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    +300% di insegnanti iscritti alla piattaforma eTwinning durante i mesi di lockdown

    La piattaforma europea eTwinning per la collaborazione a distanza tra scuole segna +300% di insegnanti iscritti durante i mesi di lockdown. Nonostante l’emergenza sanitaria, che ha interessato buona parte dello scorso anno scolastico, le scuole italiane si confermano ai primi posti in termini di partecipazione, risultati e riconoscimenti all’interno di eTwinning, la più grande community europea di insegnanti attivi in progetti collaborativi tra scuole.

    Il 2020 ha fatto registrare un incremento costante dei docenti italiani iscritti, con 12.713 nuovi registrati, segnando un aumento del 15% circa rispetto al 2019. L’Italia è attualmente il secondo Paese eTwinning – tra i 43 aderenti all’azione è seconda solo alla Turchia – per numero di insegnanti registrati, con un totale di 91.658 docenti (più del 10% dei circa 890.000 totali).

    In particolare, nel mese di marzo 2020, eTwinning ha registrato una forte crescita di iscrizioni in Italia, con 2393 nuovi docenti registrati, contro i 705 dello stesso periodo del 2019: oltre il 300% di incremento. L’aumento esponenziale è legato all’iniziativa “SOS Didattica a Distanza”, che l’Unità nazionale eTwinning Indire ha lanciato nella prima parte del 2020 a supporto dei docenti italiani per far fronte alla chiusura delle scuole, offrendo risorse, materiali e webinar di formazione dedicata agli insegnanti impegnati nella DaD.

    I dati fanno segnare un trend positivo  anche rispetto ai nuovi progetti di collaborazione eTwinning attivati dai docenti, i quali hanno superato quota 3.500 per il quarto anno di fila. Nel 2020, nonostante la chiusura delle scuole dovuta alla pandemia, sono state attivate 3.640 nuove collaborazioni con scuole straniere. Con questo dato l’Italia sale ad un totale di circa 32.085 progetti attivati dal 2005, confermandosi il terzo Paese eTwinning dopo Turchia e Polonia.

    Regioni più attive e paesi europei coinvolti nei progetti

    Nel 2020 le regioni che hanno visto più adesioni sono state Piemonte (2100 nuovi docenti registrati), Campania e Lombardia. Rispetto al numero di progetti attivati in primato va alla Sicilia, con 677 nuove collaborazioni attivate, seguita da Campania e Puglia. Nel 2020 circa il 50% dei progetti eTwinning di insegnanti di istituti italiani sono stati attivati con scuole di Turchia, Francia, Spagna e Polonia.

    Cos’è eTwinning?

    Nata nel 2005 su iniziativa della Commissione europea, eTwinning è tra le azioni del Programma Erasmus+ 2021-2027. Il progetto si realizza attraverso una piattaforma informatica che coinvolge insegnanti provenienti da 43 Paesi in Europa e nel mondo.

    I docenti possono conoscersi e collaborare in modo semplice, veloce e sicuro, sfruttando le potenzialità del web per favorire un’apertura alla dimensione comunitaria dell’istruzione e la creazione di un sentimento di cittadinanza europea condiviso nelle nuove generazioni. eTwinning è il tramite per aprirsi ad una nuova didattica basata sulla progettualità, lo scambio e la collaborazione, in un contesto multiculturale e con numerose opportunità di formazione e riconoscimento di livello internazionale.

    In eTwinning è possibile realizzare progetti didattici a distanza in cui le attività sono pianificate e implementate mediante la collaborazione tramite TIC di insegnanti e alunni di almeno due scuole di Paesi diversi tra quelli aderenti a eTwinning (progetti europei) o dello stesso Paese (progetti nazionali).

    La collaborazione e l’interazione tra le classi partner avviene all’interno di un’area virtuale detta “TwinSpace”, uno spazio di lavoro online dedicato al progetto, pensato per incentivare la partecipazione diretta degli alunni e consentire la personalizzazione del progetto didattico, fornendo strumenti e tecnologie ottimizzati per la comunicazione e la condivisione di materiale multimediale in modo semplice e sicuro.

