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    Ministro Pisano: coinvolte oltre 34mila donne in alfabetizzazione digitale

    Il Dipartimento per la Trasformazione Digitale incrementa l’impegno contro il gap di genere e nel 2020 “il 50% delle persone assunte” è donna. E’ il ministro dell’Innovazione tecnologica e della digitalizzazione, Paola Pisano a sottolinearlo.

    “Dal punto di vista della parità di genere l’Italia, secondo dati del World Economic Forum, si colloca al settantesimo posto su 140 Paesi. Nell’anno appena terminato, il Dipartimento per la Trasformazione Digitale ha messo in atto alcune azioni per contribuire a ridurre un divario che tuttora pesa nella nostra società” sottolinea la Pisano in post su Facebook.

    “Il 50 per cento delle persone assunte dal Dipartimento che ho l’onore di guidare è composto da donne che dispongono di competenze tecniche in sviluppo di servizi digitali, gestione e analisi di dati, tutela della privacy ed etica delle nuove tecnologie” sottolinea il ministro aggiungendo che “grazie al progetto Repubblica Digitale, realizzato per favorire l’educazione sulle tecnologie del futuro, abbiamo reso possibile che oltre 34mila donne, 12mila delle quali studentesse, frequentassero corsi su alcuni di questi argomenti: programmazione, robotica, elettronica, dati e intelligenza artificiale e comunicazione attraverso i social network”.

    “C’è ancora molto da fare per ottenere una vera parità di genere e garantire eque opportunità per tutti, donne e uomini. Per questo, all’interno del Piano operativo della Strategia per le competenze digitali, abbiamo inserito specifici interventi volti a formare 200mila donne tra i 15 e i 70 anni con un livello di istruzione non superiore alla licenza media inferiore”, prosegue il ministro nella nota.

    “La cultura digitale e le nuove tecnologie ci offrono l’opportunità di connettere talenti, condividere saperi, migliorare la qualità della nostra vita e della società. La nostra Costituzione, all’articolo 9, stabilisce che “la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica”. L’articolo 35 prescrive anche che la Repubblica ‘cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori'”, chiosa Pisano.

    La responsabile del Dipartimento sottolinea inoltre che “l’articolo 37 stabilisce che ‘la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore’. Con le azioni compiute finora, ho ritenuto di dover perseguire questi obiettivi e di attenermi a questi principi”. Paola Pisano scandisce infine che “in una strada che resta ancora lunga, per favorire il benessere del nostro Paese e di ciascuna e ciascuno di noi è indispensabile proseguire il cammino”.

     

    Articolo:primaonline.it

    23% di share per la fiction girata in Trentino "Chiara Lubich - L'amore vince Tutto"

    Il film tv 'Chiara Lubich - L'amore vince Tutto, trasmesso domenica sera, 3 gennaio, da Rai1, è stato il programma più seguito della prima serata tv, con 5.641.000 spettatori e il 23% di share.

    Al secondo posto, su Canale 5, 'Un Natale al Sud', con 2.959.000 spettatori e l'11.3% di share. Terzo piazzamento, su Italia 1, per i 'Guardiani della Galassia', con 1.575.000 spettatori e il 6.5% di share.

    Il film è dedicato alla fondatrice del Movimento dei Focolari (nel centenario della sua nascita), ed è stato prodotto dalla Eliseo Multimedia di Luca Barbareschi e Rai Fiction, diretto da Giacomo Campiotti e interpretato da Cristiana Capotondi. L'attrice ha dichiarato di essere stata felice di interpretare Chiara Lubich, una donna contraddistinta, dice, "dalla semplicità, è la semplicità, unita a un pizzico di follia. Il movimento dei Focolari comprende due milioni di persone in più di 180 Paesi del mondo e Chiara riusciva a parlare con tutti, faceva già quegli incontri che noi oggi facciamo online, anche se solo in maniera radiofonica, perché sapeva che c’era bisogno di condividere certi valori, In quest’epoca in cui abbiamo smesso di farci domande e non riusciamo nemmeno ad affrontare certe tematiche, la figura di Chiara Lubich interpretata laicamente è fondamentale».

