Martedì  26 gennaio incontro online con Gherardo Colombo e Carmelo Musumeci, 

    ore 21:00. Segui l'evento su facebook: https://fb.me/e/2dWWxieCK o in diretta al link https://youtu.be/ZA5nGFFsuZM uno straordinario evento organizzato da Pressenza International Press Agency in collaborazione con Associazione SulleRegole 

    Evelina Christillin, componente Uefa del consiglio della Fifa e grande tifosa juventina, che a Campioni del Mondo su Rai-Radio 2, lancia la candidatura della capitana della nazionale femminile, da pochi mesi vicepresidente dell’Assocalciatori: “E’ una grande promessa manageriale, ha due lauree, parla 4 lingue. Non penso ci siano tanti calciatori maschi con questo curriculum.

    "È colta e spiritosa, ogni tanto le piace un cicchetto, è una che si gode la vita. All’Avvocato Agnelli sarebbe piaciuta molto”. Riguardo alle imminenti elezioni federali semaforo verde a Gravina. “Faccio il tifo per lui”.

    Entrambi sono candidati all’Uefa: il presidente Figc quale membro dell'Esecutivo e Evelina Christillin come componente Uefa presso il Consiglio della Fifa.

    “Noi siamo entrate nelle massime organizzazioni calcistiche – prosegue la manager - per le quote rosa altrimenti saremmo ancora lontane da quelli scranni. In questi 4 anni si sono resi conto che non siamo figlie di un Dio minore anche dal punto di vista organizzativo. Negli USA  e nei Paesi del nord Europa sono più avanti avendo il professionismo nel calcio femminile. Nel 2022/23 finalmente il professionismo approderà anche in Italia.

    Dopo aver guidato il comitato promotore dei Giochi di Torino 2006, Lady Olimpiadi ha sostenuto attivamente la candidatura di Milano-Cortina 2026: “Il mio cuore batte per gli sport invernali, grazie a Sofia Goggia e alle ragazze della valanga rosa, sono contenta che una Olimpiade invernale dopo quella del 2006 torni in Italia.

    I grandi eventi sportivi oggi presentano costi molto alti, nel 2018 si votò a Mosca per il Mondiale del 2026. In corsa c’era anche il Marocco che avrebbe fatto fatica ad organizzarli con 48 squadre. Quindi si scelse di assegnarli a Usa, Messico e Canada. Con una candidatura di questo tipo si dividono gli oneri, gli investimenti”.

    Sui Giochi olimpici di Tokyo Evelina Christillin scomoda Dante: “Siamo tra color che son sospesi. È molto difficile dire adesso subito no alle Olimpiadi. Gli abitanti di Tokyo non le vogliono, il primo ministro vuole farle e il Cio è alla finestra. Si deve aspettare per capire l’andamento della pandemia”. E l’Europeo? “Ceferin continua a dire che si farà in 12 paesi, non può pronunciarsi sulla presenza del pubblico: sarebbe un salto troppo in avanti. aspettiamo la seconda settimana di febbraio quando si riunirà l’Uefa per capirne di più”.

     

     

