AngeliPress

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    20 Novembre 2020 - 11:41

    Giornata Mondiale della Filosofia 2020: L’importanza della filosofia in tempi di crisi

    L’edizione 2020 della Giornata Mondiale della Filosofia, che si celebra quest’anno il 19 e 20 novembre, si concentra sull’importanza del pensiero filosofico nell’aiutarci ad affrontare le molteplici sfide che il mondo ha di fronte, in particolare  sul significato della pandemia COVID-19.

    “Se la crisi sanitaria mette in discussione molte certezze della nostre società, allora la filosofia ci aiuta ad andare avanti, stimolando una riflessione critica sui problemi che sono già presenti ma che la pandemia sta spingendo al limite”, afferma il Direttore generale dell’UNESCO Audrey Azoulay. “In un momento in cui la radicalità e la velocità dei principali sconvolgimenti mondiali possono disorientarci, la filosofia ci consente sia di fare un passo indietro che di vedere più avanti”


    19 Novembre 2020 - 17:13

    Italia premiata dalla UEFA. Il progetto “Quarta Categoria” vince il “Best Disability Initiative”

    Il Comitato Esecutivo Uefa premia “ Quarta Categoria”, promossa in Italia dalla FIGC attraverso la Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale, come miglior progetto europeo sulla disabilità dedicato allo sviluppo del calcio inclusivo

    Per il secondo anno consecutivo la FIGC viene premiata dall’UEFA nell’ambito dei Grassroots Awards destinati ai leader, club e progetti europei che si contraddistinguono per l'eccellenza nel calcio di base.

    È il progetto italiano di “Quarta Categoria” ad aggiudicarsi quest’anno il premio come Miglior Progetto – Livello Gold nella categoria “Best Disability Football Initiative”.
    Dopo i riconoscimenti Silver ricevuti nel 2019 dalla FC Internazionale e dalla UP Isolotto, rispettivamente come “Best Professional Football Club” e “Best Disability Football Initiative”, l’Italia sale sul gradino più alto del podio con un progetto a carattere nazionale che intende il calcio come uno strumento di costante inclusione, aggregazione e condivisione, aperto a tutti, che mira a massimizzare la pratica sportiva per persone con disabilità.

    “Quarta Categoria” è il torneo nazionale sperimentale di calcio a 7 riservato a calciatori e calciatrici con disabilità cognitivo-relazionale e patologie psichiatriche che ha risposto all’esigenza e alla volontà di tanti ragazzi di giocare a calcio, sviluppato in Italia dalla FIGC attraverso la Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale istituita con delibera del Consiglio Federale (Comunicato Ufficiale N.93/A) il 3 ottobre 2019, dopo la firma di un apposito Protocollo d’Intesa FIGC- CIP (Comitato Italiano Paralimpico).

    Un percorso iniziato nel gennaio 2017 con la partecipazione di 12 squadre a due tornei regionali che negli anni, grazie al lavoro svolto in maniera sinergica con tutte le principali componenti del mondo del calcio, è cresciuto fino a contare la partecipazione nella stagione sportiva 2020/21 di 124 squadre che riuniscono circa 3.000 tesserati , 89 società affiliate nelle 11 Regioni coinvolte: Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana e Veneto.

    “Siamo orgogliosi di aver ricevuto un premio così importante che consolida il percorso iniziato nel 2017 grazie al lavoro appassionato di Valentina Battistini ed alla collaborazione sinergica di tutte le componenti del calcio italiano. Questo riconoscimento rappresenta non un punto di arrivo, ma un punto di partenza ed un'occasione per ribadire ancora una volta la sensibilità e l'impegno della FIGC nel continuare a supportare il percorso di crescita e condivisione di tutto il nostro movimento”. Così si è espresso il Presidente della DCPS Franco Carraro.

    Gli UEFA Grassroots Awards includono cinque categorie speciali - Best Grassroots Club, Best Grassroots Project, Best Grassroots Leader, Best Disability Football Initiative, Best Professional Football Club - con altrettanti premi di Livello Gold, Silver e Bronze, a cui anche la nostra Federazione ha contribuito presentando per ciascuna categoria i vincitori nell’Italian Grassroots Awards 2020 nella kermesse organizzata dal Settore Giovanile e Scolastico nello scorso mese di Giugno.

    In questo percorso la Federazione Italiana Giuoco Calcio vanta una significativa presenza tra i premiati nei primi tre posti a livello europeo delle singole categorie, a seguito delle valutazioni del Panel di Esperti della UEFA. Nel 2013 ricordiamo infatti il Bronzo vinto come Best Grassroots Club dalla SS Sangiorgina, nel 2016 il Bronzo vinto da Antonio Piccolo, dirigente dell’ARCI Scampia, come Best Grassroots Leader, nel 2017 l’Oro vinto con il Progetto Giococalciando, come Best Grassroots Project.

