14 Dicembre 2010 - 13:28

    Accoglienza delle differenze e specificità culturali e religiose nelle strutture sanitarie

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    Se ne discute a Roma

    Si terr� oggi, 14 dicembre 2010, dalle 15.00 alle 19.00 presso l'Accademia di Storia dell�Arte Sanitaria a Roma (Lungotevere in Sassia, Complesso monumentale del Santo Spirito), l�evento promosso dal �Laboratorio per l�accoglienza delle differenze e specificit� culturali e religiose nella Asl Roma E�, con il patrocinio di Ordine dei Medici di Roma, AMCI (Associazione medici cattolici italiani), AME (Associazione medica ebraica Italia), Amsi (Associazione medici di origine straniera in Italia e Teca (Associazione per la tutela etica nella cura ed assistenza), in collaborazione con Religions for Peace, AVO (Associazione Volontari Ospedalieri), Cittadinanzattiva,Accademia di Storia dell�Arte Sanitaria, Ascoltare-le-sofferenze (Associazione interreligiosa per la cooperazione in medicina), e con il supporto del Cesv, Centro Servizi per il Volontariato.

    L�incontro parte da un assunto di base: il principio di eguaglianza sancito dalla Dichiarazione dei diritti umani passa per il rispetto delle differenze e delle specificit� della cultura di cui ogni uomo � portatore.

    Riaffermare questo valore in campo sanitario come elemento centrale della relazione di cura � diventato ancora pi� urgente dopo l�arrivo nel nostro paese di persone di nuova immigrazione che provengono da culture sotto vari aspetti differenti rispetto a quelle presenti tradizionalmente nel nostro paese.

    Basti pensare che, secondo il Dossier statistico Caritas Migrantes 2010, in 20 anni, gli immigrati regolari in Italia sono aumentati di 20 volte: dal mezzo milione del 1990, ai quasi 5 milioni del 2010 (per un totale del 7% dei residenti). E quasi 600mila sono di seconda generazione.

    Nel Lazio il numero degli immigrati residenti continua ha raggiunto le 497.940 unit� a fine 2009: l�11,8% di quanti hanno scelto l�Italia come paese d�accoglienza.

    Queste persone, come tutti, possono ammalarsi e avere bisogno di rivolgersi alle strutture sanitarie del territorio, che non possono non tener conto nell�accoglierle di valori, sensibilit�, esigenze specifiche, legate alle varie identit� culturali e religiose. Il rispetto integrale della persona favorir� il riequilibrio e l�umanizzazione della relazione terapeutica che, nella modernit�, corre spesso il rischio di una risposta sbilanciata verso soluzioni tecniche, insufficienti, se non addirittura controproducenti.

    Durante il convegno verr� presentato il progetto condiviso �L�accoglienza delle differenze e specificit� culturali e religiose nella Asl Roma E�, elaborato dal Laboratorio per l�accoglienza delle differenze nella Asl Roma E, nato da una serie di incontri iniziati nella primavera 2010, che ha visto coinvolti operatori del settore, rappresentanti delle varie tradizioni religiose ed esponenti di associazioni del mondo del volontariato sanitario, civico e sociale.

    Ultima modifica il 14 Dicembre 2010 - 13:28

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