     

    Articolo: avvenire.it

    Intesa Sanpaolo semplifica la comunicazione ai clienti

    Intesa Sanpaolo risponde al crescente bisogno di orientarsi più agevolmente nell’ampia offerta di servizi, mettendo a disposizione schede semplificate per i principali prodotti bancari dedicati a privati e famiglie. L’iniziativa, denominata Quick Start, vuole infatti essere un supporto di prima consultazione per farsi un’idea “in un colpo d’occhio”. Lo stimolo iniziale deriva dal dialogo con le principali Associazioni dei Consumatori, che si sono fatte portavoce delle richieste di semplificazione da parte dei loro iscritti.

    Per il gruppo – spiega una nota – si tratta di rafforzare ulteriormente le azioni di trasparenza e di educazione finanziaria nei confronti della clientela. Mutuo, prestito personale, fondo d’investimento sono le schede già realizzate. Lo schema, messo a punto nell’ambito del confronto con le Associazioni dei Consumatori, sarà via via replicato per le altre tipologie di prodotti bancari a maggiore diffusione. Nello spazio di un foglio, si presentano le principali caratteristiche del prodotto e le voci di costo.

    Come sottolinea una nota di DowJones, il linguaggio è chiaro, evita i termini tecnici, punta a un’informazione oggettiva e neutra. Chi legge trova inoltre alcuni pratici “alert”: a cosa prestare attenzione, quali sono i plus e quali i rischi. Il QR code rimanda infine al sito vetrina della Banca, con le descrizioni più ampie dei singoli prodotti. Le schede Quick Start sono disponibili presso i gestori della rete Intesa Sanpaolo e online sul sitowww.intesasanpaolo.com. Sono un primo supporto per orientarsi nell’offerta bancaria, per poi approfondire in filiale, al numero verde della banca, attraverso i fogli informativi, senza sostituire bensì affiancando i documenti di trasparenza previsti dalla Legge, sempre a disposizione della clientela.

    Come sottolinea Stefano Barrese, a capo della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo: “Abbiamo investito molto in trasparenza, a cominciare dalla semplificazione del linguaggio nelle comunicazioni rivolte alla clientela. Il dialogo con le Associazioni dei Consumatori è uno stimolo per ulteriori passi avanti. Quest’ultima iniziativa nasce dalla constatazione pratica, in ogni settore, di quanto sia importante informarsi velocemente e in maniera corretta rispetto alle molte scelte che dobbiamo compiere. Pensiamo che uno strumento così snello, fruibile anche online, possa essere effettivamente d’aiuto ai clienti”.

     

    Articolo: primaonline.it

    Scuola primaria: Dalla valutazione numerica alla valutazione dialogica. Laboratorio Online

    L'ufficializzazione è arrivata: a partire da questo anno scolastico, nella scuola primaria si abbandonerà la valutazione numerica per passare al giudizio descrittivo
    Con Davide Tamagnini, in un laboratorio online in 3 tappe (di 12 ore complessive) sul tema della valutazione scolastica, proveremo a lavorare sugli aspetti pedagogici e didattici della valutazione, per ricongiungerne il suo vero significato con le pratiche che abitano quotidianamente la scuola. Se è facile abbandonare i voti numerici, ciò che deve cambiare nel mondo della scuola è però l'attuale cultura della valutazione, troppo spesso colonizzata dal paradigma della misurazione e del confronto, altrimenti i voti torneranno sotto altre spoglie. 

    Il corso, dedicato agli insegnanti della scuola primaria, è accreditato MIUR e acquistabile con Carta Docente; al termine del percorso sarà rilasciato attestato comprovante la partecipazione e valido per la formazione docente. 

    Per saperne di più: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. / cell. 329 839 1330

    Un corso per sviluppare la consapevolezza emotiva al nido e alla scuola

    Consapevolezza emotiva e relazionale. Sono queste le parole chiave del corso, dedicato agli insegnanti del nido e della scuola dell'infanzia, curato da Chiara Degli Esposti e Ornella CavalluzziSabato 23 gennaio e domenica 24 gennaio ci incontreremo online per lavorare sulla consapevolezza emotiva e relazionale degli adulti nel rapporto con i bambini. L'obiettivo del corso è promuovere il benessere nella scuola e prevenire la sindrome da bunrout di educatori e insegnanti, partendo dalla premessa fondamentale che se non si lavora sugli adulti non si arriva ai piccoli: il benessere dei bambini e la loro possibilità di apprendere con gioia, infatti, nella scuola sono fortemente legati al sostegno e all'esempio degli adulti di riferimento. 

