Il network #educAzioni (composto da 10 reti nazionali che  comprendono centinaia di associazioni, ordini professionali, sindacati, organizzazioni di società civile) chiede al nuovo esecutivo che il tema del diritto all’educazione sin dai primi anni di vita sia posto al centro dell’azione del Governo e che si faccia un passo avanti coraggioso per investire sulla scuola e l’educazione. In questi mesi difficili, il network ha elaborato proposte concrete su temi cruciali quali: la costruzione di una rete di asili nido gratuiti su tutto il territorio nazionale, la diffusione del  tempo pieno e delle mense nella scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado, la riduzione del numero degli alunni per classe, i “patti educativi di comunità”, da realizzarsi con il coinvolgimento del terzo settore e dell'associazionismo civico, la riqualificazione degli ambienti scolastici, per garantire sicurezza e qualità degli ambienti di apprendimento, la riforma della formazione e reclutamento degli insegnanti e l’aggiornamento continuo di tutto il personale della scuola. Su questi temi, la rete è certa di poter trovare nel neo ministro all’Istruzione Patrizio Bianchi un interlocutore attento e autorevole ed è pronta a collaborare per affrontare le prime importanti scadenze, a partire dalla definizione del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza per il “Next Generation Fund”.

    "Il mondo del Terzo settore rivolge il suo augurio di buon lavoro al nuovo governo guidato da Mario Draghi, ed è pronto a un lavoro comune sulle sfide che aspettano il nostro Paese". Lo ha affermato Claudia Fiaschi, portavoce del Forum nazionale Terzo settore.

    "Adesso che il governo è in carica - spiega Fiaschi - auspichiamo che possa mettere in campo un investimento strutturale sul Terzo settore che può essere un attore principale nella costruzione di un nuovo modello di sviluppo più inclusivo e sostenibile”.

    "L'Italia è in una emergenza sociale e economica senza precedenti, va rafforzata la coesione sociale, bisogna ricreare la fiducia nel futuro, soprattutto per le nuove generazioni: dobbiamo partire dall'iniziativa organizzata dei cittadini, capace di generare un impatto sociale positivo e buona economia. Insieme ce la possiamo fare." Conclude Fiaschi.

    Venire a sapere dalla CNN/Ansa di una significativa multa da parte dello Stato della California al carcere di San Quintino negli USA per la violazione delle norme di sicurezza anti Covid, fa davvero riflettere molto. 

    Negli Stati Uniti d’America, il paese dove vige tuttora la pena di morte, un paese con una storica e consolidata politica giustizialista e securitaria pesante con più detenuti al mondo, lo Stato della California punisce con una multa di 421.880 dollari il carcere forse più famoso al mondo, San Quintino, per aver violato le norme di sicurezza anti Covid; multa che arriva dopo un rapporto dell’Ispettore generale che certifica l’accaduto e soprattutto le responsabilità. Quanto accaduto negli USA ci dovrebbe far riflettere, molto.

    Il pensiero e il raffronto non può che correre alla situazione delle carceri del nostro paese, paese avanti nella elaborazione e produzione di normative sul trattamento penale incardinate sul principio del reinserimento sociale del detenuto, ma allo stesso tempo con una capacità di rispetto e applicazione delle norme promulgate assolutamente deficitaria.

    La pandemia non ha fatto altro che evidenziare una situazione paradossale preesistente. L’esempio più eclatante è quello di scoprire che di fronte al rischio di diffusione del contagio all’interno degli istituti penali, si sono bloccate tutte le visite e tutti i colloqui. Peccato che le uniche modalità di comunicazione con i propri familiari corrispondevano a una telefonata settimanale. Sapendo, e avendolo codificato in linea di principio, quanto importante sia la cura delle relazioni, a partire da quelle familiari e non solo, si arriva a pensare di utilizzare strumenti di comunicazione da remoto solo a seguito della pandemia.

    Un altra questione che la pandemia ha evidenziato è sicuramente la condizione permanente di sovraffollamento con conseguente violazione di tutte le norme igienico sanitarie. A nessuno può sfuggire che se una delle condizioni immediate per contrastare il diffondersi dell’epidemia è il distanziamento e le pratiche di igienizzazione personale e ambientale, il sovraffollamento è non solo una pena aggiuntiva ma è una condizione esplosiva per la diffusione del virus tra i detenuti e il personale, agenti e dipendenti amministrativi. Anche in Italia, si è anche cercato di rimediare a tale situazione limitandosi a travasare “le eccedenze” da un carcere all’altro, altro magari ritenuto al momento più sicuro dal punto vista sanitario. Il che, come accaduto a San Quintino, può determinare un dilagare del contagio e quindi provocare morti. 

