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    In Groenlandia si rischia la perdita dei ghiacciai ad un ritmo vertiginoso

    Una simulazione recentemente pubblicata sulla rivista Nature, coordinata da Jason Briner dell’Università di Buffalo, ha constatato come la Groenlandia rischierà di perdere i suoi ghiacciai ad un ritmo talmente elevato da non essere mai stato registrato in 12mila anni della sua storia. Che siano le emissioni di gas serra la causa principale è ovvio. “Abbiamo alterato il nostro pianeta così tanto che i tassi di scioglimento della calotta glaciale in questo secolo hanno un ritmo maggiore di qualsiasi cosa accaduta sotto la variabilità naturale della calotta glaciale negli ultimi 12.000 anni”, afferma Briner.

    L’analisi si è concentrata sullo studio delle carote di ghiaccio, le quali hanno fornito i dati sulle precipitazioni e la temperatura degli ultimi 12mila anni offrendo, inoltre, una prospettiva sullo scenario futuro tenendo conto delle registrazioni delle emissioni di gas serra effettuate dal Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (Ipcc). “Se il mondo segue una massiccia dieta energetica - osserva Briner - il nostro modello prevede che il tasso di perdita di ghiaccio della Groenlandia in questo secolo sarà solo leggermente superiore a quello sperimentato negli ultimi 12.000 anni”. Tuttavia, prosegue “la cosa più preoccupante, è che in uno scenario ad alte emissioni il tasso di perdita di ghiaccio potrebbe essere circa quattro volte quello sperimentato negli ultimi 12.000 anni”.

    Per gli studiosi l’unico modo che si ha per scongiurare il peggio è di abbassare decisamente le emissioni di gas serra evitando da una parte lo scioglimento della calotta glaciale, e dall’altra l’innalzamento del livello del mare. “Abbiamo migliorato significativamente la nostra comprensione di come sarà il futuro cambiamento in Groenlandia”, riferisce Joshua Cuzzone, dell'Università della California a Irvine e del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa, uno degli autori della ricerca.
    Dallo studio è emerso che la Groenlandia ha perso grosse quantità di ghiaccio tra i 10mila e i 7mila anni fa sciogliendosi ad un ritmo di 6mila miliardi di tonnellate per secolo. Le previsioni per il 2100, in caso di basse emissioni di gas serra, prevedono una perdita pari a 8.800 miliardi di tonnellate; ma in caso di alte emissioni questa cifra salirebbe a 35.900 miliardi di tonnellate.

    https://www.nature.com/articles/d41586-020-02700-y

    A cura di Simone Riga

    Zampa risponde a Bolognetti sugli ausili per i disabili, ma lui continua il digiuno a sola acqua

    Queste le parole di Maurizio Bolognetti, giornalista, collaboratore di Radio Radicale, in digiuno a sola acqua per il problema relativo alla corrispondenza degli ausili erogabili alle esigenze delle persone con disabilità:

    “In estrema sintesi: Un atto urgente sul nomenclatore ausili e protesi che in osservanza del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2017 (integrato e modificato, in parte, dal successivo art. 30bis della 96/17) preveda idonee procedure per l'acquisizione e erogazione di determinati ausili destinati ad assistiti con disabilità grave e complessa, identificati dai codici di cui all'allegato 1bis suddetto decreto. Al ministro abbiamo rappresentato quanto segue: dopo 38 mesi dall'entrata in vigore della legge 96/17 ancora non ci sono procedure conformi a quanto disposto dalla stessa norma; la Commissione Nazionale Lea non ha esperito nei 16 mesi successivi le attività preposte e di verifica sulla effettiva corrispondenza degli ausili erogabili alle esigenze delle persone con disabilità. È del tutto patente la violazione del comma 2 del 30bis. In ulteriore estrema sintesi il ministero deve rimettere gli ausili spostati dall'elenco 1 dell'allegato 5 al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di nuovo dove erano. Devono tornare nell'elenco 1”.

    Qui le parole della sottosegretaria Zampa:

    “Caro Bolognetti, mi rivolgo a te con amicizia e con la certezza che accoglierai con la sospensione dello sciopero della fame, la nostra rassicurazione circa l’atto ministeriale per cui ti stai battendo. Il Ministero è consapevole del problema relativo alla corrispondenza degli ausili erogabili alle esigenze delle persone con disabilità e sta già lavorando per una sua positiva soluzione. Imprimeremo nuova accelerazione al percorso verso la soluzione che dovrà essere individuata mettendo mano al nomenclatore ausili e protesi. Ti assicuro la massima attenzione al tema”.

