“Ci sono satelliti, droni, navi, progetti di cooperazione, posti di polizia, voli di rimpatrio, centri di formazione. Sono mattoni di un muro invisibile ma tangibile e spesso violento. Innalzato dal 2015 in poi, grazie ad oltre un miliardo di euro di denaro pubblico”.È questa la fotografia diThe big wall di ActionAid, la prima inchiesta sui fondi in migrazione lungo la rotta del Mediterraneo centrale,che esamina stanziamenti e erogazioni di fondi disposti dal 2015 dall’Italia e quelli dell’Unione europeaimplementati da organismi governativi italiani. Dai capitoli di spesa individuati (controllo dei confini, governance, cause profonde, sensibilizzazione, contrasto al traffico, rimpatri, protezione, vie legali) emerge che del totale, che ammonta a 1 miliardo e 337 milioni di euro, la parte più sostanziosa, quasi il 50%, sia stata investita nell’ambito del controllo dei confini. Se a questi si sommano i fondi destinati alla governance migratoria e al contrasto al traffico dei migranti, le cui finalità e approcci erano mirati alla repressione del fenomeno migratorio piuttosto che al sostegno delle persone migranti, la percentuale sale al 70%. Un sostegno fondamentale è arrivato dalla stessa Unione europea, che ha finanziato per il 40% il totale della spesa, arrivando a coprire il 65% dei costi per il controllo delle frontiere. Un contributo destinato ad aumentare nei prossimi anni come prevede il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale Europeo 2021-2027 che per la prima volta ha stabilito un capitolo di spesa specifico sulle migrazioni di 24,2 miliardi di euro, con un incremento del 96% rispetto alle risorse stanziate nel periodo 2014-2020. 

    Solo l’1,3% del totale dei fondi è stato speso a sostegno delle vie legaliovvero di programmi strutturati che permettono l’accesso in modo regolare al territorio italiano di cittadini non comunitari, per motivi di lavoro, studio e protezione. L’unica soluzione in grado di valorizzare appieno il contributo positivo che le migrazioni possono dare allo sviluppo socio-economico dei Paesi di origine e destinazione, mettendo al centro i diritti delle persone.L’inchiesta evidenzia lanecessità di aumentare la trasparenza sulle iniziative finanziate e di vincolare i programmi al rigido rispetto dei diritti umani, attraverso un rafforzato ruolo di controllo del Parlamento e l’adozione di meccanismi di monitoraggio indipendenti che coinvolgano anche la società civile. Le politiche italiane ed europee, infatti, si sono rivelate in parte efficaci a contenere la migrazione, ma ad un prezzo altissimo in termini di vite perdute e gravi violazioni dei diritti umani.  

    Circa il 15% dei fondi è stato investito nelle cosiddette “cause profonde”, nella convinzione che maggiore sviluppo economico si traduca in una riduzione dei flussi migratori. Questo approccio però ha determinato una grave falla nel sistema di cooperazione allo sviluppo, a causa dell’imposizione di condizionalità agli aiuti (più risorse a fronte di un maggiore impegno nel fermare i migranti da parte dei Paesi) e la deviazione dei loro obiettivi di sviluppo, ove i fondi non sono stati destinati a programmi e Paesi per la riduzione della povertà ma, appunto ma per il contrasto alle migrazioni irregolari. 

    Gabrielle Fellus, insegnante di livello expert di Krav Maga, consulente di strutture ospedaliere per il supporto delle donne vittime di violenza e per i fenomeni di bullismo, ha trasformato gli strumenti di difesa dell’arte marziale in un metodo per riconquistare autostima e forza, prevenire e disinnescare atteggiamenti (verbali, mentali e fisici) aggressivi, dalle situazioni di conflitto ai grandi e piccoli gesti quotidiani ai quali tendiamo a volte a non dare la giusta importanza, guidandoci passo dopo passo a ritrovare la consapevolezza e il rispetto di noi stessi.  