    Fonte:dagospia.com

    Di notizie che hanno fatto tanto parlare ultimamente degli Stati Uniti d’America e della loro situazione politica, ce ne sono a ‘bizzeffe’: dalla nomina di un Vice-Presidente donna, all’irruzione a Capitol Hill, sicuramente gli USA hanno fatto parlare di sé. Fra le tante cose che hanno fatto scalpore troviamo il fatto che ben 12 giorni fa è stato definitivamente bannato da Twitter l’ormai ex-Presidente USA Donald Trump. Si sa, Trump non è di certo uno stinco di santo ed in questi anni si è fatto riconoscere più volte, non solo per l’improbabile colore dei capelli, ma anche e soprattutto per i suoi commenti alquanto stravaganti, tanto quanto il suo taglio. Trump però non è l’unico politico stravagante, sempre che così si possa definire, a utilizzare Twitter per dare sfogo a qualunque suo pensiero. Fra i tanti politici che lo utilizzano vi è l’Ayatollah Seyyed Ali Hoseyni Khamenei, semplicemente noto come Ali Khamenei, attuale guida suprema dell’Iran. Per capire meglio la situazione del paese che una volta fu il grande Impero Persiano di Ciro il Grande, bisogna tornare un po’ indietro nel tempo. Nel 1979 l’Iran, a seguito della rivoluzione in cui venne cacciato lo Scia Reza Pahlavi insieme alla famiglia, che attualmente si trova ancora in esilio, diventò una Repubblica Islamica Sciita basata sulla legge della sharia, legge coranica. Uno dei primi nomi che si associa alla Rivoluzione è quello dell’ex guida suprema iraniana Ruhollah Khomeyni che instaurò, di fatto, un regime totalitario basato sul terrore, che tutt’ora persiste. Questa piccola digressione per dire che, nonostante non se ne parli, anche Khamenei – l’attuale guida suprema in Iran – è molto attivo su Twitter e non si risparmia nel fare commenti assai ‘coloriti’; fra tanti spiccano quelli su Israele e sulla storia del popolo ebraico. Nel 2018 Khamenei ha definito Israele un tumore maligno nell’Asia occidentale che, come tale, va estirpato al più presto possibile. Ma se già questo commento non fosse abbastanza scioccante, la guida suprema non si risparmia nel fare commenti sulla storia. Nel 2014 ha infatti messo in dubbio l’esistenza dell’Olocausto, e, per rimanere in tempi più recenti, il 28 ottobre 2020, dopo l’assassinio per decapitazione del professore francese Samuel Paty, scrive tali parole: ‘Why is it a crime to raise doubts about the Holocaust? Why should anyone who writes about such doubts be imprisoned, why insulting the Prophet is allowed?’ [perché è da considerarsi un crimine il fatto di nutrire sospetti circa l’Olocausto? Perché colui che scrive di tali dubbi deve essere incarcerato, mentre insultare il Profeta è consentito?]. Pur essendo Twitter stato oscurato in Iran per tutta la popolazione – la sospensione di Internet e i social sono un’arma già utilizzata dal regime, infatti nel 2019, venne tagliata ogni forma di comunicazione con il mondo esterno per una settimana, a seguito di proteste - Khamenei, stranamente, utilizza tutt’ora questo canale social per scrivere ogni suo pensiero. Forse la vera domanda da porsi non è tanto se sia giusto o meno bannare Donald Trump da Twitter, ma capire perché esistano, in situazioni del genere, due pesi e due misure.

    Oggi, 24 gennaio, la chiesa festeggia San Francesco di Sales, santo patrono dei giornalisti e di quanti diffondono il cristianesimo servendosi dei mezzi di comunicazione sociale. Francesco di Sales è stato un vescovo cattolico francese vissuto tra il '500 e il '600, proclamato santo nel 1665 da papa Alessandro VII, è uno dei dottori della Chiesa. Così il suo messaggio per la 55esima Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali, che si celebra il 16 maggio in diversi Paesi del mondo: "Consumare le suole delle scarpe per comunicare, facendo attenzione alle dovute verifiche prima di pubblicare" e "andare laddove nessuno va".

    "Riconnettiamo il Paese. Siamo la Rai": e' il messaggio al centro dello spot promosso dalla Direzione Rai per il Sociale, in onda da domenica 24 gennaio su tutte le reti Rai, generaliste e specializzate. Lo spot e' realizzato dalla Direzione Creativa ed e' il racconto dei punti-chiave del progetto "Maestro Manzi 4.0" della Direzione Rai per il Sociale nato con l'obiettivo di accompagnare il Paese verso una piena cittadinanza digitale. Cosi' come negli anni '60 la Rai con il Maestro Manzi entrava nelle case degli italiani per insegnare a leggere e a scrivere, ora il Servizio Pubblico e' impegnato nella diffusione della cultura dell'innovazione, raccontando il mondo che cambia e rispondendo ai nuovi bisogni, anche attraverso la moltiplicazione dei canali.

    Lo spot rappresenta un tassello dell'ampio mosaico formato dalle iniziative volute dal Dipartimento per la Trasformazione digitale, guidato dal ministro Paola Pisano e descritte nella Strategia nazionale per le competenze digitali, dal dialogo con tutte le istituzioni coinvolte nell'alfabetizzazione digitale e dalle iniziative di Rai per il Sociale, direzione guidata da Giovanni Parapini, nell'ambito del progetto Manzi 4.0. (Fonte AGI)

    Domenica 24 gennaio su RAI 2 alle 9.20 circa e venerdì 29 gennaio in replica alle

    24,55 circa va in onda il consueto appuntamento con “O anche no”, il programma

    dedicato all’inclusione e alla solidarietà realizzato con RAI PER IL SOCIALE.

