La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha deciso lo stanziamento di 500mila euro dai fondi otto per mille, che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, come prima forma di aiuto alle vittime del terremoto che sta colpendo la Croazia.
    Dopo le scosse di ieri, 29 dicembre, la terra ha continuato a tremare nelle prime ore di questa mattina, provocando ulteriori danni alle infrastrutture e alle abitazioni rese già fragili dalla sequenza di terremoti degli ultimi mesi. Il bilancio finora è di almeno sette morti e decine di feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni. “C’è molta preoccupazione – sottolinea Caritas Italiana – per i danni che questo terremoto potrebbe avere sulla popolazione, dal momento che si tratta di una zona densamente popolata: la città di Zagabria e le sue aree periferiche contano 1 milione di abitanti. La Croazia si trovava già in una problematica situazione a causa della pandemia, che aveva costretto il Paese a un lockdown a partire da fine novembre, con oltre 4.000 nuovi contagi e 90 vittime al giorno su una popolazione di circa 4 milioni di abitanti”.
    Le informazioni di queste ore sono ancora frammentarie e confuse, anche perché nell’area sono saltati i collegamenti telefonici ed elettrici. Al momento risultano devastate ampie zone di Petrinje e della vicina città di Sisak, molti danni sono segnalati a Zagabria nelle case e in strutture pubbliche: ospedali, asili, case di riposo, ministeri. Vari edifici religiosi risultano gravemente danneggiati, in particolare nell’arcidiocesi di Zagabria e nella diocesi di Sisak.
    La Chiesa che è in Italia esprime cordoglio e vicinanza alla popolazione croata e assicura la propria preghiera per le vittime, i loro familiari e i feriti: il Signore possa lenire le sofferenze di questo momento.
    Lo stanziamento della Presidenza CEI è destinato, attraverso Caritas Italiana, a far fronte ai beni di prima necessità: cibo, farmaci, assistenza medica, kit igienico-sanitari, alloggi temporanei. Intanto, Caritas Italiana continua a seguire con apprensione l’evolversi della situazione e ha intensificato i contatti con Caritas Croazia.

    Chiara Lubich è il Tv movie di Giacomo Campiotti, con Cristiana Capotondi, ispirato alla fondatrice del Movimento dei Focolari nell’anno del Centenario della nascita (Trento 1920 - Rocca di Papa 2008). Si tratta di una coproduzione Rai Fiction - Eliseo Multimedia prodotta da Luca Barbareschi che vede la collaborazione di Trentino Film Commission e il sostegno della Fondazione Museo storico del Trentino. Il film tv sarà in prima visione su Rai 1 domenica 3 gennaio 2021, in prima serata.

    Siamo a Trento, è il 1943. La città è oltraggiata dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Chiara, giovane maestra di scuola elementare, deve interrompere la lezione per condurre i bambini in salvo in un rifugio antiaereo. Là, nel tempo sospeso del bombardamento, ritrova alcuni amici. Alla fine dell’allarme, Trento mostra le sue ferite tra le macerie. Chiara ritrova i genitori e le sorelle. Suo fratello Gino, medico dell’ospedale, è impegnato a curare i tanti feriti. Qui Chiara vede la tragedia con i suoi occhi. Tutto il suo mondo trema. Afflitta dalla devastazione e dal dolore che vede intorno a sé, Chiara cerca disperatamente di dare un senso a quanto sta accadendo.

    Chiara, alla ricerca disperata di un senso, vaga per la città distrutta e, davanti ad una statua della Madonna, si sente chiamata a consacrarsi a Dio, l’unico ideale che sembra non crollare. Chiara Lubich è la storia di una giovane donna e il suo sogno: realizzare la fratellanza universale. Al centro dei suoi dialoghi di pace spiccano la forza dell’amore e la solidarietà che può costruire ponti tra gli uomini di qualunque razza o fede religiosa.

