AngeliPress

    AngeliPress

    “Nonna, perché non mi porti allo stadio?”

    Una bambina di 6 anni, dalle lunghe trecce castane, aspettava la domenica per tirare fuori dal cassetto la sciarpa lavorata a maglia con i colori della squadra del cuore. Accarezzava la sciarpa come il vento d’autunno in una giornata in cui il sole fatica a uscire dalla nuvola, che lo vuole nascondere. “Corri, Gaia, prendi la sciarpa ed andiamo. Se facciamo presto, riusciamo a vedere gli ultimi 15 minuti della partita perché aprono i cancelli”. Ricordo la corsa felice sul viale dei Mille per raggiungere lo stadio “Artemio” Franchi di Firenze. Da quel giorno, sono passati anni. Macinati come i chilometri che la vita ti porta a percorrere. Fu nonna Lina a portarmi per la prima volta in uno stadio. Colori, canti e abbracci ne erano la cornice. Dal passato come un nastro che si avvolge verso il presente con il calcio declinato al sociale. “I nonni sono un tesoro”: le parole di Papa Francesco sono adottate dalla Lega Pro. La Lega Pro e i suoi club, infatti, dedicano ai nonni, per la seconda stagione consecutiva, il turno di campionato in programma dal 3 al 5 ottobre. “E’ il nostro modo per dire grazie ai nonni - spiega Francesco Ghirelli, Presidente Lega Pro- in particolare, nel giorno della loro festa nazionale, che cade il 2 ottobre prossimo.  Sono punti di riferimento e certezze nella vita e svolgono un’importante funzione sociale. I nonni sono testimonianze di passione e storia, e spesso, sono coloro che avvicinano i nipotini al calcio”.

    Gaia Simonetti

    CinemAmbiente: il Festival cinematografico della cultura ambientale

    È cominciato il 1° ottobre il Festival CinemAmbiente 2020 che si concluderà domenica 4; da oltre vent’anni la manifestazione è impegnata nella promozione della cultura ambientale. La 23sima edizione sta proiettando 65 tra lungo, medio e cortometraggi giunti da 26 Paesi. L’evento è oltretutto teatro di incontri e dialoghi con numerosi produttori ed esperti; il tutto si può seguire comodamente da casa. Difatti, in questa speciale edizione, oltre alla possibilità di seguire in diretta streaming i dibattiti in sala, la piattaforma MYmovies mette a disposizione fino a 1.000 posti per ciascuna proiezione. Per chi risiede a Torino, e ci tiene a partecipare al Festival in persona, può recarsi al Cinema Massimo – Museo Nazionale del Cinema.

    La rassegna verte su temi molto attuali legati all’ambiente, dei quali se ne parla sempre più spesso nel dibattito pubblico: l’inquinamento, i cambiamenti climatici, i rifiuti, la tutela dell’ambiente e degli animali, le nuove tecnologie e l’impatto di esse sulla natura. L’associazione CinemAmbiente porta avanti anche altri due progetti: il CinemAmbiente Tour e il CinemAmbiente TV; il primo porta in giro per l’Italia le proiezioni, mentre il secondo, unico nel suo genere, mette a disposizione delle scuole una piattaforma alla quale accedere per guardare le proiezioni che si desiderano mostrare agli studenti in base alla loro età. Un’iniziativa davvero speciale di cui dovrebbero approfittare gli insegnanti per aiutare i bambini e i ragazzi a comprendere meglio l’ambiente e la sua relazione con l’uomo e le attività umane.

    https://cinemambiente.it/

    A cura di Simone Riga

    Francia, in arrivo nuove misure a favore del benessere degli animali

    Il Ministro della Transizione ecologica, Barbara Pompili, ha annunciato che presto saranno vietati gli animali selvatici nei circhi itineranti e negli acquari, e sarà oltretutto interrotto l’allevamento di visoni d’America. “Un importante punto di svolta per gli animali selvatici nella nostra società […] È ora che il nostro fascino ancestrale per queste creature selvagge non si traduca più in situazioni in cui la loro prigionia sia favorita rispetto al loro benessere”, ha affermato il Ministro. Si tratta di un provvedimento che concede un progressivo benessere alle specie animali, costrette in gabbie, nel caso dei circhi itineranti, e in vasche, che non sono i loro habitat naturali pur se si tenta di edificarlo, nel caso degli acquari.