    Inoltre, i progetti eTwinning possono essere parte integrante del Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) dell’istituto, contribuendo a evidenziarne la partecipazione alle politiche europee di cooperazione.

    Info: https://etwinning.indire.it/

    Nel ricordo di Mandela, la C contro il razzismo

    Firenze, 10 febbraio 2021- Un impegno preso. Un impegno che si rinnova nel ricordo di Mandela.

    La Lega Pro è attiva nella lotta al razzismo e ad ogni sua forma.

    Nel piccolo Museo Franchi, all'interno della sede della C, è stata inserita una frase di Mandela, "collocata" su un tavolo appartenuto proprio ad Artemio Franchi, posta tra i due palloni della stagione agonistica corrente. A significare i valori del calcio della C che non vengono “vinti” dalla pandemia mondiale. E’ questa la frase di Mandela:" Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Parla ai giovani in un linguaggio che loro capiscono".

    "Ogni anno, il giorno 11 febbraio, nella data che segnò la liberazione di Madiba- spiega Francesco Ghirelli, Presidente Lega Pro- la frase si comporrà di altre parti del  suo discorso sui valori dello sport. Il calcio è metafora della vita: è sogno, crescita, ostacoli da superare, confronto e può essere ripartenza. In campo come nella vita. È il calcio che fa bene al Paese.

    “In questa data, lo scorso anno, ma sembra un'epoca fa,- conclude Ghirelli-organizzammo con il Mandela Forum, il Presidente Massimo Gramigni e i capitani, un'iniziativa per ribadire il nostro no al razzismo proprio all'interno della riproduzione della cella di Mandela."

    L’iniziativa rientra nei progetti a carattere solidale della Lega Pro, che con i suoi club, in 15 mesi ha dato vita a 1650 tappe del cuore. L’Area sociale, in particolare, è seguita dall’Area Comunicazione con Gaia Simonetti.

    Il gesto dei capitani della C con il mondo dello sport ebbe come 'cornice ' il Mandela di Firenze, che proprio in questi giorni, diventa un luogo di lotta al Covid-19 e un grande hub di vaccinazioni.

    A Milano un doposcuola creativo al Museo Popoli e Culture per i bimbi dai 5 agli 11 anni

    Un importante servizio per le famiglie e una opportunità di imparare divertendosi per i bambini dai 6 agli 11 anni. 

    Il Museo Popoli e Culture del Centro Missionario PIME di Milano organizza un 'doposcuola' di un'ora ogni martedì e giovedì dalle ore 1 alle 18.

    I ragazzi saranno intrattenuti con un laboratorio creativo per scoprire la ricca collezione del Museo e improvvisarsi moderni artisti. Saranno guidati alla scoperta delle opere d'arte più curiose delle collezioni, tra statue buddiste e variopinte maschere africane e altri preziosi oggetti provenienti  da Paesi lontani; a seguire potranno lasciarsi guidare dalla fantasia  per riprodurre con l’aiuto di pennarelli, forbici e cartoncino la loro opera preferita.

    Per partecipare: € 5,00 a bambino. I  genitori che desiderano visitare il museo possono accedervi al costo di ingresso ridotto di € 3.

    Il numero degli accessi al museo è limitato e contingentato nell'ambito delle misure di contrasto al Covid19, pertanto è necessaria la prenotazione.

    www.museopopolieculture.it

    Difesa: accordo Ministero-ENEA per efficienza energetica edifici e smart military district

    Il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini e il Presidente dell’ENEA Federico Testa hanno sottoscritto oggi, presso la sede del Ministero della Difesa a Palazzo Baracchini, un protocollo d’intesa in materia di efficientamento energetico e di sostenibilità, che rinnova e rafforza il precedente accordo di collaborazione tra la Difesa e l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA).

    Innovazione e rispetto dell’ambiente sono priorità per la Difesa come lo sono per la collettività nazionale. Grazie alla collaborazione con ENEA, le Forze Armate potranno intraprendere ulteriori progetti rivolti al risparmio energetico, alla razionalizzazione dei consumi e allo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili”, ha affermato il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini al momento della firma.