    «Non insegno a picchiare ma a prevenire i soprusi attraverso le tecniche proprie delle discipline di combattimento. Alzate lo sguardo, cambiate postura. Rinascete.» 

    Ispirandosi alla sua pluriennale esperienza nel campo della sicurezza e del sostegno alle vittime di bullismo, aggressioni e violenze di genere, Gabrielle Fellus trae dal suo metodo sette “step” mentali e fisici per ritrovare la propria autostima e di conseguenza la propria autonomia. 

    Niente scontro fisico, ovvio: i principi delle discipline di combattimento sono stati assolutamente adattatialle normali situazioni di conflitto quotidiano attraverso il controllo dello spazio e la gestione delle emozioni disturbanti (ansia, paura...), ma anche rabbia e mancanza di controllo. 

    Se un sopruso è un sopruso, anche se non arriva alla violenza fisica, il più delle volte non sono le condizioni oggettive a sminuirci e a relegarci in un ruolo subalterno, ma siamo noi stessi a dubitare delle nostre possibilità. Che si tratti di molestie, mobbing, di violenze verbali, o anche solo di una discussione familiare, Fellus insegna un metodo che parte dalla mente per innescare le giuste risposte, ripristinando quel dialogo tra corpo e cervello che le situazioni di disagio hanno reso incerto e balbettante, facendoci sentire esposti, vulnerabili. E indica un obiettivo, superare i limiti che ci poniamo o che qualcuno dall’esterno ci impone, le insicurezze legate alle esperienze negative precedenti, alzare lo sguardo, cambiare postura, rafforzare l’autostima per smettere di subire. 

    Gabrielle Fellus è l’unica donna in Italia ad aver raggiunto il livello Expert (IKMF) di Krav Maga. Ha seguito corsi di specializzazione nelle aree sicurezza, Vip Protection, Law Enforcement. Si è specializzata nell’insegnamento a donne, bambini e persone diversamente abili. Ha creato un metodo, gestito dalla sua associazione IRESPECT, grazie al quale ha supportato donne vittime di violenza, minori con problemi di bullismo, dipendenze e disturbi alimentari, collaborando con importanti strutture ospedaliere (tra le altre, il Centro ascolto e soccorso donna dell’ospedale Santi Paolo e Carlo e dell’ospedale Fatebenefratelli-Sacco di Milano, dove ha aperto la prima palestra di autostima e autodifesa). Oltre ai corsi che tiene nella sua palestra, si occupa di formazione nelle scuole, per i docenti, per gli operatori sanitari, nelle aziende. Ha recentemente creato il progetto I RESPECT online, con videolezioni di supporto rivolte a persone di tutte le età. www.gabriellefellus.it 

    La palestra dell’autostima. Sette passi per conquistare  il rispetto che meriti  
    pp. 176, euro 16,00  

     

    Oggi  5 Marzo dalle ore 18:00 in live social sulla pagina Facebook della Fondazione Marisa Bellisario, Lella Golfo coordina l'evento L'incontro - Aspettando l'8 marzo
     
    Ospiti con noi:
     
    Elena Bonetti - Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia
    Giovanni Tria - già Ministro dell'Economia e delle Finanze
    Veronica De Romanis - Economista
    Carlo Alberto Carnevale Maffè SDA Associate Professor of Practice - Dipartimento Management e Tecnologia, Università Bocconi

    L’evento in programma su Zoom sabato 13 marzo alle 9.30 è organizzato dall’Associazione Fondatori per una nuova Cultura del Volontariato AVO Torino, Associazione Volontari Ospedalieri, segnala il seguente evento dal titolo “Futuro dell'associazionismo socio-sanitario in Italia” per sabato 13 marzo 2021 ore 9:30 organizzato dall’Associazione Fondatori per una nuova cultura del volontariato (AFCV). 

    L’incontro ha lo scopo di favorire laggregazione e la creazione di reti tra le diverse Associazioni di Volontariato attive nel settore socio-sanitario e di raccogliere le diverse esperienze che queste Associazioni hanno messo, mettono e metteranno in atto, con particolare attenzione ai cambiamenti dovuti al COVID e ai diversi scenari e tipologie di fragilità su cui il volontariato socio-sanitario deve e/o dovrà porre particolare impegno e attenzione in futuro.