    L’annuncio è stato dato in vista della prima conferenza dell’Onu sulla biodiversità; un segnale, quello lanciato dalla Francia, che intende fare da apripista per le politiche a favore del benessere degli animali. In Europa, la stragrande maggioranza di circhi detiene animali e questi si concentrano soprattutto in Italia, Francia e Spagna; una cultura, quella circense, che ha sempre visto gli animali al centro dell’intrattenimento per lo spettatore, ma la maggiore sensibilizzazione, e principalmente una più diffusa conoscenza del mondo animale, ha cominciato a cambiare la visione delle persone. Il progresso richiede cambiamenti, dei cambiamenti che devono avvenire in ogni settore della società, in questo caso si chiede all’universo circense di progredire. Tuttavia, si tratta di una misura rivolta ai soli circhi itineranti che contano all’incirca 500 animali selvatici, quali, si suppone, rientreranno nei loro habitat dopo un graduale ambientamento. Un ulteriore provvedimento, invece, proibirà la riproduzione e l’introduzione di orche e delfini nei tre acquari del Paese che accolgono queste specie marine. Pompili ha annunciato, inoltre, che entro cinque anni si porrà fine anche all’allevamento di visoni d’America, dai quali si ricavano le pellicce.
    In virtù di questi provvedimenti, per i quali ancora non è stata fissata una data di applicazione, saranno stanziati otto milioni di euro per la riconversione dei circhi itineranti e per il personale degli acquari. Agli zoo che adotteranno delle iniziative a favore del benessere degli animali verranno destinati dei sussidi. Queste misure sembrano arrivare da politiche adottate, e a quanto pare con successo, a Parigi, quale vietò nel novembre 2019 gli spettacoli itineranti con animali. La notizia ha immediatamente sollevato la richiesta, da parte della Lega anti vivisezioni (Lav), per l’introduzione degli stessi provvedimenti: “E in Italia quando? Presidente Giuseppe Conte, ministri Sergio Costa, Roberto Speranza, Dario Franceschini noi le nostre proposte ve le abbiamo già presentate”. Si spera che anche noi seguiremmo presto le orme della Francia, magari osando ancor di più.

    https://www.nouvelobs.com/societe/20200929.OBS34025/les-animaux-sauvages-dans-les-cirques-itinerants-vont-progressivement-etre-interdits-en-france.html

    https://www.lav.it/news/francia-no-allev-pellicce-e-animali-circhi

    A cura di Simone Riga

    O Anche No su Gente: "Basta compatirci, qui ci divertiamo"

    O Anche No oggi è su Gente con un servizio a cura di Igor Ruggeri, con un pezzo intitolato "Basta compatirci, qui ci divertiamo".

    "Quest'anno i ragazzi di O Anche No si mettono in cucina per preparare piatti speciali".

    "Parliamo di storie a lieto fine, con ironia e senza drammi", ha detto Paola Severini Melograni.

    No Profit: "Le pillole di Psicologia" - Lunedi 5 ottobre, ore 20, Radio 1 Rai Gr Parlamento

    Riparte la nuova stagione di No Profit, il programma di approfondimento condotto da Paola Severini Melograni, giunto al decimo anno.

    In questa puntata le “pillole di psicologia” in onda dall'8 settembre all'interno del programma Elisir alle 11.00 su Rai3.
    Per la prima volta, con cadenza settimanale, uno spazio di 10 minuti dello storico programma di medicina offrirà una chiave di lettura su temi di natura psicologica.
    Il contenuto di ciascuna "Pillola" sarà costruito in risposta, dunque, ai bisogni espressi sempre di più dai cittadini attraverso le indagini realizzate dall'Ordine degli Psicologi:
    Ne parla Paola Carruba, psicologa, psicodiagnosta e Dirigente Rai e parte del comitato scientifico che coordina questo spazio tv.

    Potete riascoltare le trasmissioni dopo la messa in onda sul podcast sul sito di Gr Parlamento.

    "O anche No": la replica del venerdì e la nuova puntata di domenica

    O ANCHE NO: Oggi siamo su Gente! Questa notte alle 00.55 la replica della seconda puntata e domenica mattina alle 09.20 sempre su Raidue la nuova puntata.

