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    Dodici milioni di siriani nella morsa della fame

    IL CAIRO –  Sono 12,4 milioni, una cifra record, equivalente a circa il 60 per cento della popolazione, i siriani che vivono nell’insicurezza alimentare, secondo i nuovi ed allarmanti dati dell’agenzia ONU World Food Programme (WFP). In poco più di un anno, 4,5 milioni di persone si sono aggiunte a quanti soffrono di insicurezza alimentare.

    La crisi economica, la perdita di posti di lavoro dovuta alla pandemia di COVID-19 e il forte aumento dei prezzi dei generi alimentari stanno peggiorando la situazione già difficile dei siriani logorati da dieci anni di conflitto che li ha visti costretti ad abbandonare le proprie case.

    “La situazione non è mai stata così grave. Dopo dieci anni di conflitto, le famiglie siriane hanno dato fondo ai loro risparmi mentre devono affrontare una crisi economica che peggiora di giorno in giorno”, ha detto Sean O’Brien, Rappresentante e Direttore WFP in Siria.

    I generi alimentari di base necessari a nutrire una famiglia per un mese – pane, riso, lenticchie, olio e zucchero – ora costano almeno 120.000 sterline siriane (equivalenti a 234 dollari), molto di più di un salario medio.

    “Deve essere motivo di allarme che un semplice pasto sia al di là delle possibilità delle famiglie in Siria, e questi nuovi dati mostrano come l’assistenza umanitaria faccia la differenza tra avere cibo in tavola e andare a dormire affamati. Il sostegno salvavita non è mai stato così fondamentale”, ha spiegato O’Brien.

    La Verifica della Sicurezza Alimentare e dei Mezzi di Sussistenza 2020, condotta dal WFP e dai suoi partner stima, inoltre, in 1,3 milioni di persone il numero di quanti soffrono di grave insicurezza alimentare – che significa non poter sopravvivere senza assistenza alimentare: si tratta di un raddoppio rispetto allo scorso anno, a cui se ne potrebbero aggiungere altri 1,8 milioni senza un intervento urgente.

    Nell’ultimo anno i prezzi del cibo sono schizzati alle stelle in Siria. I prezzi dei beni di base sono aumentati del 236 per cento mentre crollava il valore della sterlina siriana. In media, il prezzo del carburante è aumentato da 1.000 sterline siriane del gennaio 2020 a 5.000 sterline siriane del gennaio di quest’anno.

    I genitori raccontano di dover prendere decisioni disperate per sopravvivere, mangiando quantità ridotte di cibo per poter sfamare i propri bambini, indebitandosi e vendendo beni e bestiame per avere un pò di reddito. Inoltre, quasi il 50 per cento della popolazione siriana riporta di aver perso una o più fonti di reddito a causa della recessione economica e della pandemia di COVID-19.

    Il WFP fornisce ogni mese assistenza alimentare salvavita a quasi 5 milioni di siriani tra i più vulnerabili. Per molti di loro, si tratta dell’unico cibo che hanno a disposizione ogni mese.

    Il WFP ha bisogno di ulteriori 375,3 milioni di dollari fino a luglio 2021 per assicurare la continuazione dell’assistenza in Siria.

     

    Il libro di Nadeesha Uyangoda "L’unica persona nera nella stanza"

    La razza è un concetto difficile da cogliere, pur non avendo fondamenti biologici produce grossi effetti nei rapporti sociali, professionali e sentimentali. La razza in Italia non si palesa fino a quando tu non sei l’unica persona nera in una stanza di bianchi. E quell’unica persona è Bellamy, Mike, Blessy, David... una moltitudine in parte sommersa, sotterranea. Quell’unica persona è chi si è sentito dire troppe volte che «gli italiani neri non esistono»: lo gridano negli stadi, lo dice certa politica, sembrano confermarlo le serie tv, la letteratura, i media. In un certo senso è persino vero: gli italiani neri non emergono, non si vedono negli ambienti della cultura, nei talk show e nelle liste elettorali. O meglio, in quei luoghi esistono ma solo come oggetto del discorso, quasi mai come soggetto. La loro presenza è ridotta alla riforma della cittadinanza, ai casi di razzismo, all’«immigrazione fuori controllo», ai barconi, all’«integrazione». Con un approccio inedito e un linguaggio fresco e «social», Nadeesha Uyangoda apre in questo libro, che incrocia saggio e memoir, un’onesta conversazione per comprendere meglio la dinamica razziale nel nostro paese.

