22 Febbraio 2021 - 05:47

    Nuovo bando promosso da Con i Bambini

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    Nuovo bando promosso da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

    Il bando è rivolto al mondo del Terzo settore e si propone di identificare, riconoscere e valorizzare le comunità educanti, intese come comunità locali di attori (famiglie, scuola, singoli individui, reti sociali, soggetti pubblici e privati) che hanno, a diverso titolo, ruoli e responsabilità nell’educazione e nella cura di bambini e bambine, ragazzi e ragazze che vivono nel proprio territorio.

    Tutte le informazioni di contesto e di bando sono disponibili qui https://www.fondazioneconilsud.it/news/comunita-educanti-bando-di-con-i-bambini-per-le-alleanze-educative/

    Si tratta del terzo di una serie di eventi volti a far conoscere gli intenti e i risultati del progetto omonimo finanziato dalla Fondazione CRT. La ricerca mira ad avviare un progetto pilota di formazione degli operatori sanitari alle esigenze religiose e spirituali dei pazienti ospedalieri – con riferimento a Città della Salute e della Scienza di Torino – nell'ottica del crescente pluralismo religioso del territorio torinese. Con esso s'intende contribuire a promuovere il welfare di comunità in un'ottica di inclusione e di coesione. 

    Introduce e modera: Cristina VARGAS (Fondazione Fabretti)

    Intervengono: Don Paolo FINI (Pastorale della Salute, diocesi Torino) e Pastore Sergio MANNA (Facoltà valdese di Teologia, Roma)

    Il 21 febbraio si celebra la Giornata nazionale dell’alfabeto Braille, sistema che ha cambiato completamente il modo di vivere di milioni di persone con disabilità visiva. Ancora oggi è uno strumento indispensabile e insuperato con cui i non vedenti possono scrivere, leggere e comunicare, e quindi imprescindibile per la loro integrazione nel tessuto sociale, scolastico, lavorativo e culturale di qualsiasi comunità.

    21 Febbraio 2021 - 11:37

    15 anni senza Luca Coscioni

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    Il 20 febbraio è stato il 15esimo anniversario dalla scomparsa di Luca Coscioni, politico italiano e figura attiva nel sociale con l'Associazione Luca Coscioni e Radicali Italiani, di cui fu presidente tra il 2001 ed il 2006. La sua vita fu segnata dalla sclerosi laterale amiotrofica, che lo portò alla morte nel 2006 a soli 38 anni.

    In 15 anni molte cose sono cambiate, molte altre invece devono ancora cambiare, ma il tema dei malati terminali e delle cure palliative rimane essenziale nel nostro Paese.

    Solidarietà a Giorgia Meloni, deputato di Fratelli d'Italia - espressa da Sergio Mattarella e da altri rappresentanti politici - per gli insulti sessisti ricevuti durante una trasmissione radiofonica andata in onda il 19 febbraio, nella quale si commentava il suo intervento alla Camera per la fiducia al nuovo Governo.

    Un nuovo farmaco innovativo contro la Porfiria Epatica Acuta, è stato somministrato per la prima volta a un paziente, colpito dalla malattia rara, all’ IRCCS Dermatologico San Gallicano di Roma. La molecola rivoluzionaria si chiama Givosiran, ed è il primo trattamento specifico contro la malattia.  

    La porfiria epatica acuta in genere colpisce i giovani di età dai 25 ai 35 anni, per lo più donneDolori addominali, degli arti, della schiena, a volte di grande intensità, e in grado di interferire in modo importante con le attività della vita quotidiana, si alternano alle crisi acute caratterizzate da dolore addominale grave e sintomi neurologici.  

    Oggi c'è una speranza concreta per una patologia che comunque rimane cronica, Il nuovo farmaco - spiega Marco Ardigò, Responsabile della Unità Operativa di Porfirie e Malattie Rare – svolge un'azione di “silenziamento genico” sull’enzima con ruolo chiave nella malattia, l’ALA sintetasi 1. I dati di letteratura e le sporadiche esperienze in Italia ed in Europa sembrano dimostrare una alta percentuale di risposta alla terapia.” 