    Per non parlare del ritardo e della lentezza con la quale si sono utilizzate le protezioni individuali e le pratiche per il tracciamento del virus. Mascherine e gel igienizzanti nonché i tamponi sono arrivati con un ritardo ingiustificabile.

    Per non parlare della copertura vaccinale della popolazione detenuta e dei dipendenti  degli Istituti di pena. Si è dovuta alzare la voce della Senatrice a vita Liliana Segre per sollecitare il Commissario Arcuri nel considerare le carceri e la loro popolazione come situazioni particolarmente a rischio tanto quanto le RSA per gli anziani. Il che confuta  radicalmente la convinzione, da diversi declamata con un mantra, che proprio il carcere in quanto luogo chiuso è il luogo più sicuro dal punto di vista sanitario: fuori è molto più pericoloso!

    Queste semplici riflessioni per dire che se anche nel nostro paese si applicassero le sanzioni che hanno portato negli USA il carcere di San Quintino a pagare una maxi multa, la nostra amministrazione penitenziaria rischierebbe di dover dichiarare il fallimento amministrativo.

    Il fallimento che però più dovrebbe realmente preoccupare è l’emergere palese della lontananza  tra ciò che è scritto ed enunciato nelle normative e ciò che è applicato nella realtà e ancor di più il venir meno al dettato costituzionale che la pena deve tendere alla rieducazione del condannato, favorendo il suo reinserimento nella società. 

    La speranza è che una doverosa e seria riflessione sull’esperienza vissuta nella pandemia e sui  limiti strutturali che ha messo in evidenza, riesca finalmente a produrre un cambiamento nelle politiche detentive e sulle misure alternative alla detenzione.

    Sergio Cusani / Corrado Mandreoli - CGIL Milano 

     

    NOTA. A maggio 2020, dopo che aveva cominciato a diffondersi il Covid in alcuni Istituti di pena della California, il California Department of Corrections and Rehabilitation e il California Correctional Health Care Services (CCHCS) hanno deciso di trasferire alcuni detenuti in strutture che non presentavano focolai, ignorando le raccomandazioni dei sanitari. Nello specifico, il 30 maggio sono stati trasferiti a San Quentin 122 detenuti provocando un disastro, come afferma l’Ispettore Generale, dato che dei 122 detenuti, 91 sono risultati positivi e 2 sono morti per complicazioni Covid-19. Nei tre mesi successivi ai trasferimenti, a San Quentin il numero di casi di Covid-19 è salito ad oltre 2.200 su circa 3.300 detenuti e 28 detenuti sono morti. Da questa situazione ne è derivata la multa. Uno dei detenuti contagiati a San Quentin ha dichiarato alla CNN: " Dal giudice sono stato condannato a 5 anni e 4 mesi. Non ero stato condannato a morte.”

     

     il prossimo 17 febbraio si terrà l'INFO-DAY di PRIMA relativo ai bandi 2021 promosso dal Ministero Università e Ricerca assieme al Segretariato Italiano.

    L'evento si terrà da remoto, dalle ore 15.00 alle 16.30. Il programma in bozza è visionabile sul sito http://www.primaitaly.it/prima-info-day-2021/. Sullo stesso sito saranno disponibili nei prossimi giorni ulteriori informazioni e materiali, incluso il link per la diretta. 

    Durante l'info-day saranno presentati i bandi PRIMA per l'anno 2021. La cifra totale a bando è di oltre 68 milioni, di cui 7 messi a disposizione dal Ministero dell'Università e della Ricerca e destinati ai ricercatori italiani.

    Con decreto della Sottosegretaria di Stato alla Salute Sandra Zampa del 26 gennaio 2021 è stato istituito il Tavolo di lavoro tecnico sulla salute mentale presso la Direzione Generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute. Il Decreto sostituisce il decreto del Ministro della salute 24 gennaio 2019 e il Decreto del Direttore generale della prevenzione sanitaria 17 giugno 2019.

