Da Firenze a Butembo nel segno della solidarietà verso coloro che partono indietro e che potrebbero restarci. Dalla vendita di un complesso immobiliare a Firenze prenderà vita un centro scolastico polivalente a Butembo, città della Repubblica Democratica del Congo con oltre un milione di abitanti. Grazie alla vendita di quegli immobili siti in via di Ripoli la Piccola Missione per i Sordomuti, fondata a Bologna dal Venerabile Don Giuseppe Gualandi nel 1872 e attiva in Italia, Filippine e Brasile, realizzerà una scuola speciale per bambini e bambine sordomute.  

    A rendere possibile la vendita che finanzierà la costruzione della scuola è stato Leonardo Gestri, assistente immobiliare di REMAX Ideale e da sempre impegnato nel sociale. Gestri è stato, infatti, presidente di UNITALSI Firenze per dieci anni: “Il mio incarico in UNITALSI mi ha permesso di mettermi nei panni di chi soffre e di aiutare concretamente tante persone. È un’esperienza che ti lascia dentro molto e che ti porti dietro per sempre. Anche per questo sono ben lieto di unire lavoro e solidarietà e di aiutare la Piccola Missione per i Sordomuti”. 

    L’iniziativa è volta a favorire la formazione e, grazie alla presenza di laboratori artigiani, l’autoimprenditorialità delle persone che, oltre a nascere in un contesto difficile, si trovano private dell’udito. Il sistema sanitario della Repubblica Democratica del Congo, fiaccato dalla guerra e dal terrorismo, è ancora carente, mentre le campagne vaccinali quasi del tutto assenti: questo si traduce in un aumento di malattie come rosolia, meningite, otiti causa di sordità. Da qui la scelta di aprire una struttura del genere a Butembo.  

    “La sordità è un handicap invisibile, isola i bambini e per questo dobbiamo intervenire, per ricostruire intorno al loro un mondo vivo e aperto. A maggior ragione in questi contesti di estrema marginalità” dichiara Padre Savino Graziano Castiglione Superiore Generale e Rappresentante Legale della Piccola Missione e già impegnato in precedenza, dal 1988 al 2001, nelle Filippine per un progetto analogo dedicato alle persone con sordità. 

    Un ciclo di incontri virtuali trasmessi in diretta sui principali social network per accendere i riflettori sui bambini e adolescenti e sulle loro difficoltà, soprattutto in questo periodo di pandemia. Fondazione Cesvi, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione sull’infanzia trascurata e maltrattata “Quando Sarò Grande”, promuove i Children’s Days: 20 incontri virtuali in programma tra martedì 4 e sabato 8 maggio per parlare delle esigenze, dei diritti e delle fragilità dei bambini, temi diventati di estrema attualità e urgenza in questo momento di emergenza Covid-19, che vede acuiti tutti i fattori di rischio per il maltrattamento minorile e la trascuratezza. Previste anche testimonianze di crescita e riscatto raccontate da importanti figure del mondo dello spettacolo e dello sport.  

    La rassegna si aprirà martedì 4 maggio alle ore 11 con la presentazione, in diretta sui canali Facebook e YouTube di Cesvi, della IV edizione dell’Indice Regionale sul Maltrattamento all’infanzia in Italia, uno studio curato dalla Fondazione Cesvi che analizza la vulnerabilità al maltrattamento dei bambini nelle singole regioni italiane attraverso l’analisi dei fattori di rischio presenti sul territorio e della capacità delle amministrazioni locali di prevenire e contrastare il fenomeno tramite i servizi offerti. L'edizione di quest’anno include anche un focus sull'impatto che l’emergenza Covid-19 ha prodotto sulla salute mentale delle famiglie, dei genitori e dei bambini diventando un nuovo fattore di rischio al maltrattamento dei minori attualmente non tracciabile in alcuna rilevazione quantitativa ufficiale.  L’incontro sarà moderato dalla giornalista e madrina di Fondazione Cesvi Cristina Parodi e vedrà la partecipazione della Ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, professoressa Elena Bonetti. 