    Il libro sarà disponibile il prossimo 4 marzo 

    collana : bazar
    pagine : 176
    prezzo : 15 euro

    CEI: vivere la Quaresima attraverso il cinema

    La Conferenza Episcopale Italiana pubblica un sussidio pastorale in cui fa approfondimenti su alcuni titolinon cristologici, che indica come storie per vivere la Quaresima attraverso il cinema: tra le opere italiane, Il sindaco del rione Sanità di Mario Martone, Cosa sarà diFrancesco Bruni, Un luogo, una carezza di Marco Marcassoli, poi La sfida delle mogli di Peter Cattaneo, Sorry We Missed You di Ken Loach, La nave sepolta di Simon Stone, e infine l’animazione Disney, con Soul.

    I film scandiscono il tempo di Quaresima, dalla I Domenica alle Palme e alla Pasqua, accompagnando il cammino con un passo del Messaggio di Papa Francesco, una parola chiave, l'indicazione di una piaga del presente e, nel contempo, una suggestione teologico-pastorale. Si tratta di racconti tra le "stazioni della croce" nel presente, “un viaggio - spiega il responsabile delle comunicazioni sociali della CEI, Vincenzo Corrado - tra le piaghe per rintracciare le orme luminose: malattia, morte, lutto, solitudine, emarginazione, povertà, assenza di lavoro... Il tutto scelto tra titoli attuali, di recente diffusione, disponibili sulle principali piattaforme in streaming, come pure in home video. Obiettivo del testo è raccontare gli affanni della quotidianità, i nostri affanni, segnati da debolezze, discese e risalite, per ricordare che Cristo è con noi, è vicino alla nostra umanità sofferente, piegata e piagata". 

     

    Fonte: Cinecittà News

    OGGI 18 FEBBRAIO GIORNATA MONDIALE DELLA SINDROME DI ASPERGER

    Si celebra il 18 febbraio la Giornata mondiale della sindrome di Asperger 2021. L’Asperger day è dedicato all’orgoglio e valorizzazione dei soggetti colpiti dalla sindrome rientrante tra i disturbi dello spettro autistico scoperta dal pediatra austriaco Hans Asperger, il cui giorno di nascita coincide con la data di commemorazione. I soggetti colpiti dalla sindrome di Asperger, detti familiarmente “Aspie”, a differenza di quelli colpiti da altre forme di autismo, hanno un quoziente cognitivo uguale o superiore alla media e manifestano il loro disagio soprattutto a livello di interazione e inserimento sociale o di indifferenza emotiva a ciò che li circonda.

    Proprio per queste ragioni, la sindrome è difficilmente individuabile ed è spesso diagnosticata tardi nello sviluppo se non addirittura nell’età adulta. Il disturbo, non essendo propriamente una malattia, non è possibile da curare o guarire, si tende piuttosto a fornire alla persona degli strumenti di gestione delle proprie difficoltà attraverso interventi fisioterapeutici e psicologici. (Fonte: style.corriere.it )

    La data commemora la nascita del pediatra austriaco Hans Asperger, che fu il primo a riconoscere questa patologia nel 1944. Purtroppo però, contrariamente a ciò che si crede, non fu affatto un eroe che si interessava ad aiutare i ragazzi con questa sindrome, bensì un collaboratore Nazista, complice nell’atroce operazione del terzo Reich. È evidente che associare la sindrome a questo personaggio non è solo inadatto ma anche offensivo. Abbiamo il dovere di essere consapevoli delle origini etimologiche di questa sindrome e di conseguenza di lavorare uniti per riformularne il nome. La revisione della storia non va sempre bene, ma in questo caso è importante e necessaria.
     