    Il Tavolo ha il compito di predisporre linee guida, linee di indirizzo e documenti scientifici, ivi compresi gli accordi sanciti in sede di Conferenza Stato-regioni e Conferenza unificata, e di verificare l’appropriatezza e la qualità dei percorsi di trattamento e riabilitazione erogati per i disturbi mentali. Lavorerà, inoltre, per individuare e affrontare, alla luce dei dati del Sistema informativo salute mentale, l’esistenza di eventuali criticità nei servizi territoriali e, a tal fine, elaborerà proposte per il loro superamento. Proporrà azioni operative e normative per favorire l’attuazione dei più appropriati modelli di intervento per la diagnosi, la cura e la riabilitazione psicosociale dei portatori di disagio psichico, finalizzati alla riduzione dei trattamenti sanitari obbligatori (TSO) e volontari, la contenzione meccanica e quella farmacologica/chimica.

    “Considero l’istituzione di questo Tavolo una buona notizia ed un ottimo punto di partenza per un lavoro delicato e complesso. La salute mentale costituisce parte integrante della salute e del benessere generale, così come definita anche dall’Organizzazione mondiale della sanità. È uno strumento che aiuterà ad organizzare al meglio i servizi deputati all’assistenza e alla cura delle patologie mentali, la cui crescente diffusione comporta un elevato carico di disabilità e di costi economici e sociali per le persone colpite e per le loro famiglie” – commenta la Sottosegretaria di Stato alla Salute Sandra Zampa.      

    Il Tavolo di lavoro ha la durata di tre anni ed è composto da persone che rappresentano Istituzioni, realtà organizzate, società scientifiche e portatrici di interesse del mondo della salute mentale. 

    In particolare, del Tavolo di lavoro tecnico sulla salute mentale fanno parte: 

    • • Dott.ssaLiliana La Sala, Ministero della salute, Direzione generale della prevenzione sanitaria
    • • Dott.ssaMaria Assunta Giannini, Ministero della salute, Direzione generale del personale, dell’organizzazione e del bilancio
    • • Dott.Emanuele Bottosso, Ministero della salute, Direzione generale della programmazione sanitaria
    • • Dott.Gianluca Voglino, Ministero della salute, Direzione generale delle professioni e delle risorse umane del servizio sanitario nazionale
    • • Dott.ssaMiriam Di Cesare, Ministero della salute, Direzione generale della digitalizzazione, dei sistemi informativi e di statistica
    • • Dott.ssa Chiriano Rossella, Ministero del lavoro e delle politiche sociali
    • • Prof. Raffaele Ciambrone, Ministero dell’istruzione (MI)
    • • Dott.Angelo Picardi, Istituto superiore di sanità (ISS)
    • • Dott.Giovanni Diana, Agenzia italiana del farmaco (AIFA)
    • • Dott.Fabrizio Starace, Società italiana di epidemiologia psichiatrica (SIEP)
    • • Dott.ssaAntonella Costantino, Società italiana di neuropsichiatria infantile (SINPIA)
    • • Dott.Massimo Di Giannantonio, Società italiana di psichiatria (SIP)
    • • Dott.ssaDaniela Rebecchi, Consiglio nazionale ordine psicologi (CNOP)
    • • Dott.ssaCristiana Brandolin, Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche (FNOPI)
    • • Cons.Giovanna Parravicini, Consiglio nazionale assistenti sociali (CNOAS)
    • • Dott.ssaMila Ferri, Conferenza delle Regioni e Province autonome
    • • Dott.ssaPaola Sacchi, Conferenza delle Regioni e Province autonome
    • • Dott.Massimo Rosa, Conferenza delle Regioni e Province autonome
    • • Dott.Maurizio Mandolini, Associazione nazionale Comuni italiani (ANCI)
    • • Cons.Giacomo Bazzoni, Associazione nazionale Comuni italiani (ANCI)
    • • Ass. Pierfranco Maffè, Associazione nazionale Comuni italiani (ANCI)
    • • Sig.raGisella Trincas, Unione nazionale delle associazioni per la salute mentale (U.N.A.SA.M.)
    • • Sig.raLina Tali Mattioli Corona, Associazione italiana tutela salute mentale (A.I.T.Sa.M.)
    • • Dott.Angelo Fioritti, Collegio nazionale dei dipartimenti di salute mentale
    • • Dott.ssaBarbara Rosina, Fondazione nazionale assistenti sociali (FNAS)
    • • Dott.ssaRoberta Famulari, Federazione nazionale ordini di tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (TSRM)
    • • Dott.ssaRita Ardito, Consulta del Consiglio nazionale Ordine degli psicologi (CNOP)
    • • Dott.Cesare Giovanni Moro, Società italiana di scienze infermieristiche in salute mentale (SI.SI.SM.)
    • • Prof.Nerina Dirindin, esperto del Ministro
    • • Dott. Giancarlo Rigon, psichiatra, neuropsichiatra infantile       
    • • Dott.Antonello D’Elia, Psichiatria Democratica.