    Il calendario dei Children’s Days prevede momenti approfondimento con professionisti come la psicoterapeuta Stefania Andreoli (mercoledì 5 maggio, ore 10.30 – in diretta su Instagram), la giornalista e divulgatrice scientifica esperta in alimentazione e benessere Rosanna Lambertucci (martedì 4 maggio, ore 17 – in diretta su Facebook e YouTube), il professore e protagonista della trasmissione Rai “Il Collegio” Andrea Maggi (mercoledì 5 maggio, ore 17.30 – in diretta su Instagram) e la giornalista e scrittrice Christiana Ruggeri (martedì 4 maggio, ore 18 – in diretta su Facebook), ma anche spazi dedicati al racconto di storie di crescita e riscatto con gli artisti  Cristina Parodi (giovedì 6 maggio, ore 17 - in diretta su Facebook e YouTube), Alessio Boni (mercoledì 5 maggio, ore 18.30 – in diretta su Facebook), Paola Turani (mercoledì 5 maggio, ore 19.30 – in diretta su Facebook), Maria Grazia Cucinotta (giovedì 6 maggio, ore 18 - in diretta su Facebook), Annie Mazzola (martedì 4, ore 18.30 – in diretta su Instagram), Vava77 (venerdì 7 maggio, ore 19.30 – in diretta Facebook) gli influencer Myriam Sabolla, Giorgia Polo e Guido senza Patente (giovedì 6 maggio, ore 9 – in diretta su Instagram) e gli sportivi Giorgia Sottana e Giampaolo Ricci (martedì 4 maggio, ore 21.15 – in diretta su Instagram) , Francesca Dallapè e Valentina Marchei (mercoledì 5 maggio, ore 11 – in diretta su Instagram) e Cherif Karamoko (venerdì 7 maggio, ore 18.30 – in diretta su Facebook). In programma una tavola rotonda sulla responsabilità sociale d’impresa moderata da Rossella Sobrero (venerdì 7 maggio, ore 11 – in diretta su Facebook) e un incontro con la partecipazione della giornalista Emanuela Zuccalà in memoria di Brandi Gatica, cooperante Cesvi appena scomparsa che ha dedicato la sua vita alla protezione dell’Amazzonia e sin da piccola sognava di proteggere la sua terra (venerdì 7 maggio, ore 16 – in diretta su Facebook). 

    Focus di alcuni degli incontri anche l’impegno di Fondazione Cesvi, che da oltre 35 anni protegge in tutto il mondo l’infanzia e le categorie sociali più vulnerabili con le Case del Sorriso ed è attiva in Italia con un programma nelle città di Bergamo, Napoli e Bari finalizzato a prevenire e contrastare i fenomeni di trascuratezza, maltrattamento e abuso ai danni di minori. Il programma ha finora raggiunto oltre 1.380 bambini e ragazzi, che hanno usufruito di spazi di ascolto e/o percorsi di promozione del loro benessere; 660 genitori, che sono stati coinvolti in percorsi di genitorialità positiva e supportati con consulenze psico-pedagogiche e 559 professionisti (operatori e insegnanti), che sono stati formati per diventare ancora più efficaci nell’affrontare e prevenire il maltrattamento e la trascuratezza.

    Si parlerà, infine, di giovani e clima (venerdì 8 maggio, ore 16 – in diretta su Facebook) e infanzia a rischio con rappresentanti di Spazio Aperto Servizi, Fondazione Giovanni Paolo II e Università Cattolica del Sacro Cuore (giovedì 7 maggio, ore 17 – in diretta su Facebook).

