Siamo abituati a pensare alla lettura come a un momento intimo, di raccoglimento quasi religioso, di distacco da tutto e tutti per immergerci nelle pagine di un romanzo o di un saggio.
    Eppure leggere è anche un gesto sociale, fortemente improntato alla condivisione: da quando ci lasciamo consigliare un libro da un familiare, da un amico o dalla critica fino a quando finiamo col parlarne con tutti, consigliarlo o sconsigliarlo a nostra volta, darlo in prestito o regalarlo.
    Ci sono poi i circoli di lettura: fisici e virtuali, generalisti o dedicati a un singolo genere, luoghi in cui leggere insieme significa dedicare un’attenzione moltiplicata all’opera, mettere in comune le percezioni e le sue sfumature, personali e condizionate da tutte le altre letture della nostra vita.
    Come si costruisce e come si porta avanti un gruppo di lettori? Può rappresentare uno strumento di promozione per il libro italiano nel mondo?
    Lo chiederemo nel webinar del 18 febbraio alle 15:00 (ora italiana) a Maria Teresa Carbone, giornalista, autrice, operatrice culturale, e Maria Cristina Zerbino, referente del Bibliopoint e coordinatrice del circolo dei lettori del Liceo Montale di Roma.

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    - Per avere maggiori informazioni sul progetto dei Presidi Letterari
    This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it." rel="noopener" target="_blank" style="line-height: inherit; color: rgb(0, 0, 255); text-decoration: underline;">This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
    - Gli incontri precedenti sono ancora disponibili qui:

    “Stra-leggere: la lettura aumentata e la promozione del libro italiano”

    “Leggere insieme: il libro italiano nei social network”

    "Il coraggio è scovare quel raggio di sole quando il cielo è interamente coperto dalle nuvole. E’ una luce che ti fa trovare la strada per andare avanti". E’ quanto scrivono due mamme.

    Annullare la distanza di oltre 250 chilometri attraverso la scrittura. Condividere il dolore senza fine come la perdita di un figlio, “conoscersi” scrivendosi lettere e mail, raccontandosi le emozioni, la meraviglia delle piccole cose come il fiore che spunta nel giardino, le paure e la voglia di riprendere per mano la vita.

    E’ nato da una storia vera, "Il filo sottile del coraggio" (Maria Pacini Fazzi Editore) curato dalla giornalista fiorentina Gaia Simonetti. E’ un diario che raccoglie lo scambio epistolare di due madri, Camilla Tommasi e Giovanna Carboni, durante la quarantena da Cerreto Guidi, in provincia di Firenze dove abita Giovanna a Montemerlo, in provincia di Padova, paese di Camilla, poco distante da Vo'.

    Il libro, che si può trovare su Amazon, è stato depositato in questi giorni presso l'Archivio diaristico di Pieve Santo Stefano (AR). Dal 1984 Pieve Santo Stefano, quasi al confine tra Toscana, Umbria e Romagna, mostra un cartello giallo sotto quello della toponomastica ufficiale con scritto: "Città del diario". La località, infatti, ospita infatti nella sede del municipio, un archivio pubblico, che raccoglie scritti di gente comune in cui si riflette, in varie forme, l’esistenza di tutti e la storia d’Italia. Ci sono diari, epistolari, memorie autobiografiche.

    “Il nostro diario che ha preso forma nel periodo della quarantena- concludono le due mamme- entra a far parte della storia di tutti noi e del Paese. Nell’inchiostro abbiamo messo il cuore, ma anche la speranza. Non mancano i tempi verbali al futuro. Le nostre lettere sono ripartenza. Per noi è stato così, anche nella vita. Con le nostre lettere vogliamo tendere la mano ad altre mamme e papà”.

    Il progetto si propone di contrastare la povertà educativa minorile e la dispersione scolastica tramite lo sport, il teatro e il doposcuola

    Tre strumenti per sviluppare la capacità di stare insieme, per una crescita consapevole e per rafforzare le competenze educative. Saranno realizzati corsi di espressività teatrale a scuola in stretto coordinamento con i docenti; corsi di karate e danza, che si terranno nella palestra appositamente ristrutturata presso una scuola di Scampia, precedentemente abbandonata e vandalizzata a causa di una faida di camorra e ora pienamente recuperata; doposcuola quotidiano che accoglierà 80 bambini e ragazzi del quartiere con forti carenze educative e culturali.