    l percorso di formazione è finalizzato a promuovere il benessere a scuola e a prevenire la sindrome da burnout di educatori e insegnati, attraverso un lavoro sulla consapevolezza emotiva e relazionale degli adulti nel rapporto con i bambini. Per consapevolezza si intende la capacità dell’educatore di portare attenzione al proprio mondo emotivo, di riflettere sul modo unico di essere e di entrare in relazione con gli altri. L’idea che ha ispirato le formatrici nella strutturazione del percorso formativo è che se non si lavora sugli adulti non si arriva ai piccoli e che, nella scuola, il benessere dei bambini e la possibilità di apprendere con gioia sono fortemente legate al sostegno degli adulti di riferimento empatico, consapevoli e capaci di preservare lo stupore e la voglia di imparare. Un adulto competente emotivamente e presente a se stesso è un adulto che ricerca uno stato di benessere. Il percorso formativo mette al centro l’educatore e i suoi vissuti, prendendo in esame la relazione con il bambino come strumento d’eccellenza del suo lavoro. L’alternarsi di momenti teorici ed esperienziali offre ai partecipanti strumenti e occasioni per entrare in contatto con se stessi e con il proprio bambino interiore, al fine di ritrovare la giusta motivazione per migliorare la qualità della propria vita professionale e del lavoro con i bambini.

    Obiettivi

    • Conoscere il contributo di alcune teorie psicologiche e delle neuroscienze nel campo educativo;
    • Mettere in dialogo la psicologia e la pedagogia;
    • Recuperare la presenza attiva nella relazione educativa;
    • Recuperare la capacità di saper giocare;
    • Tornare a meravigliarsi e stupirsi;
    • Condividere un metodo collaborativo con i colleghi;
    • Ascoltare e abbracciare il proprio bambino interiore;
    • Prendersi la responsabilità delle proprie emozioni, del proprio sentire e del proprio agire e utilizzare la consapevolezza di sé come strumento di lavoro;
    • Riscoprire il ruolo delle emozioni nell’apprendimento;
    • Prevenire la sindrome da burnout.

    Per saperne di più: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. / cell. 329 839 1330

    Fondo perduto ASD e SSD, annunciata novità per gli esclusi: i dettagli

    Vincenzo Spadafora, Ministro dello Sport, ha annunciato l’apertura di un’apposita finestra riservata alle ASD e SSD escluse dal contributo a fondo perduto per i canoni di locazione e indennizzo forfettario.

    Il Ministro, infatti, ha dichiarato che da oggi fino alle 16.00 del 20 gennaio potrà essere presentata richiesta di riesame della domanda inizialmente respinta, per dare modo a tutti gli aventi diritto di compilare correttamente la modulistica e usufruire dei bonus.

    Questo l’annuncio di Spadafora: “In molti mi avete segnalato l’esclusione delle vostre domande dai contributi a fondo perduto di novembre per una serie di motivazioni. Abbiamo lavorato proprio sulle vostre segnalazioni e su queste è stata aperta una specifica finestra per le ASD e SSD non ammesse che avevano chiesto il contributo a fondo perduto per i canoni di locazione relativo al Bando del 9 novembre e quelle non ammesse al fondo perduto “forfettario” relativo all’avviso del 18 novembre.

    Dalle ore 16 di oggi e fino alle ore 16 del giorno 20 gennaio 2021, sarà attiva una apposita piattaforma per presentare istanza. Nonostante le difficoltà di questi giorni stiamo continuando a lavorare duramente per non escludere nessuno e per sostenere tutti coloro che hanno diritto a questi importanti fondi”.

    31 gennaio 2021 incontro-laboratorio on line su “L’amore possibile. Persone omosessuali e morale cristiana”

    La teologia morale può riconoscere l’amore delle persone omosessuali? Ne discuteremo on line Domenica 31 gennaio 2021, dalle 16 alle 18, nell’incontro-laboratorio on line “L’amore possibile. Persone omosessuali e morale cristiana”, guidata da Antonio De Caro*.