    “L’idea della campagna Quando Sarò Grande nasce dalla triste constatazione, quando si interagisce con minori vulnerabili in tutto il mondo, del fatto che hanno perso la capacità di sognare. Sono sopraffatti da un presente che vede non soddisfatti i loro bisogni materiali, affettivi, educativi; perdono la capacità di aspirare a una condizione diversa rispetta a quella in cui si trovano e quindi di immaginare un futuro come cittadini partecipi e produttivi” dichiara Roberto Vignola, Vice Direttore Generale di Fondazione Cesvi. “Ma quando a queste giovani donne e uomini viene data la possibilità di essere ascoltati, quando gli viene concessa la possibilità di ricevere sostegno concreto, quando si riesce a stimolarli e ad avviare un percorso che rafforzi l’autostima e la capacità di vedersi come protagonisti della propria vita e del futuro, allora nulla può fermarli e ritrovano la forza di sognare”. Per questo nasce Quando Sarò Grande: ogni bambino, in Italia, quanto negli altri Paesi del mondo, ha il diritto di sognare un futuro migliore in cui è protagonista della propria vita e del proprio futuro. È il percorso che Cesvi sta facendo a Bergamo insieme a Luca che sogna di diventare medico, nelle case del Sorriso in India dove molti bambini vorrebbero diventare ingegneri o ancora in Perù dove giovani ragazze desiderano diventare ristoratrici o estetiste. Investire sul futuro dei bambini, vuol dire rovesciare una prospettiva di sconfitta che vede i perdenti trasformarsi in protagonisti. 

    Per consultare il calendario completo dei Children’s Days e partecipare agli incontri virtuali: https://childrensdays.cesvi.org/ 

    Da sempre la scuola è nei pensieri di tutti. Oggi più che mai. Parlamento, governi regionali, sindaci, per tutti la scuola rappresenta una priorità. Draghi ha ravvisato sin dal suo insediamento la necessità di recuperare le ore perse di didattica in presenza. La Scuola in Sicurezza è faro del governo Conte. Renzi in precedenza aveva varato la “Buona Scuola” mentre con il governo Letta “L’istruzione riparte”. Il supertecnico ministro Profumo aveva puntato a realizzare la “Nuova Scuola” che faceva seguito alla scuola "per tutti e di ciascuno" voluta dal governo Berlusconi.
     
    Ogni governo, di destra e di sinistra, perviene alla stessa soluzione: una sostanziale sforbiciata ai fondi per la scuola. Tra il 2008 e il 2012 vengono sottratti oltre 10 miliardi al bilancio della scuola e dell’università con una perdita complessiva di oltre 126.000 posti. Non sorprende dunque che il nostro Paese abbia dato vita alle cosiddette “classi pollaio”. Più recentemente il governo Gentiloni ha previsto, nel triennio 2018-2020, il taglio di 160 milioni di euro alla scuola statale. I successivi bilanci 2019 e 2020 si muovono nella stessa direzione. Non dovrebbe quindi sorprendere che negli ultimi 20 anni oltre 3,5 milioni di studenti hanno abbandonato la scuola, rinunciando così ad un futuro migliore. In pratica, è come se fosse sparita un’intera città senza che nessuno se ne sia accorto. Distrazione, superficialità o omissione?
     
    Insieme all’Italia dal 5 marzo 2020, a causa dell’emergenza da Covid-19, è cambiata anche la scuola sospendendo, su tutto il territorio nazionale, le attività didattiche in presenza e attivando la didattica a distanza, la mitica DAD. Unica eccezione lo svolgimento in presenza degli esami di Stato. Il nuovo anno scolastico 2020/21, in considerazione dell’andamento diffusivo dell'epidemia, da ottobre vede limitate progressivamente le attività didattiche in presenza e la DAD, tra altalenanti rientri in presenza al 50%, prende il sopravvento. La riapertura della scuola in presenza al 100% dal 26 aprile diventa l’emergenza nazionale, la questione cruciale al pari della ripartenza delle attività produttive e della ripresa del Paese, tanto da sottrarre spazio ad ogni altra discussione. Eppure, l’ultima campanella nelle diverse regioni dovrebbe suonare fra circa 30 giorni o poco meno di scuola. TRENTA GIORNI. Trenta giorni o poco meno durante i quali la scuola potrà e dovrà agire sul disagio giovanile, restituire la perduta socializzazione, ridare fiducia verso il futuro. Trenta giorni o poco meno per cancellare l'impatto emotivo dall'esperienza vissuta. Trenta giorni per promuovere attività di recupero e consolidamento degli apprendimenti, sviluppare capacità collaborative e rafforzare l’autostima. Sfugge che in questi 30 giorni o poco meno la scuola dovrà procedere alle valutazioni di fine anno necessarie per giungere agli scrutini finali che in virtù del decreto Rilancio (art.23 bis) sono previsti per l’anno in corso entro il termine delle lezioni. Distrazione, superficialità o omissione?
     
