AngeliPress

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    "O anche no" oggi su Rai 2

    Venerdi 19 febbraio su RAI 2 alle 00,30 circa e domenica 21 febbraio in replica alle 09.20 circa va in onda il consueto appuntamento con “O anche no”, il programma
    dedicato all’inclusione e alla solidarietà realizzato con RAI PER IL SOCIALE.
    Paola Severini Melograni incontra Angelica Viola la Presidente della cooperativa l'orsa maggiore che ci presenterà il progetto Gloriette, sostenuto e finanziato dalla Fondazione con il Sud.
    Gloriette è un centro diurno per ragazzi disabili, impegnati quotidianamente in tantissime attività ricreative e finalizzate alla crescita dell’autonomia. Il centro si trova in una villa confiscata a Posillipo.
    Un'altra bella storia è quella di Renato Caforio, Presidente del centro di solidarietà il Delfino società Cooperativa Sociale Onlus, con "A.R.C.A.".
    Il Progetto è localizzato in Calabria sul territorio di Castiglione Cosentino ed ha ottenuto un sostegno economico da parte di Fondazione con il SUD nell’ambito dei fondi destinati all’Iniziativa Housing Sociale 2018.
    L’obiettivo generale consiste nel potenziare l’offerta di housing sociale quasi assente in
    Calabria.
    Il cooking show inclusivo in questa giornata ci porta a conoscere la pizzeria PIZZAUT di Milano.
    Come sempre non mancheranno i titolarissimi: la musica dei Ladri di Carrozzelle, Stefano Disegni con le sue vignette satiriche, Rebecca Zoe De Luca con le notizie dal mondo dell’adolescenza e il “prestigiattore” Andrea Paris.

    O Anche No è scritto da Maurizio Gianotti, Giovanna Scatena e Paola Severini Melograni con la regia di Davide Vavalà.

    Potete comunque rivedere tutte le puntate e anche le stagioni precedenti su Raiplay.
    https://www.raiplay.it/programmi/oancheno

    "O anche no" oggi su Rai 2

    Venerdi 19 febbraio su RAI 2 alle 00,30 circa e domenica 21 febbraio in replica alle 09.20 circa va in onda il consueto appuntamento con “O anche no”, il programma
    dedicato all’inclusione e alla solidarietà realizzato con RAI PER IL SOCIALE.
    Paola Severini Melograni incontra Angelica Viola la Presidente della cooperativa l'orsa maggiore che ci presenterà il progetto Gloriette, sostenuto e finanziato dalla Fondazione con il Sud.
    Gloriette è un centro diurno per ragazzi disabili, impegnati quotidianamente in tantissime attività ricreative e finalizzate alla crescita dell’autonomia. Il centro si trova in una villa confiscata a Posillipo.
    Un'altra bella storia è quella di Renato Caforio, Presidente del centro di solidarietà il Delfino società Cooperativa Sociale Onlus, con "A.R.C.A.".
    Il Progetto è localizzato in Calabria sul territorio di Castiglione Cosentino ed ha ottenuto un sostegno economico da parte di Fondazione con il SUD nell’ambito dei fondi destinati all’Iniziativa Housing Sociale 2018.
    L’obiettivo generale consiste nel potenziare l’offerta di housing sociale quasi assente in
    Calabria.
    Il cooking show inclusivo in questa giornata ci porta a conoscere la pizzeria PIZZAUT di Milano.
    Come sempre non mancheranno i titolarissimi: la musica dei Ladri di Carrozzelle, Stefano Disegni con le sue vignette satiriche, Rebecca Zoe De Luca con le notizie dal mondo dell’adolescenza e il “prestigiattore” Andrea Paris.

    O Anche No è scritto da Maurizio Gianotti, Giovanna Scatena e Paola Severini Melograni con la regia di Davide Vavalà.

    Potete comunque rivedere tutte le puntate e anche le stagioni precedenti su Raiplay.
    https://www.raiplay.it/programmi/oancheno

    Il nostro direttore Paola Severini in diretta su Radio Lombardia

    Siamo in diretta su Radio Lombardia insieme al presidente Nico Acampora fondatore di pizzaut, il laboratorio di inclusione sociale che vede la realizzazione di un locale gestito da ragazzi con autismo affiancate da professionisti della ristorazione e della riabilitazione. Ascoltaci qui

    Cosa ne è dell’amore? Dal timore degli adolescenti per l’intimità alla nuova fioritura della monogamia.