    Così Bolognetti:

    “Ricambio il sentimento di amicizia che ha inteso esprimermi e la ringrazio per questa risposta che finalmente giunge, attraverso la sua persona, da quel Ministero con il quale da mesi sto/stiamo provando a dialogare. Risposta che rappresenta di certo un passo avanti rispetto a una lunga situazione di stallo.  Come comprenderà, però, devo necessariamente chiederle quali siano i tempi previsti per poter offrire una soluzione e garantire che l'accesso ad alcuni ausili non diventi per persone con disabilità gravi e complesse una sorta di via crucis. Per corrispondere a questa sua, tra poco berrò una tazzina di caffè, ma per ora, e spero vorrà comprendere le mie ragioni, attendo ulteriori e credo indispensabili elementi. Quindi proseguo, dopo aver opportunamente onorato questa sua con un caffè, il mio digiuno di dialogo. Mi creda, sarei davvero felice di poter sospendere l'iniziativa in corso. Lei sa, come e più di me, quanto disagio stiano vivendo tante persone con disabilità e i loro familiari. Occorre riportare nell'elenco 1 dell'allegato 5 al DPCM 12 gennaio 2017 quegli ausili che, per il livello di personalizzazione richiesto, sono stati malauguratamente spostati nell'elenco 2 del citato allegato”.

    Esce per Altra Economia: "Il confine è più in là"

    Il Pacific Crest Trail di Elettra: il racconto di 4.000 km a piedi. Un cammino per cambiare vita, passo dopo passo. Un sentiero epico di oltre 4.000 chilometri nelle terre più selvagge degli States, sul Pacific Crest Trail, dal deserto alle cime innevate della Sierra Nevada. Ma soprattutto un viaggio dentro se stessi, che scava nelle paure e nei desideri di ogni hiker, raccontato in modo magistrale da Elettra Pistoni. Con un'intervista a Franco Michieli e 30 foto.

    Elettra Pistoni 43 anni, romana, è una sportiva ma non una superatleta, non va a caccia di record, della performance o di bandierine da piantare su qualche vetta. È una ragazza “normale”, con un lavoro regolare ma morsa dall'inquietudine di cercare un nuovo stile di vita. La sua ricerca la conduce sul Pacific Crest Trail, un sentiero eroico e iconico, 4.286 chilometri che tagliano gli Stati Uniti da Nord a Sud, passando dal deserto rovente alle cime innevate della Sierra Nevada, a più di 4.000 metri di quota.


    Elettra parte dal “chilometro 0” all'inizio di aprile 2019, con un bagaglio leggero ma anche con un fardello segreto. Chi cammina sul Pct, infatti, ha quasi sempre, come racconta Elettra, il proprio “puma”, non una fiera reale ma quella paura che non si rivela a nessuno e che viaggia sempre con noi, un demone nascosto, non tra i cespugli ma dentro noi stessi. Il cammino di Elettra sarà fatto soprattutto di incontri, di “famiglie che si creano sul sentiero” ma anche di momenti di solitudine: “Un giusto equilibrio tra pieno e vuoto, confronto e introspezione”, scrive nel suo stile svelto, elegante e cadenzato come il passo di un hiker.


    Un libro sorprendente, asciutto ma poetico, con una grande qualità di scrittura, adatto a chi ama camminare ma anche a sedentari sognatori, a donne e a uomini allo stesso modo. Un racconto avventuroso suo malgrado, di cui autrice riporta con misura anche i momenti più drammatici.  Quando, dopo oltre 4.000 chilometri, Elettra sceglierà di fermarsi scoprirà che il confine è sempre e comunque “più in là”“Forse un lungo cammino ti insegna proprio questo - scrive -: scegli una strada che ti piace, un traguardo ambizioso e vai in quella direzione. Se poi non arrivi quantomeno ti sei goduto la vita”.


    Sul PCT, dal confine del Messico a quello canadese, Elettra non ha trovato solo persone, avventura, imprevisti, passione e orizzonti interminabili. Ha compreso, nello spazio della propria falcata, che non aveva nulla da dimostrare ma molto da desiderare. Per questo, quando torna in Italia, si licenzia e intraprende un “cammino” nuovo, che la porterà tra le fattorie biologiche di tutto il mondo per mettere le mani (e i piedi) in terra e mettere in pratica quello che il sentiero gli ha dato.