    Articolo di di Sabrina Barresi Società Libera Online
     

    Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in occasione della Giornata internazionale della sicurezza e della salute sul lavoro, che si celebra il 28 aprile di ogni anno, promossa dall’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro), intende richiamare l’attenzione sui diritti dei lavoratori che non trovano ancora una piena realizzazione nel mondo e che troppo spesso sono messi in discussione anche in Italia.

    Ricordiamo fra tutte la terribile tragedia avvenuta il 3 dicembre del 1984, a Bhopal (India), in cui a causa dell’esplosione della fabbrica di pesticidi della Union Carbide perirono 2 500 persone con, negli anni successivi, altri 20 000 morti. Nel 2010 sono stati riconosciuti responsabili dell’accaduto, per negligenza, otto ex-dirigenti indiani della UCIL, con pene irrisorie (circa due anni di detenzione).

    Molte categorie infatti non vedono riconosciute le forme più elementari di presidio e conservazione della salute mentre esercitano la propria professione; tanti sono costretti nelle campagne, nelle miniere o nei cantieri a subire condizioni di vita indegne e inaccettabili, in condizioni di parziale o totale schiavitù.

    Il fenomeno del caporalato, presente sia nel Sud che nel Centro – Nord d’Italia, incide ancora pesantemente in alcuni settori dell’economia come quello dell’agricoltura dei trasporti, della logistica, dell’edilizia, dei servizi di consegna e assistenza). Nonostante alcuni documenti e norme introdotti recentemente per contrastare il fenomeno (legge 199/2016; il piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato 2020-2022 del Ministero del lavoro e delle politiche sociali; legge 17 luglio 2020, n. 77 (art. 103)) la situazione rimane ancora preoccupante e seria. Persiste nel nostro Paese ancora un forte legame tra imprese, reti di migranti e organizzazioni criminali che incide pesantemente anche sulla sicurezza e salute sul lavoro.

    Oggi a regolamentare in Italia il tema è il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81- testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Malgrado la regolamentazione i valori relativi agli infortuni, morti e malattie professionali rimangono elevati, anche se ridimensionati probabilmente come conseguenza dell’epidemia del Covid 19, che ha fortemente inciso su tante attività occupazionali.

    Le denunce di infortunio nel primo bimestre del 2021 sono state 82.634, in diminuzione di circa 14mila casi (-14,4%) rispetto alle 96.549 riscontrate dall’INAIL nello stesso periodo relativo al 2020; anche le morti sul lavoro sono leggermente diminuite, passando da 108 a 104; stesso andamento in diminuzione registrano le denunce delle malattie professionali, toccando quota 7.801, oltre 2.700 in meno rispetto al periodo considerato.

    Tuttavia oltre ad aspetti dissonanti così macroscopici, individuiamo tipologie di malversazione più sottili e subdole che vanno ascritte al mobbing e comunque a un non corretto rapporto di prestazione d’opera.  

    L’introduzione dello smart working ha offerto alcune facilitazioni, ma ha anche comportato potenziali rischi per la SSL, inclusi difficoltà psicosociali, la violenza, le molestie e violazione della privacy.

    Quest’anno l’ILO focalizza la finalità di tale giornata mondiale sulla valorizzazione degli elementi di un sistema di SSL, sulla scorta di quanto stabilito dalla Convenzione OIL sul quadro promozionale per la salute e la sicurezza sul lavoro, 2006 (n. 187).

    Il CNDDU propone il progetto “Sentinelle sulla sicurezza e sulla salute sul lavoro” da svilupparsi attraverso brevi interviste (da declinare in forma di video o schede informative) somministrabili ai propri famigliari e conoscenti per comprendere il grado di sicurezza percepito all’interno dei vari settori occupazionali. Gli elaborati una volta aggregati potranno, con le relative autorizzazioni, essere inviati al CNDDU (email: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.)