    Con lo stato di cattività in cui stiamo vivendo in questo periodo di pandemia, gli accadimenti collettivi che segnalano lo scandire del tempo rimangono sfocati sullo sfondo. Del passaggio del Carnevale ci accorgiamo per i pochi coriandoli che restano sui marciapiedi che attraversiamo un po' di corsa quando scendiamo a fare la spesa. Del passaggio di San Valentino ci siamo accorti soprattutto dalle offerte che ci sono arrivate per mail nei giorni precedenti il fatidico 14 febbraio, o per qualche post celebrativo o dissacrante che è brillato brevemente sulle nostre pagine social. 

    Eppure su cosa avrebbe significato la straordinaria occorrenza di essere costretti tra le proprie mure domestiche a causa del Covid in termini di tenuta di coppia e vita sessuale se ne è parlato molto, con esiti tutt’altro che chiari.

    Dal punto di vista mediatico, abbiamo recentemente assistito ad uno sdoganamento del concetto di narcisismo dalle relazioni amorose alle relazioni di potere. Senza troppe sottigliezze e bypassando con furbizia altrettanto mediatica il veto professionale di attribuire diagnosi al di fuori dell’assetto clinico in cui le persone coinvolte interagiscono direttamente, il narcisismo maligno (cioè quella forma di narcisismo più incistata e meno curabile clinicamente) è il disturbo che è stato diagnosticato da più parti a Donald Trump.

    Sì, si è notato un aumento dell’attività di sexting on line, si è dato l’allarme per i rischi connessi alla violenza domestica, ma soprattutto, fuori dalla necessità di tramutare in numeri certi come la pandemia abbia influito sui comportamenti intimi delle persone, si è riflettuto a maglia larga sulla qualità delle relazioni che abitano il nostro tempo.

    Una narrazione che precede l’emergenza Covid e che è stata forse soltanto resa più cristallina da essa, è la progressiva reticenza con cui gli adolescenti si affacciano all’eros. Le relazioni romantiche e l’intimità sessuale sono affrontate con molta meno disinvoltura che nel recente passato. Lontanissimi dal canovaccio “sesso, droga e rock and roll”, ma anche lontani dai percorsi di autocoscienza che nei tardi anni ‘60 sono stati un paradigma di agire politico che indicava nei corpi accesi dal desiderio un cardine inalienabile dell’essere individui sociali, i giovanissimi sembrano evaporare in un’eterea e paralizzante incertezza rispetto alle implicazioni affettive dei legami amorosi. Di questa inibizione, il contesto sociale è specchio necessario: se gli adolescenti ritirano la propria libido dal mondo, dobbiamo riflettere su cosa il mondo offra agli adolescenti in termini di sicurezza, continuità, fiducia.

    Se un adolescente decide di non uscire più dalla sua camera, come nel fenomeno che ha trovato la sua definizione nel termine hikikomori, o se percepisce che l’intimità affettiva e sessuale possa essere un’esperienza troppo intrusiva rispetto ai confini del sé, è fondamentale interrogarsi su quale tipo di immaginario la società - a partire dalla società nucleare dei legami familiari fino a quella più estesa dell’offerta di mondo - costelli in chi al mondo si sta affacciando. E ci troveremo facilmente a osservare un immaginario che richiede prestazioni efficienti e grandi aspettative, in cambio di confuse risorse da offrire. Il mondo sembra montare in una accelerazione infinita, i contorni degli assetti del vivere sono sempre più fluidi e frammentati ed è difficile chiedere a chi sta formando il proprio equipaggiamento per affrontare la corsa di essere pronto a saltare sulla giostra.

    Quello che può succedere allora è che si allestisca velocemente un abito per uscire, ma con il sospetto che dietro quell’immagine confezionata i frammenti non siano ancora composti in un senso di sé stabile e resistente. Con questa disposizione può non essere difficile inventarsi un personaggio social, ma è senz’altro difficile aprirsi ad una relazione intima in cui bisogna restare nudi ed esposti all’altro. 

    Quando poi a quella intimità si accede, più frequentemente che negli ultimi decenni in quella scelta ci si radica. La relazione di coppia monogamica ed esclusiva sta così avendo una nuova fioritura. Le moderne alleanze si stringono più intorno al cosiddetto ‘compassionate love’ che all’amore passionale: ci si sceglie perché si è arrivati a fidarsi dell’altro, si investe su un tipo di rapporto dove è fondamentale la confidenza e la comprensione reciproca, e che a volte sembra assomigliare più ad un’amicizia speciale che alla destinazione del desiderio libidico descritto dalla psicoanalisi. 

    Ci si prepara, insomma, a passare una vita insieme, come nella generazione dei nonni, ma con un’intenzione più accesa e consapevole di quel tempo e con una parità tra i partner che sta diventando sempre più solida. sia sul piano dei comportamenti che su quello dei desideri.

