siamo noi,
    io, te, e tutte le persone:
    ma io posso, e anche tu puoi,
    lasciar fuori quel briccone.

    Se ti scappa uno starnuto,
    starnutisci nel tuo braccio:
    stoppa il volo di quel bruto:
    tu lo fai, e anch’io lo faccio.

    Quando esci, appena torni,
    va’ a lavare le tue mani:
    ogni volta, tutti i giorni,
    non solo oggi, anche domani.

    Lava con acqua e sapone,
    lava a lungo, e con cura,
    e così, se c’ è, il birbone
    va giù con la sciacquatura.

    Non toccare, con le dita,
    la tua bocca, il naso, gli occhi:
    non che sia cosa proibita,
    però è meglio che non tocchi.

    Quando incontri della gente,
    rimanete un po’ lontani:
    si può stare allegramente
    senza stringersi le mani.

    Baci e abbracci? Non li dare:
    finché è in giro quel tipaccio,
    è prudente rimandare
    ogni bacio e ogni abbraccio.

    C’ è qualcuno mascherato,
    ma non è per Carnevale,
    e non è un bandito armato
    che ti vuol fare del male.

    È una maschera gentile
    per filtrare il suo respiro:
    perché quel tipaccio vile
    se ne vada meno in giro.

    E fin quando quel tipaccio
    se ne va, dannoso, in giro,
    caro amico, sai che faccio?
    io in casa mi ritiro.

    È un’ idea straordinaria,
    dato che è chiusa la scuola,
    fino a che, fuori, nell’aria,
    quel tipaccio gira e vola.

    E gli amici, e i parenti?
    Anche in casa, stando fermo,
    tu li vedi e li senti:
    state insieme sullo schermo.

    Chi si vuole bene, può
    mantenere una distanza:
    baci e abbracci adesso no,
    ma parole in abbondanza.

    Le parole sono doni,
    sono semi da mandare,
    perché sono semi buoni,
    a chi noi vogliamo amare.

    Io, tu, e tutta la gente,
    con prudenza e attenzione,
    batteremo certamente
    l’antipatico birbone.

    E magari, quando avremo
    superato questa prova,
    tutti insieme impareremo
    una vita saggia e nuova.

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