    Una storia che può essere d'ispirazione per chi desidera cambiare la sua vita.


    Un libro che è anche un invito a viaggiare, in modo saggio. Scrive nella prefazione Franco Michieli, camminatore e scrittore: “Nella mia esperienza evito innanzitutto il pensiero di voler arrivare alla fine per conquistare qualcosa o aver completato un’impresa, arrivare a un traguardo. Questo è tipico ma è l’elemento peggiore. Fin dalla prima traversata quello che desideravo partendo per un viaggio lungo non era di arrivare ma di essere così lontano dalla partenza e dall’arrivo da non considerarli più, ma vivere in permanenza dentro la natura, “stare dentro”, scoprendo mondi nuovi e vivendo il presente”.

    Basta under 14 on line, stacchiamo la spina alla violenza in rete

    Dopo il dramma di Napoli, Fondazione Carolina rilancia l’appello per la sicurezza digitale: ogni minore che soffre in rete rappresenta la sconfitta delle istituzioni.
    I giganti del web fanno gli struzzi, ma devono prendersi le loro responsabilità. 
     
    “Internet non è uno strumento, ma un luogo. È ora che le istituzioni e i giganti della Rete capiscano quanto sia importante tutelare i nostri figli, rispettando l’età minima per accedere ai social e attivando misure efficaci di prevenzione e di supporto, adeguato e tempestivo. Questa è l’unica sfida che ci interessa!”. Fondazione Carolina interviene sulla drammatica vicenda di Napoli, con la perdita di un bambino di soli 11 che nelle sue dinamiche sembra ribadire, seppure le circostanze siano da accertare, la portata delle conseguenze di un uso inconsapevole o prematuro delle nuove tecnologie. I folli pericoli delle challenge, soprattutto in Usa, coinvolgono tantissimi minori. La famigerata balena blu, è soltanto una delle sfide macabre cui i nostri ragazzi sono sottoposti ogni giorno, sollecitati da continui stimoli ad alzare l’asticella, a stupire, a diventare virali, a conquistare follower e like. Intanto un’altra comunità viene sconvolta, un’altra famiglia piomba in un baratro senza senso. 
    Gli esperti della Onlus, voluta da Paolo Picchio in onore della figlia, prima vittima riconosciuta di cyberbullismo in Italia, da tempo hanno lanciato l’allarme: il benessere digitale dei nostri figli è sempre più a rischio. Lo dicono i dati, “se prima dell’allerta Covid-19 i nostri operatori gestivano mediamente circa 50 segnalazioni al mese, nel periodo tra febbraio e giugno di quest’anno, la richiesta di supporto è quintuplicata, con circa 1000 contatti complessivi. Dai problemi legati alla DAD, al sexting, dalla dipendenza dal web ai gruppi violenti su Telegram, fino alle challenge, sempre più diffuse fra i preadolescenti”. Ivano Zoppi, Segretario Generale di Fondazione Carolina ricorda la complessità del lungo periodo di confinamento, nel quale abbiamo inevitabilmente delegato alla tecnologie tanto, forse troppo del nostro quotidiano.
    “Durante il lockdown internet ha avuto il grande merito di garantire la continuità nel mondo del lavoro, della scuola e nella socialità. L’uso suppletivo dei nuovi media - prosegue Zoppi - con il progressivo scemare delle restrizioni, non è terminato”. Siamo tutti metaforicamente attaccati ad un grande cavo lan, con tutti i rischi connessi. “A rischiare di più sono proprio i soggetti che non hanno traccia o memoria del mondo prima di internet e che non possono godere di un percorso di crescita graduale e tutelato. Bambine e bambini di 10, 11, 12 anni - continua l’esperto - che recepiscono ogni giorno informazioni, input e sollecitazioni senza avere né l’esperienza né la nozione né la cognizione di ciò che guardano, condividono, assimilano”.
    In questa cultura i significanti superano di gran lunga i significanti, con ripercussioni evidenti nel tessuto sociale. Si tratta di una battaglia culturale da vincere partita dopo partita. “Non esistono scorciatoie all’educazione continua, alla tutela delle vittime e al recupero dei bulli. Così come non si può affidare all’intelligenza artificiale la sicurezza degli utenti. Dobbiamo costruire un nuovo principio di corresponsabilità, a beneficio di tutta la comunità educante”, ricorda Zoppi. In questo senso le nuove collaborazioni con le istituzioni e i cosiddetti colossi del web rappresenta una felice discontinuità. Con il Ministero dell’Istruzione Fondazione Carolina ha firmato un accordo di programma per mettere a disposizione delle scuole la equipe interdisciplinare. Un’unità operativa mobile, costituita da professionisti in ambito educativo, psicologico, legale e comunicativo che opera direttamente sui territori. Importanti anche le partnership con Facebook e YouTube per la segnalazione e l’analisi dei casi di cyberbullismo (TRUSTED FLAGGER).
    “Si tratta di un primo passo, ma certamente nella direzione giusta”.
     