    Un cammino ormai collaudato per quanto riguarda la qualità dei progetti sviluppati dalla FIGC e dal Settore Giovanile e Scolastico nel quale si inserisce con merito proprio “Quarta Categoria”, conseguendo un successo di grande importanza, che raccoglie e valorizza il grande lavoro svolto dai suoi fondatori nel coinvolgere ragazzi, dirigenti e famiglie in un grande movimento diffuso su tutto il territorio nazionale.

    L’Italia ha ancora una volta aperto la strada al cambiamento con l’obiettivo di dare la possibilità a tantissimi ragazzi con diverse abilità di realizzare il sogno di poter giocare in un contesto federale e organizzato senza differenze, a testimonianza dell’impegno del calcio italiano nella promozione della dimensione sociale dello sport a livello globale e nella volontà di continuare a sviluppare e valorizzare in maniera proficua progetti in grado di concorrere a realizzare una società più inclusiva.

    20 Novembre 2020 - 06:35

    Andrà tutto bene? Voci di povertà durante la pandemia

    Un documentario realizzato da FABRICA per Fondazione L’Albero della Vita che dà voce a genitori e figli in povertà assoluta a causa dell’emergenza Covid-19


    19 Novembre 2020 - 15:21

    Giovanni Parapini a "Illuminare le periferie. I non luoghi dell'informazione. Periferie geografiche e umane nei media"

    "Siamo qui per tentare di far cambiare il paradigma dell'informazione, per tentare di portare le telecamere nei simboli dell'invisibile, di quelle realtà che è scomodo vedere, frequentare, vivere. Che ci fanno paura", lo dice Giovanni Parapini, direttore di Rai per il Sociale, intervenuto alla presentazione del rapporto "Illuminare le periferie. I non luoghi dell'informazione. Periferie geografiche e umane nei media", ospitata a Tor Bella Monaca, oggi giovedì 19 novembre, nella sede della Comunità di Sant'Egidio, organizzata insieme a Rai per il Sociale e con la media partner della TgR. "Non mi stancherò mai di ripeterlo: la Rai - aggiunge - è impegnata in un lavoro costante di lotta alle diseguaglianze. Pensiamo che sia fondamentale impedire che si allarghi la forbice dell'ingiustizia sociale. Non vogliamo che esista un mondo per pochi, ma consideriamo i luoghi dove viviamo uno spazio di comunità condivisa. Per fare questo ci vuole un impegno costante che nasce oltre che da noi, dalla scuola e dall'educazione". "Noi siamo Servizio Pubblico - conclude Parapini - e fino a quando resteremo tali abbiamo il diritto e il dovere di essere plurali, inclusivi e di promuovere il bene comune in ogni spazio luogo e piattaforma possibile e che sia raggiungibile. In questo periodo viviamo in una fase di colori, decisi dalla tecnocrazia per limitare la pandemia. Quando il Covid sarà sconfitto, e tutto o quasi tornerà alla normalità, torneremo ai colori naturali e a rivedere con gli occhi del reale quei grigi e quelle sfumature di nero che sono la cornice interna ed esterna di molte delle nostre periferie urbane e non. Ecco perché vanno illuminate, bisogna portare lo sguardo oltre le nostre paure, oltre le nostre zone di conforto e specchiarci con il Paese che soffre per evitare che si pieghi per sempre. In questo senso, il Servizio Pubblico deve tornare alle sue origini più nobili ovvero quello di servire, offrendo contenuti, informazione, cultura, educazione, sport e intrattenimento e illuminare luoghi come Tor Bella Monaca a tutto il pubblico italiano".

    20 Novembre 2020 - 05:01

    “Sul filo dell’acqua”, di Sara Rattaro

    “Sul filo dell’acqua” di Sara Rattaro è un romanzo che si legge tutto d’un fiato, il filo conduttore dell’acqua appassiona il lettore che si immerge, nel vero senso della parola, nelle storie degli otto personaggi e di una Genova che parla e incuriosisce. Le vite dei protagonisti si intrecciano come se si trattassero di numerosi affluenti che poi si incontrano nello stesso grande fiume. L’acqua è vita, morte e resurrezione.

