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    Luca Attanasio un grande amico, una grave perdita per l'Italia

    La Comunità di Sant'Egidio esprime il suo grande dolore per l'uccisione dell'ambasciatore Luca Attanasio, del carabiniere Iacovacci e dell’autista che lo accompagnavano. Lo ricordiamo con affetto avendolo incontrato più volte a Roma e a Kinshasa avendo fatto conoscenza della sua grande professionalità e umanità. In particolare Attanasio si era appassionato al programma Dream, con cui Sant'Egidio in Africa cura i malati di Aids, ma non era estraneo a nessuna sollecitazione sulle emergenze sociali, come il sostegno ai minori in difficoltà, dai bambini di strada a quelli che frequentano le nostre Scuole della Pace.


    Con lui se ne va, in modo doloroso e drammatico, un uomo sensibile, impegnato per il bene comune. E' una grave perdita per l'Italia, ma anche per l'Africa, continente per il quale Attanasio stava spendendo con coraggio tante energie, fiducioso in un futuro migliore, di sviluppo e di pace. Ci stringiamo attorno alla sua famiglia, alla moglie e ai figli che abbiamo conosciuto e con cui siamo familiari, rinnovando il nostro impegno per l'Africa e per la pacificazione delle aree di crisi, segnate da una violenza cieca che non risparmia tante vite innocenti, come accade da troppi anni in Kivu, nell'Est della Repubblica Democratica del Congo.

    Un webinar dedicato alla promozione di Ecospiagge per tutti

    Ecospiagge per Tutti,  lanciato nel 2019 con la presentazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stata una innovazione per il settore Balneare.

    Nel 2020 Legambiente ha coinvolto UNI (Ente Italiano di Normazione) per realizzare un primo passo per la certificazione degli Stabilimenti Balneari per la Sostenibilità, Responsabilità ed Inclusione. La Prassi 92:2020 di UNI.

    Assieme agli amici siciliani con l’associazione Sicilia Turismo per Tutti e con il Contributo di UnionMare Veneto, SIB Balneari, Confcommercio, Confesercenti e Village for all, Legambiente e UNI hanno dato vita ad una prassi di Riferimento che aiuterà le imprese balneari ad eccellere sul mercato nazionale e internazionale.

    In questo Webinar sarà presentato:
    Ecospiagge per Tutti a cura di Paola Fagioli di Legambiente
    UNI PdR 92:2020 a cura di Elena Mocchio di UNI Ente Italiano di Normazione
    Esperienze e Buone Pratiche delle imprese a cura di Bernadette Lo Bianco
    Conclusioni a cura di Alessandro Cilano

    Per partecipare è necessario inviare una email a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
    Il Webinar si svolgerà sulla piattaforma MEET oggi 24 febbraio | ore 16,30-18,00
     

    Lotta alla povertà educativa e autonomia nel libro del ministro Bianchi

    Autonomia, lotta alla poverta' educativa e alla dispersione scolastica, le persone al centro dello sviluppo. Potrebbero esssere queste le parole chiave nella testa del ministro all'Istruzione Patrizio Bianchi.

    Per capire dunque come potrebbe muoversi il nuovo ministro di viale Trastevere bisogna avere in mano il manifesto sulla scuola di Bianchi: il libro 'Nello specchio della scuola', edito da 'Il Mulino' e pubblicato nei mesi scorsi dopo l'esperienza di coordinatore della task force al ministero.

    In queste pagine e' condensato il pensiero del nuovo ministro che potrebbe ben presto diventare il programma dell'azione di Bianchi che dovra' poi confrontarsi con tutti gli attori coinvolti. Il professore ha a cuore, innanzitutto, il tema della dispersione scolastica: "Il tasso attuale di dispersione scolastica, sia esplicita (coloro che abbandonano in via definitiva la scuola senza raggiungere un titolo di studio) sia implicita (coloro che pur concludendo il ciclo di studi non dispongono delle competenze minime richieste), insieme al numero di quanti non studiano e non lavorano e di quanti se ne vanno altrove per trovare uno sbocco soddisfacente al loro percorso di studi, sono oggi un limite alla crescita economica e minano anche le fondamenta della nostra democrazia, introducendo nel paese il virus dell'iniquita' sociale", scrive Bianchi nel suo libro.