     

    Vaccinazioni over 80: Volontari Auser in campo in tutta Italia per aiutare nelle prenotazioni e nel trasporto

    Con l’avvio in tutte le regioni delle vaccinazioni anti Covid 19 per i cittadini con più di 80 anni, l’Auser con la sua capillare  rete di volontari, si è messa a disposizione fornendo un supporto nella procedura di  prenotazione online.  I volontari  sono a disposizione di tutti quegli anziani  soli e in difficoltà  che non riescono a fare  la prenotazione  in autonomia. La rete solidale dell’associazione è anche a disposizione – previa prenotazione- ad accompagnare gli over 80 in auto  presso le strutture preposte per effettuare la vaccinazione anti Covid.

    Siamo in campo ora più che mai con i nostri volontari – sottolinea il presidente nazionale Enzo Costa – per venire incontro ai bisogni degli anziani più fragili.

    Gli over 80 hanno molte difficoltà nell’utilizzare i nuovi strumenti digitali  e ci siamo subito attivati per fornire loro un adeguato supporto.  Dall’emergenza Covid  l’Auser non si è mai fermata e continua ad essere vicina agli anziani fragili con una vasta rete di prossimità. Per questo pensiamo sia giusto garantire ai volontari la precedenza nella vaccinazione come già accade per altre categorie. ”

    Si può contattare la sede Auser più vicina consultando l’elenco  a questo link del sito: https://www.auser.it/contattaci /

    Conoscere e far conoscere l’ipoacusia: due webinar in programma

    Da Senior Italia FederAnziani, con il contributo di Amplifon, una campagna per la prevenzione delle problematiche uditive

    “Conoscere e far conoscere l’ipoacusia”, è questo il nome del progetto che Senior Italia FederAnziani, con il contributo di Amplifon, ha lanciato per informare e sensibilizzare la popolazione anziana sulle patologie dell’udito. Il progetto nasce come sviluppo di quanto emerso fin qui nella Campagna di Prevenzione sulle problematiche uditive per i senior intitolata “Ascoltare per comunicare, comunicare per vivere”, già avviata nei centri sociali per anziani. La campagna ha consentito ai senior che vi hanno partecipato di sottoporsi a screening uditivo, incentivando la prevenzione di eventuali problematiche. Con il progetto “Conoscere e far conoscere l’ipoacusia” Senior Italia FederAnziani intende invece favorire la presa di coscienza delle problematiche uditive e delle diverse opportunità esistenti di risoluzione. A questo scopo si svolgeranno nei prossimi giorni, il  23 febbraio e il 9 marzo, due webinar su tema che consentiranno ai partecipanti di avere informazioni e chiarirsi dubbi sul tema delle problematiche uditive.

    A 50 anni il 10% circa della popolazione europea presenta un danno uditivo di entità superiore ai 35 dB, a 70 anni tale incidenza supera il 40%, per aumentare in maniera esponenziale con l’aumentare ulteriore dell’età.

    In Italia si stima che circa il 12% della popolazione totale sia affetta da un deficit uditivo e che tale incidenza raggiunga il 40% nei soggetti di età superiore ai 65 anni. L’ipoacusia è quindi età correlata e risulta maggiore tra gli individui di sesso maschile.

    In seguito ad una protesizzazione, soprattutto nei soggetti anziani, la ridotta plasticità cerebrale può determinare tempi di recupero decisamente lunghi o non sufficienti: la correzione precoce del deficit uditivo migliorerebbe l’ascolto con un progressivo miglioramento della percezione del parlato e della qualità di vita.

    I deficit uditivi possono essere causa di:

    - Cadute: si stima che la sofferenza dell’apparato vestibolare, che gestisce l’equilibrio negli esseri umani, sia causa del 50% dei casi di caduta nell’anziano.