    Qui maggiori informazioni https://www.esperienzeconilsud.it/spot/

    Sette giorni per rispondere a un bisogno crescente. Aumentano le richieste da parte dei 56 enti convenzionati, che rispondono alle esigenze di 22.460 assistiti: c’è bisogno di 105.192 farmaci

    Banco Farmaceutico invita i cittadini ad andare nelle farmacie aderenti (264 a Torino) per donare uno o più medicinali per chi ha bisogno. Anche quest’anno, la GRF - Giornata di Raccolta del Farmaco, si farà. La #GRF21 durerà una settimana, da martedì 9 a lunedì 15 febbraio. Nelle oltre 5.000 farmacie che aderiscono in tutta Italia (riconoscibili perché espongono la locandina dell’iniziativa, l’elenco è consultabile sul sito www.bancofarmaceutico.org), sarà chiesto ai cittadini di donare uno o più medicinali da banco per i bisognosi. I farmaci raccolti (541.175 nel 2020, pari a 4.072.346 euro) saranno consegnati a oltre 1.800 realtà assistenziali che si prendono cura delle persone indigenti, offrendo loro, gratuitamente, cure e medicinali.

    L’11 febbraio del 1996 ci ha lasciati Amelia Rosselli. Poetessa, ha fatto parte della "generazione degli anni trenta", insieme ad alcuni dei più conosciuti nomi della letteratura italiana. Nata a Parigi dall’esule antifascista Carlo Rosselli, si trasferì prima in Svizzera e poi negli Stati Uniti., per ultimare poi gli studi in Inghilterra e tornare in Italia nel 1946. Lavorò come traduttrice e frequentò gli ambienti letterari romani e gli artisti del Gruppo 63. Nel 1964 uscì la sua prima raccolta in versi. Era povera Amelia Rosselli, e le fu assegnato il vitalizio straordinario previsto dalla legge Bacchelli. Morì suicida per cause connesse a una grave depressione. Nel 25esimo anniversario dalla sua morte, ricordiamo alcune tra le sue poesie più celebri, come Di sollievo in sollievo, Sereno il suolo mi rendeva, Se no è noia, è amore e C’è come un dolore nella stanza. Ricordiamo inoltre che è appena uscito il libro d’esordio di Alice Zanotti, “Tutti gli appuntamenti mancati. Un ritratto immaginario di Amelia Rosselli”, con Bompiani.

    Qui la puntata di Un popolo di poeti, intitolata “La solitudine”, a cura di Paola Severini Melograni, in cui si parlò di Amelia Rosselli: https://www.youtube.com/watch?v=YK5gz-dqryI&feature=youtu.be

    TUMORE DEL PANCREAS: SCOPERTA DAI RICERCATORI DEL CERMS DELLE MOLINETTE E DELL’UNIVERSITÀ DI TORINO LA CHIAVE DI INGRESSO PER L’INVASIONE DEI LINFOCITI KILLER

    In uno studio appena pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Proceedings of the National Academy of Sciences of the USA (1) i ricercatori del Centro di Ricerche in Medicina Sperimentale (CeRMS) della Città della Salute di Torino e del Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienze per la Salute dell’Università di Torino hanno scoperto il modo per permettere ai linfociti killer antitumore di infiltrarsi all’interno del tessuto tumorale per eliminarlo.

    Il tumore del pancreas viene a ragione definito il “killer silenzioso”. Il motivo di questo nome deriva dal fatto che non presenta sintomi specifici quando si manifesta, o meglio, quando questi compaiono spesso sono associati ad uno stadio molto avanzato della malattia. La causa potrebbe derivare dal fatto che, fin dalla sua origine il tumore del pancreas è caratterizzato da un intricato insieme di cellule di diversa natura che lo circonda e forma il cosiddetto “microambiente tumorale”. Nel microambiente vengono accesi numerosi programmi genetici e metabolici che forniscono un enorme vantaggio alla crescita del tumore e nello stesso tempo impediscono ai linfociti T killer antitumore di “infiltrarsi” nel tessuto tumorale, confinandoli all’esterno ed impedendo loro di riconoscerlo ed eliminarlo.

    Coordinati dai professori Paola Cappello e Francesco Novelli, i ricercatori impegnati in questo studio hanno dimostrato che bloccando l’interleuchina 17A, un importante messaggero della comunicazione tra le cellule del sistema immunitario e tra queste e le cellule circostanti, si modifica “il microambiente” tumorale ed in particolare il comportamento di un tipo di cellule, i fibroblasti. Queste cellule sono particolarmente abbondanti nel tumore del pancreas e sono responsabili della deposizione di un complesso e compatto reticolato di fibre, la cosiddetta “matrice”, che rappresenta il più grosso ostacolo all’ingresso dei linfociti killer antitumore così come la diffusione dei farmaci utilizzati per il trattamento.