    (Nota stampa Fondazone Carolina)

    Al via terra madre salone del gusto 2020

    Si parte l'8 ottobre, da torino e sul web: a oggi, a torino e in piemonte, già annunciati oltre 200 eventi nei sei mesi

    Terra Madre Salone del Gusto 2020 comincia giovedì 8 ottobre, e non sarà come le altre edizioni. Il motivo? Difficile trovarne uno soltanto: le novità, infatti, sono moltissime. Durerà sei mesi e non più i classici 5 giorni - dall’8 ottobre ad aprile 2021, quando a Torino si celebrerà il Congresso Internazionale di Slow Food -, si svolgerà in tutto il mondo con centinaia di eventi organizzati dalla rete Slow Food, e sbarca on line. Ma andiamo con ordine.

    «Abbiamo fatto una vera rivoluzione: la pandemia di Covid-19 ci ha stimolato a organizzare un evento diverso» ha raccontato Carla Coccolo, responsabile degli eventi Slow Food, presentando il programma ufficiale in conferenza stampa a Torino. «Abbiamo pensato a un format che coniughi eventi on line e in presenza, iniziative che portino il pubblico a incontrare direttamente i produttori nei loro luoghi di lavoro o assistere comodamente da casa a convegni con studiosi di tutto il mondo o, ancora, imparare i segreti per la preparazione di una focaccia o del sidro». 

    Come abbiamo detto più volte in questi mesi di realizzazione dell’evento: se tutto il mondo non può venire a Torino e in Piemonte per Terra Madre, allora porteremo Torino e il Piemonte in tutto il mondo, con le attività organizzate dalle persone che ci avrebbero raggiunto in questi giorni. «Tutto questo fa sì che non ci sia più un unico luogo di svolgimento dell’evento, bensì un unico punto di riferimento digitale: tutto questo articolato e ricchissimo programma, che unirà i contenuti web e le iniziative in presenza, è la piattaforma www.terramadresalonedelgusto.com» ha proseguito Coccolo.

    Terra Madre Salone del Gusto è la manifestazione più importante dedicata al cibo buono, pulito e giusto, organizzata da Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte con il patrocinio di Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare. 

    In apertura di conferenza stampa l’assessore all’Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte ha dichiarato: «Tra le tantissime iniziative proposte ne sottolineo una in particolare, che ritengo molto significativa. L'Arca del Gusto entra nella scuola, un modo per avvicinare i nostri giovani al mondo del cibo, aiutandoli ad esplorare i grandi temi di Slow Food e farli diventare i futuri ambasciatori per la difesa della biodiversità. Su questa scia come Regione Piemonte sosterremo sempre di più le nostre scuole agrarie e alberghiere perché confermino nella loro didattica questo principio importante».

    «Manifestazioni come Terra Madre Salone del Gusto sono il miglior strumento di promozione di un territorio - ha sottolineato l'assessore regionale al Turismo -. Sarà una edizione diversa dal solito come diverso è il periodo che stiamo vivendo, ma ciò che desideriamo trasmettere è che il Piemonte è in salute ed è pronto con tutte le sue eccellenze, i suoi prodotti, il suo cibo, la sua storia e la sua cultura ad accogliere tutti,  turisti per primi, con professionalità e sicurezza».

    «La sfida delle Città, in questo particolare momento, è esplorare nuovi format usando innovazione e digitale. – sottolinea l'assessore all’Innovazione della Città di Torino -. Terra Madre Salone del Gusto è un’ottima occasione per dimostrare come un evento con una tradizione fisica possa essere accelerato da queste due forti spinte che hanno permesso alla Città di reagire in maniera unita e propositiva all’emergenza Covid. È sicuramente un’occasione importante per allungare il ciclo di questa rassegna propagandola, con l’aiuto del virtuale, nel tempo».

    “Pulire l’aria. La vergogna di volare”

    È disponibile in libreria il testo “Pulire l’aria. La vergogna di volare”, edito  dalla Libreria Editrice Fiorentina.