    - Disfagie: identificato come l’alterazione della deglutizione, è un sintomo molto comune alla compresenza di molteplici malattie. Interessa circa il 40-50% delle persone ricoverate in strutture per anziani.

    - Deterioramento senile: Le persone con un calo dell’udito che non viene corretto hanno un rischio aumentato del 24% di avere un decadimento cognitivo. Un grave deficit uditivo è invece in grado di aumentare di ben 5 volte, in maniera indipendente rispetto ad altri fattori, il rischio di sviluppare demenza.

    Nel nostro Paese gli apparecchi acustici sono poco utilizzati: si stima che l’età media degli italiani “portatori” di apparecchi acustici sia di 74 anni contro una media europea di 60,5 anni.

    Recenti indagini hanno inoltre rivelato che solo il 25% dei pazienti che ha coscienza del problema accetta una protesizzazione, e questo non deve essere collegato alla mancanza di qualità degli apparecchi acustici, bensì al pregiudizio che questo disturbo possa essere risolto in maniera efficace.

    Molti soggetti con ipoacusia collegano i disturbi uditivi all’età, giustificandoli con il normale processo di invecchiamento, per altri invece subentra la critica verso l’interlocutore (“si mangia le parole”).

    La riluttanza a risolvere il problema attraverso una protesi viene poi filtrato attraverso ragioni di vanità, ristrettezze economiche e condizionamenti sociali.

    Gli occhiali da vista, ad esempio, che null’altro sono se non protesi oculari, sono addirittura diventati in molti casi di moda; le protesi per ipoacusia invece, anche se quasi invisibili, sono ancora considerate una prova di disabilità in molti soggetti che dovrebbero portarle.

     

    Enea, Clima: scienziati in Artico per studiare ghiaccio marino e precipitazioni

    Comprendere le motivazioni del forte aumento delle temperature in Artide rispetto al resto del Pianeta, la cosiddetta “amplificazione artica”, indagandone i complessi meccanismi. È l’obiettivo dei progetti ECAPAC e SENTINEL, il primo coordinato da ENEA e il secondo dall’Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isp), finanziati dal Programma di Ricerche in Artico (PRA). I ricercatori studieranno in particolare il ruolo del ghiaccio marino, delle precipitazioni e i processi chimici del bromo e del mercurio, importanti indicatori della variazione del ghiaccio.

    Il progetto ECAPAC si propone di indagare le precipitazioni e i conseguenti effetti sulla copertura di neve e ghiaccio che innescano i complessi meccanismi alla base dell’amplificazione artica. Coordinato dall’ENEA in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e il Lamont-Doherty Earth Observatory del Columbia University Earth Institute, è tra i primi sei progetti finanziati dal PRA 2018/2020.

    Nello specifico, dalla base di Thule (76.5°N, 68.8°O; http://www.thuleatmos-it.it) in Groenlandia saranno effettuate misure in situ e di telerilevamento e inoltre, per lo studio delle precipitazioni, verrà installata nuova strumentazione, con un ruolo chiave alle osservazioni da terra, per individuare e ridurre le incertezze dei modelli climatici ma anche per la validazione e la correzione dei dati satellitari.

    “L’Artico è un’area fragile, ma assolutamente strategica per monitorare lo stato di salute del nostro Pianeta; per questo è fondamentale garantirne la salvaguardia anche rispetto allo sfruttamento incontrollato delle ingenti risorse presenti”, evidenzia Alcide di Sarra che rappresenta ENEA nel Comitato Scientifico per l’Artico. “Da qui l’importanza di preservare e incrementare i finanziamenti nazionali per i programmi di ricerca in Artide, un potenziamento della cooperazione scientifica internazionale e il libero accesso alle infrastrutture di ricerca disponibili, in linea con gli obiettivi dell'Unione europea”, aggiunge.