    Partendo dall’omonimo libro del teologo milanese Aristide Fumagalli scopriremo le risposte teologiche che ha voluto offrire ai seguenti interrogativi: l’amore omosessuale può essere amore interpersonale? Può essere di qualità cristiana? Può essere un’altra espressione dell’amore cristiano rispetto all’amore eterosessuale? In che misura? Insomma, l’amore omosessuale è cristianamente possibile?

    Rifletteremo sulle sue risposte teologiche, che possono toccare concretamente le vite delle persone omosessuali per il fatto di essere un’evoluzione positiva del magistero della chiesa cattolica. Capaci di sollecitare tutta la comunità cristiana a chiedersi “come può ciascuno di noi, come Chiesa, essere strumento e luogo d’incontro tra la persona omosessuale e la misericordia di Dio”, come scrive nella prefazione al libro di Fumagalli il cardinale Marcello Semeraro.

    Attraverso un dialogo in plenaria, i laboratori di discussione ed un momento finale di riflessione finale cercheremo di confrontarci insieme, in modo semplice, temi complessi ma estremamente attuali: l’omosessualità come condizione esistenziale, il valore simbolico della sessualità, il senso della differenza personale e della fecondità relazionale, le 4 dimensioni della responsabilità.

    L’incontro si svolgerà on line su piattaforma Zoom e sarà organizzato dal Gruppo INformazione de La Tenda di Gionata in collaborazione, per il momento finale, col gruppo Il Pozzo di Sicar di Torino.

    Per partecipare all’incontro è semplice basta richiedere il link per collegarsi via computer o cellulare scrivendo alla email This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

     

     

    APERTURA DEL BANDO DI CONCORSO PER LA SELEZIONE DEI BORSISTI 2021- 2022 DELL’ACCADEMIA DI FRANCIA A ROMA – VILLA MEDICI

    L’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici ha il piacere di annunciare l’apertura imminente del  concorso di selezione dei borsisti 2021-2022, che saranno ospitati a Villa Medici a Roma a partire da  settembre 2021 per una residenza di creazione, di sperimentazione o di ricerca della durata di 12  mesi

    Il concorso si rivolge ad artisti, creatori e creatrici, ricercatori e ricercatrici già affermati,  francofoni, senza criteri di nazionalità. È possibile candidarsi in tutte le discipline della creazione  artistica e dei mestieri dell’arte, così come in storia e teoria delle arti, in restauro di opere d'arte o  monumenti. 

    I borsisti beneficiano di una borsa di residenza assegnata mensilmente e dispongono di un  appartamento individuale ammobiliato, oltre che di uno spazio di lavoro (atelier o ufficio in  funzione delle discipline e delle disponibilità). Villa Medici è inoltre dotata di una biblioteca che  conta circa 37.300 volumi con un fondo antico, in particolare musicale, di una sala proiezioni (100  posti a sedere) e di un laboratorio fotografico. 

    Il numero massimo di borse di residenza attribuite per il periodo 2021-2022 è fissato a sedici.  Possono essere ospitati a Villa Medici anche i coniugi e i figli dei borsisti, nei limiti delle capacità di  accoglienza dell’Accademia. 

    Le candidature devono essere presentate sotto forma di una nota che illustri un progetto preciso e  descriva i temi di ricerca, la natura dei lavori e le motivazioni del soggiorno a Villa Medici. Sono  ammesse le candidature collettive; in tal caso, ogni membro del collettivo riceve una borsa mensile. 

    Villa Medici, luogo di vita e di lavoro dei borsisti, è situata sulla collina del Pincio, nel centro storico  di Roma. Villa del XVI secolo con un giardino di sette ettari, è circondata da un lato dal parco di  Villa Borghese e dall'altro dal convento di Trinità dei Monti. Ancorata nel cuore di una grande  capitale europea e artistica che non smette di ispirare tutte e tutti coloro che accoglie, la residenza  dell'Accademia di Francia a Roma offre ai suoi borsisti uno spazio-tempo interamente dedicato 

    alle loro pratiche e ricerche, in un luogo di sperimentazione al crocevia delle discipline artistiche e in  risonanza con altre istituzioni culturali internazionali.  

    La presenza di sedici borsisti a Roma è un momento propizio per gli incontri e gli scambi, tra i  borsisti stessi e con l’equipe dell'Accademia, ma soprattutto con il pubblico e gli attori della scena  culturale e artistica romana, italiana ed europea: curatori, artisti invitati, responsabili di istituzioni,  ricercatori, galleristi, collezionisti, operatori della rete francese a Roma come l'Institut français  Italia o l'École française de Rome, e le Accademie straniere (diciassette a Roma).  

