AngeliPress

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    Cento borse uniche per un progetto che aiuta la Casa Famiglia Pio X di Venezia

    Cento borse uniche, create con tessuti di giacenza preziosi. Saranno in vendita sino al 30 aprile al Noventa di Piave Designer Outlet con #backtolife, progetto ideato con la designer Carla Plessi, coinvolgendo le ospiti della Casa Famiglia Pio X di Venezia che accoglie mamme e bambini in difficoltà.

    Evento online "L’Arte di cancellare il bullismo”

    La Side Academy di Verona organizza oggi, 23 aprile alle ore 15, l’evento online L’arte di cancellare il bullismo. Tra i diversi testimonial a supporto dell'iniziativa, ci sarà anche Milly, la sorella di Willy Monteiro, il ragazzo ucciso a Roma dai bulli, il garante per la privacy, il sindaco di Colleferro e i Pinguini Tattici Nucleari. Stefano Siganakis, direttore della Side Academy, ha detto in merito all’evento: “Dobbiamo difendere i più deboli, siamo in prima linea non solo contro i bulli, ma contro qualsiasi forma di discriminazione”. 

    Durante l’evento sarà Arduini a presentare le linee guida che stanno ispirando la complessa e minuziosa produzione del “corto”, la cui presentazione ufficiale è attesa entro i prossimi mesi. Di certo, è un caso che in Italia resta sempre tristemente “di attualità” la storia di Willy, come dimostra il continuo moltiplicarsi di atti di bullismo, ultimo in ordine di tempo il fattaccio di cronaca avvenuto sempre nel Lazio, stavolta in provincia di Frosinone, dove un quattordicenne è stato violentemente pestato da un “branco” solo perché aveva postato sui social un complimento a una ragazza.

    Per dare testimonianza diretta della figura e del sacrificio di Willy, insignito per il suo gesto della Medaglia d’Oro al valore civile dalla Presidenza della Repubblica, saranno presenti online la sorella diciannovenne Milly Monteiro, e Pierluigi Sanna, sindaco di Colleferro, il comune dell’hinterland di Roma dove il cuoco ventenne è stato ucciso. Aderirà inoltre un’autorità dello Stato come il Garante per la privacy tramite l’intervento di un proprio rappresentante. Ma, nel corso di “L’Arte di cancellare il bullismo”, la vicenda di Willy ispirerà altre testimonianze, fra cui quella del conduttore di LA7, Corrado Formigli, e delle due band amatissime dal pubblico giovanile come I Pinguini Tattici Nucleari e Lo Stato Sociale, mentre sono in via di definizione le presenze di altri importanti testimonial del mondo del giornalismo e dello sport.

    Già in fase di realizzazione, l’opera dedicata a Willy ha catalizzato attenzioni mediatiche dovute ai valori culturali, oltre che estetici e tecnologici, di un progetto destinato ad avere la più ampia diffusione possibile in festival e circuiti cinematografici e mediatici. L’interazione costante con la realtà di tutti i giorni fa parte dei principi didattici dell’Academy, come spiegheranno nel corso dell’evento il direttore, Stefano Siganakis, e il vicedirettore, Stefano Ferrio.

    L'”Arte di cancellare il bullismo” sarà così occasione di approfondire la conoscenza della Academy veronese che forma, sotto la guida di docenti di eccellenza, professionisti di computer-grafica destinati all'elaborazione e produzione di videogame, film di animazione, campagne pubblicitarie e quant'altro è in grado di mettere a frutto competenze così preziose e multiformi.

    L'ambito in cui vanno a posizionarsi i diplomati all’accademia veronese attraverso corsi biennali e triennali, è quello di un mercato digitale italiano per il quale recenti rilevazioni di Anitec. Assinform, l'associazione degli imprenditori del settore, prevede una crescita del 3,4% nel 2021 e del 3,3% nel 2022, quando l'intero indotto nazionale si calcola fatturerà 75 miliardi di euro, reggendo in modo esemplare all'urto della pandemia di covid in corso.