    Siamo particolarmente ottimisti e confidiamo in una risposta significativa alla terapia anche da parte del nostro paziente – prosegue Aldo Morrone, Direttore Scientifico ISG. - Per l’Istituto San Gallicano e per tutti i pazienti del Lazio e del Centro-Sud Italia questa nuova possibilità terapeutica rappresenta una importante svolta nella gestione di questi malati rari con gravi sintomatologie, compromissione della qualità della vita e rischio per la stessa.” 

    Al San Gallicano, centro di eccellenza per la diagnosi e cura delle porfirie, è stata somministrata la prima dose a base di Givosiran ad un paziente affetto da Porfiriea Acuta Intermittente, una variante di porfiria epatica acuta, con manifestazione particolarmente severa della malattia. La porfiria epatica acuta,  fino all’avvento di questa nuova molecola, non aveva una terapia specifica, ma gli attacchi acuti derivanti dall’aumento di acido aminolevulinico (ALA) venivano gestiti mediante somministrazione di un emoderivato dall’emoglobina, o con alte dosi di glucosio, ma si avevano risposte altalenanti alle terapie. 

    “Il farmaco – spiega Marco Ardigò - rappresenta una nuova frontiera terapeutica per questi pazienti. Appartiene infatti ad una nuova classe di molecole che agiscono a livello genico. In particolare, agisce provocando il blocco della sintesi di un enzima chiave chiamato acido aminolevulinico sintetasi 1 (ALAS1) a livello epatico riducendo i livelli circolanti dei prodotti neurotossici che rappresentano le principali cause di attacchi acuti di dolore, e i sintomi legati alla porfiria epatica acuta. I dati fino a oggi sembrano dimostrare una alta percentuale di risposta alla terapia con casi di normalizzazione completa degli indicatori di attività della malattia.” 

    Ci prepariamo alla giornata delle malattie rare ( 28 febbraio p.v.) con da 2 incontri in calendario il 22 e 26 p.v. in cui i nostri esperti parleranno in diretta Facebook delle 22 patologie rare di cui siamo centro di riferimento, come lo siamo per i tumori rari nel network europeo (EURACAN) e risponderanno ai quesiti che perverranno attraverso le piattaforme social.

    L'Italia con Torino, si candida a ospitare nel 2025, gli Special Olympics World Winter Games. L'atto di candidatura è stato presentato dal Comitato Promotore composto da Governo, Regione Piemonte, Comune di Torino, Coni, Cip, Arpiet e presieduto dal Presidente Special Olympics Italia Angelo Moratti. Special Olympics International, esprimerà la valutazione finale sulle candidature il prossimo 18 giugno. 

    Lo sport come mezzo di integrazione e inclusione

    La kermesse sportiva si svolgerà dal 29 gennaio al 9 febbraio e coinvolgerà oltre 3mila tra atleti e allenatori, migliaia anche tra giornalisti, volontari, personale medico e staff e più di 300mila spettatori. "I Giochi Mondiali Invernali di Special Olympics 2025 – come evidenzia una nota del comitato promotore - rappresenteranno un’occasione per diffondere in Italia, in modo ancora più forte, un intenso messaggio di inclusione e per promuovere la creazione di un mondo in cui tutte le persone possano essere riconosciute per le proprie capacità e non discriminate per le loro differenze".

    “Siamo lieti di sostenere la candidatura di Torino per ospitare gli Special Olympics World Winter Games del 2025 nella nostra città - ha commentato l'assessore allo Sport, Roberto Finardi -. Da sempre consideriamo lo sport quale importante strumento di integrazione e inclusione per tutte le persone a rischio di emarginazione, tra cui gli atleti con disabilità fisiche e mentali. Riteniamo che le attività condotte da Special Olympics abbiano la capacità di trasmettere agli atleti la consapevolezza che il proprio corpo possa esser posto in un'ottica positiva, da valorizzare e far esprimere e non come ostacolo e impedimento.”

    Si lavora anche per le Universiadi

    Ma il 2025 potrebbe essere un anno davvero speciale per Torino, memore del grande evento olimpico del 2006. Ci sono buone possibilità infatti che sotto la Mole tornino anche le Universiadi Invernali, già sul suolo sabaudo nel 2007. Anche in questo senso infatti si sta procedendo per la candidatura della città al grande evento sportivo universitario. La scorsa settimana, il ministro Vincenzo Spadafora ha firmato l’atto per la garanzia economica necessaria alla presentazione del documento.