    L’evento è rivolto alle associazioni di volontariato, ai volontari, ma anche a tutti coloro che hanno a cuore il futuro dell'associazionismo socio-sanitario, specie in questo periodo di pandemia, e che per questo vogliono elaborare possibili soluzioni alle criticità emerse prendendo spunto dalle risorse attivate con creatività nella realizzazione di nuovi progetti di aiuto e solidarietà sociale.

    Per partecipare collegarsi al seguente link:

    https://us04web.zoom.us/j/6447189207

    meeting ID: 644 718 9207

    password: 765979

    Programma dell’evento

    Ore 9.30 - 12-30

    Saluti: Clotilde Camera, presidente AFCV; Alessandra Locatelli, Assessore alla Famiglia

    Solidarietà Sociale, Disabilità e Pari Opportunità Regione Lombardia.

    Interventi primo gruppo associazioni


    Luciano Gualzetti - Direttore Caritas Ambrosiana

    Angelo Grungo - Rappresentante del coordinamento delle Associazioni di Vigevano e della Lomellina

    Barbara Gonella - Presidente AISLA Firenze

    Giovanni Ferrero - CPD, Consulta per le persone in difficoltà, Torino

    Il Centro Servizio per il Volontariato nel suo impegno al servizio del Terzo Settore ha più volte avuto occasione di constatare l’opportunità di una campagna di vaccinazione per i Volontari e oggi in merito ha anche inviato lettera con richiesta ufficiale alla Regione Piemonte all’indirizzo di Luigi Genesio Icardi, Assessore alla Sanità.

    Una campagna di vaccinazione per i Volontari integrerebbe infatti quanto già avviene per coloro che sono impegnati nelle attività di primo soccorso e trasporto di indigenti, in particolare per quanto riguarda alcuni ambiti nevralgici come il Volontariato Socio-Assistenziale, Sanitario e di Protezione Civile. L’esigenza è stata poi espressa nelle settimane scorse anche da molte associazioni accreditate al Centro Servizi che così ha scelto di farsi carico della richiesta con le autorità competenti.

    Il presidente del Centro Servizi per il Volontariato Gerardo Gatto commenta: “Durante tutto il periodo dell’emergenza sanitaria, e tuttora nella maggior parte dei casi, i Volontari hanno proseguito la propria attività, laddove fosse possibile, o hanno identificato altre opportunità per mettersi a disposizione delle persone in difficoltà, ponendosi di fatto, ancora una volta, in prima linea nel contrasto alla pandemia, ma esponendosi, al contempo, ad una probabilità maggiore di contrarre il virus, nonostante tutti i protocolli messi in atto puntualmente dagli Enti del Terzo Settore”.

    Gatto spiega però anche perché una campagna di vaccinazione dedicata ai Volontari diventerebbe un’occasione per tutti: “Si avrebbe a disposizione, per le necessità connesse con il contrasto alla pandemia e per la campagna vaccinale, un gran numero di cittadini tradizionalmente disponibili a dedicarsi ad attività sociali e già adusi a donare una parte del proprio tempo. L’attivazione di una campagna a livello regionale permetterebbe infatti di organizzare un intervento organico e omogeneo sul territorio, superando eventuali iniziative locali, di cui alcune già attuate e poi magari subito interrotte nel territorio della Provincia di Torino, ambito di elezione di questo Centro Servizi”.

    Pierbattista Pizzaballa, 55 anni, patriarca latino di Gerusalemme, ha commentato con Repubblica l'arrivo di papa Francesco (5-8 marzo) in Iraq, soffermandosi sulla situazione mediorientale dopo l'elezione di Biden negli Stati Uniti: «La tragedia dell'Isis ha coinvolto pesantemente i due Paesi (Iraq e Siria, ndr). La Siria, forse, è in una situazione ancora più grave dell'Iraq. Il Papa visiterà le terre e le chiese distrutte dell'Isis, che ha lasciato dietro di sé macerie fisiche e umane enormi. Visitando quei luoghi ancora solo parzialmente ricostruiti, manderà un messaggio di fiducia anche ai siriani, le cui ferite sono ancora aperte e dolorose».