    In questa puntata Paola Severini Melograni incontra Don Andrea Bonsignori.
    Don Andrea è un pedagogista che dirige da oltre 10 anni la scuola del Cottolengo di Torino che assieme alla cooperativa Chicco Cotto avvia i ragazzi con disabilità al mondo del lavoro.
    La storia è raccontata anche nel suo libro “Il coraggio di essere uguali”

    Torneremo a parlare di Sport e lavoro con Camilla Feroci e Giacomo Cannucciari, due giovani ragazzi con sindrome di down.
    Lei è campionessa del mondo di nuoto sincronizzato e fresca vincitrice di 3 medaglie d’oro conquistate alla rassegna iridata della Dsiso (Down Syndrome International Swimming Organization) nel singolo, nel duo e nella squadra.
    Lui, dopo aver studiato all’alberghiero, è Responsabile della cucina della locanda dei girasoli.

    Per il consueto appuntamento con il cooking show la troupe di “O anche no” è

    andata in un Istituto Alberghiero di Anzio.

    E poi “i disegni di Disegni”(il grande Stefano Disegni), le notizie di Rebecca Zoe De

    Luca, le magie di Andrea Paris il “prestigiattore” con i suoi maghi in erba. E le

    canzoni della nostra sbrock band, i “Ladri di Carrozzelle”.

    O Anche No è scritto da Maurizio Gianotti, Giovanna Scatena e Paola Severini Melograni con la regia di Davide Vavalà.

    La storia di Rosy è di quelle che si insinuano dentro come il contraccolpo di un pugno secco nello stomaco. Basta guardare i numeri della sua vita per capire quanto possa essere complicata: 38 anni, 5 figlie di cui 4 minorenni e una gravemente disabile, 2 nipotini, 5 anni di vita senza un compagno.

    La separazione è tuttora in corso tra molteplici criticità. Insieme a 4 delle sue figlie, in affido ai servizi sociali, vive in 40 metri quadri, rivestiti di muffa. L’appartamento si trova a Monza, al 4° piano di un edificio senza ascensore. Un muro di scale insormontabile per una mamma da sola e una figlia costretta sulla sedia a rotelle e con l’impossibilità di camminare. Il racconto di Rosy ha il sapore amaro della disperazione di chi si sente abbandonato da tutti, anche dalle istituzioni, di chi punta il dito trascinato dalla rabbia per la situazione di disagio cronica, nella quale è incastrata da oltre due anni. MBNews ha scelto di raccogliere la sua storia per offrire a Rosy e alle sue bambine un’opportunità, la spinta giusta per uscire da questo brutto incubo. Chissà che qualcuno, là fuori, non sia già pronto a tendere la sua mano.

    Una casa troppo piccola e poco salubre

    “Questa situazione si trascina ormai da due anni. La prima volta che ho chiesto aiuto in Comune, ho avuto un colloquio direttamente con il sindaco. Ho parlato poi con gli assessori e gli assistenti sociali, che già seguono il mio caso, ma nulla, non c’è stata ancora l’opportunità di trovare una soluzione abitativa alternativa a quella attuale. Mi hanno ripetuto diverse volte che tra le case momentanee non ne esiste una adatta alla nostra situazione. Ho chiesto anche informazioni per gli appartamenti di emergenza, ma senza successo. Prima di Natale, ho nuovamente scritto al sindaco, purtroppo però non ho ricevuto alcuna risposta”, racconta Rosy con un malcelato tono di tristezza.

    “Purtroppo viviamo al quarto piano senza ascensore, ciò comporta che la mia bambina di 10 anni con paralisi cerebrale, in casa, resta sempre ancorata al divano. La carrozzina infatti, rimane all’ingresso. Non solo, la casa è pervasa da enormi aree di muffa: l’ambiente è chiaramente malsano“.

    Rosy è sola anche nel gestire la routine dei trasporti delle sue figlie: primo passo accompagnare la piccola speciale al pulmino che poi la porta all’istituto Nostra Famiglia di Bovisio Parini, secondo step alle elementari e terzo alle medie. “Neanche in questo ambito sono riuscita ad avere supporto: essendo rimasta senza auto, avevo chiesto un supporto per il trasporto casa-scuola, ma nulla”.

    Il grido d’aiuto

    “Oggi mi chiedo come sia possibile che dinanzi a una famiglia in difficoltà con delle minori, una bimba disabile, affidate all’ente momentaneamente per una separazione complessa, nessuno senta, nessuno agisca. Chiedo a voi col mio grido d’aiuto di poter smuovere qualcosa tramite giornale”.