    "La Regione Piemonte è fortemente intenzionata a portare sul suo territorio due grandi eventi come Universiadi e Special Olympics - ha commentato l'assessore allo Sport della Regione, Fabrizio Ricca -. Anche la lettere ricevuta la scorsa settimana dal Governo conferma l’avanzamento del percorso che stiamo compiendo. Sono molto felice di apprendere che tutte le forze politiche vedano di buon occhio il lavoro che abbiamo fatto fino a oggi su questo tema. E’ importante che le istituzioni rispondano in modo unitario quando si parla di grandi eventi e investimenti per il territorio”.

    Inoltre le Universiadi 2025 potrebbero essere un'ottima occasione per recuperare aree dismesse in città: ad esempio per la realizzazione del villaggio artleti. L’idea generale è comunque che l’organizzazione di questi grandi eventi sportivi - sia Universiadi che Special Olympics - possa lasciare un’eredità utile e positiva al territorio, come l’utilizzo del villaggio atleti a integrazione delle residenze universitarie nel dopo evento. Circa 2mila posti letto supplementari per gli studenti.

     

    Fonte: https://www.torinotoday.it/

    Cinesi femmenelle — La Cina affronta una “crisi di mascolinità”. Secondo il Governo di Beijing, i  maschietti di oggi—in troppi casi—non varrebbero granché: si truccano gli occhi, si ammirano allo  specchio, passano troppo tempo online e con i videogiochi, pensano solo a divertirsi e si fanno pure dei  tatuaggi troppo vistosi. 

    La “mosceria” dei giovani maschi cinesi è stata da tempo ufficialmente identificata come  una sorta di emergenza nazionale. Già nel 2017 il People’s Liberation Army—l’Esercito  Popolare di Liberazione—si è pubblicamente lamentato della scarsa qualità delle sue  reclute. In certe circoscrizioni fino alla metà dei ragazzi che si presentavano per la  chiamata alle armi era risultata “inidonea” al servizio militare. Il PLA ha perfino rilasciato  delle statistiche al riguardo. Secondo un lancio dell’Agence France-Presse, circa il 20% dei  respinti era stato scartato per obesità, un altro 8% per “ingrossamento della vena  testicolare”. Il primo fenomeno è stato attribuito al troppo tempo passato con i  videogiochi, il secondo a “pratiche masturbatorie”. 

    Da allora il dibattito sulla “femminilizzazione” dei maschi cinesi si è allargato. Al livello popolare, la si fa  risalire alla “Politica del figlio unico” attuata tra il 1979 e il 2013 dal governo nazionale per contrastare il  fortissimo incremento demografico. Si suppone che i genitori dei figli unici possano essere stati più  portati a proteggerli fin troppo bene dalla dura realtà della vita quotidiana, contribuendo a creare una  generazione di mollaccioni. È una spiegazione che non piace al Governo secondo il quale la riduzione  della natalità sarebbe un grande successo di politica sociale. 

    Intanto però, ci sono quei ragazzi da “raddrizzare”. Si è iniziato nel 2019 con la censura sulla televisione di  Stato dei piercing dei pop star che apparivano con i lobi delle orecchie elettronicamente “annebbiati” per  mascherare il luccichio degli orecchini. Non deve aver sortito un grande effetto perché—secondo  quanto riferito dalla stampa internazionale—ora toccherebbe al Ministero dell’Istruzione ridare la  virilità ai maschi. Secondo la nuova analisi, il problema dipenderebbe dalle troppe insegnanti donne  nelle scuole pubbliche. I giovani avrebbero bisogno di “uomini veri” come modelli. Si procederà  pertanto a una grandissima infornata di insegnanti maschi, soprattutto di educazione fisica. 

    La “nuova via alla mascolinità” recepisce una critica arrivata dal Comitato Centrale del Partito secondo  cui la prevalenza di insegnanti femminili negli asili e nelle scuole elementari—insieme con la popolarità  dei “pretty boys” nella cultura pop—avrebbe reso i ragazzi “deboli, inferiori e timidi”. È stato inoltre fatto  presente come i maschi non ambiscano più a diventare “eroici combattenti”, una tendenza che potrebbe  “mettere in pericolo” il popolo cinese. 