    Viene raccontata una città e una terra che hanno spesso vissuto degli eventi catastrofici nella realtà dai quali però si è sempre rialzata con tanta forza e dignità, e l’acqua è presente, in ognuno di questi episodi, sottoforma di alluvioni, piene, inondazioni e mare. Le tragedie per le frane, gli smottamenti e quelle della torre piloti e il ponte Morandi. L’Italia delle città di mare, che si alimentano di questo elemento: l’acqua, che è al tempo stesso sua miglior amica e sua peggior nemica. Venezia come Genova, il Mose come le opere liguri, l’acqua che dà e l’acqua che toglie. All’incirca un anno fa La Serenissima veniva inghiottita dall’innalzamento del livello della laguna, celebre al mondo per la sua eleganza, come Genova e la Liguria poggiate su una terra altrettanto fragile, fatta di sublimi e affascinanti paesaggi che franava e mieteva vittime sotto la forza incessante dell’acqua.

    Preservare la bellezza costa caro e nella maggior parte delle volte si interviene quando il danno è ormai fatto, quando già si piange per la tragedia avvenuta. È la natura dell’uomo che spinge verso l’azione solo nel momento in cui ci si sente il pericolo addosso, ma è anche l’uomo stesso l’unico a poter determinare le sorti del proprio destino, benché la potenza della natura non lo superi. E forse è proprio questa la crepa di un Paese che non protegge le sue terre, che non cerca di scrivere il proprio destino, sennonché dopo che vede capitolare i suoi luoghi più preziosi e subisce inerme la grandezza e il lato brutale della natura.

    A cura di Simone Riga

    19 Novembre 2020 - 14:56

    Lo storico Alberto Melloni nei sette consulenti scientifici della Commissione Europea

    Lo storico del cristianesimo Alberto Melloni (foto Accademia dei Lincei) nel gruppo dei sette consulenti scientifici della Commissione Europea. È la prima volta per un ricercatore italiano. La carica durerà tre anni. Un breve curriculum di Melloni: accademico dei Lincei e docente di Storia del Cristianesimo nell'Università di Modena e Reggio Emilia, segretario della fondazione per gli Studi Religiosi e titolare della Cattedra Unesco sul Pluralismo religioso e la pace dell'Università di Bologna.

    19 Novembre 2020 - 13:37

    Milano Positiva: Fragilità delle persone, fragilità delle città

    Si è tenuto ieri, mercoledi 18 novembre, l'incontro Fragilità delle persone, fragilità delle città il primo di un ciclo di webinar su Milano Post Covid.
     

    21 Novembre 2020 - 06:29

    COVID-19: su Frontiers in Pharmacology studio ENEA con le Università di Urbino e Singapore

    Uno studio ENEA, realizzato in collaborazione con le Università di Urbino e Singapore, ha permesso di individuare in alcuni farmaci già in uso nella pratica clinica proprietà che contrastano i meccanismi cellulari e molecolari dell’infezione da virus SARS-CoV-2 e la progressione della malattia COVID-19. La ricerca realizzata con il Big Data approach, ovvero utilizzando piattaforme computazionali che raccolgono una grande mole di informazioni, è stata pubblicata sulla piattaforma “Research Square” e a breve apparirà anche sulla rivista internazionale peer-reviewed “Frontiers in Pharmacology”


    19 Novembre 2020 - 13:17

    MWMN: Sereni al lancio dell'antenna in Kosovo

    “La Mediterranean Women Mediation Network riflette la lunga tradizione dell’Italia nella promozione dei diritti delle donne e dell’uguaglianza di genere”. Lo ha dichiarato la Vice Ministra degli Esteri Marina Sereni aprendo i lavori della videoconferenza di presentazione dell’antenna in Kosovo del Mediterranean Women Mediators Network, organizzata grazie al sostegno dell’Ambasciata d’Italia a Pristina. Il Network è un progetto lanciato, promosso e finanziato dalla Farnesina, in collaborazione con l’Istituto Affari Internazionali e Women in International Security Italy.

     

     


    20 Novembre 2020 - 06:02

    CARTA DELLA MEMORIA: La responsabilità della Memoria nel nostro tempo

    La memoria a livello educativo è stata una grande scuola perché ha permesso di comprendere come i genocidi non sono stati una catastrofe extrastorica, ma sono avvenuti per la responsabilità degli esseri umani. È accaduto in un campo di battaglia dove c’erano carnefici, complici, spettatori indifferenti, resistenti, Giusti e tutte le sfumature intermedie che, come Primo Levi sapeva e ci ha descritto, sono numerosissime.
    Nelle scuole i giovani hanno potuto così apprendere che di fronte al nazismo e ad ogni forma di male estremo si poteva scegliere, poiché nulla era scontato e determinato a priori.


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