    Da qui le proposte: un grande piano nazionale contro la dispersione scolastica, per recuperare quanti hanno abbandonato o sono a rischio di abbandono; un rilancio dell'istruzione e della formazione professionali per diffondere nel Paese una base di competenze al passo con i tempi e ridurre lo spreco di talenti; un progetto di alfabetizzazione digitale, che costituisca il punto di partenza di percorsi di formazione permanente che coinvolgano tutta la popolazione.

    Il nuovo ministro nel libro, tra le priorita', mette anche l'autonomia: "Unita' e autonomia non sono in contraddizione fra loro, ma devono essere considerate parti complementari di uno stesso progetto che, guardando al di la' dell'emergenza, veda nella scuola e nella qualita' delle sue risorse umane il principale fattore di sviluppo dell'intero Paese".

    Anche su questa partita il professore ha le idee chiare su cosa serve fare: rivisitare e rilanciare le norme sull'autonomia; mettere a disposizione risorse finanziarie e umane adeguate, con un piano nazionale di architettura scolastica coerente con i nuovi bisogni educativi; definire i rapporti fra amministrazione centrale, Regioni, Comuni e Province per garantire all'autonomia strutture adeguate.

    Infine vi sono alcune questione che potrebbero essere messe in atto: portare il ciclo secondario da cinque a quattro anni innalzando l'obbligo scolastico - da raggiungere anche con percorsi professionalizzanti che portino a una qualifica dagli attuali 16 anni (senza riconoscimento di fine ciclo) ai 17; formulare un piano, adeguatamente finanziato e dotato di personale strutturato, per permettere agli Its di raggiungere l'obiettivo di 150.000 iscritti in quattro anni; contare su una scuola dai 3 ai 6 anni come condizione necessaria per la crescita dei bambini.

    Il nuovo ministro non dimentica nel libro alcuni temi importanti: il rilancio degli organi di governo delle autonomie scolastiche; la ridefinizione di contenuti, curricula e durata degli studi; la preparazione degli insegnanti, dei dirigenti e di tutto il personale e la partecipazione delle famiglie con il rilancio degli organi collegiali.

    "Dobbiamo evitare- scrive Bianchi nel libro- la triste sorte di un Paese che deve sempre ricorrere all'ultima emergenza per realizzare interventi da tempo unanimemente ritenuti necessari e lavorare per ricostruire un'effettiva comunita' nazionale, ricucendo le fratture che si sono create negli anni della bassa crescita e che oggi si presentano come vincoli per una ripresa sostenibile nel tempo".

    Fonte: DIRE - Notiziario settimanale Scuola

    Mafie, studenti a confronto con 'Il delitto Mattarella'

    L'incontro online di Unisona e Keaton, film e dibattito con Grimaldi, Rizzo e Agueci

    Il 6 gennaio di quarantuno anni fa un killer uccise Piersanti Mattarella. Il fratello dell'attuale presidente della Repubblica era il presidente della Regione siciliana, politico democristiano in controtendenza che stava avviando una stagione di riforme e risanamento nella politica regionale.

    Il suo ruolo nella stagione politica degli anni 70-'80 , la sua figura, le sue scelte per la legalita' in Sicilia, le indagini di Pietro Grasso e Giovanni Falcone, le complicita' criminali nell'omicidio e i tentativi di depistaggio su una storia a tratti dimenticata saranno al centro dell'incontro live streaming dedicato all'assassinio di Piersanti Mattarella che si terra' il prossimo 19 marzo alle ore 10.00.

    Protagonisti gli studenti delle scuole superiori e di terza media di tutta Italia. A organizzare l'appuntamento ci hanno pensato 'Unisona' e 'Keaton' che sulla loro piattaforma di cinema per la scuola propongono la visione del film di Aurelio Grimaldi 'Il delitto Mattarella' come attivita' preparatoria.