    Lunedi ripartono gli appuntamenti con Radio Rai Gr Parlamento.
    No Profit il lunedi e il venerdi alle 20.00 e La Sfida della Solidarietà il sabato alle ore 11.00

    Domenica 4 ottobre su RAI 2 alle 09.20 circa e venerdì 9 ottobre in replica alle 24,55 circa va in onda la terza puntata di “O anche no”, il programma su disabilità e inclusione realizzato con RAI PER IL SOCIALE.
    Paola Severini intervista in collegamento con gli Stati Uniti Erica Milsom, regista di “Loop”, il film di animazione targato Pixar e Walt Disney che racconta la storia dell’amicizia tra un ragazzo loquace e una ragazza autistica.
    Il “cooking show” si svolge nella cucina dell’Istituto Professionale per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera “Tor Carbone” di Roma, dove Daniela Scanavino, chef e docente della scuola con i suoi “ragazzi delicati” ci spiegherà come preparare il dolce “Morbido d’autunno”.
    La seconda intervista ha come protagonista Paola Carruba, psicologa e psicodiagnosta che ha ideato insieme a un pool di colleghi le “pillole” di psicologia in onda tutti i giorni all’interno di ELISIR (Rai3).
    Il nostro “prestigiattore” Andrea Paris sfiderà con uno dei suoi giochi l’aspirante mago di turno.
    Rebecca Zoe De Luca racconterà una delle sue notizie che verrà illustrata e commentata dal grande Stefano Disegni che le dedicherà la sua striscia.
    Non mancheranno i Ladri di Carrozzelle con le consuete due canzoni.
    O ANCHE NO è scritto da Paola Severini Melograni e Maurizio Gianotti. La regia è di Davide Vavalà.

    Vi ricordiamo questa notte alle 00.55 circa su Raidue andrà in onda la replica della seconda puntata.

    Potete comunque rivedere tutte le puntate e anche le stagioni precedenti su Raiplay.
    https://www.raiplay.it/programmi/oancheno

    Le preoccupanti fratture rilevate in Antartide

    Grazie alle recenti foto satellitari dell’Esa, Nasa e Usgs, gli scienziati hanno rilevato delle preoccupanti fratture nei ghiacciai dell’Antartide. Nello specifico, gli studiosi si sono concentrati sui ghiacciai di Pine Island e Thwaites nel mare di Amundsen, responsabili per il 5% dell’innalzamento del livello del mare globale. Lo scioglimento totale di questi due ghiacciai, che formano un’area grande quanto la Norvegia, provocherebbe un innalzamento del livello del mare pari a oltre un metro. “Per rivelare cosa stia realmente accadendo a Pine Island e Thwaites, abbiamo analizzato i dati di imaging da una serie di satelliti diversi”, afferma Stef Lhermitte della Delft University of Technology nei Paesi Bassi. Dalle immagini è stata accertata la presenza di crepacci, fratture e spaccature che fanno senza dubbio pensare che il ghiacciaio si stia deteriorando. “Attualmente, le piattaforme sono un po’ come un’auto lenta nel traffico: costringono qualsiasi cosa dietro di loro a rallentare. Una volta rimosse, il ghiaccio che si trova più all’interno accelererà, il che a sua volta farà salire il livello del mare ancora più velocemente”, spiega Lhermitte. Di crepacci di tale portata non se ne erano mai visti dal 1997 e, oltretutto, negli ultimi anni il processo di deterioramento è accelerato peggiorando ancor di più una situazione già critica.

    Il gruppo di ricercatori guidati da Lhermitte ha monitorato le aree danneggiate dal 1997 al 2019, un’analisi sull’evoluzione della piattaforma di ghiaccio e la velocità di movimento della stessa utilizzando i dati dell’Earth Explorer CryoSat dell'ESA, della missione spaziale Copernicus Sentilnel-1, del programma Landsat della Nasa/Usgs e lo strumento giapponese Aster collocato a bordo del satellite Terra della Nasa. Dalla ricerca è emersa una situazione preoccupante nel momento in cui hanno sviluppato una proiezione del potenziale impatto dei margini danneggiati del ghiacciaio.

    “Sappiamo che una quantità significativa di ghiaccio glaciale nell'Antartide occidentale è attualmente colpita dai cambiamenti climatici - infatti, uno studio recente ha rilevato che il 24% di questo ghiaccio sta rapidamente divenendo sottile e instabile. Questi nuovi risultati sottolineano quanto velocemente questo danno stia crescendo, e rivelano che i ghiacciai di Pine Island e Thwaites sono più vulnerabili che mai”, riferisce Mark Drinkwater, scienziato per le missioni dell’Esa.

    https://www.esa.int/Applications/Observing_the_Earth/Worsening_rifts_and_fractures_spotted_at_two_of_Antarctica_s_most_important_glaciers

    A cura di Simone Riga

    Botswana e Zimbabwe alle prese con la moria di elefanti

    I due Paesi dell’Africa meridionale hanno complessivamente il 60% degli elefanti presenti nella savana africana, intorno ai 400mila esemplari, ma negli ultimi mesi molti di questi sono stati rinvenuti morti nelle vicinanze di pozze e la probabile causa dei decessi è stata ricondotta ad una tossina naturale presente nell’acqua.