    “La protezione dei lavoratori, delle loro famiglie e dell’intera collettività può essere assicurata solo attraverso la messa in campo di misure per la salute e sicurezza sul lavoro che permettano di dare continuità al lavoro e di garantire la sopravvivenza economica” (Guy Ryder, Direttore Generale dell’OIL, 2021)

    Dal 7 al 9 maggio 29esimo Weekend Clinic della Smile House di Roma: tre giorni di visite e interventi chirurgici per curare bambini nati con patologie cranio-maxillo-facciali. Per sostenere le attività della Fondazione Operation Smile Italia è stata lanciata la campagna sms solidale “Dona una vita di Sorrisi”: sms e chiamate da rete fissa al numero solidale 45582 per garantire cure tempestive e un futuro più sereno ai bambini nati con malformazioni del volto.

    Un weekend per ricostruire, fisicamente e psicologicamente, il sorriso di bambini nati con malformazioni del volto attraverso interventi chirurgici e cure multi-specialistiche. Dal 7 al 9 maggio è in programma il 29esimo Weekend Clinic del progetto Smile House di Roma della Fondazione Operation Smile Italia Onlus, che da oltre 20 anni è attiva, grazie all’impegno di medici e operatori sanitari volontari, in Italia e nel mondo per il trattamento delle patologie congenite cranio-maxillo-facciali al fine di curare e restituire il sorriso a migliaia di pazienti e alle loro famiglie

    Il progetto Smile House di Roma nasce da un protocollo d'Intesa tra Regione Lazio, ASL Roma 1 e Fondazione Operation Smile Italia Onlus. La Smile House – centro di cura multispecialistico per il trattamento delle patologie congenite cranio-maxillo-facciali – è attiva dal 2017 presso l’Ospedale San Filippo Neri ed è coordinata dal dottor Domenico Scopelliti, vicepresidente della Fondazione Operation Smile Italia Onlus e fondatore, ideatore e promotore del progetto “Smile House”. A causa della sospensione della chirurgia di elezione presso l’Ospedale San Filippo Neri di Roma – diventato ospedale Covid – il Weekend Clinic del 7-9 maggio, in accordo con la ASL Roma 1, si terrà presso la Clinica Parioli.

    Nella Smile House di Roma nell’ultimo anno sono stati visitati più di 1000 pazienti e offerte oltre 2500 consulenze multidisciplinari. Nel corso del Weekend Clinic di maggio verranno operati 8 bambini di età compresa tra i 4 mesi i 10 anni, provenienti da Roma, Brindisi, Taranto, Siracusa e Marina di Gioiosa Jonica (RC). Gli interventi saranno seguiti da un team di composto da 20 medici, infermieri e operatori sanitari volontari.

    La Fondazione Operation Smile Italia Onlus fa parte di un’organizzazione medica internazionale che nell’ultimo anno, nonostante i forti disagi legati alla pandemia Covid-19, nel rispetto dei protocolli di sicurezza ha continuato ad assistere i propri pazienti, anche a distanza, sempre con l’obiettivo di garantire ai più fragili cure multidisciplinari tempestive e gratuite. Nel 2020 sono stati oltre 15mila i pazienti curati durante le missioni mediche e nei 31 Centri di Cura dell’organizzazione.  Molto, tuttavia, resta ancora da fare: nel mondo un neonato ogni mille nasce con labiopalatoschisi e in Europa l’incidenza è di circa 1 neonato ogni 500-700.

    Per sostenere le attività in Italia e all’estero, la Fondazione Operation Smile Italia onlus ha lanciato la campagna sms solidale “Dona una vita di Sorrisi – Insieme per non lasciare indietro nessuno, insieme per portare molto più di un Sorriso”, che sarà attiva fino al 9 maggio: con un sms o una chiamata da rete fissa al numero solidale 45582 è possibile contribuire a cambiare concretamente la vita di una persona nata con una malformazione del volto, garantendole cure specializzate e un futuro sereno e in salute. Per contribuire alla diffusione della campagna sui social media è possibile utilizzare l’hashtag #moltopiùdiunsorriso. 