    The next game è il titolo del programma speciale per la notte del 31 dicembre su Radio Immaginaria. Il programma andrà in onda dalle 22 alle 00:45, tempo in cui la radio degli adolescenti terrà compagnia con tanti ospiti, musica, brindisi e petardi ecologici. Ci saranno: Rudy Zerbi, Daria Bignardi, Luca Mercalli, Luciano Spinelli, Riccardo Luna, Elisa Palazzi, Federico Taddia, Paola Severini Melograni, Andrea Borgnino, Matteo Sciuttieri, Christian Casarotto, Fridays for Future Napoli, Timoteo Volpi (scemochinonlegge), Francesco Barberini (collaboratore di Focus Junior). Inoltre è prevista la partecipazione di artisti emergenti, tra i quali Enea, Sofia Zaros, Daisy on the Rocks, Favola e Lumen.

    Triantafillos Loukarelis, il direttore dell’Unar, lancia l’allarme: “Suprematisti, complottisti, professionisti dell’odio e della menzogna. L’impatto di queste pulsioni distruttive è sempre più tangibile. Una minaccia che mette a rischio il nostro futuro. La storia ci insegna che dopo una crisi, dopo un’emergenza, si riparte sempre con un certo eccesso. Nel bene come nel male. Un rimbalzo dell’odio purtroppo me lo aspetto, alimentato anche dalla volontà di cavalcare la tigre del malcontento sociale. Ci aspettano sfide non semplici”. Il contrasto alla discriminazione, sarà uno dei temi prioritari nel 2021 con la settimana d’azione contro il razzismo, in programma anche quest’anno a marzo con una modalità di fruzione anche online. Saranno inoltre istituiti centri contro la discriminazione di persone Lgbt e un focus specifico sarà dedicato alla lotta all’antisemitismo. “Recentemente – conclude Loukarelis – abbiamo organizzato un workshop cui hanno partecipato tutte le squadre di Serie A. La sensazione è che ci sia finalmente interesse ad affrontare temi che purtroppo investono anche il mondo degli stadi come razzismo, omofobia, antisemitismo. Un ottimo segnale”.

    Su La Stampa di oggi, mercoledì 30 dicembre, una lettera di Evelina Christillin intitolata: "L'Europa cieca e quei disperati scalzi sulla neve", sul dramma dei migranti bosnianic di cui si è parlato su La Stampa nei giorni scorsi in pezzi a firma Domenico Quirico e Francesca Paci. Si parla del 1992, della catastrofe umanitaria e si porta uno sguadro su presente e futuro: «Facciamo in modo che il nuovo anno inizi veramente per tutti, anche per loro; non dimentichiamoli, lo chiediamo per favore alle istituzioni, ai media e ai comuni cittadini del mondo intero».

    Anna Grassellino,  Linda Laura Sabbadini, Sara Gama e Suor Alessandra Smerilli, protagoniste di Dialoghi a Spoleto (di cui potete trovare notizie sul blog a destra, intitolato Dialoghi a Spoleto), sono state scelte tra le 110 donne protagoniste di questo anno secondo il Corriere della Sera.  Dalla redazione di Angelipress i nostri complimenti a ognuna di loro, siamo fieri di questa conquista e di saper che le donne continuano e continueranno a brillare nel 2021.

    30 Dicembre 2020 - 05:46

    I NUOVI GIUSTI NEL MONDO SEGNATO DAL COVID

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    Dag Hammarskjöld, Segretario generale dell’ONU, impegnato per la pacificazione internazionale Carlo Urbani, medico italiano dell’OMS, per primo identificò il focolaio della SARS Liu Xiaobo e Liu Xia, intellettuali e attivisti per i diritti umani in Cina Ruth Bader Ginsburg, giudice della Corte Suprema americana, liberal e femminista Per la Giornata dei Giusti dell’umanità, 6 marzo 2021.

