28 Ottobre 2020 - 06:32

    ASPETTANDO ZA: Una non mostra su Cesare Zavattini

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    Dal 6 novembre al 5 dicembre si terrà al Museo temporaneo navile di Bologna la mostra dedicata al grande artista con documenti autografi, libri, fotografie, appunti, manifesti originali, ma anche la sua stessa voce. Ricordiamo che il nostro Direttore Paola Severini Melograni ha avuto l'onore di conoscere e lavorare con il regista nel 1984, in occasione del Primo Festival Internazionale Cinematografico “Oltre la Norma”, organizzato e diretto da lei stessa, dedicato alla cinematografia sulla disabilità fisica, psichica, sensoriale e ambientale, presieduto proprio da Cesare Zavattini

    Nel celebre poema “The Cantos” Ezra Pound recita con incredibile coraggio che il “paradiso dell’uomo è la sua buona natura”, con analoga forza l’intera attività di Cesare Zavattini (Luzzara 1902, Roma 1989) ha concentrato la sua attenzione sull’essere umano e sulla sua natura nobile e tragica al contempo.

    La constatazione dell’inarrestabile, progressiva, demolizione dell’essere umano, ad opera di quelli che Zavattini chiamava, con il suo caratteristico umorismo, i campioni della cultura dei pochi, è stata uno dei motivi che ha guidato tutta la sua multiforme e sfaccettata opera, interamente tesa nell’arduo compito di trovare una strada che disincantasse questo osceno processo.

    I documenti autografi, i libri, le fotografie, gli appunti, i manifesti originali, ma anche la sua stessa voce in “Non libro” e l’ultima opera testamento, ovvero il film “La Veritaaaà”, dove Zavattini è sceneggiatore, regista e attore, sono gli elementi in mostra.

    Nonostante la collezione di Massimo Soprani, segretario di Zavattini a Luzzara per trenta anni, disponga di moltissime opere di pittura e incisione (inedite), si è deciso per questa prima tappa dedicata al maestro di non concentrare l’attenzione sull’aspetto prettamente artistico, bensì predisporre un territorio dove avvicinarsi al suo nucleo di pensiero. Il quale, conosciuto e approfondito nella sua stupefacente radicalità, potrà non solo fare apprezzare maggiormente la sua ispirazione pittorica, ma offrire strumenti conoscitivi per decifrare l’incredibile contraddizione che vede l’essere umano autore e artefice del proprio declino.

    “C’è rimedio? Più non c’è più comincia a tralucerne qualcuno. Sgombriamo intanto il terreno da qualsiasi speranza che l’attuale cultura contenga proposte contro sé stessa. Il suo fiato è quello che è. Essa tutt’al più riesce a cambiare i termini della sopraffazione, non la sopraffazione. Che è anzi in crescendo” (Cesare Zavattini, ­­La notte che ho dato uno schiaffo a Mussolini, 1976, Bompiani)

    La mostra è accompagnata da un saggio critico di Antongiulio Vergine.

    Orari:martedì, giovedì, sabato dalle 15 alle 19 solo su appuntamento. 

    La mostra è sempre visibile dall’esterno del museo.

     

     


     

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