    “I nostri ultimi test hanno rilevato che le neurotossine di cianobatteri sono la causa della morte. Questi batteri sono presenti nell'acqua”, riferisce Mmadi Reuben, Ufficiale veterinario del Dipartimento per la fauna selvatica e i parchi nazionali. Così sembrano essere finalmente risolte le misteriose 350 morti avvenute da maggio a giugno nel delta dell’Okavango ma ci vorrà ancora del tempo per stabilire definitivamente le cause. Infatti, continua Reuben, “abbiamo ancora molte domande a cui rispondere, ad esempio perché sono stati colpiti solo gli elefanti e perché solo in quella zona. Abbiamo una serie di ipotesi su cui stiamo indagando”.

    Le fonti locali hanno indicato che il 70% degli elefanti deceduti sono stati trovati vicino a delle pozze contenenti fioriture algali, quest’ultime possono produrre i cianobatteri. In un primo momento erano state escluse queste cause poiché nessun altro animale era morto, ad eccezione di un cavallo, ma successivamente gli scienziati hanno preso in seria considerazione l’ipotesi che gli elefanti possano essere più sensibili a questo batterio considerando anche il molto tempo che essi trascorrono nelle pozze e per l’elevata quantità d’acqua che bevono. Tuttavia, Reuben ha rifiutato di fornire ulteriori dettagli sulle analisi effettuate nei laboratori in Botswana, Sud Africa e Stati Uniti. Il dottor Niall McCann, direttore per la salvaguardia del National Park Rescue, ha criticato il ritardo dei test svolti sulle carcasse degli animali; “solo perché i cianobatteri sono stati trovati nell'acqua ciò non dimostra che gli elefanti siano morti per l'esposizione a queste tossine. Senza dei buoni campioni di elefanti morti, tutte le ipotesi restano proprio questo: ipotesi”, afferma McCann. Anche nel caso di queste tossine è presente la mano dei cambiamenti climatici che hanno evidentemente rafforzato l’intensità delle alghe tossiche in tutto il pianeta.

    Anche in Zimbabwe sono state rinvenute nel mese di agosto 20 carcasse di elefanti tra il Parco Nazionale Hwange e le Cascate Victoria, il che ha fatto pensare ad una connessione tra i due eventi. Al momento le autorità credono che sia stato un batterio a causare la morte, e nel frattempo alcuni scienziati inglesi, dell’Agenzia per le piante e la salute degli animali, stanno effettuando dei test su dei campioni spediti dal Paese africano e i risultati saranno presto condivisi con lo Zimbabwe Parks.

    https://www.theguardian.com/environment/2020/sep/21/botswana-says-it-has-solved-mystery-of-mass-elephant-die-off-age-of-extinction-aoe

    https://experiment.com/projects/what-kills-elephants-at-waterholes-in-zimbabwe

    https://www.theguardian.com/environment/2020/jan/04/lethal-algae-blooms-an-ecosystem-out-of-
    balance

    A cura di Simone Riga

    Nasce la banca delle parrucche

    Da fine ottobre una in ogni Asl del Lazio per dare un aiuto gratuito alle malate di cancro che perdono i capelli.

    Qualche mese la Regione Lazioe ha deliberato 300 mila euro per l’acquisto di parrucche per i malati oncologici e l’istituzione di una Banca della Parrucca presso ogni Azienda sanitaria locale che, in collaborazione con le altre Asl e con il coinvolgimento degli Enti del terzo settore che operano per l’assistenza ai malati oncologici, le fornirà gratuitamente

    Possono accedere al contributo per l’acquisto delle parrucche tutte le donne residenti nel Lazio, affette da alopecia a seguito di terapia oncologica. Ai fini del conferimento del contributo regionale, le Asl emanano un avviso pubblico con scadenza il  31 luglio di ciascuna annualità. Esclusivamente per l’anno 2020, in considerazione delle particolari condizioni dovute all’emergenza epidemiologica legata al Covid-19 che potrebbero rendere difficoltosa la presentazione della documentazione necessaria alla richiesta del contributo, l’avviso scadrà il 30 settembre 2020. Per facilitare l’accesso, potranno presentare domanda di contributo anche coloro che abbiano col destinatario del contributo rapporti di parentela o affinità, entro il terzo grado, o di convivenza.