    ENEA dispone di competenze, impianti e strumentazioni che hanno caratteristiche uniche a livello nazionale nei settori dell’efficienza energetica, della sostenibilità ambientale e dell’innovazione tecnologica. Siamo certi che questa rinnovata collaborazione rafforzi le rispettive professionalità in campi strategici per lo sviluppo del Paese”, ha dichiarato il Presidente dell’ENEA Federico Testa.

    In particolare l’accordo prevede: l’implementazione di un piano di diagnosi energetiche e il rinnovamento delle infrastrutture della Difesa secondo il modello degli “smart military district”; attività di studio e sviluppo di tecnologie nel campo della produzione di idrogeno per i trasporti; attività di ricerca e sviluppo nel campo della robotica e dei droni di sorveglianza; monitoraggio delle infrastrutture energetiche critiche attraverso reti di sensori; utilizzo della tecnologia blockchain per la gestione sicura dei flussi energetici.

    Molteplici sono anche le attività di collaborazione già condotte con successo dalla “Task Force per la valorizzazione immobili, l’energia e l’ambiente” della Difesa tra le quali la realizzazione del progetto di riqualificazione energetica del Policlinico Militare del Celio di Roma e due edizioni del corso di alta formazione interforze di energy management.

     

    11 febbraio Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza

    Bambine e ragazze, in Italia così come nel resto del mondo, penalizzate da stereotipi, disuguaglianze di genere e mancanza di opportunità educative che affondano le proprie radici già nella prima infanzia. Un gap che la pandemia rischia di allargare ulteriormente, privando le bambine e le ragazze della possibilità di sviluppare talenti e competenze indispensabili per costruirsi il futuro che sognano.

    Disuguaglianze che nel nostro Paese continuano a lasciare indietro le bambine e le ragazze, rispetto ai loro coetanei maschi, nei risultati in matematica e nelle materie scientifiche, minando fortemente il loro accesso agli studi e alle carriere nel mondo della scienza e delle tecnologie.

    Oggi in Italia alla fine della scuola primaria le bambine ottengono risultati in matematica mediamente inferiori di 4,5 punti rispetto ai coetanei maschi: uno svantaggio che sale a -6,1 punti al secondo anno delle superiori e a -9,8 all’ultimo anno. E tra gli studenti con alto rendimento nelle materie scientifiche, solo 1 ragazza su 8 si aspetta di lavorare come ingegnere o in professioni scientifiche, a fronte d 1 su 4 tra i maschi. Un gap che ha origine nei primi anni di scuola e che si rafforza con la scelta del liceo o della facoltà universitaria: tra i diplomati nei licei i ragazzi sono più presenti in quelli scientifici (il 26% di tutti i diplomati rispetto al 19% delle ragazze), mentre solo il 22% delle ragazze si diploma in istituti tecnici, quasi la metà rispetto ai maschi (42%). Inoltre, solo il 16,5% delle giovani tra i 25 e i 34 anni si laureano in facoltà scientifico-tecnologiche, a fronte di una percentuale più che doppia per i maschi (37%), un dato tuttavia migliore della media europea. Un lungo percorso costellato di ostacoli che di conseguenza si riflette nel mondo del lavoro: nelle aree STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica), le giovani rappresentano il 41% dei dottori di ricerca, il 43% dei ricercatori accademici, solo il 20% dei professori ordinarie e tra i rettori italiani solo il 7% sono donne.

    Numeri che mettono nero su bianco la mancanza di opportunità che bambine e ragazze continuano a vivere sulla propria pelle nel campo scientifico e sui quali Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro – vuole accendere i riflettori alla vigilia della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza che si celebra in tutto il mondo l’11 febbraio.

    Al via domani una mobilitazione online che l’Organizzazione promuove per tenere alta l’attenzione su un gap che continua a lasciare indietro ancora troppe bambine e ragazze, in Italia e nel mondo. Un’iniziativa che vede grande protagonista Instagram, con il coinvolgimento diretto di tante attiviste e di donne e ragazze del mondo della scienza e del digitale particolarmente attive sul social che hanno deciso di unire il loro impegno a quello di Save the Children per dare voce a tutte quelle bambine e quelle ragazze che non possono esprimerla.