    Nel corso dell'incontro, coordinato dal giornalista Sergio Rizzo, interverranno Aurelio Grimaldi e l'ex magistrato Leonardo Agueci. "Dopo la visione del mio film- dichiara lo scrittore e regista- vorrei che restasse l'ottimismo che ti prende quando vedi fatti dolorosi del passato e ti carichi di un'energia, di un coraggio che ti fa dire di voler essere un cittadino diverso, uno che vuole dare un suo contributo anche piccolo perche' certe cose non succedano. Credo sia questa l'importanza della conoscenza storica, della letteratura, dei film".

    Per prepararsi al dibattito e acquisire il diritto di partecipazione alla diretta, informano gli organizzatori, le scuole dovranno vedere il film 'Il Delitto Mattarella' da noleggiare sulla piattaforma Keaton Streaming entro il 18 marzo 2021. I docenti e dirigenti scolastici interessati possono procedere sin da ora alla visione del film individuando il pacchetto di noleggio idoneo in base al numero di studenti previsti. Contestualmente al noleggio del film le scuole riceveranno una scheda per il lavoro in classe e, in prossimita' dell'evento, il link con i dettagli per la partecipazione. Per il trailer film e altre informazioni sull'iniziativa: https://www.keaton.eu/unisona-live.

     

     

    BreraPlus Performing Brahms Per la prima volta un’esperienza interattiva dietro le quinte di un concerto

    Da oggi su BreraPlus+ potrai sperimentare e godere della musica di Brahms in modo completamente nuovo, attraverso un documentario interattivo che mostrerà non solo tutte le fasi ma anche una conversazione dei musicisti stessi sulla preparazione del concerto.  Il 19 ottobre 2020, in diretta streaming dalla Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, i “Musicisti di Brera” di fama internazionale - Clive Britton (pianoforte), Robert Cohen (violoncello) e Patrick Messina (clarinetto) - hanno eseguito il Trio op. 114 di Brahms.

    Il contenuto extra finale espande la conversazione, includendo il famoso attore britannico Simon Callow e il direttore della Pinacoteca di Brera James Bradburne, per esplorare i modi in cui gli attori e anche gli artisti visivi sviluppano le loro rispettive performance.

    Visita https://breraplus.org/ per saperne di più 

    Trieste: botte a un attivista LGBT. Le reazioni indecenti nel web

    Riflessioni di Massimo Battaglio  per  Progetto Gionata 

    Il “caso” di ordinaria omofobia della settimana è senz’altro quello che ha visto protagonista Antonio Parisi, attivista lgbt di Trieste, vittima di un orribile pestaggio a Monrupino.

    Martedì 16 febbraio scorso, il giovane si trovava con amici in un locale. Un gruppo di ragazzi ha cominciato a prenderli in giro per il loro modo di vestire. Poi le botte: gli attaccabrighe hanno atteso Antonio e i due amici sulla piazza e li hanno aggrediti con forza spietata. Parisi, col volto tumefatto, racconta l’accaduto a Tele Friuli.

    Io sono ridotto così. Il mio amico è ancora in ospedale col naso rotto. Non so quando lo dimetteranno. Io tornerò in ospedale nel pomeriggio […] e, ovviamente, farò denuncia. Siamo stati aggrediti in maniera feroce da un branco di ragazzi giovanissimi, alterati. Sono stati di una ferocia incredibile. Noi stavamo andando al nostro parcheggio. Saranno volati un paio di vaffanculo ma siamo stati attaccati. Io ero per terra, coprendomi il volto per non avere altre ferite più importanti. Tiravano calci in faccia. Questa violenza si può spiegare solamente perché erano alterati. Attacco omofobo? Sì: è stato un attacco omofobo. Ce l’avevano con me. Già al pomeriggio […] ero stato fatto oggetto di battute però non ho veramente colto la loro provocazione. Dopo di che l’alcol… e un’aggressività ancora più incattivita perché non rispondevo alle loro provocazioni”.

    Non è la prima volta che Parisi subisce dileggi e botte. Ora però, i fatti sono molto più gravi.