    “La Regione Lazio – spiegano congiuntamente gli assessori Troncarelli e D’Amato – si conferma al fianco dei malati oncologici. La perdita dei capelli è una conseguenza collaterale delle terapie oncologiche che, oltre a generare una sofferenza psicologica, comporta un costo per l'acquisto di una parrucca, non sempre sostenibile per la persona malata. Proprio le parrucche, quali ausili nelle fasi di recupero della qualità di vita, assumono un ruolo significativo nell’avvio del percorso di presa in carico delle pazienti, supportandole negli aspetti personali, interpersonali e relazionali. Questo provvedimento è il risultato di un lavoro di squadra per il quale vogliamo ringraziare in modo particolare la consigliera regionale Michela Di Biase, prima firmataria dell’emendamento”.

    L’innovazione nel sistema sanitario per una migliore sicurezza del paziente

    Sham (gruppo Relyens) ha organizzato il 17 settembre 2020 una tavola rotonda europea virtuale sul tema dell’“Innovazione nel sistema sanitario per una migliore sicurezza del paziente”. La tavola rotonda, trasmessa ai soci e agli stakeholder in Francia, Spagna, Italia e Germania nell’ambito dell’International Patient Safety Day, ha riunito esperti in assicurazioni e gestione del rischio, professionisti ospedalieri e tre partner tecnologici di Sham: CyberMDX, Caresyntax e CLEW.

    La maggior parte dei sistemi sanitari europei richiede un cambio di paradigma per prepararsi meglio al futuro e rispondere ad alcune sfide, come l’aumento dei costi sanitari legati all’invecchiamento della popolazione e alla cronicizzazione dei decessi, o ancora la mancanza di risorse umane, in particolare mediche, che mette sempre più a dura prova le forze degli operatori sanitari.

    Per Pierre-Yves Antier, Direttore Strategia, Innovazione e Trasformazione del gruppo Relyens, “la trasformazione digitale dei sistemi sanitari può consentire di raccogliere in parte queste sfide. La tecnologia è abbastanza matura e stiamo già assistendo altrove in Europa a un’accelerazione nella trasformazione digitale e tecnologica duratura del percorso del cliente”.

    Per Sham la sicurezza del paziente richiede in particolare la conoscenza, l’identificazione e la prevenzione di diverse tipologie di rischi, affidandosi alle tecnologie, più precisamente: il rischio informatico e il rischio in sala operatoria. Attualmente Sham sta lavorando con i suoi clienti e partner per anticipare e comprendere meglio il rischio.

    In Europa, secondo un rapporto dell’OCSE sull’“economia della sicurezza del paziente”, il 6% della spesa sanitaria complessiva è direttamente collegata all’esito di eventi avversi. L’obiettivo di Sham è contribuire a limitare e ridurre questi costi. Per Pierre-Yves Antier “rappresenta anche per tutti noi una fonte di finanziamento per investire nella sicurezza dei pazienti.”

    Il contributo dell’intelligenza artificiale alla gestione del paziente Oggigiorno un medico trascorre dal 60 al 70% del suo tempo a scrivere i referti. L’intelligenza artificiale può essere utile per compilare e analizzare rapidamente la grande quantità di dati in una sala operatoria (chirurgia, anestesia, oggetti connessi, ecc.). Secondo il dott. Domingo Marzal Martín, direttore medico e responsabile dell’innovazione del gruppo Sanitas “possiamo utilizzare l’intelligenza artificiale per compilare i referti basati sulla conversazione medico-paziente. E’ un’opportunità per umanizzare il rapporto e garantire la totale dedizione al paziente da parte del medico”.

    Secondo Gal Salomon, CEO e co-fondatore di CLEW “grazie alla nostra piattaforma digitale unifichiamo dati e conoscenze non necessariamente appresi nella facoltà di medicina. E’ un passo da compiere e penso che siamo preparati”. CLEW permette di visualizzare su più schermi la situazione attuale di una struttura in tempo reale (operazioni in corso, percorso del paziente, servizi congestionati...) per migliorare e adattare la gestione del paziente e l’organizzazione delle cure.

    Queste prime soluzioni lasciano intravedere il futuro del settore sanitario, la cui trasformazione richiederà tempo. Nell’immediato, l’utilizzo di tutta la tecnologia attualmente disponibile per gestire la sicurezza dei pazienti e delle strutture in tempo reale contribuisce ad offrire la migliore assistenza medica possibile.

    Please publish modules in offcanvas position.

    We use cookies

    Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.