26 Luglio 2006 - 11:49

    Angelipress ha intervistato Giuliana, libanese innamorata dell'Italia e del suo Paese

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    “Gli Hezbollah sono solo burattini nelle mani di Siria e Iran”

    Mentre a Roma si tiene la Conferenza Internazionale per il Libano, nel Paese mediorientale, si continua a combattere. Nemmeno l'incontro di Roma è infatti servito a fermare la scia di sangue che da due settimane sta segnando la zona fra Libano e Israele.

    Nel Libano del sud infuria la battaglia e gli ultimi dati parlano di molti caduti anche tra gli israeliani, tanto che il vicecapo di stato maggiore di Israele, il generale Moshe Kaplinsy, afferma che sono stati colpiti oltre 13 militari.

    A questo proposito il portale angelipress.net è riuscito a realizzare un piccolo scoop, intervistando una ragazza libanese che vive dal 2004 in Italia dove, presso l'Università degli studi di Trieste, ha ottenuto la laurea in traduzione di lingue, ma che sta sognando di tornare nella sua terra per mettere a frutto ciò che ha imparato da noi.

    Giuliana, questo il suo nome, (rifiuta giustamente di darci altri dati personali) si è trasferita nel nostro Paese nel novembre del 2004 anche se l'Italia ce l'aveva nel cuore da sempre, visto che suo nonno era italiano e che in vacanza nel nostro Paese c'era già venuta molte volte.

    “Amo da sempre l'Italia, ma avevo già prenotato il biglietto aereo per tornare in Libano ci racconta anche se ormai è impossibile tornare lì. Volevo tornare a casa perché già da tempo sognavo di rivedere il mio Paese, non posso vivere senza il Libano e stavo assaporando l'idea di tornare finalmente a casa. L'Italia ce l'ho nel cuore, ma mi piaceva di più quando ero giovane. Ora che l'ho vista da vicino posso dire che è bella, ma il Libano è meglio.

    “Stavo aspettando di tornare per cominciare finalmente a lavorare lì, nel campo delle traduzioni continua . Ero certa che quest'estate sarebbe stata la migliore per il mio Paese da un punto di vista turistico, invece quello che sta succedendo rischia di compromettere molte, forse troppe cose.

    “Se mi chiedete perché sta succedendo tutto questo, la risposta è fin troppo ovvia: la Siria l'anno scorso ha dovuto abbandonare il Libano, ovviamente è una cosa che hanno fatto malvolentieri, e così ora si stanno vendicando manovrando le azioni degli Hezbollah. Tutti sanno che dietro le azioni di quei #burattini' degli Hezbollah ci sono Siria e Iran.

    “Io comprendo la reazione di Israele: sono stati attaccati e hanno reagito alla provocazione, anche se forse ora mi sembra che la reazione sia un po' sproporzionata. Per quanto mi riguarda non posso che augurarmi che tutto finisca il più presto possibile, perché il Libano è un Paese stupendo e la gente e la cultura che c'è lì sono un patrimonio per tutto il mondo.

    “Quello che posso dire, tuttavia conclude Giuliana è che il fanatismo degli Hezbollah deve essere combattuto, non sui campi di battaglia, bensì sui banchi di scuola: l'istruzione è infatti a mio avviso la soluzione migliore: bisogna insegnare ai giovani a pensare con la loro testa e non a seguire certi #burattinai'.”

    Stefano Mancini

    Ultima modifica il 26 Luglio 2006 - 11:49

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