    Post e azioni sui social conditi da alcuni hashtag di riferimento nell’intento di alimentare le conversazioni online e creare engagement tra il pubblico: perché #noncivuoleunascienza per rendersi conto degli ostacoli e degli stereotipi che non permettono alle bambine e alle ragazze di affermarsi in percorsi di studio e professionali in ambito scientifico, ma anzi – è l’appello al centro dell’iniziativa - #civuoleunascienziata.

    “Bambine e ragazze, in Italia come nel resto del pianeta, continuano a scontare sulla propria pelle un divario di genere che non permette loro di far fiorire le proprie potenzialità, semplicemente perché nessuno crede in loro o perché non viene offerta loro un’opportunità. Un gap inaccettabile che con la pandemia rischia di diventare ancora più profondo, di lasciare indietro le bambine e le ragazze, soprattutto per coloro che vivono nei contesti di maggiore vulnerabilità socio-economica, dove più gravi sono le conseguenze della povertà economica e della povertà educativa, ed il rischio di dispersione scolastica, compromettendo così la possibilità di far crescere le loro competenze e talenti. Per questo con l’iniziativa che lanciamo oggi su Instagram e sugli altri social chiediamo a tutti di fare di questa giornata un’occasione preziosa per rilanciare il protagonismo delle bambine e delle ragazze e di creare le condizioni affinché possano scegliere libere da vincoli e stereotipi, il percorso di studio e di lavoro che risponde alle loro ambizioni e competenze, nel mondo della scienza e dell’innovazione tecnologica”, ha dichiarato Daniela Fatarella, Direttrice Generale di Save the Children.

    Il ruolo fondamentale che le donne scienziate hanno rivestito nella storia, nonostante gli ostacoli posti sul loro cammino, è confermato da diversi esempi di successo che saranno ricordati nel corso della mobilitazione online attorno all’hasgtag #senzadilei.

    Storie significative di donne scienziate, come Barbara McClintock, americana, costretta a studiare botanica perché allora gli studi di genetica erano vietati alle donne, ma che fu in grado di conquistare il Nobel per la Medicina proprio per i suoi lavoro in ambito genetico. Oppure come Emmy Noether, tedesca, costretta a insegnare matematica all’università con nome e falso e maschile, e che più tardi fu indicata come “il più significativo e creativo genio matematico apparso finora” niente meno che da Einstein. E, ancora, l’italiana Rita Levi Montalcini, la cui caparbietà la portò a iscriversi all’università contro i volere del padre, convinto che per una donna una carriera del genere avrebbe comportato distrazioni nei doveri di una moglie. O, per arrivare ai giorni nostri, la biochimica ungherese Katalin Karikò, la donna scienziata dietro al vaccino anti Covid-19.

    “Le bambine e le ragazze di oggi sono le donne di domani, ne va del futuro dell’intera società: bisogna fare di tutto perché il loro accesso agli studi e alle carriere scientifiche e non solo non venga più ostacolato e invece venga incoraggiato e favorito. In questi giorni il Parlamento italiano sta preparando i pareri per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: vorremmo fosse un’occasione perché da un lato l’investimento sull’istruzione, dall’altro l’attenzione trasversale alle politiche di genere e al superamento delle discriminazioni, possano rappresentare un’occasione perché alle ragazze, anche quelle che si trovano in situazioni di maggiore marginalità, venga finalmente data la possibilità di esprimere pienamente le proprie potenzialità”, ha affermato Fosca Nomis, Responsabile delle Politiche istituzionali di Save the Children.

    Da oggi riaprono le OGR CULT e con la mostra “Cut a rug a round a square “di Jessica Stockholder

    Le OGR Cult riaprono “a regola d’arte” con l’inaugurazione, oggi 11 febbraio alle 15.00, della mostra Cut a rug a round square curata da Jessica Stockholder all’interno del Binario 1, un ponte tra Torino e Barcellona” come sottolineato da Massimo Lapucci, Direttore Generale OGR e Segretario Generale Fondazione CRT. La prima esplorazione contemporanea della pittura per le OGR, che mette a sistema opere di due collezioni filantropiche internazionali: quella della Fondazione “la Caixa” di Barcellona e quella della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT di Torino.