    Molte sono state le attestazioni di solidarietà ma, puntualmente, è anche iniziata la campagna di dileggio, l’omofobia dopo l’omofobia, le beffe dopo le botte. Ha cominciato Il Piccolo, nota testata di Trieste, mettendo in forse la matrice omofoba dell’accaduto. Rigirando una frase di Antonio, arriva insinuare che la stessa vittima neghi il movente d’odio dell’aggressione:

    “Il noto esponente della comunità Lgbt Trieste chiarisce l’accaduto di martedì sera a Rupingrande: non escludo la matrice omofoba, ma a far scattare la rissa è contribuito il clima euforico della serata”.

    Basta seguire attentamente il video apparso su Tele Friuli per notare quanto sia distorta la ricostruzione che Il Piccolo vuol dare. Ma proprio questa ricostruzione falsata ha permesso di dare la stura a commenti vergognosi, schifosi, da parte di personaggi politici locali e, segnatamente, a consiglieri della Lega.

    Non citerò nè nomi nè fonti perché è esattamente quello che vogliono. Tanto, sono personaggi già talmente noti per le loro periodiche affermazioni omofobe, misogine, razziste, che chiunque li potrà riconoscere.

    Già nel 2019, un consigliere regionale leghista, commentanto un episodio precedente in un confronto televisivo con Antonio, aveva sentenziato:

    “Sei stato picchiato perché ti vesti in modo eccentrico. Lo stesso discorso vale per una donna eterosessuale che va in giro in minigonna”.

    Vale evidentemente anche per i gay, l’adagio osceno del “te le vai a cercare”. Ma ora, un consigliere comunale di Trieste va molto oltre, con un twitt che stupisce per volgarità e idiozia:

    “Scoppia il caso omofobia a Trieste. Siamo in campagna elettorale e succede ogni volta ma forse ha litigato col fidanzato per la vasellinaGrande solidarietà da parte di tutte le forze politiche ma ricordiamoci che in più di un terzo dei paesi al mondo non esiste il problema omofobia perchè per i gay c’è il carcere o la pena di morte. Noi avevamo il rogo un tempo, mentre in Russia c’è la legge anti-gay come in tutto l’est e per questo loro non accolgono palestrati che fuggono da paesi omofobi“.

    Ogni commento è non tanto superfluo quanto impossibile. Notiamo solo che queste sono precisamente le parole di odio che, chi contesta la legge Zan, vuole difendere facendole passare per libera espressione. Sì perché, se si nota, a parte la faccenda penosa della vasellina, nessuna di esse contiene insulti diretti nè giustifica esplicitamente le botte. L’autore si limita a dare una propria “visione” del problema. Peccato che è una “visione” scriteriata.

    A certi consiglieri, abituati a ostentare cattolicume salvo non cogliere la contraddizione tra religiosità e barbarie, bisognerebbe ricordare che, seppure la legge è insufficiente, esiste un’altra Giustizia alla quale essi stessi dicono di credere. E un giorno dovranno risponderle.

    Pandemia: sottoscritto protocollo d’intesa con i medici di medicina generale per le vaccinazioni

    “Abbiamo sottoscritto oggi un importante protocollo d’intesa con  i medici di medicina generale per le vaccinazioni da Covid-19 che ci permette di guardare al futuro organizzativo della campagna vaccinale con maggiore ottimismo”, dichiara Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni.

    “Con la sottoscrizione di questo nuovo accordo – spiega Bonaccini - potremo infatti organizzare in modo più efficace e capillare sul territorio le vaccinazioni e implementarle, dando così respiro a tutti gli altri comparti sanitari in prima linea. 

    Ringrazio sia il ministro Speranza che le organizzazioni di rappresentanza dei medici di medicina generale per il positivo lavoro svolto. 

    Si tratta di una cornice nazionale che vede il coinvolgimento diretto dei medici di medicina generale e che poi dovrà essere coniugata a livello regionale sia in base alle fasce della popolazione da vaccinare che alla definita logistica di conservazione dei vaccini.

    Ogni medico avrà un approvvigionamento certo che gli garantirà di rispettare i tempi organizzativi verso i propri assistiti e l’aggiornamento dell’anagrafe vaccinale. In tal senso sarà utilizzata un’apposita piattaforma di registrazione delle vaccinazioni effettuate a livello regionale da trasferire nei dati nazionali. 