    Il testo, evidenzia il rilevante apporto del traffico aereo all’inquinamento dell’aria e offre un ampia disamina dell’impatto negativo su ambiente e salute generato da questo tipo di sistema di trasporto che utilizza combustibili fossili.

    Nel libro, che ospita rilevanti contributi scientifici, viene evidenziato anche l’impatto negativo generato dall’inquinamento acustico e si indicano soluzioni alternative soprattutto per l’Europa e l’Italia.

    Il contenuto del libro ribadisce l’urgente necessità di ridurre il trasporto aereo per rendere concreto e fattibile il raggiungimento anche dell'obiettivo di limitare l'aumento della temperatura globale media entro i 2 ° C, rispetto ai livelli di temperatura globale del periodo preindustriale e contrastare così concretamente i cambiamenti climatici.

    Viene inoltre ribadito come nei piani di miglioramento della qualità dell'aria, che si predispongono periodicamente nelle principali città in Italia, Europa, USA e Asia, debbano essere inserite obbligatoriamente misure per la riduzione e la razionalizzazione del traffico aereo così da contrastare l’inquinamento dell’aria e tutelare insieme la salute delle persone.

    La recente pandemia da Covid-19 ha evidenziato tutte le criticità non solo dei sistemi sanitari mondali ma anche dei nostri modelli di vita a partire da quello economico-sociale-culturale per arrivare a quello dei trasporti.

    Con la netta riduzione del traffico aereo imposta nei periodi lockdown i cieli sono infatti tornati ad essere tersi e l’aria più pulita e salubre.

    E questa è la direzione da seguire per il bene del pianeta e di tutte le specie che lo abitano.

    Si comunica inoltre la disponibilità della dottoressa Antonella Litta, autrice del capitolo “L’aria, il rumore, il traffico aereo e la salute” (pag 15-93), a partecipare ad iniziative di presentazione del libro.

    Comunicato stampa a cura dell’Associazione medici per l’ambiente- Isde di Viterbo

    Democrazia, algoritmi, informazioni, lunedì 5 ottobre alle 17.45 con Derrick de Kerckhove

    Il professor Derrick de Kerckhove, allievo di Marshall McLuhan e tra i più autorevoli sociologi della comunicazione sul piano internazionale, sarà protagonista al Teatro Verga di Catania lunedì 5 ottobre alle ore 17.45 dell’evento “Democrazia, algoritmi, informazione” promosso dal Sicilian Post e dalla Fondazione Domenico Sanfilippo editore in collaborazione con l’Università degli Studi di Catania, la Scuola Superiore di Catania e il Teatro Stabile di Catania.

    Da mercoledì 7 ottobre il video dell’evento, a cura di Zammù Multimedia, sarà disponibile sul canale Youtube dell’Università di Catania.

    DERRICK DE KERCKHOVE Sociologo e accademico belga naturalizzato canadese, è direttore scientifico dell’Osservatorio Tutti Media / Media Duemila e docente al Politecnico di Milano. Allievo di Marshall McLuhan, ha diretto dal 1983 al 2008 il McLuhan Program in Culture & Technology dell’Università di Toronto. È ideatore della teoria dell’Intelligenza Connettiva e autore di diversi saggi. Le sue aree di ricerca concernono le neuroscienze, l’analisi dei media digitali e la psicotecnologia.

    Il 3 ottobre di 30 anni fa la storica riunificazione della Germania

    Il 3 ottobre del 1990, con l'annessione dei territori della Germania dell'Est alla Repubblica Federale Tedesca, finiva la divisione nata al termine della Seconda guerra mondiale. 

    Il giorno della libertà, a trent'anni dalla caduta del muro di Berlino, è un omaggio alla Germania unita e all'Europa tutta, realizzato con il contributo di Rai Teche, in occasione della "Giornata nazionale di mobilitazione contro i muri della vergogna".

    Regia di Luca Verdone, condotto da Paola Severini Melograni.

    In ricordo dell'abbattimento del muro di Berlino, “Il giorno della libertà” per celebrare la ricorrenza annuale istituita dal Governo italiano nel 2005. La regia è di Luca Verdone. Hanno preso parte parte alla trasmissione: Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera; Carlo Verdelli, editorialista del Corriere della Sera; Marco Tarquinio, direttore di Avvenire; il regista Pupi Avati; i giovani giornalisti di Radioimmaginaria; lo scrittore albanese Besnik Mustafaj e la Presidente dell'UCEI Noemi Di Segni. Tra i contenuti anche un video con le parole del Presidente della Germania Frank-Walter Steinmeier.