    Sarà possibile, inoltre, curiosare ed immergersi tra libri, oggetti di design originali prodotti a marchio OGR selezionati dal concept bookshop Transliteral Shop che, per l’occasione, propone ai visitatori un ampio ventaglio di volumi e pubblicazioni collegate alla mostra curata da Jessica Stockholder.

    L’esperienza di visita delle OGR Cult (aperte il giovedì e il venerdì dalle 15 alle 20, con ultimo ingresso alle 19.30) è arricchita di gusto e ricerca gastronomica sui sapori del territorio con le rinnovate proposte culinarie di Snodo, l’area food delle OGR, aperta tutti i giorni, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18 e nel weekend dalle 9 alle 18.

    “Diamo vita alle OGR ad una nuova e importante iniziativa di valorizzazione della nostra collezione in ambito internazionale  e, continua Massimo Lapucci – Affrontiamo il complesso momento attuale con grande motivazione e voglia di ripartenza, in un processo di evoluzione continua che vede nell'arte e nell’innovazione due motori essenziali per il rilancio del territorio e del Paese”.

    “Siamo pronti a riaprire al pubblico in presenza l'area Cult delle OGR con una programmazione culturale di rilievo, in assoluta sicurezza e rispetto dei protocolli” – dichiara Fulvio Gianaria, Presidente delle OGR e della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT.

    Ad accompagnare i visitatori in tutti gli spazi delle OGR Cult e di Snodo sarà disponibile un’originale playlist musicale da ascoltare attraverso il canale Spotify delle OGR.

    Programma internazionale di formazione contro le molestie in luoghi pubblici - online

    Auser ha aderito al progetto di formazione STAND UP  contro le molestie nei luoghi pubblici (in autobus, in palestra, per strada…) sia quando ne siamo testimoni, sia quando le subiamo. La finalità è di consegnare ad ognuno di noi, una sorta di “cassetta degli attrezzi” per reagire in modo consapevole, sicuro ed efficace, salvaguardando la sicurezza fisica e psichica delle persone coinvolte.


    La formazione è gratuita (piattaforma ZOOM del Corriere.it), rivolta a donne e uomini, ha la durata di un’ora e dieci minuti e si svolge in modo interattivo attraverso domande in chat, con un linguaggio semplice ed accessibile a tutti. La data riservata ad Auser per la formazione  è il 26 febbraio 2021, dalle 15 alle 16.10, con un obiettivo di 150 partecipanti (di cui 40/50 riservati al Coord.to Donne Spi).

    In presenza o a distanza: tutti a scuola di...generosità con #DonoDay2021

    Al via la settima edizione del Giorno del Dono in Italia, un lavoro ha cominciato grazie all’impegno di Maria Guidotti che per prima ebbe l’idea di lavorare sul tema della donazione quando è stata presidente del Forum del Terzo Settore. 

    La Legge istitutiva del Giorno del Dono dà meritata importanza all'idea e alla pratica del dono e invita a coinvolgere, in particolar modo, gli studenti. Tutti sappiamo quanto il mondo della scuola sia stato (e sia tutt’ora) messo a dura prova a causa dell’emergenza ma, proprio per questo, è nostro desiderio far inaugurare e dedicare la 7^ edizione del Giorno del Dono agli studenti ed ai loro insegnanti e dirigenti scolastici che, senza sosta, credono nel nostro progetto poiché vivono, oggi più che mai, la propria scuola quale incubatore virtuoso di solidarietà ed inclusione”. Con queste parole Stefano Tabò, presidente dall’Istituto Italiano della Donazione (IID) apre i lavori che porteranno, il prossimo 4 ottobre, alla settima edizione del Giorno del Dono e del contest #DonareMiDona Scuole promosso da IID in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione.

    Il Ministero dell’Istruzione anche nel 2021 è a fianco di IID ed ha già invitato le scuole di tutto il Paese ad aderire alla manifestazione attraverso l’apposita comunicazione.

    Il progetto, che dal 2015 ha reso protagonisti 50.000 studenti provenienti da più di 400 scuole con la produzione di oltre 270 elaborati artistici, nasce per diffondere e sensibilizzare al tema del dono in tutte le sue forme ed usa l’espressione artistica quale strumento per dare voce ai ragazzi: saranno infatti gli studenti a vestire i panni di registi, fotografi, disegnatori, al fine di raccontare cosa significa per loro donare.