    Il dottorando Gianluca Mucciolo, impegnato nel Dottorato di Ricerca in Medicina Molecolare dell’Università di Torino e primo autore di questo studio, utilizzando un modello animale predestinato a sviluppare il tumore del pancreas e privo della capacità di produrre l’interleuchina 17A, ha osservato che, nonostante la presenza di molti fibroblasti, il microambiente tumorale era molto più “invaso” da linfociti killer antitumore. Grazie ad una collaborazione con un gruppo di ricerca della Czech Academy of Sciences di Praga, diretto dal professor Luca Vannucci, il gruppo torinese ha dimostrato che in assenza dell’interleuchina 17A, la matrice depositata dai fibroblasti era, diversamente dal solito, molto più soffice e lassa, e presentava un’architettura che aveva poco in comune con le vere e proprie “autostrade” che favoriscono l’invasione delle cellule tumorali dei tessuti circostanti.

    Per analizzare a fondo il comportamento dei fibroblasti nel tumore del pancreas, la professoressa Cappello è ritornata presso il Campbell Family Institute for Breast Cancer Research a Toronto nel Laboratorio diretto Professor Tak Mak, dove aveva già trascorso alcuni periodi di lavoro, e mediante l’utilizzo di sofisticate tecnologie per lo studio dell’espressione genica a livello di una singola cellula, ha dimostrato come in assenza dell’interleuchina 17A i fibroblasti del tumore del pancreas modificano il loro programma genico per promuovere sia l’accumulo di linfociti T antitumore che l’aumento della loro attività killer. 

    “Seppure siano necessari ulteriori studi per approfondire il ruolo di questa interleuchina nella risposta anti-tumorale nell’ambito del tumore pancreatico, la grande notizia è che anticorpi anti-interleuchina 17A vengono già utilizzati nella pratica clinica per limitare i danni di alcune malattie autoimmunitarie e quindi potrebbero essere combinati con altre strategie per colpire il tumore del pancreas da più parti e rendere più efficienti i diversi trattamenti” commenta la Prof.ssa Cappello.

    Questi dati aggiungono un nuovo mattone per costruire una strategia efficace per la cura del tumore del pancreas. Aggiunge il Prof. Novelli: “Il nostro stesso gruppo ha recentemente sviluppato una terapia basata su vaccinazione a DNA e chemioterapia che nel modello animale ha dimostrato una notevole efficacia nel bloccare la progressione del tumore (2). Questa efficacia potrebbe essere ulteriormente aumentata dalla somministrazione combinata di anticorpi anti-interleuchina 17A, scatenando l’attività antitumore dei linfociti killer”

    Dallo studio contestuale del microambiente tumorale e dei meccanismi con cui il sistema immunitario può reagire contro il tumore del pancreas nascono le nuove terapie combinate che ci permettono di “accerchiare” sempre di più questo tumore e di aprire prospettive concrete per la sua cura.

    L'autentico cambiamento è nelle nostre mani. A distanza di tre anni dal loro primo incontro, il giovane allievo e il saggio maestro si ritrovano: il giovane non ha esaurito tutte le sue domande sul senso dell’esistenza e la ricerca dell’autentica felicità. Anzi, è ancora più frustrato e insoddisfatto: il suo mestiere di insegnante – e i problemi sempre più complessi che lo tormentano – lo hanno messo a dura prova nell'applicazione quotidiana dei principi appresi dal maestro. Il saggio filosofo ascolta pazientemente lo sfogo, ma poi prende a parlare. Nel corso di un intenso dialogo, lungo un’intera notte, il maestro spiegherà al giovane che il metodo delle lodi e punizioni non serve, perché quello che occorre sviluppare nei ragazzi è la cooperazione, e non la competizione. Quello che occorre insegnare veramente è il rispetto, l’empatia, l’amore disinteressato per l’altro. Solo sentirsi parte integrante di una comunità e dare il proprio contributo all’esistenza degli altri è la via per essere felici. Una via che si percorre imparando ad accettare l’altro per come è e ad amare incondizionatamente, senza aspettarsi nulla in cambio: perché amare davvero è la scelta più ardua e coraggiosa di tute

    Lo dicono le 100 donne della Rete RED in occasione di San Valentino. Spesso discriminate perché donne e per la loro sclerosi multipla, vivono in un mondo che non è ospitale, né nel lavoro e nella loro famiglia. Ma si impegnano a crearne uno migliore.

    No alla discriminazione. No alla Violenza. Sì al rispetto. Lo chiedono le donne della Rete RED, un gruppo di 100 donne che appartengono ad AISM – Associazione italiana Sclerosi Multipla -, formate dall'Associazione stessa all’ascolto e alla comprensione dei disagi di donne con sclerosi multipla.