    A tal proposito, sull'argomento, è bene ricordare un libro di Franco Scaglia uscito per Piemme nel 2002 e vincitore del Premio Campiello: Sullo sfondo di Gerusalemme e di un difficile dialogo tra israeliani e palestinesi, Padre Matteo, notissimo archeologo francescano, si trova coinvolto casualmente in una complessa vicenda che vede protagonisti i servizi segreti israeliani, un ricchissimo uomo d'affari e un gruppo di giovani idealisti. Matteo viene incaricato dal Custode di Terra Santa, convinto fautore dell'idea di trasformare Gerusalemme in una città di pace sotto l'egida delle varie religioni, di vigilare per la riuscita del progetto. In realtà la morte misteriosa di Padre Luca, un altro archeologo francescano, rivela a Matteo che sono in gioco altri interessi e che sono in molti, forse troppi, a interessarsi del collare di Carlino, il cane di padre Luca.

    Va ricordato inoltre, collegato a Franco Scaglia, che ad Alicudi, piccola isola delle Eolie, c'è la biblioteca Franco Scaglia (operativa dall'agosto del 2018), aperta anche grazie all'impegno di Angelipress, con oltre 7mila libri, tra cui edizioni rare e preziose, che appartenevano alla collezione del giornalista e scrittore, morto nel 2015, e adesso a disposizione di tutti, come regalo della moglie, l'attrice Mascia Musy, a questo scoglio che conta 70 abitanti d'inverno e 500 turisti d'estate.

    Lunedì 8 marzo, alle 18.30, nella chiesa della Resurrezione a Marghera, siamo tutte e tutti invitati a partecipare alla Veglia di preghiera contro la violenza sulle donne, prevista per il 24 novembre 2020 e posticipata per la pandemia. "Questa violenza interroga anche le Chiese e pone un problema alla coscienza cristiana: la violenza contro le donne è un'offesa ad ogni persona che noi riconosciamo creata ad immagine e somiglianza di Dio, un gesto contro Dio stesso ed il suo amore per ogni essere umano": così possiamo leggere nell'"Appello ecumenico contro la violenza sulle donne", sottoscritto da cattolici, protestanti, ortodossi il 9 marzo del 2015. I cristiani in tal modo si impegnano a promuovere iniziative in campo educativo, pastorale e di testimonianza evangelica a favore della dignità della donna e per coinvolgere gli uomini nella riflessione su questo tipo di violenza. Siamo consapevoli che la violenza contro le donne fino alla forma estrema del femminicidio è ormai un'emergenza nazionale: la Veglia di lunedì 8 marzo sia l'occasione per riproporre "una fraternità concreta tra le credenti e i credenti in Cristo, per una comunione che sia sempre meno formale e sempre più sostanziale". Si invita a lasciare un posto vuoto, segnato da un indumento femminile (sciarpa, borsa, scarpe...) di colore rosso, come il sangue delle vittime, collocato in modo da attirare l'attenzione dell'assemblea durante le celebrazioni, accanto ad una scritta in cui viene precisato che avrebbe dovuto essere occupato da una donna che invece è stata vittima di violenza. Questo segno ci accompagnerà nelle nostre chiese durante tutta la Quaresima, per fare riflettere tutte e tutti e spingerci a fare qualcosa anche noi per cambiare.

    l'8 marzo ci sarà il flashmob virtuale da noi lanciato con l'hashtag #NoAllaTrattaSiAllaLegalità. Vuole essere un segnale per riportare la legalità nei territori in mano alla mafia nigeriana.
    Abbiamo chiesto un sostegno alle 4 ministre Lamorgese (interni), Dadone (per le politiche giovanili), Carfagna (Del Sud) e Bonetti (famiglia e politiche sociali) e abbiamo coinvolto: Dialoghi a Spoleto, CISL, UIL, UNAR, Fondazione Marisa Bellisario, Fondazione con il Sud, Gomitolo Rosa, Associazione sulle Regole, Thalita Kum, Media Duemila, La Casa di Rut Osservatorio Interreligioso sulle violenze contro le donne.