    Il Comitato dei Garanti dell’Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano, composta da Comune, Gariwo e UCEI, ha ratificato le scelte espresse dall’Assemblea il 5 novembre scorso riguardanti il tema per le celebrazioni del 6 marzo 2021 al Giardino dei Giusti del Monte Stella di Milano: "Per una nuova umanità. L’esempio dei Giusti nel mondo segnato dal Covid”. Le figure approvate sono: il diplomatico svedese Dag Hammarskjöld, passato alla storia per l’impegno umanitario come Segretario
    generale delle Nazioni Unite dal 1953 al 1961; il medico italiano dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) Carlo Urbani, che ha pagato con la vita la battaglia contro la SARS; lo scrittore e critico letterario Liu Xiaobo, attivista per i diritti umani in Cina assieme alla moglie Liu Xia, poetessa, pittrice e fotografa; la giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti Ruth Bader Ginsburg, battagliera sostenitrice della parità di genere e dell’emancipazione femminile negli Stati Uniti, icona del femminismo. La scelta è derivata dalla considerazione che in questo momento storico sia utile dare risalto a figure che indichino la strada da percorrere affinché l’umanità possa scegliere nel modo migliore le soluzioni a problemi collettivi, come la pandemia. Per questo vogliamo presentare le storie di chi si batte per la collaborazione
    internazionale e la difesa della democrazia contro ogni forma d’imbarbarimento e di controllo autoritario delle persone e per ridare alla conoscenza e alla scienza un ruolo di guida e orientamento. "Esempi di un impegno senza condizioni verso i grandi temi e i problemi del nostro tempo: da quello umanitario alla parità di genere, dalla ricerca scientifica ai diritti civili e politici - commenta il presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolé -. Le figure che onoriamo sono certamente molto conosciute nel mondo, la loro iscrizione tra i Giusti è il riconoscimento della nostra comunità al lavoro che hanno svolto e alla vita che hanno dedicato all'umanità. L'auspicio è che la loro testimonianza sia d'indirizzo per le nuove generazioni, perché quanto hanno fatto queste persone rappresenta un contributo fondamentale nel lungo percorso verso una società globale più equa dal punto di vista dei diritti, del rispetto di tutti, dell'accesso alla ricerca, alle cure e ai beni fondamentali".

    “Con la proposta dei nuovi Giusti abbiamo voluto indicare le quattro grandi battaglie che si presentano a livello mondiale. La battaglia per la democrazia, fondamentale di fronte alle autocrazie e ai regimi illiberali, che possono minacciare il mondo; la battaglia per il rafforzamento delle istituzioni internazionali che, sorrette dalle democrazie occidentali, possono essere oggi importanti per la prevenzioni di nuovi genocidi e crimini di massa; la battaglia per la difesa dei diritti delle donne in ogni parte del pianeta, dagli Stati Uniti, all’Europa, all’Africa e al Medio Oriente, poiché oggi le donne sono il soggetto forse più importante del cambiamento possibile e infine la battaglia per una cooperazione internazionale per la sconfitta delle pandemie, affinché il vaccino possa essere distribuito in tutti i Paesi e la ricerca medica possa essere messa a disposizione di tutte le persone - dichiara il presidente di Gariwo Gabriele Nissim -. I cinque Giusti, che abbiamo indicato, rappresentano al meglio queste istanze e possono essere un esempio per il mondo intero e per le nuove generazioni. I Giusti, come ci ricorda la parola ebraica “Tiqqun 'olam”, ci insegnano a “raddrizzare il mondo” e il tempo in cui ci è capitato di nascere”.

    Per Giorgio Mortara, vicepresidente UCEI, “le figure dei Giusti, approvate dal Comitato dei Garanti su proposta dell’Associazione, possono essere di esempio e stimolo ai giovani, ma non solo, e ben rappresentano gli ideali che proprio oggi vengono ricordati in tutto il mondo in occasione dell’anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, che sottolinea ‘la libertà e l’uguaglianza dei diritti per tutti gli esseri umani e il loro impegno nella fratellanza’”.

    5 anni dalla firma degli accordi di Parigi e ancora nessun impegno vincolante

    Sempre più persone stanno firmando una promessa: fare tutto il possibile per limitare il riscaldamento a +1,5 gradi C - quando già ora ci avviciniamo a +1.2. 

    Le ragazze e i ragazzi di Fridays for Future hanno rilasciato questa promessa in occasione del quinquennale dell'accordo di Parigi, ed invitano tutte e tutti a sottoscriverla.