    In prima visione su Rai Gulp, dal 26 aprile, dal lunedì al venerdì, alle ore 20.15

    LA FORZA DEI PROPRI SOGNI E LA BELLEZZA DELLA DIVERSITÀ AL CENTRO DELL’INNOVATIVA SERIE PER RAGAZZI “MARTA & EVA”; Il mondo del pattinaggio su ghiaccio e quello della musica si incrociano. In anteprima su RaiPlay dal 23 aprile.

    Nella nuova serie originale prodotta da 3Zero2 in collaborazione con Rai Ragazzi che racconta l’incontro tra due ragazze molto diverse tra loro che si trasforma in una grande amicizia.

    Nel cast Giulia Fazzini e Audrey Mballa nel ruolo delle protagoniste, la web star Marta Losito, per la prima volta in una serie tv, e ancora, tra gli adulti, Giorgia Wurth.

    L’importanza di inseguire i propri sogni, anche quando non coincidono con le aspettative dei

    genitori, e la forza dell’amicizia nella diversità, sono i temi al centro dell’innovativa serie per ragazzi

    “Marta & Eva”, in onda su RaiGulp dal 26 aprile, dal lunedì al venerdì alle ore 20.15, e i primi 10 episodi in anteprima su RaiPlay dal 23 aprile (il box set completo dal 30 aprile). Una produzione originale 3Zero2 in collaborazione con Rai Ragazzi, diretta da Claudio Norza, già regista di acclamate serie per ragazzi di grande successo internazionale, come Alex & Co e Penny On M.A.R.S. La serie racconta le avventure di due ragazze di 14 anni che non potrebbero essere più diverse tra loro: Marta (Giulia Fazzini) è una pattinatrice sul ghiaccio titolata che, nonostante le insistenze della madre e sua allenatrice, si rende conto che il suo vero sogno è la musica; Eva (Audrey Mballa) è una talentuosa cantante, una ragazza di origine africana figlia del custode del palazzetto, Ben, il quale la sera insegna canto nel locale di periferia Mosquito e vorrebbe per la figlia un futuro nella musica, non sapendo che la sua vera passione è il pattinaggio sul ghiaccio. L’incontro tra questi due poli opposti si trasforma in una grande amicizia, tanto che le due ragazze si aiuteranno l’un l’altra a realizzare il loro vero sogno.

    Un racconto coinvolgente sulla forza delle passioni e sull’amicizia, che non risparmia momenti di riflessione sul confronto tra storie familiari e personalità diverse e sul rapporto tra genitori e figli, che emergono dalle vicende dei numerosi personaggi della serie. Le storie di Marta ed Eva si incrociano infatti con quelle dei loro coetanei, tra cui Sofia (Giulia D’Aloia), la migliore amica di Marta, una ragazza solare appassionata di ecologia e promotrice di iniziative green, Andrea (Simone Secce) un ragazzo di periferia che lavora come deejay al palazzetto del ghiaccio, Jacopo (Lorenzo Dellapasqua), preso di mira dal bullo della scuola, Ugo (Mattias Sohl), che lo ritiene un figlio di papà privilegiato, Hari (Rimau Grillo Ritzberger), un nuovo compagno di scuola di origini indiane appena arrivato da Londra, Giorgia (Aysha Sulla), acerrima nemica di Marta nella squadra di pattinaggio delle Blades.

    Un libro per il 25 aprile: Alberto Cavaglion – Decontaminare le memorie, Add editore

    Come mai negli ultimi vent’anni il razzismo e l’intolleranza sono aumentati a dismisura proprio nei Paesi in cui le politiche della memoria sono state implementate con maggior vigore?

    Dobbiamo riconoscere il fallimento di quelle politiche, come fanno alcuni autori che scrivono libri «contro» quella Memoria? Non sarebbe più saggio individuare gli errori del passato e infine proporre qualche concreta via di uscita?