    L’iniziativa solidale, in particolare, è finalizzata ad aiutare i pazienti in attesa di cure in Nicaragua attraverso la fornitura di materiale medico per un ospedale locale, e a sostenere, in Italia, il progetto Smile House, attraverso un progetto di ricerca in psicologia dinamica e clinica volto ad indagare gli effetti psicologici nel bambino affetto da malformazioni facciali congenite e gli aspetti psicologici della coppia genitoriale sulla qualità dell’intersoggettività primaria in una popolazione di bambini con schisi facciale.

    «Ogni 3 minuti, nel mondo – spiega la Fondazione in una nota – nasce un bambino con una malformazione del volto come la labiopalatoschisi. Un bambino che, se non curato tempestivamente, può avere problemi nella crescita e vivere sofferenze psicologiche legate all’emarginazione sociale e ad episodi di bullismo. Un bambino che rischia di dover aspettare troppo tempo per essere curato: le liste di attesa si allungano ogni giorno e l’emergenza Covid-19 sta peggiorando la situazione, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito». 

    Vivere con una malformazione del volto non curata può compromettere le funzionalità più basilari come mangiare e parlare. Alle difficoltà dello sviluppo fisico si aggiungono spesso anche problemi di carattere psicologico e di integrazione nella società che, nei casi più drammatici, possono sfociare nell’abbandono scolastico e addirittura nel totale isolamento dalla vita sociale. L’emergenza Covid-19 sta peggiorando la situazione, «mettendo a repentaglio la possibilità, per tantissimi bambini, di essere operati con la tempestività necessaria e di essere seguiti con un approccio multidisciplinare, dalla nascita fino alla fine delle cure», aggiungono i portavoce della Fondazione. 

    La Fondazione Operation Smile Italia Onlus, oltre a sostenere i programmi medici dell’organizzazione internazionale, è attiva sul territorio italiano con il Progetto Smile House: due ambulatori multispecialistici ad Ancona e Cagliari e tre Centri chirurgici multidisciplinari di diagnosi, cura, ricerca e formazione per il trattamento delle patologie congenite cranio-maxillo-facciali a Milano, Roma e Vicenza, nati per garantire ai pazienti e alle loro famiglie, in un’unica struttura, cure e assistenza dalla fase prenatale all’intervento chirurgico, fino alla conclusione delle terapie necessarie. 

    «In questo difficile anno – sottolinea il direttore generale della Fondazione Operation Smile Italia Onlus Alessandra Corrias – nonostante gli importanti disagi causati dalla pandemia nei Centri Smile House siamo riusciti a visitare, in piena sicurezza, 6.212 persone, operare 259 pazienti e a garantire 11.486 consulenze multidisciplinari. La Fondazione, con i suoi medici e operatori sanitari, si è inoltre immediatamente attivata in sostegno dell’emergenza Covid-19 supportando sia la Protezione Civile che il personale medico e le strutture ospedaliere in Italia e, all’estero, donando attrezzature e dispositivi di protezione individuale, organizzando corsi di formazione a distanza rivolti al personale sanitario e assistendo, attraverso i centri di cura, i pazienti e le loro famiglie, anche a distanza.  Non appena è stato possibile le attività sono riprese in sicurezza in molti Paesi. Un anno molto complesso e faticoso, che, tuttavia ci ha insegnato quanto è importante, in questi momenti così difficili, restare coesi ed essere solidali».

    I volontari italiani di Operation Smile accreditati a livello internazionale sono 141: 26 chirurghi, 45 anestesisti, 10 pediatri, 28 infermieri, 22 dentisti e 10 logopedisti.

    La campagna solidale è sostenuta da Rai per Il Sociale, Sky per il sociale, La7 e TV2000. Mediafriends ha concesso spazi gratuiti per l'emissione dello spot.