    E la consapevolezza sembra essere la parola chiave anche per chi, in controtendenza, sceglie di vivere relazioni amorose non esclusive. andatre a guardare l'approfondimento di Festival Psicologia sul poliamore.

     

    Fonte: https://festivalpsicologia.it/ 

    Dodici milioni di siriani nella morsa della fame

    IL CAIRO –  Sono 12,4 milioni, una cifra record, equivalente a circa il 60 per cento della popolazione, i siriani che vivono nell’insicurezza alimentare, secondo i nuovi ed allarmanti dati dell’agenzia ONU World Food Programme (WFP). In poco più di un anno, 4,5 milioni di persone si sono aggiunte a quanti soffrono di insicurezza alimentare.

    La crisi economica, la perdita di posti di lavoro dovuta alla pandemia di COVID-19 e il forte aumento dei prezzi dei generi alimentari stanno peggiorando la situazione già difficile dei siriani logorati da dieci anni di conflitto che li ha visti costretti ad abbandonare le proprie case.

    “La situazione non è mai stata così grave. Dopo dieci anni di conflitto, le famiglie siriane hanno dato fondo ai loro risparmi mentre devono affrontare una crisi economica che peggiora di giorno in giorno”, ha detto Sean O’Brien, Rappresentante e Direttore WFP in Siria.

    I generi alimentari di base necessari a nutrire una famiglia per un mese – pane, riso, lenticchie, olio e zucchero – ora costano almeno 120.000 sterline siriane (equivalenti a 234 dollari), molto di più di un salario medio.

    “Deve essere motivo di allarme che un semplice pasto sia al di là delle possibilità delle famiglie in Siria, e questi nuovi dati mostrano come l’assistenza umanitaria faccia la differenza tra avere cibo in tavola e andare a dormire affamati. Il sostegno salvavita non è mai stato così fondamentale”, ha spiegato O’Brien.

    La Verifica della Sicurezza Alimentare e dei Mezzi di Sussistenza 2020, condotta dal WFP e dai suoi partner stima, inoltre, in 1,3 milioni di persone il numero di quanti soffrono di grave insicurezza alimentare – che significa non poter sopravvivere senza assistenza alimentare: si tratta di un raddoppio rispetto allo scorso anno, a cui se ne potrebbero aggiungere altri 1,8 milioni senza un intervento urgente.

    Nell’ultimo anno i prezzi del cibo sono schizzati alle stelle in Siria. I prezzi dei beni di base sono aumentati del 236 per cento mentre crollava il valore della sterlina siriana. In media, il prezzo del carburante è aumentato da 1.000 sterline siriane del gennaio 2020 a 5.000 sterline siriane del gennaio di quest’anno.

    I genitori raccontano di dover prendere decisioni disperate per sopravvivere, mangiando quantità ridotte di cibo per poter sfamare i propri bambini, indebitandosi e vendendo beni e bestiame per avere un pò di reddito. Inoltre, quasi il 50 per cento della popolazione siriana riporta di aver perso una o più fonti di reddito a causa della recessione economica e della pandemia di COVID-19.

    Il WFP fornisce ogni mese assistenza alimentare salvavita a quasi 5 milioni di siriani tra i più vulnerabili. Per molti di loro, si tratta dell’unico cibo che hanno a disposizione ogni mese.

    Il WFP ha bisogno di ulteriori 375,3 milioni di dollari fino a luglio 2021 per assicurare la continuazione dell’assistenza in Siria.

     

    Il libro di Nadeesha Uyangoda "L’unica persona nera nella stanza"

    La razza è un concetto difficile da cogliere, pur non avendo fondamenti biologici produce grossi effetti nei rapporti sociali, professionali e sentimentali. La razza in Italia non si palesa fino a quando tu non sei l’unica persona nera in una stanza di bianchi. E quell’unica persona è Bellamy, Mike, Blessy, David... una moltitudine in parte sommersa, sotterranea. Quell’unica persona è chi si è sentito dire troppe volte che «gli italiani neri non esistono»: lo gridano negli stadi, lo dice certa politica, sembrano confermarlo le serie tv, la letteratura, i media. In un certo senso è persino vero: gli italiani neri non emergono, non si vedono negli ambienti della cultura, nei talk show e nelle liste elettorali. O meglio, in quei luoghi esistono ma solo come oggetto del discorso, quasi mai come soggetto. La loro presenza è ridotta alla riforma della cittadinanza, ai casi di razzismo, all’«immigrazione fuori controllo», ai barconi, all’«integrazione». Con un approccio inedito e un linguaggio fresco e «social», Nadeesha Uyangoda apre in questo libro, che incrocia saggio e memoir, un’onesta conversazione per comprendere meglio la dinamica razziale nel nostro paese.