    I musicisti che hanno realizzato l'omaggio per la Germania Unita sono i maestri Carlo Boccadoro, e Fabio Vacchi, con due composizioni interpretate dal maestro Enrico Dindo; mentre le canzoni: I’ll meet you again, Berlin im Licht di Kurt Weill e Ave Maria di Schubert-Bono sono state interpretate da Claudia Sasso, Floriana Cicia, Giovanni Caccamo e Giuseppe Infantino.

    Gli arrangiamenti sono del maestro Beppe D'Onghia e la direzione artistica è stata di Nicoletta Mantovani Pavarotti.

    Autori del programma: Cristiano Leone, Maria Gazzetti e Paola Severini Melograni a cui è stata affidata anche la conduzione. Le riprese si sono svolte al Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps, in Roma, in particolare nella Sala Grande del Galata.

    Per rivedere Il giorno della libertà: https://www.raiplay.it/video/2019/11/il-giorno-della-libert-a-trentanni-dalla-caduta-del-muro-di-berlino-5d458cf3-6f7a-493b-a42a-430dac559d4c.html

    Il grande disegnatore satirico Stefano Disegni per O Anche No

    Il grande disegnatore satirico Stefano Disegni per O Anche No nella terza edizione del programma che affronta i temi della diversità e della disabilità affrontati col sorriso con Paola Severini Melograni. In foto uno dei suoi disegni.

    Rebecca Zoe De Luca: Il primo giorno di scuola, l'inizio di una nuova era

    Il primo giorno di scuola è un po’ come l’inizio di una nuova era. Ogni anno il rientro può essere, per chi più per chi meno, estremamente traumatico: io quest’anno ero terrorizzata. Il liceo è un’ambiente che tutto sommato mi piace, se da una parte ero contenta di rivedere i miei compagni e riprendere la solita routine, dall’altra il fatto di non sapere come si sarebbe evoluta la situazione - questo è un anno molto particolare per ovvi motivi - mi metteva non poca ansia. Nessuno aveva la più pallida idea di come avremmo fatto: banchi con le rotelle? Mascherine anche quando si è seduti al proprio posto? Compagno di banco o no? E così via con altri mille quesiti di cui non si è saputa la risposta fino all’ultimo. Così fra incertezze e ansie da parte di noi studenti e sicuramente anche da parte del corpo insegnanti anche quest’anno, per me il 14 settembre la scuola è ricominciata. Ciò che caratterizza le prime settimane di scuola a Milano - e non solo - è il caldo infernale, probabilmente se si poggiasse un uovo su un qualsiasi banco in una qualsiasi scuola milanese, questo, senza ombra di dubbio si cuocerebbe. Fortunatamente nella mia scuola, a differenza di molte altre, non sono così rigidi per quanto riguarda l’abbigliamento: nei limiti del decoro, minigonne, canotte e pantaloncini sono permessi. Forse hanno finalmente capivo che anche noi con 35 gradi all’ombra soffriamo il caldo. Ma ecco che sorge un altro inaspettato problema: la via per arrivare a scuola chiusa per lavori fino al giugno 2021! Il fatto è che io odio, odio e’ l’unica parola appropriata, arrivare in ritardo. Se qualcuno non rispetta l’orario e arriva in ritardo non mi fa ne’ caldo ne’ freddo, anzi tendo a scusate e a comprenderne le motivazioni, ma non tollero il mio di ritardo. Inutile dire che il primo giorno di scuola, un po’ agitata per il rientro e un po’ frastornata dal caldo, scoprire all’ultimo che la strada fosse chiusa, mi ha alquanto innervosita per non scrivere di peggio. Come una pazza alle 8 di mattina di lunedì 14 settembre con una borsa piena di libri che pesava più di me, ho sfrecciato con la mia carrozzina per tutta la via - chiusa per lavori - con l’unico disperato intento di arrivare per tempo. Grondante di sudore, ma con il trucco - ci terrei ad sottolineare - intatto anche sotto la mascherina, sono entrata a scuola a velocità smodata per raggiungere la mia amata/odiata classe e iniziare questo nuovo e bizzarro anno scolastico. 
    PS il fatto che la via sia chiusa per lavori, non è più un problema ora anzi, ‘camminare’, sempre che così possa dire, da sola ascoltando la mia musica a volume improbabile, mi calma, cosa rarissima, e rappresenta l’inizio ideale di una lunga giornata scolastica. 

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