    La figlia di Ottaviano Augusto, il primo imperatore di Roma, fu mandata in esilio e morì proprio in quella stessa città

    E se quella rinvenuta a Reggio Calabria, in uno scavo a piazza Garibaldi, fosse la tomba di Giulia, la figlia di Ottaviano Augusto il primo imperatore di Roma mandata in esilio a Reggio in Calabria e morta nella stessa città? A chiederselo sono l’archeologo e docente universitario Daniele Castrizio e il professore Lorenzo Braccesi, tra i più importanti studiosi della vita di Giulia, che attendono la ripresa degli scavi dove qualche anno fa è stato fortuitamente scoperto un manufatto di epoca romana imperiale che avrebbe i requisiti di un importante mausoleo funebre.

    Oggi  30 aprile l’amministrazione comunale reggina inizierà le fasi di pulizia dell’area, a pochi metri dalla stazione centrale ferroviaria, propedeutici alla ripresa degli scavi. Il luogo del ritrovamento, a lungo analizzato nei mesi passati con il georadar, è collocato in un’area che nei secoli scorsi veniva attraversata dal torrente Calopinace, territorio ritenuto sacro dalla Reggio greca, per via della fondazione della città da parte dei coloni calcidesi. Dai recenti sondaggi effettuati dagli archeologi, estesi per l’intera area di Piazza Garibaldi e strade adiacenti, oltre a quanto già scoperto, non sono emersi altri elementi sui quali approfondire. Si punta quindi a riprendere quanto già individuato, per rivelare con certezza se si tratta della sepoltura di Giulia.

    Ad oggi l’attuale scoperta potrebbe comunque rappresentare un interessante spunto di lettura culturale della città dello Stretto che fu tra le più fedeli al Roma, soprattutto durante le guerre puniche, tanto da ricevere in epoca imperiale il nome di Rhegium Julii e godere di autonomia amministrativa con un proprio senato elettivo.

     

    Fonte: Agenzia Dire

    I processi con cui prendiamo le decisioni sono altamente condizionabili. Soprattutto quando riguardano la salute

    Nella cornice del Festival della Psicologia parleremo con la dottoressa Teresa Gavaruzzi di come si prendono le scelte relative alla salute quando in gioco c’è la sicurezza personale. Tema che dall’inizio della pandemia ha soltanto cambiato le sue forme di espressione, seguendo i nuclei emergenti che via via si sono imposti all’attenzione del pubblico, ma non ha mai cambiato volume: all’inizio la gestione della pandemia con i comportamenti da adottare (il distanziamento sociale, l’uso della mascherina,…), ora l’adesione al piano vaccinale. In mezzo la paura e l’incredulità per un evento dalla portata enorme, la relazione con le informazioni veicolate dai media, le distorsioni che si ha la tendenza a compiere su temi così rilevanti e urgenti.

    Compiere delle scelte in un periodo di emergenza è un processo che può determinare angoscia, rabbia, senso di paralisi. Ma guardato da una prospettiva più ampia il tema della scelta è comunque capitale per l’essere umano.

    “La vita si vive nell'incertezza, per quanto ci si sforzi del contrario. Ogni decisione è condannata a essere arbitraria; nessuna sarà esente da rischi e assicurata contro insuccesso e rimpianti tardivi. Per ogni argomento a favore di una scelta si trova un argomento contrario non meno pesante”, ha scritto Zygmut Bauman ne L’arte della vita.

    D’altra parte, il termine decidere deriva, così come il termine omicidio, dal latino “tagliar via”. Ogni scelta che compiamo, dalle più comuni e giornaliere alle più decisive, è anche un’operazione di drammatica eliminazione di tutte le alternative che non abbiamo scelto.

    In un mondo strutturato come quello in cui stiamo vivendo, le grandi narrazioni consequenziali hanno ceduto il passo alla simultaneità e alla frammentazione delle informazioni: siamo costantemente in ricezione di numerosissimi input che moltiplicano gli oggetti della nostra possibile attenzione e impongono di allenare la nostra capacità di discernimento all’ennesima potenza.