    Sono disciplinate anche le modalità della prestazione e l’obbligo di dotazione specifica dello studio medico, come già previsto per la somministrazione dei vaccini nell’ambito dei programmi di vaccinazione antinfluenzale.  

    E’ possibile inoltre  l’intervento professionale dei medici di medicina generale presso i locali delle aziende sanitarie (centri vaccinali) a supporto o presso il domicilio del paziente, a seconda di quanto prevedono gli accordi regionali.  

    Ci sarà un finanziamento aggiuntivo ad integrazione del Fondo sanitario e c’è l’impegno del Governo ad adottare uno o più provvedimenti di urgenza per lo stanziamento delle risorse necessarie.

    Siamo sulla buona strada, - conclude Bonaccini - che è quella della concertazione e del coinvolgimento di tutti gli attori del nostro sistema sanitario per rispondere con forza alla pandemia”.

     

    Ufficio Stampa
    Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

    Il libro: La nostra Siria grande come il mondo

    La nostra Siria grande come il mondo, un libro di  Mohamed e Shady Hamadi, edito da ADD editore.

    Mohamed e Shady Hamadi, un padre e un figlio, due storie diverse legate da una terra: la Siria. Per uno, luogo dell’infanzia e della giovinezza da cui fuggire, per l’altro, luogo della scoperta e della memoria a cui ‘tornare’.

    In questo libro due generazioni si parlano e raccontano, riscoprendo un dialogo che non sempre è stato facile: diversi i percorsi, le ansia, le aspirazioni. Avventurosa e sorprendente la vita di Mohamed che per molto tempo ha nascosto al figlio ciò che ha subito nelle carceri siriane, riflessiva e impegnata quella di Shady.

    Nei capitoli le voci si alternano, trovando poco a poco assonanze nella condivisione di ricordi ed emozioni. Ascoltandoli, seguiamo il racconto di cosa fosse la Siria cinquant’anni fa, di cosa volesse dire opporsi al regime e di come si vivesse allora in Italia da stranieri, ma anche le confidenze di cosa sia la Siria per chi non ci è nato ma che lì sente le proprie radici.

    Tante storie: la politica vissuta da protagonista da Mohamed a Sesto San Giovanni, la scoperta continua di Milano, il volontariato come guida turistica per le chiese della città e i loro tesori artistici, la perdita della moglie. E per Shady, i libri scritti, la collaborazione con giornali, le presentazioni nelle scuole, nei festival e nelle librerie, le partecipazioni in TV, la voglia di fare che si scontra con un’Italia che offre poche opportunità ai giovani, la vita a Londra ma con le radici ben salde in una Siria amata, desiderata, ormai grande come il mondo.

    Un 8 marzo dalla parte delle donne che arrivano nel nostro paese

    La chiamano immigrazione clandestina ma è traffico di esseri umani perlopiù donne e i loro figli.E in Europa si fa ancora troppo poco a 20 anni –inverno 2000 a Palermo, l’Italia ha ospitato la conferenza delle Nazioni Unite in cui è stata presentata la Convenzione contro la criminalità organizzata e dunque la tratta di esseri umani : “La prostituzione e altre forme di sfruttamento sessuale, il lavoro o il servizio forzato, l’accattonaggio e la schiavitù,  l’espianto di organi, e nuove forme sconosciute di sfruttamento in aumento.” Gli ultimi dati diffusi dall’Unione Europea relativi all’anno 2017 – 2018 parlano di oltre 26.268 vittime. La stragrande maggioranza di esse nel nostro continente sono ancora donne e ragazze (72%), dove lo sfruttamento sessuale è lo scopo primario del loro traffico (60%).  In questi due anni, i paesi con il maggior numero di vittime registrate sono stati il Regno Unito, la Francia, l’Italia, i Paesi Bassi e la Germania. Tre quarti dei trafficanti sono cittadini uomini dell’Unione Europea, che operano principalmente nel loro paese di cittadinanza e i  dati forniti mostrano che generalmente la metà delle vittime della tratta di esseri umani sono cittadini europei, sfruttati principalmente all’interno del loro paese d’origine. Tra le cittadinanze europee, le persone più sfruttate provengono dalla Romania, seguono poi Regno Unito, Ungheria, Francia e Polonia. Allo stesso tempo, anche i cittadini non europei, soprattutto donne provenienti dalla  Nigeriani, l’Albania, il Vietnam, la Cina e il Sudan vengono trafficate e portate all’interno dei confini dell’Unione Europea. L’adescamento delle donne avviene per la maggior parte dei casi da parenti o persone molto vicine alle vittime, partner o uomini che con la promessa di una vita migliore adescano giovani donne nelle zone più povere dell’Est Europa, portandole poi ha farle prostituire sul nostro territorio nazionale. Da oltre 30 anni l’Italia rappresenta poi la destinazione europea e punto di arrivo nel continente della tratta e dello sfruttamento sessuale sopratutto delle donne nigeriane. Arrivando in un nuovo paese, le donne non sono consapevoli di quale tipo di aiuto legale possono cercare, mentre altre hanno paura di chiedere aiuto a causa delle conseguenze e ripercussioni delle  maledizioni pseudo religiose di riti pagani su di loro e sulla loro famiglia. Con la pandemia, le attività di sensibilizzazione in strada svolte dalle ong per aiutare le vittime della tratta di esseri umani sono fortemente diminuite, lasciando ancora più casi da sostenere .