    Decontaminare le memorie di Alberto Cavaglion sofferma su uno dei concetti ormai più inattuali e logorati dall’uso: i «luoghi della memoria». Soprattutto quelli «minori», purtroppo diffusi, teatro di violenze di massa anche nella storia più recente. Cosa fare di questi paesaggi?

    «Comprendere» un luogo flagellato dalla violenza, dall’isolamento, dalla riduzione dell’uomo a cosa, richiede l’intervento di quella che si potrebbe chiamare, alla maniera di Georges Perec, «memoria obliqua». Al fine di individuare nuovi strumenti e imboccare un percorso di rigenerazione. Da qui nasce l’idea di Decontaminare le memorie. Un manifesto del «quarto paesaggio», che restituisca ai luoghi della memoria quella funzione riparatrice che talvolta riesce alla letteratura, quando non è solo testimonianza.

    Come gli aquiloni del romanzo-testamento di Romain Gary ci sono ideali da tenere stretti perché non scappino nel cielo, ma non troppo ancorati al suolo, per non farli schiantare in terra.

    Luigi Covatta, primo tra i soci fondatori della Fondazione Socialismo, ci ha lasciati

    Il presidente Gennaro Acquaviva lo ricorda: “Luigi Covatta lascia un vuoto importante in tutti noi, socialisti e cattolici, che hanno combattuto tutta la vita per rendere l’Italia un grande paese e gli italiani un popolo più giusto ed evoluto, ed anche saggio. Negli ultimi quindici anni è stato l’autore, pressoché esclusivo, della rinnovata affermazione di Mondoperaio, la maggiore rivista di cultura politica di cui possa godere l’Italia. Andremo avanti con il suo esempio.”

    I funerali si sono celebrati ieri, lunedì 19 aprile, alle ore 15:30 presso la parrocchia di Santa Maria delle Fornaci, Piazza di Santa Maria alle Fornaci 30, Roma.

    Luigi Covatta è morto all'età di 77 anni. È stato un politico e giornalista italiano, più volte parlamentare e sottosegretario di Stato. Dal 2000 al 2002 è stato presidente di Italia Lavoro. È stato direttore di Mondoperaio, rivista mensile di politica e cultura fondata nel 1948 da Pietro Nenni.

    "Bimbi in movimento": un pallone e tanti sorrisi. Un articolo di Gaia Simonetti

    Il sorriso dei bambini che corrono. La spensieratezza che corre con loro dietro ad un pallone. 
     
    Ha preso il nome dalla bellezza di queste immagini, il progetto a Firenze " Bimbi in movimento". Ne parla con occhi che brillano, Silvia Maci, che ha dato vita ad una società  che offre opportunità di crescita e divertimento ai bambini attraverso gli sport."
     
    In passato - come spiega - ho avuto da allenatrice, molte esperienze nel mondo del calcio dilettantistico e ho sempre incontrato un’enorme difficoltà nel coniugare l’educazione allo sport con i risultati sportivi. Perciò quando nel 2005 ho incontrato il mio socio, che aveva avuto analoghe esperienze, nacque l’idea di fondare una società che avesse come obiettivo principale quello di crescere i bambini attraverso lo sport senza pensare al risultato immediato.I principi di perseveranza, impegno, costanza e lealtà, che sono alla base dello sport, sono gli stessi che aiutano a crescere dei bambini sani da ogni punto di vista e come istruttrice di calcio potevo avere un’ottima influenza nella divulgazione di tali principi".
    "Sono convinta - continua Silvia Maci - che lo sport sia un veicolo di inclusione, aggregazione e partecipazione con un ruolo sociale fondamentale, che permette lo sviluppo di capacità e abilità essenziali per una crescita equilibrata. Da qui sono nati i nostri progetti estesi a tantissime discipline, svolti soprattutto all’interno delle scuole o dei centri estivi, dove l’attività sportiva viene proposta sia per lo sviluppo delle capacità motorie ma anche, soprattutto, di quelle cognitive, relazionali ed emotive."
    Il progetto diventa ancora di più un supporto fondamentale in questo particolare momento storico.
     