    Il libro sarà disponibile il prossimo 4 marzo 

    collana : bazar
    pagine : 176
    prezzo : 15 euro

    CEI: vivere la Quaresima attraverso il cinema

    La Conferenza Episcopale Italiana pubblica un sussidio pastorale in cui fa approfondimenti su alcuni titolinon cristologici, che indica come storie per vivere la Quaresima attraverso il cinema: tra le opere italiane, Il sindaco del rione Sanità di Mario Martone, Cosa sarà diFrancesco Bruni, Un luogo, una carezza di Marco Marcassoli, poi La sfida delle mogli di Peter Cattaneo, Sorry We Missed You di Ken Loach, La nave sepolta di Simon Stone, e infine l’animazione Disney, con Soul.

    I film scandiscono il tempo di Quaresima, dalla I Domenica alle Palme e alla Pasqua, accompagnando il cammino con un passo del Messaggio di Papa Francesco, una parola chiave, l'indicazione di una piaga del presente e, nel contempo, una suggestione teologico-pastorale. Si tratta di racconti tra le "stazioni della croce" nel presente, “un viaggio - spiega il responsabile delle comunicazioni sociali della CEI, Vincenzo Corrado - tra le piaghe per rintracciare le orme luminose: malattia, morte, lutto, solitudine, emarginazione, povertà, assenza di lavoro... Il tutto scelto tra titoli attuali, di recente diffusione, disponibili sulle principali piattaforme in streaming, come pure in home video. Obiettivo del testo è raccontare gli affanni della quotidianità, i nostri affanni, segnati da debolezze, discese e risalite, per ricordare che Cristo è con noi, è vicino alla nostra umanità sofferente, piegata e piagata". 

     

    Fonte: Cinecittà News

    OGGI 18 FEBBRAIO GIORNATA MONDIALE DELLA SINDROME DI ASPERGER

    Si celebra il 18 febbraio la Giornata mondiale della sindrome di Asperger 2021. L’Asperger day è dedicato all’orgoglio e valorizzazione dei soggetti colpiti dalla sindrome rientrante tra i disturbi dello spettro autistico scoperta dal pediatra austriaco Hans Asperger, il cui giorno di nascita coincide con la data di commemorazione. I soggetti colpiti dalla sindrome di Asperger, detti familiarmente “Aspie”, a differenza di quelli colpiti da altre forme di autismo, hanno un quoziente cognitivo uguale o superiore alla media e manifestano il loro disagio soprattutto a livello di interazione e inserimento sociale o di indifferenza emotiva a ciò che li circonda.

    Proprio per queste ragioni, la sindrome è difficilmente individuabile ed è spesso diagnosticata tardi nello sviluppo se non addirittura nell’età adulta. Il disturbo, non essendo propriamente una malattia, non è possibile da curare o guarire, si tende piuttosto a fornire alla persona degli strumenti di gestione delle proprie difficoltà attraverso interventi fisioterapeutici e psicologici. (Fonte: style.corriere.it )

    La data commemora la nascita del pediatra austriaco Hans Asperger, che fu il primo a riconoscere questa patologia nel 1944. Purtroppo però, contrariamente a ciò che si crede, non fu affatto un eroe che si interessava ad aiutare i ragazzi con questa sindrome, bensì un collaboratore Nazista, complice nell’atroce operazione del terzo Reich. È evidente che associare la sindrome a questo personaggio non è solo inadatto ma anche offensivo. Abbiamo il dovere di essere consapevoli delle origini etimologiche di questa sindrome e di conseguenza di lavorare uniti per riformularne il nome. La revisione della storia non va sempre bene, ma in questo caso è importante e necessaria.
     

     

    Vaccinazioni over 80: Volontari Auser in campo in tutta Italia per aiutare nelle prenotazioni e nel trasporto

    Con l’avvio in tutte le regioni delle vaccinazioni anti Covid 19 per i cittadini con più di 80 anni, l’Auser con la sua capillare  rete di volontari, si è messa a disposizione fornendo un supporto nella procedura di  prenotazione online.  I volontari  sono a disposizione di tutti quegli anziani  soli e in difficoltà  che non riescono a fare  la prenotazione  in autonomia. La rete solidale dell’associazione è anche a disposizione – previa prenotazione- ad accompagnare gli over 80 in auto  presso le strutture preposte per effettuare la vaccinazione anti Covid.

    Siamo in campo ora più che mai con i nostri volontari – sottolinea il presidente nazionale Enzo Costa – per venire incontro ai bisogni degli anziani più fragili.