    “È necessario garantire maggiori investimenti nel campo della salute mentale ed offrire migliore accesso alle cure per tutti e ovunque. Dobbiamo batterci contro i pregiudizi verso le persone affette da disturbi mentali: sono donne, uomini, bambini e adolescenti, di cui dobbiamo prenderci cura per restituirli a una vita autonoma e piena. Indirizziamo le nostre azioni verso una salute mentale di comunità, attraverso servizi di prossimità, investendo nella sanità territoriale e mettendo sempre al centro la persona, perché senza salute mentale non può esserci salute” – conclude la Sottosegretaria Zampa.

    L'Atalanta si conferma eccellenza in tutti i campi.  Il quotidiano "Il Manifesto", con un approfondimento, ha voluto così sottolineare l'organizzazione idilliaca della società nerazzurra che da anni primeggia nel settore giovanile. 

    L'Atalanta, conta nella sua rosa ben il 65,38% dei giocatori stranieri, che parlano una lingua diversa dall’italiano e risulta essere una delle squadre di Serie A con il più alto profilo multietnico e multilinguistico. I ragazzi che fanno parte del Settore Giovanile sono 350 dei quali 300 vivono presso la loro famiglia e 50 presso il convitto la Casa del Giovane, che accoglie i ragazzi dall’estero, in particolare provenienti dalla Polonia, dalla Croazia, dalla Slovenia e soprattutto da numerosi paesi dell’Africa.

    TUTOR VICINO AI RAGAZZI - Cinque qualificati professionisti interni all’Atalanta, che svolgono il ruolo di tutor, seguono in particolar modo i ragazzi stranieri della Dea del futuro. La loro educazione linguistica, messa a disposizione dalla Società, avviene sia presso la Casa del Giovane, dove vivono, grazie alla collaborazione di alcuni educatori, sia a scuola, dove frequentano un istituto professionale al fine di raggiungere un titolo di studio. Inoltre l'Atalanta - si legge sempre sul quotidiano - permette ai giovani tesserarti stranieri di continuare il legame di studio e cultura con il paese d'origine attraverso collegamenti online via Skype, tenuti da insegnanti dei paesi d'origine.

    Sara Colombo docente all’Università Rhainische Friedrich-Wilhelms di Bonn, che ha seguito il progetto dell’Atalanta, lo ha presentato nel corso di un convegno sulle politiche linguistiche delle società sportive, promosso dall’Università per stranieri di Siena.

    GASPERINI VUOLE CHE SI PARLI ITALIANO IN CAMPO - Il tecnico nerazzurro vuole che tutti i suoi calciatori stranieri conoscano la lingua italiana, perchè le indicazioni tattiche diffuse dalla panchina siano chiare a tutti, pertanto docenti di Italiano sono a servizio anche della Prima Squadra. Due ore di lezione settimanali previste per tutti, poi c'è chi come Gosens ha voluto approfondire a casa lo studio comprandosi e studiando con libri di italiano. 

     

    Fonte: https://www.tuttoatalanta.com/

    Siamo abituati a pensare alla lettura come a un momento intimo, di raccoglimento quasi religioso, di distacco da tutto e tutti per immergerci nelle pagine di un romanzo o di un saggio.
    Eppure leggere è anche un gesto sociale, fortemente improntato alla condivisione: da quando ci lasciamo consigliare un libro da un familiare, da un amico o dalla critica fino a quando finiamo col parlarne con tutti, consigliarlo o sconsigliarlo a nostra volta, darlo in prestito o regalarlo.
    Ci sono poi i circoli di lettura: fisici e virtuali, generalisti o dedicati a un singolo genere, luoghi in cui leggere insieme significa dedicare un’attenzione moltiplicata all’opera, mettere in comune le percezioni e le sue sfumature, personali e condizionate da tutte le altre letture della nostra vita.
    Come si costruisce e come si porta avanti un gruppo di lettori? Può rappresentare uno strumento di promozione per il libro italiano nel mondo?
    Lo chiederemo nel webinar del 18 febbraio alle 15:00 (ora italiana) a Maria Teresa Carbone, giornalista, autrice, operatrice culturale, e Maria Cristina Zerbino, referente del Bibliopoint e coordinatrice del circolo dei lettori del Liceo Montale di Roma.