    “Per una migliore comprensione degli sviluppi in atto, inoltre, metteremo a sistema, con un approccio di ricerca unitario, dati e analisi sviluppati negli anni da ENEA sia in Artide che in Antartide, fra le aree della Terra maggiormente sensibili ai cambiamenti climatici”, sottolinea la responsabile scientifica del progetto, Virginia Ciardini, ricercatrice ENEA del Laboratorio di Osservazioni e misure per l’ambiente e il clima.

    Il progetto SENTINEL punta invece a studiare il ruolo del ghiaccio marino nell’amplificazione artica e il suo impatto sull’atmosfera, in particolare sui processi chimici del bromo e del mercurio. Partecipano al progetto per l’Italia, ENEA, Università Ca' Foscari di Venezia e per il Cnr l’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Cnr-Isac) e l’Istituto di scienze polari (Cnr-Isp), quest’ultimo nel ruolo di coordinatore. Di durata triennale, SENTINEL è risultato primo tra i 6 progetti finanziati dal PRA.

    Nell’ambito del progetto saranno analizzate due carote di ghiaccio provenienti da due differenti regioni artiche, una nelle isole Svalbard (ghiacciaio Holthedalfonna a 1.150 m di altezza, coordinate 79.15 N, 13.38 E) e l’altra nella parte est del Plateau della Groenlandia (sito EGRIP, 2.660 metri, 75.63 N, 35.99 W). Le informazioni ottenute sulla variabilità dei quantitativi di bromo e mercurio nelle due aree verranno messe a confronto con i dati satellitari sull’estensione del ghiaccio marino e con le misure di accumulo nevoso rilevate “sul campo”. Inoltre, verranno utilizzati modelli di trasporto atmosferico per comprendere le possibili aree di provenienza delle due specie chimiche. Nell’ambito del progetto, ENEA sarà impegnata principalmente nell’identificazione delle aree sorgenti attraverso i modelli di trasporto atmosferico e nel confronto fra i dati di precipitazione nevosa e quelli ottenuti dalle due carote di ghiaccio.

    “Questi studi ci permetteranno di comprendere la relazione tra la drammatica riduzione dell’estensione di ghiaccio marino, documentata nelle ultime quattro decadi, e i processi chimici dell’atmosfera legati al ciclo del bromo e del mercurio”, sottolinea Claudio Scarchilli, ricercatore ENEA del Laboratorio di Osservazioni e misure per l’ambiente e il clima. “Questo ci permetterà di comprendere meglio non solo come il clima stia cambiando, ma anche come questi repentini cambiamenti agiscano sul ciclo chimico di bromo e mercurio, quest’ultimo considerato tossico per l’ecosistema artico”, conclude.

    Oltre alle istituzioni italiane collaborano al progetto alcuni fra i più importanti centri internazionali nel campo degli studi climatici, tra cui: Centre for Ice and Climate (CIC) - Niels Bohr Institute, Institute of Physical Chemistry (CSIC), Norwegian Polar Institute (NPI), Institute of Environmental Geosciences (IGE), Villum Research Station (VRS) e Norwegian Institute for Air Research (NILU).

    Per continuare a leggere:  https://www.enea.it/it/Stampa/news/clima-scienziati-in-artico-per-studiare-ghiaccio-marino-e-precipitazioni

     

    L’evoluzione del Turismo Accessibile, un articolo di Roberto Vitali

    Quando ormai 28 anni fa ho iniziato a occuparmi di turismo accessibile, non si sapeva nemmeno come chiamarlo. Negli anni si è passati attraverso tante definizioni, Turismo per Disabili, Turismo Handicap, Turismo per tutti, ecc… fino ad oggi dove, ormai la maggior parte delle persone lo riconosce come Turismo Accessibile.

    Ovviamente la cultura, il periodo storico e le sensibilità personali hanno influito nella ricerca di sinonimi di “turismo accessibile”.

    L’evoluzione del linguaggio impone una evoluzione dei paradigmi associati, ma anche l’esperienza che abbiamo maturato in questi 13 anni di attività con Village for all, che ci ha portato ad offrire una nuova definizione.

    Parliamo di Ospitalità Accessibile e vi spiego il perché.