    Dal canto loro, Comune e servizi sociali, contattati a riguardo, hanno confermato di essere a conoscenza della famiglia di Rosy e di aver preso in carico la situazione. Certo, la burocrazia da un lato e la pandemia dall’altro, con buona probabilità, avranno contribuito al protrarsi delle criticità.

    La società tuttavia, non è fatta soltanto di istituzioni, ci sono anche tante realtà che si occupano instancabilmente ogni giorni di chi vive momenti in difficoltà, degli ultimi, degli emarginati. La Brianza, in questo, si è sempre dimostrata attiva e pronta a donare il proprio aiuto. Nel caso ci può contattare (This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.) e saremo lieti di mettere in collegamento questa realtà con la donna. 

    Speriamo accada anche questa volta, così che si possa scrivere un lieto fine a una storia così difficile. 

     

    Fonte: https://www.mbnews.it/

    Mario Barbuto, presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), è stato riconfermato dal CDA alla presidenza di Fondazione LIA - Libri Italiani Accessibili per i prossimi tre anni. L’Associazione Italiana Editori (AIE), UICI e l’Assemblea della Fondazione hanno confermato il Consiglio di Amministrazione composto da: Piero Attanasio (AIE), Giorgio Dossi (Centro Studi Erickson), Rodolfo Masto (Istituto dei Ciechi di Milano), Federico Motta (Forma Edizioni). Cristina Mussinelli è confermata Segretario generale.

    Fondazione LIA, no profit creata da AIE con UICI, si occupa di accessibilità dei prodotti editoriali e lavora a fianco degli editori italiani per promuovere quelle buone pratiche e innovazioni tecnologiche che permettono alle persone con disabilità visiva di avere pieno accesso alla produzione libraria, con la stessa qualità di lettura e possibilità di scegliere tra le novità editoriali che hanno tutte le persone. 

    “Fondazione LIA e UICI, di cui sono stato confermato recentemente presidente, continueranno a collaborare per l’inclusione delle persone con disabilità visiva nel mondo della cultura, dello studio e del lavoro, attraverso lo strumento libro” ha commentato Barbuto.

    “I risultati finora raggiunti dalla Fondazione sono molto importanti, ma è nostro dovere guardare alla strada che resta ancora da percorrere, soprattutto in prospettiva dell’implementazione dell’European Accessibility Act” ha aggiunto Barbuto. L’European Accessibility Act richiederà che in tutta l’Unione Europea, entro il 2025, l’intera filiera editoriale digitale sia accessibile.

    “Un augurio di buon lavoro a Barbuto, al consiglio d’amministrazione e a tutta la Fondazione – ha commentato Ricardo Franco Levi, presidente di AIE –. Siamo particolarmente fieri di essere i soci fondatori di questa Fondazione che è leader in Europa sui temi dell’accessibilità”.

    Sono 26.000 i libri digitali accessibili presenti a oggi nel catalogo di Fondazione LIA e consultabili sul sito www.libriitalianiaccessibili.it. Un risultato reso possibile grazie all’impegno degli editori partecipanti della Fondazione e dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e al sostegno del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.

     

    Malagò, in relazione alle cifre che sarebbero state stanziate allo sport in base alla bozza del recovery Plan, ha sottolineato: “Solo 700 milioni allo sport? Ho letto la bozza da giornali, nella bozza c’era una specie di paella e quella cifra va spalmata comunque in più settori. Quello che mi domando è come fa lo sport ad avere solo quella cifra? Nella migliore delle ipotesi rispettare il valore del Pil, oltre al prestigio, immagine, ma comunque siamo in buona compagnia”.

    Lo riporta Prima Online, riprendendo alcune dichiarazioni rilasciate dal presidente del Coni ad Adnkronos.

    Parrocchie sempre più social. Gettonati Watsapp e Telegram. Lo rileva una indagine dell’Università Cattolica. “Gli strumenti più utilizzati per porsi in relazione con gli altri sono WhatsApp/Telegram (utilizzati per questo scopo specifico dal 56,0% dei rispondenti) e le e-mail (54,0%), dispositivi digitali ampiamenti utilizzati anche per collaborare e favorire la partecipazione”, rileva un’indagine condotta da una équipe multidisciplinare composta da diversi docenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, diretta da Lucia Boccacin, di cui riferisce il Sir, per focalizzare le relazioni sociali al tempo dei personal media nel contesto delle parrocchie.

    Lo riporta Prima Online

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