    - Per assistere in diretta -> Pagina Facebook
    - Per avere maggiori informazioni sul progetto dei Presidi Letterari
    This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it." rel="noopener" target="_blank" style="line-height: inherit; color: rgb(0, 0, 255); text-decoration: underline;">This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
    - Gli incontri precedenti sono ancora disponibili qui:

    “Stra-leggere: la lettura aumentata e la promozione del libro italiano”

    “Leggere insieme: il libro italiano nei social network”

    "Il coraggio è scovare quel raggio di sole quando il cielo è interamente coperto dalle nuvole. E’ una luce che ti fa trovare la strada per andare avanti". E’ quanto scrivono due mamme.

    Annullare la distanza di oltre 250 chilometri attraverso la scrittura. Condividere il dolore senza fine come la perdita di un figlio, “conoscersi” scrivendosi lettere e mail, raccontandosi le emozioni, la meraviglia delle piccole cose come il fiore che spunta nel giardino, le paure e la voglia di riprendere per mano la vita.

    E’ nato da una storia vera, "Il filo sottile del coraggio" (Maria Pacini Fazzi Editore) curato dalla giornalista fiorentina Gaia Simonetti. E’ un diario che raccoglie lo scambio epistolare di due madri, Camilla Tommasi e Giovanna Carboni, durante la quarantena da Cerreto Guidi, in provincia di Firenze dove abita Giovanna a Montemerlo, in provincia di Padova, paese di Camilla, poco distante da Vo'.

    Il libro, che si può trovare su Amazon, è stato depositato in questi giorni presso l'Archivio diaristico di Pieve Santo Stefano (AR). Dal 1984 Pieve Santo Stefano, quasi al confine tra Toscana, Umbria e Romagna, mostra un cartello giallo sotto quello della toponomastica ufficiale con scritto: "Città del diario". La località, infatti, ospita infatti nella sede del municipio, un archivio pubblico, che raccoglie scritti di gente comune in cui si riflette, in varie forme, l’esistenza di tutti e la storia d’Italia. Ci sono diari, epistolari, memorie autobiografiche.

    “Il nostro diario che ha preso forma nel periodo della quarantena- concludono le due mamme- entra a far parte della storia di tutti noi e del Paese. Nell’inchiostro abbiamo messo il cuore, ma anche la speranza. Non mancano i tempi verbali al futuro. Le nostre lettere sono ripartenza. Per noi è stato così, anche nella vita. Con le nostre lettere vogliamo tendere la mano ad altre mamme e papà”.

    Il progetto si propone di contrastare la povertà educativa minorile e la dispersione scolastica tramite lo sport, il teatro e il doposcuola

    Tre strumenti per sviluppare la capacità di stare insieme, per una crescita consapevole e per rafforzare le competenze educative. Saranno realizzati corsi di espressività teatrale a scuola in stretto coordinamento con i docenti; corsi di karate e danza, che si terranno nella palestra appositamente ristrutturata presso una scuola di Scampia, precedentemente abbandonata e vandalizzata a causa di una faida di camorra e ora pienamente recuperata; doposcuola quotidiano che accoglierà 80 bambini e ragazzi del quartiere con forti carenze educative e culturali.

    Qui maggiori informazioni https://www.esperienzeconilsud.it/spot/

    Sette giorni per rispondere a un bisogno crescente. Aumentano le richieste da parte dei 56 enti convenzionati, che rispondono alle esigenze di 22.460 assistiti: c’è bisogno di 105.192 farmaci

    Banco Farmaceutico invita i cittadini ad andare nelle farmacie aderenti (264 a Torino) per donare uno o più medicinali per chi ha bisogno. Anche quest’anno, la GRF - Giornata di Raccolta del Farmaco, si farà. La #GRF21 durerà una settimana, da martedì 9 a lunedì 15 febbraio. Nelle oltre 5.000 farmacie che aderiscono in tutta Italia (riconoscibili perché espongono la locandina dell’iniziativa, l’elenco è consultabile sul sito www.bancofarmaceutico.org), sarà chiesto ai cittadini di donare uno o più medicinali da banco per i bisognosi. I farmaci raccolti (541.175 nel 2020, pari a 4.072.346 euro) saranno consegnati a oltre 1.800 realtà assistenziali che si prendono cura delle persone indigenti, offrendo loro, gratuitamente, cure e medicinali.

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