    La crisi sanitaria e il confinamento hanno fatto si che lo sfruttamento sessuale online  sia aumentato drasticamente; i predatori  hanno sfruttato la vulnerabilità dei e delle più giovani adescandoli su piattaforme online. Secondo la Commissione Europea la domanda di materiale pedopornografico sarebbe aumentata fino al 30% in alcuni stati membri dell’Unione.  In un recente rapporto , Europol l’Agenzia europea di polizia ha registrato un aumento dei reati informatici e dello sfruttamento sessuale dei bambini. L’Europol, inoltre afferma che, il 30% degli autori del reato che sono in possesso di materiale pedopornografico e attivi negli scambi online  sono inoltre coinvolti direttamente nelle azioni di coercizione ed estorsione. La legge emanata ventanni fa, non si pronuncia su realtà e fenomeni non ancora esistenti o ampiamente discussi all’epoca. Il traffico sessuale delle persone ltgb è comunemente trascurato e raramente segnalato dai governi locali e nazionali. Anche la maternità surrogata  è interpretata come una forma di sfruttamento e traffico di esseri umani. Secondo l’Ilo, la commercializzazione della maternità surrogata legale ha già dato vita a  una nuova forma di sfruttamento.La madre vende il suo ventre  e il bambino viene visto come una merce  consegnata al compratore dal genitore del bambino. Si può parlare di sfruttamento e vulnerabilità dei bambini, ma al contempo, dello sfruttamento della debolezza e situazione economica di alcune donne, costrette a espatriare nei paesi europei per intraprendere processi di fecondazione in vitro in cambio di un’ingente somma di denaro. Il rapporto della Commissione Europea inoltre menziona che il numero effettivo di vittime è probabilmente molto più alto di quello registrato, soprattutto perché al momento, rimane molto complicato identificare le vittime come tali, e riconoscere i nuovi fenomeni emersi. La promozione della cooperazione giudiziaria tra i paesi dovrebbe essere una priorità per combattere la criminalità transnazionale. Il parlamento e la Commissione Europea deve affrontare con più forza la sfida di questo orribile delitto inclusa l’accoglienza certa e la domanda di beni e servizi  da fornire alle vittime. Lo svantaggio degli immigrati (uomini e sopratutto donne) nel mercato del lavoro dei paesi riceventi è enorme.