    Gli over 80 hanno molte difficoltà nell’utilizzare i nuovi strumenti digitali  e ci siamo subito attivati per fornire loro un adeguato supporto.  Dall’emergenza Covid  l’Auser non si è mai fermata e continua ad essere vicina agli anziani fragili con una vasta rete di prossimità. Per questo pensiamo sia giusto garantire ai volontari la precedenza nella vaccinazione come già accade per altre categorie. ”

    Si può contattare la sede Auser più vicina consultando l’elenco  a questo link del sito: https://www.auser.it/contattaci /

    Conoscere e far conoscere l’ipoacusia: due webinar in programma

    Da Senior Italia FederAnziani, con il contributo di Amplifon, una campagna per la prevenzione delle problematiche uditive

    “Conoscere e far conoscere l’ipoacusia”, è questo il nome del progetto che Senior Italia FederAnziani, con il contributo di Amplifon, ha lanciato per informare e sensibilizzare la popolazione anziana sulle patologie dell’udito. Il progetto nasce come sviluppo di quanto emerso fin qui nella Campagna di Prevenzione sulle problematiche uditive per i senior intitolata “Ascoltare per comunicare, comunicare per vivere”, già avviata nei centri sociali per anziani. La campagna ha consentito ai senior che vi hanno partecipato di sottoporsi a screening uditivo, incentivando la prevenzione di eventuali problematiche. Con il progetto “Conoscere e far conoscere l’ipoacusia” Senior Italia FederAnziani intende invece favorire la presa di coscienza delle problematiche uditive e delle diverse opportunità esistenti di risoluzione. A questo scopo si svolgeranno nei prossimi giorni, il  23 febbraio e il 9 marzo, due webinar su tema che consentiranno ai partecipanti di avere informazioni e chiarirsi dubbi sul tema delle problematiche uditive.

    A 50 anni il 10% circa della popolazione europea presenta un danno uditivo di entità superiore ai 35 dB, a 70 anni tale incidenza supera il 40%, per aumentare in maniera esponenziale con l’aumentare ulteriore dell’età.

    In Italia si stima che circa il 12% della popolazione totale sia affetta da un deficit uditivo e che tale incidenza raggiunga il 40% nei soggetti di età superiore ai 65 anni. L’ipoacusia è quindi età correlata e risulta maggiore tra gli individui di sesso maschile.

    In seguito ad una protesizzazione, soprattutto nei soggetti anziani, la ridotta plasticità cerebrale può determinare tempi di recupero decisamente lunghi o non sufficienti: la correzione precoce del deficit uditivo migliorerebbe l’ascolto con un progressivo miglioramento della percezione del parlato e della qualità di vita.

    I deficit uditivi possono essere causa di:

    - Cadute: si stima che la sofferenza dell’apparato vestibolare, che gestisce l’equilibrio negli esseri umani, sia causa del 50% dei casi di caduta nell’anziano.

    - Disfagie: identificato come l’alterazione della deglutizione, è un sintomo molto comune alla compresenza di molteplici malattie. Interessa circa il 40-50% delle persone ricoverate in strutture per anziani.

    - Deterioramento senile: Le persone con un calo dell’udito che non viene corretto hanno un rischio aumentato del 24% di avere un decadimento cognitivo. Un grave deficit uditivo è invece in grado di aumentare di ben 5 volte, in maniera indipendente rispetto ad altri fattori, il rischio di sviluppare demenza.

    Nel nostro Paese gli apparecchi acustici sono poco utilizzati: si stima che l’età media degli italiani “portatori” di apparecchi acustici sia di 74 anni contro una media europea di 60,5 anni.

    Recenti indagini hanno inoltre rivelato che solo il 25% dei pazienti che ha coscienza del problema accetta una protesizzazione, e questo non deve essere collegato alla mancanza di qualità degli apparecchi acustici, bensì al pregiudizio che questo disturbo possa essere risolto in maniera efficace.

    Molti soggetti con ipoacusia collegano i disturbi uditivi all’età, giustificandoli con il normale processo di invecchiamento, per altri invece subentra la critica verso l’interlocutore (“si mangia le parole”).

    La riluttanza a risolvere il problema attraverso una protesi viene poi filtrato attraverso ragioni di vanità, ristrettezze economiche e condizionamenti sociali.

    Gli occhiali da vista, ad esempio, che null’altro sono se non protesi oculari, sono addirittura diventati in molti casi di moda; le protesi per ipoacusia invece, anche se quasi invisibili, sono ancora considerate una prova di disabilità in molti soggetti che dovrebbero portarle.

     

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