    Motore trainante del Giorno del Dono saranno infatti gli studenti di ogni ordine e grado che potranno candidare al contest uno o più elaborati artistici: non solo video ma anche testi, canzoni, fotografie e disegni che arricchiranno la gallery dedicata alle scuole #DonoDay2021 disponibile su giornodeldono.org 

    Sottolinea il presidente Tabò“Abbiamo tutti dovuto imparare molto nel 2020, ma quello che ho visto e toccato con mano in prima persona è che non c’è DAD che possa impedire agli studenti di essere ottimi maestri di dono, ora spetta a noi adulti non far mancare il nostro sostegno. Proprio per questo, in questa nuova edizione, il Giorno del Dono è pronto a ripetere l’esperienza del Roadshow del Dono, in presenza o da remoto, per portare la festa itinerante del dono nelle città e negli istituti che vorranno ospitarla”. Le scuole possono segnalare da subito la propria disponibilità nel modulo di iscrizione.

    I riferimenti utili sono i consueti: il sito IID riporta il regolamento completo del contest, mentre nella sezione DonoDay Scuole di giornodeldono.org è on line il modulo di iscrizione a #DonareMiDona Scuole, da inviare compilato entro il prossimo 30 giugno. Dal 1 luglio sarà poi aperta la votazione on line, che si concluderà il 12 settembre ed eleggerà i vincitori della “Giuria Popolare” per i diversi ordini scolastici; è inoltre confermato anche il riconoscimento “Giuria Tecnica” per tutte le categorie. Tutte le premiazioni avverranno in occasione delle celebrazioni del Giorno del Dono.

    In alternativa gli istituti possono comunque entrare a far parte delle “scuole del dono” ed essere testimonial #DonoDay2021 semplicemente scegliendo l’adesione morale nel modulo di iscrizione e impegnandosi a diffondere i valori del Giorno del Dono durante l’attività didattica.

    Oltre alle possibilità di adesione dedicate alle scuole, nelle prossime settimane ripartiranno le iniziative dedicate a Comuni, enti non profit ed aziende che permetteranno a sempre più realtà di essere protagoniste di #DonoDay2021.

     

     

    "Pensieri Migranti" il libro che racconta il dramma della fuga e le sfide culturali

    «Ho deciso di fuggire dal posto in cui sono nato e in cui era meglio non nascere, e nel tentativo di ottenere lo status di rifugiato, sono scivolato da un’identità all’altra: emigrante, mendicante, illegale, senza documenti, senza diritti, senza lavoro. L’unico vocabolo che ormai mi definisce è clandestino. Già parassita mi ferirebbe meno. O profittatore. O magari imbroglione. Invece no: clandestino. Non appartengo ad alcun paese, né a quello da cui sono scappato né a quello che voglio raggiungere, e ancora meno a quelli che sto attraversando. Clandestino. Solo clandestino. Benvenuto in nessun luogo. Straniero dappertutto.

     

    In un libro riflessioni e testimonianze alla ricerca della complessità da interpretare e delle ricchezze inedite da valorizzare 

    Nel linguaggio comune si è affermata la generica parola “migrante”, come si trattasse di un volo di rondini, che pure hanno un da dove e un verso dove determinato e, in ogni caso, stagionale. La mancanza dell’indicazione di provenienza e di destinazione, e-migrante e quindi immigrato, lascia in uno stato di irreale sospensione, ma chi emigra da un luogo vuole immigrare altrove. Il titolo del presente volume - Pensieri migranti - considera le istanze delle persone travolte dal dramma della fuga e insieme mette in luce le sfide culturali correlate a questo fatto epocale. Nella storia la devastazione della miseria ha tante volte ribaltato le sorti delle civiltà e anche il XXI secolo sperimenta la pressione della richiesta di condivisione come messa a rischio della propria identità, sino al paradosso del misconoscimento del valore della dignità umana. Per affrontare la contraddizione, occorre fare spazio innanzi tutto al pensiero, nella sua capacità di creazione del nuovo. Perciò questo libro raccoglie considerazioni che sono a loro volta in migrazione, tra molteplici aree disciplinari e tra contesti culturali differenti, alla ricerca della complessità da interpretare e delle ricchezze inedite da far rilucere. Il filo rosso che tiene unite queste pagine è la ragione del vivere comune, che chiede di conoscere e dischiudere spazi che ancora non ci sono, dove si possa fiduciosamente migrare.