    Vi aspettiamo con noi nel flashmob virtuale con un post da condividere su tutte le piattaforme a voi a disposizione (Facebook, instagram, twitter, siti web) usando il nostro hashtag dalle 11 alle 23 dell'8 marzo 2021 .

    QUA LINK AGLI ARTICOLI DEL 8 MARZO:

    Da Women 20 la sfida ai leader mondiali per la parità di genere

      L’IMPEGNO DELLA CISL ED IL COORDINAMENTO NAZIONALE DONNE CONTRO LA TRATTA DEGLI ESSERI UMANI

    GomitoloRosa: L'iniziativa per la giornata internazionale della donna

     

     

    La Tratta è una grave violazione dei diritti umani ed è un crimine su cui lucrano i trafficanti di esseri umani che realizzano lauti guadagni dalla vendita di donne, uomini, ragazze e ragazzi.

    La Tratta rappresenta ancora oggi, purtroppo, un fenomeno diffuso in tutto il mondo. Sono oltre 40 milioni le vittime. Tra queste, il 72% sono donne, mentre il 23% sono minori. Fra le principali finalità della tratta vi sono lo sfruttamento sessuale (quasi 60%) e il lavoro forzato (34%). In questi ultimi anni il fenomeno della tratta è cambiato anche in Italia, specialmente per quanto riguarda la prostituzione coatta. Sono diminuite le donne nigeriane - i cui sbarchi sono calati drasticamente, ma il cui sfruttamento è diventato ancora più brutale in Libia - e sono aumentate le donne di altre nazionalità. Lo sfruttamento sessuale, inoltre, a causa della pandemia da Covid-19 si è ulteriormente spostato dalla strada all’indoor e online, rendendo le vittime ancora più invisibili e vulnerabili. In Italia, si stima che siano tra le 75.000 e le 120.000 le vittime, di cui il 37% ha un’età compresa tra i 13 e i 17 anni.

    Siamo impegnati da anni su questo fronte sensibilizzando la popolazione a tutti i livelli sulle conseguenze gravi di questo fenomeno. Nel 2017, in particolare contro la tratta destinata allo sfruttamento sessuale, ha rilanciato questa sua azione collaborando e aderendo formalmente alla Campagna dell’Associazione Papa Giovanni XXIII “Questo è il mio corpo” contro la prostituzione, impegno che sta portando avanti su tutto il territorio nazionale, organizzando eventi e coinvolgendo personalità del mondo politico e istituzionale per una più efficace azione di contrasto, anche attraverso il contributo diretto alla realizzazione del Piano nazionale Anti tratta.

    Per quanto riguarda lo sfruttamento lavorativo, in molte occasioni, la Cisl ha formulato diverse proposte per potenziare l’opera di prevenzione e contrasto, suggerendo tra le altre cose: la riapertura di canali di ingresso regolari programmati in Italia per motivi di lavoro nonché prevedere corridoi umanitari per i richiedenti asilo al fine di arginare alla radice il traffico, lo sfruttamento, la violenza e la tratta degli esseri umani; l’estensione degli effetti della legge sul caporalato in agricoltura anche ad altri comparti come il settore del lavoro di cura, domestico e nel terziario; il monitoraggio degli effetti della L.132/2019 sulle vittime di tratta, l’applicazione dell’art. 18 del T.U. sull’immigrazione; il ripristino degli sgravi contributivi per l’assunzione di vittime di violenza di genere e l’estensione anche a quelle di tratta, nella consapevolezza che le vittime, solo attraverso un percorso di formazione e di inserimento nel mondo del lavoro, possono raggiungere quella autonomia necessaria a renderle libere.