    "Lo sport quando viene praticato nella maniera corretta - continua - aumenta l’autostima del bambino, la percezione del suo corpo e dello spazio che lo circonda, migliora le sue capacità di relazionarsi con gli altri e con il mondo esterno.In un periodo di estrema incertezza e solitudine come quello che stiamo vivendo a causa della pandemia, continuare a praticare sport, quando è stato possibile, ha consentito ai bambini di mantenere una certa socialità e questo è stato ovviamente molto importante, in tanti casi ha rappresentato l’unica occasione di interazione con i coetanei.Quando ciò non è accaduto si è notato la differenza: la scorsa estate, dopo tre mesi di lockdown, i bambini che frequentavano i nostri centri estivi sembravano aver perso coordinazione e destrezza, ad esempio, sono aumentati gli episodi di infortuni.
     
    "Sentire sorridere i bambini. Lo sport riesce a farlo perché come spiega Silvia Maci" è gioia e deve rappresentare un momento di gioco e di divertimento per tutti senza costrizioni o aspettative esagerate. Bisogna cominciare a far capire ai bambini, ma forse ancor prima ai genitori, che le parole vittoria e sconfitta non sono concetti assoluti e, soprattutto, che vanno oltre il risultato." La gioia dei bambini che corrono è la "partita" più bella.

    FONDAZIONE CON IL SUD, BANDO VOLONTARIATO

    La Fondazione CON IL SUD promuove una sperimentazione inedita per sostenere direttamente le ordinarie attività del volontariato al Sud, centrali nel supporto alle comunità locali soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria.

    Il bando mette disposizione 3,5 milioni di euro e si rivolge ai territori meridionali che nel tempo hanno ricevuto meno risorse dalla Fondazione. Scade il 28 maggio

    Roma, 19 aprile 2021 – In questo anno di pandemia il volontariato ha avuto e continua ad avere un ruolo centrale di sostegno e aiuto alle comunità locali, affiancandosi in maniera efficace e spesso fondamentale al settore pubblico, soprattutto in ambito sociosanitario. Sottolineare il suo ruolo sociale e supportarne l’operatività è l’obiettivo della sesta edizione del Bando Volontariato, promosso dalla Fondazione CON IL SUD che, questa volta, propone una sperimentazione inedita. Il sostegno andrà infatti direttamente alle organizzazioni di volontariato per lo svolgimento di attività ordinarie, nelle province meridionali che hanno ricevuto meno risorse dalla Fondazione nel periodo 2007-2020 (Cosenza e Vibo Valentia in Calabria, Barletta-Andria-Trani in Puglia, Sassari in Sardegna, Ragusa e Trapani in Sicilia).

    A disposizione ci sono 3,5 milioni di euro.

    “Non possiamo che ringraziare il nostro volontariato per il ruolo che ha sempre svolto nel sostenere i bisogni delle comunità. Ancor più nell’ultimo anno, in cui il COVID ha travolto le nostre vite e sconvolto quelle di tantissime persone che oggi si trovano in situazioni veramente difficili”, ha dichiarato Carlo Borgomeo, Presidente della Fondazione CON IL SUD. “I tanti operatori e i volontari che donano il proprio tempo agli altri non si sono arresi neanche davanti a questo: hanno ridefinito priorità, riorganizzato il lavoro, reinventato il proprio modo di agire o le proprie finalità per stare accanto a chi ne ha più bisogno. Con questo bando vogliamo dare un segnale al mondo del volontariato, di vicinanza e sostegno, che va nella direzione della ripresa e del ritorno alla normalità che tutti auspichiamo possa realizzarsi nel più breve tempo possibile”.

    Il sostegno alle organizzazioni di volontariato non è, quindi, legato alla presentazione di un progetto o di un programma di lavoro ma si basa sul riconoscimento della loro esperienza, capacità gestionale, radicamento e impatto territoriale, con l’obiettivo di rafforzarne l’impegno e l’attività rivolta alle comunità locali.