    Fulvio Longato insegna Storia della filosofia e Storia della filosofia contemporanea presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste e coordina la Laurea magistrale interateneo di Filosofia Trieste-Udine. Sulle tematiche del presente volume ha pubblicato Interpretazione, comunicazione, verità. Saggio sul «principio di carità» nella filosofia contemporanea (1999), con I. Amodeo, C. Liermann Traniello e H. Vorländer Migration, Demokratie, Menschenrechte (2016).

    Alessandra Cislaghi insegna Filosofia della persona, Antropologia filosofica e Filosofia delle religioni presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste. Tra le sue pubblicazioni: Essere fuori di sé. Saggio sulla soggettività estatica (2012), L’invenzione della grazia. Sulle tracce di un’idea splendida (2018).

    Pensieri migranti. Tra fraternità e ostilità a cura di Fulvio Longato, Alessandra Cislaghi -  Edizioni ETS, pp. 192, euro 19,00.

    BOCCA, FEDERALBERGHI: PER RILANCIARE IL TURISMO MISURE IMMEDIATE E UN NUOVO MODELLO DI GOVERNANCE

    “La nostra preoccupazione è rivolta alla necessità di un coinvolgimento del turismo nel processo di sviluppo, questo nell’interesse del Paese. Spesso da un momento di crisi scaturiscono opportunità virtuose: è ciò che auspichiamo accada con l’ingresso sulla scena italiana di Mario Draghi, incaricato dal nostro presidente Mattarella di fabbricare un nuovo Governo. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo alla squadra che entrerà in campo”.

    Queste le parole di Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, nei giorni caldi scanditi dalle consultazioni del premier incaricato con i partiti maggiori e con le parti sociali.

    “L’annus horribilis che ci lasciamo alle spalle ha prodotto devastazione e sconforto – prosegue Bocca - Le imprese del comparto hanno patito oltre ogni misura. Ciò che ci tiene in piedi è la fiducia nell’ascolto di chi verrà e la consapevolezza di avere diritto alla ripresa. Se vogliamo che sia tale, essa andrà costruita con grandissima cura.

    La campagna di vaccinazioni contro la pandemia da covid 19 – afferma Bocca - è il primo ed importantissimo passo che, metaforicamente, riaprirà le frontiere della speranza. Dunque riteniamo che il percorso sia già iniziato.

    Ma è fondamentale che si parta da una certezza: il turismo è un motore indispensabile per l'economia italiana e contribuisce in maniera significativa alla produzione di reddito e posti di lavoro.

    La quota di PIL attivata direttamente ed indirettamente dal comparto è superiore al 13% e al settore sono complessivamente riconducibili quasi 3,4 milioni di posti di lavoro, pari al 15% del totale.

    Purtroppo è a tutti chiaro che le conseguenze devastanti della pandemia graveranno sul settore per anni. Occorre quindi rispondere con una forte energia che imposti con lucidità, unicità di progetto e lungimiranza strategica il programma di rilancio.

    I Paesi concorrenti, che negli anni ci hanno superato per flussi e ricavi – aggiunge il presidente di Federalberghi - stanno organizzando azioni strutturate, alle quali occorre rispondere con misure e progetti che aumentino la capacità competitiva del sistema ospitale italiano.

    In questo quadro, sia le politiche di sviluppo sia le politiche del lavoro connesse al Turismo devono essere fortemente mirate, senza confusioni con altri settori importantissimi, ma con peculiarità ed esigenze diverse.

    Chiediamo pertanto – conclude Bocca - che il nuovo Governo, oltre ad attivare una immediata focalizzazione sul settore, dia il via ad un processo che conduca in tempi brevi ad una revisione del modello di governance, inserendo il turismo tra le materie attribuite alla competenza concorrente tra Stato e Regioni ed affidando la regia delle politiche nazionali ad un Ministero con competenze specifiche e dotato di adeguate risorse”.

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