    Insieme all’edilizia, alla pesca e al lavoro domestico e di cura, il settore dove è più diffuso il fenomeno è rappresentato dall’agricoltura, dove molti sono gli uomini, ma dove tantissime sono anche le donne, italiane e straniere, che vivono sulla propria pelle ciò che si rivela essere spesso un “doppio sfruttamento”, lavorativo e sessuale. Parlare di numeri e statistiche in questo caso diventa molto difficile se non addirittura impossibile. Intanto la Cisl, visto e considerato che lo scoglio più grande per la legalità resta in ogni caso la scarsa denuncia da parte delle vittime, ha pensato bene di adoperarsi da qualche anno, attraverso la creazione di un numero verde gratuito, nell’ambito della Campagna della Fai Cisl “SOS Caporalato”, per favorire e raccogliere le richieste di aiuto.

    Liliana Ocmin (Responsabile Coordinamento Nazionale Donne)

    Il segretario nazionale della Cgil, Maurizio Landini, risponde alle domande di Fanpage.it sui temi del momento: il neonato governo Draghi e la squadra dei ministri, la proroga – richiesta a gran voce – del blocco dei licenziamenti ma anche la grande occasione rappresentata dal Recovery fund e le riforme collegate. E poi i precari, i giovani, le donne, i migranti e i loro figli.

    Creare posti di lavoro è il tema centrale, così come il blocco dei licenziamenti. E poi le donne, i giovani, il Mezzogiorno. Maurizio Landini, intervistato da Fanpage.it, spiega cosa pensa del neonato governo Draghi, della squadra dei ministri che ha scelto l'ex presidente della Bce e dei rischi che comporta una maggioranza così ampia. Il Recovery fund è un'occasione unica secondo il segretario nazionale della Cgil, ma bisogna spendere i soldi dell'Europa con criterio e con degli obiettivi ben precisi. E ancora migliorare il reddito di cittadinanza con delle politiche attive valide e promuovere una riforma fiscale che sia progressiva come vuole la Costituzione. L'attenzione che Landini chiede è per i precari, giovani e donne, e per gli ultimi. Il segretario della Cgil ha risposto alle nostre domande.

    Il blocco dei licenziamenti è stata la chiave per salvare centinaia di migliaia di posti di lavoro nell’ultimo anno: perché bisogna prorogarlo fino a fine pandemia come chiedete voi e non eliminarlo subito come chiede Confindustria? E soprattutto a chi darà retta Draghi? 

    Bisogna prolungarlo per un tempo congruo, perché purtroppo la pandemia e l’emergenza non sono ancora concluse. Siamo pronti a discutere, ma senza il blocco dei licenziamenti corriamo il rischio di trovarci di fronte a dati molto pesanti: secondo la Banca d’Italia quello strumento ha salvato dagli 800mila al milione di posti di lavoro. Poi pensiamo che sia il momento di fare finalmente la riforma degli ammortizzatori sociali, i due strumenti devono essere accompagnati: accanto al blocco dei licenziamenti serve ad esempio incentivare l’uso dei contratti di solidarietà, anche sul piano fiscale e contributivo, sia per i lavoratori che per le imprese, che vuol dire redistribuire l’orario senza bisogno di licenziare, oppure incentivare i contratti di espansione, cioè accompagnare quelli che sono vicini alla pensione all’uscita per essere sostituiti da giovani. Bisogna andare verso una riforma universale degli ammortizzatori sociali, in modo che tutte le forme di lavoro e tutti i settori abbiano le stesse tutele e gli stessi diritti.

    Temete un cambio di atteggiamento da parte del nuovo governo rispetto al Conte due in chiave liberista o comunque più attenta al sistema produttivo che ai lavoratori? Chi sta pagando e pagherà il prezzo della crisi economica causata dal Covid?