    C’è forse ancora un’altra spiegazione, ben nota in Occidente. La Cina negli ultimi decenni ha fatto i  soldi, uscendo da una disperata storia di miseria e privazione più che millenaria. È terribile come il  successo e la prosperità portino con sé la joie de vivre e di conseguenza i semi della dissoluzione.

     

    Fonte: James Hansen. Nota Diplomatica 

    Le cure palliative entrano di diritto nel percorso formativo dei pediatri. La Legge 77 del 17 luglio 2020 ha, infatti, istituito la Scuola di Specializzazione in Medicina e Cure Palliative dell'adulto a partire dall'anno accademico 2021-2022. Si tratta di 50 posti in 6 universita' italiane. Non solo. E' stato anche introdotto il corso di Cure Palliative Pediatriche nell'ambito dei corsi obbligatori in tutte le scuole di specializzazione in Pediatria. "Un traguardo importantissimo frutto del lavoro portato avanti in questi anni dai palliativisti pediatri nel tavolo tecnico ministeriale", ha commentato il gruppo di studio Cure Palliative Pediatriche della Societa' italiana di pediatria (Sip).

    In particolare, tra i palliativisti pediatri e' Franca Benini, direttrice dell'Hospice Pediatrico di Padova, a sottolineare l'importanza del provvedimento che "rappresenta per il mondo della Pediatria, e non solo, un importante traguardo- dice- perche' finalmente ed autorevolmente colloca la terapia del dolore e le cure palliative pediatriche nel corpus scientifico della medicina pediatrica dando cosi' maggior possibilita' ai futuri pediatri di acquisire strumenti, conoscenze e competenze per gestire in maniera adeguata ed interdisciplinare, in tutti i setting di cura (domicilio, ospedale, hospice pediatrico), la complessita' pediatrica e il dolore difficile. Non rappresenta certamente l'unico nodo da sciogliere- evidenzia l'esperta- e' necessario infatti lavorare per la messa a disposizione di nuove risorse ed organizzazioni adeguate, ma certamente costituisce la base inderogabile, che non possiamo ne' dobbiamo sprecare, da cui partire".

    Gli stessi specializzandi lo considerano un arricchimento della loro formazione "che, sempre piu', deve saper rispondere ai principali bisogni del bambino malato e della sua famiglia", sottolinea Miriam Alessi, presidente dell'Osservatorio nazionale specializzandi pediatria (Onsp).

    Ma come saranno organizzati questi corsi nelle 37 Scuole di Specializzazione in Pediatria d'Italia e chi avra' la titolarita' dell'insegnamento? "L'acquisizione di competenze nell'ambito delle cure palliative e' una peculiarita' irrinunciabile nella formazione del pediatra- dice Gian Luigi Marseglia, presidente della Conferenza Permanente dei direttori delle scuole di specializzazione in Pediatria, sottolineando che- nell'ambito del Forum nazionale delle Scuole di Pediatria 2021 ampio spazio verra' dedicato a questo argomento grazie alla collaborazione del gruppo di studio della Sip e dell'Onsp. E' un primo passo- sottolinea Marseglia- che marca l'inizio di un percorso che ci vede uniti verso un comune obbiettivo".

    Sulla stessa scia anche la Fondazione Maruzza Lefebvre d'Ovidio, da anni impegnata nella promozione delle Cure Palliative Pediatriche: "L'obbligatorieta' del corso rafforza quanto la Fondazione Maruzza sostiene da sempre: l'unicita' del bambino colpito da malattia inguaribile, le caratteristiche peculiari delle cure palliative rivolte al minore, la specificita' dei servizi dedicati a questi pazienti speciali e l'importanza della figura del pediatra come responsabile del processo di cura".

     

    Fonte: Agenzia Dire

    Il Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah lancia il nuovo podcast Nomi cose città disponibile su Spotify e Spreaker.

    Ogni mese verrà raccontata la storia ebraica di una città, viaggiando da Sud a Nord, soffermandosi sulle opere degli autori celebri, le vie più significative, gli oggetti emblematici.

    Il primo episodio, con le voci di Sharon Reichel, curatrice, e Rachel Silvera, responsabile della comunicazione, è dedicato alla scoperta di Ferrara, attraverso i racconti di Giorgio Bassani, la visita all'antico ghetto, le ricette tradizionali e molto altro.

    Per ascoltarlo, clicca qui

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