    I messaggi del loro San Valentino non sono quelli stereotipati e zuccherosi. Sono, semmai, impegno. Impegno a far sì che nessuna donna debba sentirsi minacciata, sottostimata e non rispettata solo perché donna con SM.

    «Vogliamo un altro San Valentino: quello che celebra il rispetto e combatte la doppia discriminazione». Dice Gaia, una delle donne attiviste del gruppo. 

    “Non voglio fare pace con una carezza se poi divento sempre più un giocattolo rotto. Voglio il tuo rispetto” è una delle cinque card che lanciano le donne di RED sui social con l’#sanvalentinoRed, perché essere donne con disabilità implica un maggior impegno nel vedere riconosciute le discriminazioni, le molestie e le violenze subite perché spesso la condizione di disabilità oscura il genere. Le donne con disabilità subiscono una doppia discriminazione che ne condiziona pesantemente le opportunità di partecipazione, autodeterminazione e scelta in vari ambiti della vita.

    Gli attivisti della campagna, nata dalla Rete per l'emergenza climatica e ambientale dell'Emilia Romagna e Fridaysforfuture Italia, all'alba della formazione del nuovo governo si mobilitano per chiedere che la ripartenza avvenga in nome di una transizione ecologica realmente sostenibile, per restare sotto alla soglia degli 1,5 gradi di aumento della temperatura media globale. 

    In questo orizzonte non c'è spazio per la tecnologia di cattura della CO2 (CCS) che ha proposto Eni per Ravenna, si tratta di un progetto molto costoso dai benefici ambientali nulli e addirittura negativi << L’anidride carbonica non verrebbe catturata dall’atmosfera ma dalle centrali elettriche e dalle industrie che la producono. La crisi climatica quindi non viene affatto mitigata ma è solo uno stratagemma per tenere in vita centrali e processi produttivi obsoleti e inquinanti per cui esistono valide alternative, alle quali in questo modo stiamo sottraendo soldi preziosi ritardando la riconversione.>> Inoltre il processo di stoccaggio della CO2 nei pozzi di metano esauriti presenta enormi rischi quali l'aumento dell’attività sismica indotta e la possibilitá di fuoriuscite. Si tratta solo di una strategia per estrarre fino all'ultimo grammo di metano.

    Il presidente del consiglio designato Mario Draghi ha promesso la creazione di un ministero per la transizione ecologica. I dettagli non sono ancora noti ma si prevede l’accorpamento dei ministeri di ambiente e sviluppo economico. 

    << Scendiamo in piazza per chiedere che la transizione ecologica non venga affidata ad aziende private che seguendo le logiche del profitto ingannano da anni i cittadini con conseguenze devastanti. I fondi europei per la ripartenza rappresentano un'opportunità unica per assicurare un futuro per tutti, chiediamo che non vengano dati a Eni e ai CCS, né ora né mai, e vogliamo assicurarci che il progetto di Ravenna non venga reinserito nella versione definitiva del PNRR. >>

    Oltre alle azioni fisiche la giornata prevede anche delle azioni online, come la MemeChallenge e la TweetStorm delle 15:00 i cui dettagli sono riportati nelle pagine social della campagna @noccs_ilfuturononsistocca

     

    In occasione della Giornata Internazionale contro l'uso dei Bambini Soldato che ricorre  il 12 febbraio, la Lega Pro ha aderito e concesso il patrocinio ad una campagna di sensibilizzazione, promossa da Mete Onlus della Presidente Giorgia Butera.

    Oggi Mete Onlus promuove alle 18 un confronto da remoto sul tema dei diritti dell’infanzia e lo sport a cui partecipa anche il Presidente Ghirelli. Verrà presentato “Peaceful World and Human Rights”, short film realizzato allo stadio Barbera di Palermo.

    “La Lega Pro aderisce alla campagna promossa da Mete Onlus- spiega Francesco Ghirelli, Presidente Lega Pro- e si lega a progetti, ad iniziative, a gesti che difendono i diritti dei bambini. Il calcio è uno straordinario ambasciatore di valori e rappresenta il gioco. Ogni bambino ha diritto di giocare. Lo stadio è il luogo delle famiglie, ha una funzione, oltre che sportiva, formativa. E’ luogo di incontro delle generazioni come nelle immagini, pre-Covid, di quando i nonni scesero in campo, nel turno dedicato ai nonni nel campionato di Serie C, con i nipotini.

    Il pallone ha il dovere di lanciare un messaggio forte: i bambini devono giocare e saper giocare.”

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