    Tutto questo ha un costo. Il sociopsicologo Roy F. Baumeister parla di esaurimento dell’ego, per indicare l’affaticamento della capacità di determinare scelte secondo volontà. Anche se è un processo che avviene perlopiù fuori dalla coscienza, il lavoro mentale che riguarda la pesa delle alternative che abbiamo a disposizione in ogni momento della giornata ha un costo energetico. Per questo in una ricerca si è visto che il collegio di giudici tenuti a valutare le richieste di libertà condizionata per i detenuti delle carceri israeliane tendeva a concedere la libertà nel 70% dei casi valutati nella prima parte della giornata, mentre nel pomeriggio aumentavano i dinieghi. Quando si è più stanchi, si tende a semplificare il processo di scelta e ad andare sul sicuro. Oppure si cerca una gratificazione: motivo per cui gli snack dolci sono messi nei supermercati vicino alle casse, alla fine dei processi di scelta che si sono operati su cosa acquistare tra gli scaffali.

     

    Ciao a tutti! Oggi siamo qui per dirvi che noi di Radioimmaginaria un po' di tempo fa abbiamo intervistato durante una puntata di Adolescemi - idee per sopravvivere Alessia Ria, la ragazza pugliese di 22 anni che qualche settimana fa si è recata al supermercato in zona rossa per comprare degli assorbenti ma non ha potuto acquistarli perchè non erano considerati un bene di prima necessità. Per capire cosa avrebbero fatto gli adolescenti se si fossero trovati al posto di Alessia abbiamo deciso di chiederlo direttamente a loro attraverso un sondaggio. Sentite qui cosa ci hanno risposto!
     
    Ciao a tutti! Oggi siamo qui per dirvi che noi di Radioimmaginaria un po' di tempo fa abbiamo intervistato durante una puntata di Adolescemi - idee per sopravvivere Alessia Ria, la ragazza pugliese di 22 anni che qualche settimana fa si è recata al supermercato in zona rossa per comprare degli assorbenti ma non ha potuto acquistarli perchè non erano considerati un bene di prima necessità. Per capire cosa avrebbero fatto gli adolescenti se si fossero trovati al posto di Alessia abbiamo deciso di chiederlo direttamente a loro attraverso un sondaggio. Sentite qui cosa ci hanno risposto!
     

    Marevivo apprende con soddisfazione l’inserimento di un capitolo dedicato al mare all’interno del PNRR, richiesta che era stata avanzata lo scorso marzo da Rosalba Giugni e Ferdinando Boero, rispettivamente Presidente e Vicepresidente di Marevivo, durante un intervento in audizione presso la Commissione Ambiente del Senato.

    Come si legge nel punto M2C4 investimento 3.5 della Missione 2 Rivoluzione verde e transizione ecologica del PNRR “Ripristino e tutela dei fondali e degli habitat marini”: “Il piano sviluppato prevede interventi su larga scala per il ripristino e la protezione dei fondali e degli habitat marini nelle acque italiane, finalizzati a invertire la tendenza al degrado degli ecosistemi mediterranei potenziandone la resilienza ai cambiamenti climatici e favorendo così il mantenimento e la sostenibilità di attività fondamentali non solo per le aree costiere, ma anche per le filiere produttive essenziali del Paese (pesca, turismo, alimentazione, crescita blu).”

     “Siamo molto soddisfatti di questo risultato, finalmente il Mare entra nell’agenda di Governo, un passo fondamentale verso la sostenibilità ambientale” ha dichiarato Rosalba Giugni. “Adesso si proceda subito all’istituzione di una Cabina di regia per una governance del Mare: è dalla chiusura nel 1993 del ministero della Marina Mercantile con la sua Consulta, infatti, che le istanze legate al mare sono state divise in sette ministeri ed è mancata una vera politica integrata per l’ecosistema marino. Da allora Marevivo ha sollecitato ripetutamente i Governi che si sono succeduti affinché istituissero un organismo alla Presidenza del Consiglio, e questa è un’occasione unica per assolvere a questa mancanza”.

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