    Il bando scade il 28 maggio 2021 e le richieste di sostegno dovranno essere presentate online, attraverso la piattaforma Chàiros accessibile dal sito www.fondazioneconilsud.it.

    In via Bligny a Torino l'ostello del futuro: aprirà nel 2022

    E' arrivato secondo, su 460 progetti, al Factorympresa Turismo del Ministero della Cultura

    L'idea, tutta torinese, è firmata da Centro Culturale l'Arteficio, Turin Balon e Teoresi Group

    Si chiama Next Generation Hostel: è un progetto, tutto torinese, d'innovazione sociale e tecnologica che troverà forma in un nuovo ostello nel centro a Torino, al Centro Culturale l’Arteficio, via Bligny 18. Aprirà nel 2022 dando un segnale di speranza e di ripresa sotto il segno dell’innovazione, ma soprattutto presentandosi come un progetto per ora unico a livello torinese e non solo. E' infatti arrivato secondo nel programma FactorYmpresa Turismo, promosso dal Ministero della Cultura e gestito da Invitalia che ha messo confronto oltre 460 progetti innovativi sul tema sullo smart contact tourism. Obiettivo di questo concorso, far crescere qualitativamente l'offerta e rendere l'Italia più competitiva sui mercati internazionali, premiando le migliori dieci idee.

    Next Generation Hostel è stato firmato, per la parte culturale, dal Centro Culturale Arci l’Arteficio, per quella sociale dalla start up Turin Balon e per quella tecnologica di Teoresi Group: si tratta di tre realtà torinesi. Il progetto è risultato vincitore (nella fase finale è stato presentato a Benedetta Rizzo, direttore Promozione Turistica – D.G. Turismo-Ministero della Cultura, Luigi Gallo, Responsabile area Innovazione di Invitalia e Marco Riva, innovation manager della Fondazione Giacomo Brodolini) perché ha proposto una serie di soluzioni integrate tra di loro per gestire l'ospitalità turistica.
    Come funzionerà il futuro ostello? Next Generation Hostel include un sistema di interazione vocale con Amazon Alexa che gestisce le esigenze degli ospiti, superando anche gli ostacoli delle diverse lingue (è possibile, infatti, rivolgersi al sistema in qualsiasi lingua).
    Prevede poi un’app in grado di gestire le diverse fasi del soggiorno, dalla prenotazione alla mobilità.
    E, ancora, domotica diffusa capace di automatizzare l’apertura porte, l’impiego dell’ascensore, la regolazione luci e climatizzazione e l’accesso ai servizi della struttura. 

    Il tutto in autonomia e senza barriere fisiche, culturali e linguistiche e in perfetta sintonia con la prospettiva del New Normal del turismo. La sperimentazione di tutte queste soluzioni innovative avverrà con la progettazione di un nuovo ostello di cui si prevede l’apertura nella primavera 2022.

    Il saluto del Card. Bassetti al Convegno “Custodire le nostre Terre”

    1. La custodia, o la mancata custodia, della casa comune – in quanto siamo tutti parte dell’umanità – incide direttamente sulla nostra salute. Gli effetti ambientali prodotti dalle nostre scelte hanno una incidenza diretta sulla salute fisica, psichica e sociale di tutti, e di ciò l’umanità è responsabile, prima che vittima.

    Una seconda breve premessa: per questa attenzione dovuta al bene delle persone, la Chiesa ritiene suo dovere farsi carico del tema della salute di tutti e di ciascuno, in forza del comandamento dell’amore che anima la propria azione e dell’esplicito mandato evangelico di evangelizzare e guarire.

    Una terza premessa. Per le responsabilità che abbiamo e che conosciamo, possiamo affermare che può risultare riduttivo, quando non addirittura discriminante, parlare di “terra” e di “terre dei fuochi”: perché dobbiamo piuttosto affermare con forza che siamo responsabili della “custodia di tutte le terre”.

    Le ragioni del custodire le terre sono molteplici.