    Gli attivisti sono unanimi: è chiaro che i leader mondiali non stanno mantenendo gli impegni presi a Parigi e, di conseguenza, è giunto il momento che la persone prendano il proprio impegno. Disha Ravi, dall'India, ha detto: "Non ho più speranza nel governo, il loro disprezzo per le persone e la loro profonda avidità ci ha messo in pericolo ripetutamente. Serve costruire un futuro giusto ed equo".

    "La mia casa, le Filippine, è stata colpita da un tifone dopo l'altro, con un dolore sempre crescente. Combattere per 1,5°C è cruciale per la mia sopravvivenza e per la sopravvivenza di tanti nel Sud del mondo", ha detto Mitzi Jonelle Tan dalle Filippine. Hilda Nakabuye dall'Uganda dice: "Siamo più forti quando siamo uniti. Noi che abbiamo firmato ci stiamo impegnando, l'uno verso l'altro e verso il pianeta, e questa è una cosa potente".

    In tutto il mondo, oggi, venerdì 11 dicembre, si svolgeranno azioni in molte città di ogni continente. Tan dice "Il mondo intero sta facendo una promessa di continuare a lottare perché i prossimi 5 anni devono essere rivoluzionari. I prossimi cinque anni non possono assomigliare agli ultimi cinque.”

    In Italia questa necessità è ancora più  attuale: lo abbiamo ribadito con la campagna #NonFossilizziamoci per chiedere che il Next Generation EU venga scritto pensando ai prossimi 70 anni. Finora le misure economiche post-Covid sono state tra le peggiori in Europa dal punto di vista climatico. 

    Vanno ridotte subito le nostre emissioni salvaguardando i posti di lavoro. E la riduzione delle emissioni non può passare attraverso il finanziamento di programmi di greenwashing delle compagnie fossili maggiormente responsabili della crisi climatica. Come il progetto di CCS (carbon capture and storage) di Ravenna firmato Eni, in opposizione del quale è nata la campagna "Il futuro non si (S)tocca-NOCCS", che stamattina alle 11:30 ha lanciato un flash mob davanti alla sede della Regione Emilia Romagna.

    Gli attivisti ribadiscono: “La politica dovrebbe saperlo: come sempre più studi chiariscono, una seria transizione ecologica ed energetica è l’unica via per rilanciare l’economia e limitare al contempo le catastrofi climatiche.”

    In tante città italiane si tornerà in piazza - in piena sicurezza e rispettando le norme Covid19 - per ricordare gli impegni presi a Parigi 5 anni fa, e mai rispettati.

    Gli attivisti del clima chiedono a tutti di firmare la promessa su https://fridaysforfuture.org/fightfor1point5/promise e di condividerla sui social media usando l'hashtag #FightFor1Point5. 

    Covid-19, il Portavoce della Conferenza dei garanti territoriali, Stefano Anastasìa, interviene in merito alle decisioni del governo sull’imminente campagna di vaccinazioni

    “Come mai i detenuti e le detenute non sono elencati tra le categorie prioritarie della campagna vaccinale contro il Covid-19?”. È la domanda che si pone il Portavoce dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, Stefano Anastasìa.

    “In questi mesi – prosegue Anastasìa - stanno vivendo la più dura delle carcerazioni, impediti in gran parte delle attività e dei contatti con l’esterno, finanche con i familiari che, quando va bene, possono vedere di persona una volta al mese e separati da una barriera di plexiglas. Il tutto per misure di prevenzione giustificate dal fatto che le carceri sono comunità chiuse in cui convivono centinaia, se non migliaia di persone, con seri rischi di rapida diffusione del virus in caso di contagio (e, purtroppo, se ne ha esperienza). Le carceri, si dice, sono come le Rsa. D’altronde – conclude Anastasìa - se l’età media è più bassa, la diffusione delle patologie pregresse è certamente importante e le condizioni igienico-sanitarie degli istituti di pena sono certamente peggiori di quelle delle Residenze sanitarie assistenziali”.

    “Collaborare, non competere” è il titolo dell’ultimo Quaderno Cesvot nella collana “I Quaderni”, scritto da Luca Gori e Francesco Monceri
     

    Nella pubblicazione tutto il quadro normativo di riferimento su cui si basa la rinnovata alleanza tra il terzo settore e la pubblica amministrazione

     

    “Collaborare, non competere. Co-programmazione, co-progettazione, convenzioni nel Codice del Terzo settore” è il titolo dell’ultimo volume edito da Cesvot nella collana “I Quaderni”, scritto da Luca Gori e Francesco Monceri.