    Il settore turistico ha come primo mandato l’Ospitalità; l’attenzione alle esigenze dell’Ospite è uno degli standard internazionali più discussi, e valutato come elemento di qualità, anche se questa attenzione non ha mai avuto una declinazione verso l’accessibilità ed inclusione.

    Volendo sviluppare ad una definizione aggiornata che nasca dal mondo dell’Hospitality, Ospitalità Accessibile ci sembra l’evoluzione naturale e molto più vicina al DNA turistico, soprattutto perché ci permette di dare attenzione alle esigenze delle persone e non alle loro disabilità.

    Ospitalità Accessibile significa mettersi in relazione con l’Ospite (cliente della struttura ricettiva) e con le sue esigenze, creando un rapporto intimo e personale in una reciprocità di relazione. Questa, secondo me, è la grammatica dell’Ospitalità Accessibile.

    Turismo Accessibile

    In questi anni il turismo accessibile è sempre più spesso interpretato come il rispetto delle leggi sull’abbattimento delle barriere architettoniche ma le norme, complesse e di difficile interpretazione, non sono in grado di garantire la soddisfazione delle esigenze specifiche di ogni persona e delle diverse tipologie di disabilità, durante le proprie vacanze.

    Non è la disabilità a definire le persone e le loro esigenze e non possono esserlo le norme edilizie; quelle garantiscono un livello minimo prestazionale della struttura ricettiva, ma non la qualità dell’offerta turistica.

    Vogliamo fare un esempio?

    Un bagno “a norma” non è garanzia che ogni persona con qualsiasi tipologia di disabilità si trovi a proprio agio, senza considerare il carico di “estetica ospedaliera” a cui è spesso associata l’installazione di servizi “per disabili”: la rende non attraente sia dal punto di vista del design che dalla vera e propria funzionalità per tutti. Provate poi a immaginare quale sarà la reazione di un turista “non disabile” quando si vede assegnare una camera con queste caratteristiche. Lo sanno bene gli imprenditori che spesso devono riconoscere uno sconto, o servizi aggiuntivi, per compensare un ospite che si sente trattato “da disabile”.

    Accessibile Vs Ospitale

    Va da sé che c’è differenza tra essere Accessibili e essere Ospitali. Prendendo queste due parole singolarmente hanno ciascuna un proprio significato, ma se noi associamo all’Ospitalità anche l’Accessibilità abbiamo prima di tutto l’espressione di una qualità superiore di accoglienza.

    Ospitalità Accessibile significa innalzare lo standard qualitativo dell’Ospitalità alla sua massima espressione perche è “per Tutti”.

    Conosciamo tutti luoghi “accessibili a norma” dove la capacità di accogliere ed essere ospitali è completamente assente; quei luoghi dove non torneresti nemmeno per bere un caffè!

    Per contro, ci sono posti che, magari non sono molto accessibili ma la cordialità e l’attenzione che abbiamo ricevuto, insieme alla capacità di comprendere le specifiche esigenze, fanno superare ogni barriera.

    Le persone disabili che fanno turismo, sono turisti! Per questo è necessario un cambio di paradigma nel mondo del turismo.

    Quali sono gli strumenti necessari per offrire una Ospitalità Accessibile

    Per prima cosa, possiamo dire che non avremo mai tutte le risposte a qualsiasi domanda, ma è importante avere le conoscenze e competenze necessarie per poter affrontare le esigenze del nostro Ospite; prima di tutto essere disponibili a fare le migliorie necessarie e possibili, acquisendo la capacità di interagire con il nostro Ospite per accogliere e cogliere, eventuali esigenze. Un’altra cosa importante è quella di saperlo informare correttamente e oggettivamente di ciò che possiamo offrire, così da essere sicuri di rendere le persone protagoniste delle loro vacanza. 