    1. Dio pensa in modo semplice: Dio “dice” e “crea” e “vede” (cfr. Gen 1).

    Cosa c’è di più semplice dell’acqua? Una semplice creazione di Dio, composta di Idrogeno e di Ossigeno. Eppure l’uomo, se non la custodisce accuratamente, rischia di rovinare un progetto semplice, utile e umile (come la definisce san Francesco nel suo Cantico). Ma l’acqua non è solo un elemento naturale, è simbolo per eccellenza: di purezza, di purificazione, di lavacro, fino al fianco squarciato di Cristo da cui escono “sangue ed acqua” (cfr. Gv 19, 34) per essere fatti figli di Dio nel Battesimo. Dopo la luce, l’acqua è il secondo simbolo pasquale; e in questa chiave le architetture delle chiese prevedono che il Battistero sia la tappa obbligata prima di poter entrare: tanto nell’edificio come nella comunità ecclesiale. Ai cristiani spetta il duplice compito di custodire la natura creata e con essa di custodire la simbologia che essa racchiude, animando il dibattito e il confronto non solo scientifico, o sociale e politico, ma culturale, spirituale ed etico.

    1. Dio ama in modo semplice: l’uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio, risponde alla chiamata di amare prima che fare. Se non siamo capaci di una logica di amore (e dell’agire per amore), la logica del fare fine a se stesso ci soverchia: del fare carriera, del fare soldi, del fare in fretta. Così facendo accade però – per malizia o per ignoranza – che non ci si soffermi a guardare gli esisti di questo fare: l’inquinamento è figlio di una cupidigia del fare che ha rifiutato di guardare con amore all’umanità e al creato. Di questi esiti la responsabilità si pone su diversi livelli: quello personale, sul quale ciascuno verrà valutato, quello familiare, in quanto la famiglia è il primo ed insostituibile soggetto di educazione, quello sociale e civile, per cui esiste una responsabilità diretta di chi amministra, e di chi quell’amministrazione l’ha voluta.
    2. Amare, ed amare nella semplicità, non è sufficiente: una terza dimensione da coltivare - e su cui riflettere - è quella del custodire. Un verbo ed un agire profondamente biblico: san Giuseppe è definito “Custode del Redentore"; Maria “custodiva” nel suo cuore le profezie sul figlio Gesù (cfr. Lc 2, 51), e fin dalla Genesi l’umanità ha il mandato di coltivare e custodire la creazione. Custodire è proprio il “prendersi cura” in modo diretto e personale, nel cuore e con i fatti.

    Custodire la Creazione porta con sé il rapporto che Dio ha sia con il creato, sia con l’umanità. Come comunità cristiana, siamo custodi di una lettura concreta e al tempo stesso spirituale, etica e politica, culturale e sociale. Niente dell’umano, per e dall’Incarnazione di Cristo, è escluso. Così, “custodire” è un verbo molto spirituale e al tempo stesso molto concreto. In questo senso il tema di questo Convegno è quanto mai appropriato: «custodire le nostre terre» rimanda alla duplice relazione di Dio con l’uomo e dell’uomo con la creazione intera. Come comunità ecclesiale, rispondendo all’invito di san Paolo VI per cui servono più testimoni che mestri, siamo chiamati ad essere “custodi operosi”.

    Custodire quindi si traduce in un “prendersi cura” diretto, impegnativo, personalmente coinvolgente, soprattutto indelegabile.

    1. Due suggestioni conclusive ed un appuntamento.

    Il primo criterio di “gestibilità” della vita è la semplicità: ridurre agli elementi essenziali la vita dell’uomo, e al tempo stesso togliere una serie di sovrastrutture, mentali o indotte da una cultura del superfluo. In termini evangelici, si tratta di convertirsi e diventare come bambini, per entrare nel Regno dei cieli (cfr. Mt 18, 1-5).