    Per tutta la durata del soggiorno, i borsisti beneficiano del supporto artistico e tecnico dell’equipe  dell'Accademia, e sono incoraggiati a partecipare alla vita dell’istituzione e agli eventi che ritmano  il suo programma artistico e culturale, in un approccio che abbatte le barriere tra le discipline  (Notte Bianca in autunno, esposizione annuale dei borsisti durante l'estate, manifestazioni  programmate durante tutto l'anno, il festival ¡Viva Villa! in Francia, ecc.).  

    La residenza annuale a Villa Medici è un’esperienza globale che si nutre delle diverse attività  dell'Accademia come istituzione poliedrica, rivolta all'Europa e al Mediterraneo allo stesso tempo:  luogo di grande patrimonio, laboratorio di creazione e di ricerca, centro d’esposizione e di  performance, casa di ricercatori in storia dell’arte e giardino rinascimentale eco-responsabile  aperto ai visitatori.  

     Come candidarsi? 

    Le candidature possono essere presentate da martedì 12 gennaio alle ore 12.00 a venerdì 12 febbraio  2021 alle ore 12.00 (Central European Time) esclusivamente sulla piattaforma dematerializzata  dedicata al concorso, accessibile a questo link:  

    https://www.villamedici.it/concorso-di-selezione-per-i-borsisti-2021-2022/ 

    I candidati e le candidate devono avere più di diciotto anni il giorno della scadenza per la  presentazione delle candidature. 

    Le fasi di preselezione, audizione e selezione saranno effettuate da una giuria composta da  personalità qualificate nominate dal Ministero della Cultura. Al termine delle audizioni, la giuria  delibera e redige la lista dei candidati di cui propone la nomina alla ministra della Cultura. I borsisti sono nominati per decreto della ministra della Cultura per un periodo massimo di 12 mesi.

    Il regolamento del concorso, l'elenco dei membri della giuria, i documenti necessari per la  presentazione delle candidature e i report annuali della giuria dal 2016 al 2019 possono essere  consultati sul sito dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici al seguente indirizzo: 

    https://www.villamedici.it/concorso-di-selezione-per-i-borsisti-2021-2022/ 

    Informazioni sul concorso di selezione dei borsisti: 

    www.villamedici.it 

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    Daniele De Gregori tra i vincitori di Musica Contro le Mafie

    Il brano "Prima gli Italiani" del nostro Daniele De Gregori è tra i vincitori del Premio Musica Contro Le Mafie 2020 e si aggiudica il Premio Acep/Unemia

    De Gregori selezionato tra oltre settecento iscritti – oltre ad essere stato valutato dai giudici on streaming in studio, è stato votato da una giuria social, una commissione artistica interna all’associazione e da una giuria Generation Z, formata da giovanissime musiciste: Giovanna Camastra (semifinalista Sanremo Young), Noemi Bruno (premio critica ‘Mia Martini’, finalista Musicultura), Bianca Provenzano (finalista All Togheter Now, Next Generation 2019), Giulia Aloia (premio Gianni Ravera, dal 2019 negli Usa con Royal Caribbean come broadway performer e lead vocalist).

    Auguri Daniele, siamo sempre fieri del tuo talento!

    Il particolato atmosferico non favorisce la diffusione in aria del Covid-19 

    È quanto risulta da uno studio congiunto tra Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Cnr e  Arpa Lombardia, ora pubblicato su Environmental Research. La ricerca ha analizzato le concentrazioni di SARS-CoV-2 in aria nelle città di Milano e Bergamo, studiando l’interazione con  le altre particelle presenti in atmosfera 

    La prima ondata della pandemia da Covid-19, nell’inverno 2020, ha colpito in maniera più rilevante  il Nord Italia rispetto al resto del Paese e la Lombardia, in particolare, è stata la regione con la  maggiore diffusione. A maggio 2020 vi erano registrati 76.469 casi, pari al 36,9% del totale italiano  di 207.428 casi. Perché la distribuzione geografica dell’epidemia sia stata così irregolare è ancora  oggetto di dibattito nella comunità scientifica.  