    Draghi prima di andare in Parlamento ha fatto una cosa che non era mai stata fatta da nessuno, cioè ha ascoltato le parti sociali. Io mi auguro che ci sia un coinvolgimento e un confronto preventivo su tutte le scelte che devono essere fatte. Noi giudicheremo il governo naturalmente per quello che farà, ma io penso che sia suo interesse coinvolgere le parti sociali e il mondo del lavoro, perché proprio il mondo del lavoro è stato quello più colpito, i giovani, le donne, i migranti, i lavori più precari. Questa pandemia ha fatto emergere chiaramente le disuguaglianze e gli errori che c’erano prima dell'emergenza, quindi non possiamo tornare semplicemente a prima della pandemia, ma dobbiamo cambiare tutto ciò che c’è di sbagliato.

    Siete soddisfatti della squadra dei ministri del governo Draghi? La presenza di ministri tecnici in ministeri chiave vi spaventa? Che ne pensa di Giorgetti al Mise?

    Noi abbiamo sempre fatto i conti con i governi che il Parlamento vota e con i ministri che ci sono, e fino a prova contraria noi misureremo e giudicheremo i ministri per quello che fanno, non per quello che hanno fatto prima di andare al governo. Vista la situazione politica, noi facciamo riferimento al programma che Draghi ha presentato in Parlamento e su cui ha ottenuto la fiducia: poi giudicheremo i ministri per quello che concretamente faranno. Noi non cambiamo idea, le nostre proposte sono quelle che abbiamo presentato al Conte uno, poi quelle che abbiamo presentato al Conte due, e sono le stesse che presenteremo anche a questo governo.

    Il reddito di cittadinanza rischia lo smantellamento con il governo Draghi?

    Noi saremmo contrari allo smantellamento, perché l’abbiamo sempre detto: la povertà esiste, è aumentata, e tra l’altro ne ha parlato anche il professor Draghi nel suo intervento. Uno strumento come il reddito di cittadinanza va mantenuto. Poi lo si può migliorare, si può andare a vedere davvero come ha funzionato. Il limite vero, che va cambiato, sono le politiche attive del lavoro legate al reddito di cittadinanza. Non hanno funzionato e non potevano funzionare, perché il lavoro lo crei se fai gli investimenti, non è che semplicemente i centri per l’impiego creano lavoro. Se si prendono ad esempio Francia e Germania, si vede che lì centinaia di migliaia di persone lavorano in luoghi pubblici che governano questi processi, da noi non è così.

    Il Recovery fund è un’occasione economica senza precedenti, con delle regole ben precise da seguire per spendere i soldi. Quali sono le priorità in cui investire?

    Tre questioni dovrebbero attraversare tutti i progetti del Recovery plan: il tema per me è creare lavoro e in questo caso ogni progetto deve rispondere di quanto lavoro crea per i giovani, per le donne e nel Mezzogiorno, che sono i tre punti di grandissima sofferenza oggi. Ci sono delle scelte molto precise da fare quando si dice che c’è un problema climatico e che bisogna estendere la tecnologia digitale come diritto. Realizzare i progetti e gli obiettivi che ci dà l’Europa vuol dire superare il fossile: questo significa fare delle scelte di investimento sulle energie rinnovabili. Serve un sistema, serve una politica industriale, serve l’università, serve la formazione delle persone, serve un coinvolgimento delle Regioni e dei Comuni, c’è bisogno di fare sistema. Bisogna investire nella sanità pubblica non solo per fare ospedali, perché il vero problema, che è emerso durante la pandemia, è che in questi anni i tagli hanno distrutto la sanità sul territorio. Se si parla di riforma della pubblica amministrazione è il momento di fare assunzioni, superare la precarietà, introdurre competenze nuove e fare entrare giovani. Noi vogliamo dare il nostro contributo.

    continua su: https://www.fanpage.it/politica/landini-cgil-a-fanpage-it-la-pandemia-e-loccasione-per-cambiare-tutto-cio-che-era-sbagliato/

     

    Intervista di 

    di Tommaso Coluzzi per fanpage.it

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