    Il secondo criterio è quello di una comprensione dei fatti inserita nell’annuncio del Vangelo e nella fede: concreta, intelligente, operosa, non inerte, tantomeno indifferente. L’appello che nasce dalla convocazione di oggi è quello di agire essendo chiamati da Cristo a rispondere alla domanda essenziale: quando hai fatto, o non hai fatto, qualcosa al più piccolo dei miei fratelli, l’hai fatto, o non lo hai fatto, a Me (cfr. Mt 25, 31-46). In più, papa Francesco ci ricorda che esistono i complici 

    dei briganti – i “segreti alleati” –, coloro che passano e guardano altrove, o sono indifferenti, o soffocano la speranza.

    Diamo questa risposta di ritorno al vero, all’essenziale evangelico, tenendo presente che un’ampia parte del territorio italiano è inquinato, ma che qui sono riunite quell’ottantina di Diocesi che sono segnate da territori e acque particolarmente caratterizzati da un inquinamento specifico. Quasi una chiamata, un appello nominale. Dal Sud al Nord, dall’Est all’Ovest.

    Infine l’appuntamento, che è indice di un sentire ecclesiale: le Settimane sociali dei cattolici, con la loro lunga storia, nel prossimo mese di Ottobre si interrogheranno su “Ambiente, lavoro e futuro”. La Chiesa è non solo chiamata a leggere i segni dei tempi, ma a proporsi come interlocutore preparato e credibile nei confronti di un mondo che chiede risposte alla “domanda di senso” che nasce nella e dalla storia.

    1. Ecco quindi il taglio che questo convegno si propone, con una sua originalità.

    La riflessione sulla dimensione della salute, e della pastorale della salute, vuole offrire un contributo specifico alle domande che la nostra amata Nazione si sta ponendo oggi sul tema dell’ambiente, della salvaguardia della salute, soprattutto della correlazione tra inquinamento dell’ambiente, inquinamento dei corpi e inquinamento delle coscienze.

    Ringrazio le Diocesi che da anni si stanno impegnando in questo senso, e la Conferenza Episcopale campana che ci accoglie; ringrazio quanti si mettono in discussione su un tema per loro nuovo, ma che non li fa sentire estranei ma compartecipi di un processo che si sta avviando, di consapevolezza, di condivisione, di assunzione di nuova responsabilità. Una responsabilità che si radica in storie passate, ma che guarda al futuro: quale ambiente, e quale etica di custodia del creato, vogliamo lasciare – mi sia concessa l’espressione – ai nostri figli, ossia alle generazioni che ci seguiranno?

    Sarà possibile curare gli animali con farmaci umani

    Con il decreto firmato dal Ministro della Salute, Roberto Speranza, sarà possibile curare gli animali domestici anche con farmaci “ad uso umano”. A beneficiarne saranno circa il 40 per cento delle famiglie italiane che potranno risparmiare fino al 90 per cento per alcune patologie animali.

    Il provvedimento adottato prevede che il veterinario possa prescrivere medicinali per uso umano per la cura degli animali domestici “a condizione che tale medicinale contenga il medesimo principio attivo del medicinale veterinario”.

    “Si tratta di un provvedimento di equità atteso da anni da milioni di cittadini. Una scelta che consentirà di garantire con più facilità le cure agli animali da compagnia e un risparmio importante per tante famiglie italiane e per le strutture che si occupano di cani e gatti”, commenta il Ministro della Salute.

    È dal 2006 che associazioni animaliste, parlamentari, consiglieri regionali e comunali di diverso orientamento politico hanno sostenuto questo obbiettivo, denunciando prezzi troppo elevati dei farmaci veterinari che spesso sono la causa dell’abbandono degli animali.

    “Prendersi cura sempre meglio della salute degli animali da compagnia, non è solo un gesto d’affetto e di riconoscenza. Significa garantire una importante funzione relazionale e sociale che gli animali svolgono verso gli umani e tutelare la salute seguendo l’ottica One Health, un approccio che tiene insieme il nostro benessere, quello degli animali e quello dell’ambiente” conclude il ministro Speranza.

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