    Le persone disabili che fanno turismo sono turisti perché 

    • rappresentano un mercato di 127 milioni di persone, 
    • non vanno mai in vacanza da sole, 
    • vanno in vacanza più volte all’anno, 
    • fanno più di una vacanza all’anno di oltre 10 giorni 
    • hanno una capacità di spesa giornaliera, oltre il pernottamento, di 120 € procapite.

    Per accogliere questi Ospiti, questi turisti, bisogna quindi saper offrire una qualità che non sia il solo rispetto delle leggi sulle barriere architettoniche.

    Per saperne di più puoi approfondire a questi link:

    Hotel per disabili oppure Hotel per tutti? – link https://bit.ly/HperT_V4A

    Formazione e Linee Guida per il Turismo Accessibile - http://bit.ly/Formazione_TA 

    Next Generation EU pianificare oltre l'emergenza Proposte per Roma Capitale

    In programma il quinto appuntamento di Mosaico Roma, promosso dalla Rete dei Numeri Pari e dedicato al tema del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e alle proposte per pianificare oltre l’emergenza il futuro di Roma Capitale.

    Dalle ore 18:00 alle 20:00 sui canali social e sul sito della Rete dei Numeri Pari sarà possibile seguire in diretta l’iniziativa. Un incontro in cui si parlerà del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, mettendo alla luce le esigenze e gli obiettivi strategici indicati dal NGEU e avanzando proposte concrete per Roma Capitale. Le ingenti risorse messe a disposizione per il nostro Paese - circa 224 miliardi di euro - dovranno seguire le esigenze e gli obiettivi strategici indicati dal NGEU al fine di superare la crisi economica, sociale, ambientale e sanitaria e rischiano di essere utilizzate per scopi opposti agli obiettivi enunciati o di non essere spese.

    All’iniziativa parteciperanno tra gli altri: Fabrizio Barca - portavoce Forum Disuguaglianze Diversità, Giuseppe De Marzo -  coordinatore nazionale della Rete dei Numeri Pari, Eugenio Ghignoni - CGIL Roma e Lazio, Clara Habte e Daniela Patti - Eutropian, Valerio Lembo - SCuP, Nino Lisi - Ass. Cittadinanza e minoranze,  Paula Marques - Assessora del Comune di Lisbona, Elisa Sermarini - Libera, Maurizio Simmini - presidente Cooperativa Sociale ISKRA.

    #ITALIAEBRAICA Dal centro alla periferia

    Tornano le iniziative di #ITALIAEBRAICA, il progetto che riunisce i musei ebraici italiani.

    La nuova serie di eventi online, inaugurata sulla piattaforma Zoom lo scorso dicembre, ci conduce alla scoperta della straordinaria ricchezza del patrimonio culturale ebraico.

    Ogni mese due musei per volta saranno i protagonisti di un episodio e costruiranno insieme un unico racconto che avrà al centro i beni culturali ebraici italiani, le persone, le famiglie, gli usi e i costumi che li accomunano. Il dialogo metterà in luce l’intreccio di storie che legano una comunità all’altra.

    Il terzo appuntamento, previsto oggi  18 febbraio alle 18.30, è dedicato alla Sinagoga di Firenze e alla Sinagoga di Torino e alla storia dei quartieri ebraici delle due città dopo l'apertura dei ghetti e l'Unità d'Italia.

    Torino e Firenze cambiarono significativamente il loro assetto urbanistico quando vennero scelte come capitali del Regno, rispettivamente dal 1861 al 1864, la prima, e dal 1864 al 1871, la seconda. Le due sinagoghe contribuirono al rinnovamento delle città: imponenti, monumentali, in linea con il gusto architettonico del tempo divennero il simbolo dell'ingresso degli ebrei italiani nella società. 

    Intervengono:

    Dora Liscia Bemporad - Direttore del Museo Ebraico di Firenze

    Baruch Lampronti - Comunità Ebraica di Torino

     

    Iscrizione all'evento: https://i7a2c.mailupclient.com/frontend/forms/Subscription.aspx?idList=1&idForm=48&guid=aafa5375-bcf1-4e06-965a-e3a98b626156

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