    Un recente studio, condotto dall’Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Consiglio  nazionale delle ricerche (Cnr-Isac), sedi di Lecce e Bologna, e dall’Agenzia Regionale per la  Protezione dell’Ambiente-Arpa Lombardia, dimostra che particolato atmosferico e virus non  interagiscono tra loro. Pertanto, escludendo le zone di assembramento, la probabilità di maggiore  trasmissione in aria del contagio in outdoor in zone ad elevato inquinamento atmosferico appare  essenzialmente trascurabile. 

    La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Environmental Research, è stata condotta analizzando  i dati, per l’inverno 2020, degli ambienti outdoor per le città di Milano e Bergamo, tra i focolai di  COVID-19 più rilevanti nel Nord Italia. 

    “Tra le tesi avanzate, vi è quella che mette in relazione la diffusione virale con i parametri  atmosferici, ipotizzando che scarsa ventilazione e stabilità atmosferica (tipiche del periodo  invernale nella Pianura Padana) e il particolato atmosferico, cioè le particelle solide o liquide di  sorgenti naturali e antropiche, presenti in atmosfera in elevate concentrazioni nel periodo invernale  in Lombardia, possano favorire la trasmissione in aria (airborne) del contagio”, spiega Daniele  Contini, ricercatore di Cnr-Isac (Lecce). “È stato infatti supposto che tali elementi possano agire  come veicolo per il SARS-CoV-2 formando degli agglomerati (clusters) con le emissioni  respiratorie delle persone infette. In tal caso il conseguente trasporto a grande distanza e  l’incremento del tempo di permanenza in atmosfera del particolato emesso avrebbero potuto  favorire la diffusione airborne del contagio”.  

    Nella ricerca sono state stimate le concentrazioni di particelle virali in atmosfera a Milano e  Bergamo in funzione del numero delle persone positive nel periodo di studio, sia in termini medi sia  nello scenario peggiore per la dispersione degli inquinanti tipico delle aree in studio. “I risultati in  aree pubbliche all’aperto mostrano concentrazioni molto basse, inferiori a una particella virale per  metro cubo di aria”, prosegue Contini. “Anche ipotizzando una quota di infetti pari al 10% della  popolazione (circa 140.000 persone per Milano e 12.000 per Bergamo), quindi decupla rispetto a quella attualmente rilevata (circa 1%), sarebbero necessarie, in media, 38 ore a Milano e 61 ore a  Bergamo per inspirare una singola particella virale. Si deve però tenere conto che una singola  particella virale può non essere sufficiente a trasmettere il contagio e che il tempo medio necessario a inspirare il materiale virale è tipicamente tra 10 e 100 volte più lungo di quello relativo alla  singola particella, quindi variabile tra decine di giorni e alcuni mesi di esposizione outdoor  continuativa. La maggiore probabilità di trasmissione in aria del contagio, al di fuori di zone di  assembramento, appare dunque essenzialmente trascurabile”. 

    “Per avere una probabilità media del 50% di individuare il SARS-CoV-2 nei campioni giornalieri di  PM10 a Milano sarebbe necessario un numero di contagiati, anche asintomatici, pari a circa 45.000  nella città di Milano (3,2% della popolazione) e a circa 6.300 nella città di Bergamo (5,2% della  popolazione)”, sottolinea Vorne Gianelle responsabile Centro Specialistico di Monitoraggio della  qualità dell’aria di Arpa Lombardia. “Pertanto, allo stato attuale delle ricerche, l’identificazione del  nuovo coronavirus in aria outdoor non appare un metodo efficace di allerta precoce per le ondate  pandemiche”. 

    “La probabilità che le particelle virali in atmosfera formino agglomerati con il particolato  atmosferico pre-esistente, di dimensioni comparabili o maggiori, è trascurabile anche nelle  condizioni di alto inquinamento tipico dell’area di Milano in inverno”, conclude Franco Belosi, ricercatore Cnr-Isac di Bologna. “È possibile che le particelle virali possano formare un cluster con  nanoparticelle molto più piccole del virus ma questo non cambia in maniera significativa la massa  delle particelle virali o il loro tempo di permanenza in atmosfera. Pertanto, il particolato  atmosferico, in outdoor, non sembra agire come veicolo del coronavirus”.

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