    Sono svantaggiate a causa del loro livello di qualificazione: questo vale in particolare per le migranti provenienti da Africa, Asia e America Latina, dove i tassi di istruzione sono in generale relativamente bassi. In secondo luogo, il loro capitale umano e  i titoli di studio stranieri, ad esempio, non vengono riconosciuti dai datori di lavoro e la distanza linguistica spesso impedisce di usare le proprie competenze nel paese di destinazione. Oltre alla lingua e ai titoli di studio, altre risorse occupazionalmente rilevanti sono localizzate e possono perdere di valore con lo spostamento territoriale: la maggior parte dei migranti dispone di informazioni limitate sul funzionamento del mercato del lavoro nei paesi di destinazione, e dunque essi faticano a trovare un lavoro adeguato alle proprie competenze e aspettative . Le  migranti di norma sono privi di sostegno familiare, e quindi devono trovare lavoro per potersi mantenere e per poter mandare denaro a casa. Rispetto ai lavoratori e lavoratrici nativi, sono quindi più propensi a inserirsi negli strati inferiori del mercato del lavoro, dove c’è una costante richiesta di lavoro ma con condizioni lavorative e retributive relativamente basse e scarse possibilità di crescita professionale. Questo è particolarmente vero in paesi come l’Italia, dove i migranti hanno difficoltà ad accedere ai benefici del welfare state.  in Italia coesistono una regolazione del mercato del lavoro relativamente rigida sul piano formale, e una sostanziale tolleranza per l’economia illegale, dove il mercato del lavoro è regolato in modo informale ed estremamente flessibile, creando occupazione dequalificata, poco pagata e pericolosa soprattutto per le donne. Negli ultimi anni si è sviluppata un’ampia letteratura internazionale che ha analizzato le cosiddette “catena di cura globali”, intese come una forma di esternalizzazione delle risorse di cura dai paesi più poveri a favore delle famiglie dei paesi più ricchi che possono permetterselo . Per esempio, molte donne dell’Europa dell’Est,ma ultimamente anche dei paesi orientali, anche se molto scolarizzate, lasciano mariti, figli e genitori anziani per emigrare in Italia e svolgere lavori poco qualificati come, appunto, quelli legati all’assistenza degli anziani. Il Governo Italiano e Draghi  ha promesso di occuparsi della situazione femminile: bene ci siamo e ci saremo per noi e altre che già sono nel nostro Paese e che hanno bisogno di solidarietà e azioni concrete. 

    Alessandra servidori 
    Presidente Nazionale di TutteperItalia

    8 Marzo, Il nostro appello alle Ministre

    Anche quest'anno "ci tocca" l'8 marzo, con tutto il suo seguito di mimose e buoni propositi per valorizzare il ruolo delle donne nella società. Una ricorrenza che lascia, il 9 marzo, l'amaro in bocca (per non dire altro!). Vi chiediamo invece il sostegno attraverso la possibilità di aggiungere il vostro nome al nostro per un appello alle ministre Lamorgese (interni), Bonetti (famiglia e politiche sociali), Dadone (per le politiche giovanili) e Carfagna (per il sud) perché prendano una posizione netta e fattiva sul contrasto alla Tratta di esseri umani. Sono donne che arrivano nel nostro Paese con la speranza di un futuro migliore (in particolare provenienti dall'Africa e dall'est Europa). Le loro condizioni sono spaventose e le prospettive terribili, anche per i loro figli.
    A questo proposito abbiamo già registrato una puntata de "La Sfida della Solidarietà" che andrà in onda su Radio Rai Gr Parlamento alle 20 del giorno 8 marzo, con ospiti Maria Pia Bonanate (autrice di "Io sono Joy", San Paolo Edizioni) e suor Rita Giarretta, fondatrice di Casa Ruth, ricordando anche il lavoro di TALITAKUM, la rete contro la tratta, capitanata da suor Gabriella Bottani, che voi ben conoscete, essendo stata una delle nostre ospiti dei "Dialoghi a Spoleto". 
    Cosa si può fare? In primo luogo raccontare la realtà, poi lavorare per una educazione ai sentimenti e alla sessualità maschile attraverso ogni mezzo, inoltre impegnarsi per la legalità, riportandola dove è scomparsa (ad esempio nella città di Castel Volturno, dove impazza la mafia nigeriana). Vi proponiamo quindi l'hashtag "non più schiave in Italia" e Vi aspettiamo con noi nel flashmob da condividere dalle 11 alle 23 dell'8 marzo 2021 .
     
    Siamo pronte a raccogliere tutti gli spunti, le proposte e le indicazioni e le promuoveremo sulla nostra rete (agenzia e radio). 
     
     
    Paola Severini Melograni
    Direttore di angelipress.com
     

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