    Garantire alle comunità locali servizi pubblici migliori e sempre più rispondenti ai bisogni delle persone. È questo l’obiettivo che la Riforma del terzo settore e la Legge regionale 65/2020 si propongono di raggiungere attraverso il coinvolgimento attivo degli enti del terzo settore nei processi decisionali propri delle autonomie locali. Il libro “Collaborare, non competere” fornisce il quadro normativo di riferimento su cui si basa la rinnovata alleanza tra il mondo del terzo settore e il mondo della pubblica amministrazione, a beneficio di quanti operano in tali ambiti e che, sempre più di frequente, si troveranno a pianificare e progettare insieme le politiche di sviluppo del territorio.

    Secondo il presidente di Cesvot, Federico Gelli questa nuova pubblicazione fornisce un quadro completo delle novità introdotte dalla nuova legge regionale che disciplina l’attuazione dell’art. 55 del Codice del terzo settore attraverso la quale le amministrazioni regionali e locali, in nome del principio di sussidiarietà, sono legittimate ad affidarsi agli enti di terzo settore in tema di co-programmazione, co-progettazione e convenzioni senza dover più ricorrere ad affidamenti mediante appalti pubblici. Per questo l’intervento legislativo di Regione Toscana, giunta tra le prime a dare attuazione all’art 55 è importante in quanto rende concreti i procedimenti passando dall’astratto del Codice del Terzo settore alla sua piena attuazione.

    Nel titolo, spiega uno degli autori Luca Gori, si trova già una chiara indicazione: il Terzo settore non è lo spazio per la competizione nel mercato, ma è il luogo della collaborazione fra enti del Terzo settore, tra loro e con la pubblica amministrazione. Si tratta ora, secondo la visione confermata di recente dalla corte costituzionale, di trovare le forme giuridiche perché questa collaborazione possa avvenire. Forme giuridiche nuove e in costante evoluzione: proprio per questo, nel volume, abbiamo prima inserito un chiarimento delle coordinate costituzionali di fondo e poi un esame, in concreto, dei diversi aspetti normativi introdotti dal codice del Terzo settore.

    Come specifica, l’altro autore del volume, Francesco Monceri, la “generalizzazione” della co-programmazione e co-progettazione determinano un’importante evoluzione dell’amministrazione tradizionale verso l’affermazione di modelli alternativi a quello gerarchico/unilaterale. Gli istituti in parola aprono, dunque, la strada ad una vera condivisione della decisione amministrativa tra pubbliche amministrazioni ed enti del terzo settore nel campo dei servizi di interesse generale.

    Il Quaderno intende approfondire le conseguenze innescate dalla codificazione degli istituti partecipativi previsti dal Codice del Terzo settore sul sistema dei rapporti tra enti del terzo settore e amministrazioni pubbliche, come modello di piena applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale. Il tutto in un quadro in cui lo status costituzionale degli enti del terzo settore è perlopiù riconosciuto, anche nella recente sentenza 131/2020 della Corte costituzionale, come evoluzione di un modello preferibile al mercato nella predisposizione e gestione dei servizi di interesse generale.

    Il volume è arricchito per una miglior consultazione anche da un’appendice contenente il Codice del Terzo settore, la Legge regionale Toscana 65/2020, il parere del Consiglio di Stato n.1382/2018, le sentenze “Spezzino” e “Casta” della Corte di giustizia europea.

    Gli autori: Luca Gori è ricercatore in diritto costituzionale presso la Scuola Superiore S. Anna. Francesco Monceri è avvocato e docente di elementi di diritto amministrativo e dei servizi pubblici presso il Polo Tecnologico Sistemi Logistici di Livorno-Università di Pisa.

    Il Quaderno è disponibile e scaricabile gratuitamente in formato pdf, previa registrazione all'area riservata MyCesvot, a questo link. Nell'area riservata è inoltre possibile richiedere una copia cartacea del volume compilando il modulo online.

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