Nel decreto Sostegni bis, che la prossima settimana arriverà in Consiglio dei ministri, ci saranno delle novità importanti sul lavoro. Verrà inserito il contratto di rioccupazione, che prevede una decontribuzione al 100% per i primi sei mesi, ma anche l’esonero contributivo del 100% per i dipendenti confermati nel turismo e commercio. Verrà anche allargata la platea delle aziende che potranno stipulare i contratti di solidarietà e usufruire dei contratti d’espansione. Salvare più posti di lavoro possibile e crearne di nuovi. La sfida del governo Draghi, e soprattutto del ministro Orlando, è enorme. Uscire dalla pandemia con le ossa meno rotte possibile e iniziare subito a recuperare è fondamentale.

    L'articolo completo su: https://www.fanpage.it/politica/lavoro-il-piano-del-governo-per-la-ripartenza-arriva-il-contratto-di-rioccupazione/

    Non è una maestra, ma ‘insegna’ il coraggio. Non è un’artista - come tiene a precisare - ma disegna il volto della figlia e in ogni pennellata, a tracciare le linee, c’è il “pittore” cuore. Paola Alberti, che vive a Firenze, è la mamma di Michela, vittima di femminicidio, e nel ricordo della figlia col marito Massimo, ha dato vita ad una serie di iniziative. La prossima in calendario è “Corri per Michela” (corripermichela.it), arrivata alla quarta edizione, in programma il 15 maggio, nel giorno in cui la giovane se ne è andata, e prevede una corsa virtuale con immagini con la maglia rosa dedicata al suo angelo biondo. Nel periodo pre-Covid la corsa partiva dal giardino che ‘accoglie’ la panchina rossa e, tra gli occhi meravigliati dei passanti, si muoveva come una grande ‘onda’ rosa con famiglie che correvano con la maglia in memoria della giovane. L’evento è organizzato dal Gruppo sportivo Le Torri, in collaborazione con Uisp sport per tutti e il Quartiere 4. “La base da cui si deve partire, nella vita e ogni giorno, è il rispetto della vita - dice mamma Paola - è una promessa che ho fatto a mia figlia e anche a tutte le donne, vittime di violenza. Michela era una donna che aveva tanti sogni da realizzare. Sogni a cui sono state spezzate le ali”. La corsa virtuale, al momento, ha fatto registrare oltre 500 adesioni. Non è difficile immaginare che, oltre lo schermo di computer e telefonini, gli occhi di ognuno siano rivolti ad una nuvola, quella vicina al sole, che corre veloce nel cielo.

    Ospite di Paola Severini Melograni, Paolo Cendon, giurista, scrittore e autore del libro "Rifiorire. Storie e pensieri sul diritto alla felicità", edito da Corsiero. 
    Rifiorire, cioè mettere di nuovo foglie e petali dopo che qualcosa ci ha buttato giù, ci ha fatto sfiorire. Questo libro pone il lettore dinanzi a una serie di situazioni, ognuna illustrata attraverso una o più storie: tratte dalla giurisprudenza, dai libri, dai film, dai giornali. Può esserci capitata una brutta malattia, ad esempio, magari una pandemia; rifiorire vorrà dire qui guarire, riuscire a cavarsela, andare oltre l’incubo.

    C’entra anche la natura poi, che spesso ci conforta e ci rianima, e che è oggi tanto minacciata; c’entra il denaro, che spesso ci aiuta a rifiorire, ma che può diventare pericoloso; ci sono gli amori sbagliati, i lutti in famiglia, le fughe dalla prigione, i pentimenti. Il diritto può dare una mano talvolta a rifiorire prima, a non sfiorire troppo.

    Venerdi 14 maggio su RAI 2 alle 00,30 circa e domenica 16 maggio in replica alle 09.10 circa va in onda il consueto appuntamento con “O anche no”, il programma dedicato all’inclusione e alla solidarietà realizzato con RAIDUE e RAI PER IL SOCIALE.

    Paola Severini Melograni incontra Franco Zazzetta presidente della Primavera Cooperativa Sociale,una ONLUS di San Benedetto del Tronto, che da oltre venti anni si occupa dell'inserimento lavorativo di giovani portatori di disabilità psichica occupandoli nella coltivazione di piante da fiore in serra ed all'aperto.

    Vi presentiamo "I Custodi dell'Arcobaleno", un progetto educativo interattivo che nasce in risposta all'esigenza di trattare con bambini di tutte le età e le etnie, portatori di handicap e non e bambini in difficoltà.

    Il gruppo giovani Anima Libera, volontari dell’ Associazione Sollievo, nel periodo del lockdown si è impegnato a riadattare il progetto della favola I Custodi dell’arcobaleno per portarlo a tutte le famiglie e nelle scuole tramite il web.

    Per il cooking show inclusivo questa volta siamo a Napoli nella Bottega dei Semplici Pensieri.

    E ancora, siamo andati al Divino Amore di Roma per l'inaugurazione di una casa-famiglia per ragazzi con autismo. Abbiamo intervistato Pierluigi Frassineti, genitore, membro di Ara – associazione risorse autismo onlus.

    Non mancheranno: la musica dei Ladri di Carrozzelle, Stefano Disegni con le sue vignette satiriche, Rebecca Zoe De Luca con le notizie dal mondo dell’adolescenza e il “prestigiattore” Andrea Paris.

    O Anche No è scritto da Maurizio Gianotti, Giovanna Scatena e Paola Severini Melograni con la regia di Davide Vavalà.

    Potete comunque rivedere tutte le puntate e anche le stagioni precedenti su Raiplay.

    https://www.raiplay.it/programmi/oancheno

    Per i ragazzi ormai è chiaro che l’aspetto che più mi affascina del rap è la scrittura. Il lavoro sulla scrittura per raccontare la realtà, la propria storia e quelle altrui utilizzando le rime, costruendo uno stile. Da anni vado nelle scuole a combattere stereotipi e pregiudizi usando il potere delle parole: identità̀, seconde generazioni, diritti, George Floyd, periferie, America, femminismo. Ecco come comincia la parte pratica dell’educazione rap, in cui gli studenti diventeranno protagonisti scrivendo i loro versi. Mani che si alzano: “Ci sono delle regole per scrivere il rap?” “Sono le regole della poesia?” “Ma senza musica come si fa?”. Anche i più sfacciati, messi davanti al foglio, prendono tempo. – Amir Issaa

    Dopo Vivo per questo, che lo ha portato nelle università̀ americane e nelle scuole italiane, Amir Issaa ha cominciato a usare il rap come strumento didattico. Rileggendo in chiave rap elementi di poetica, fa scoprire ai ragazzi che le canzoni che ascoltano dal cellulare sono anche il risultato di un esercizio linguistico.

    Educazione rap, oltre a essere il racconto delle esperienze peculiari vissute da Amir nelle scuole e università̀, è anche uno strumento per un percorso che mette al centro gli studenti e la parola, le emozioni e la lingua, la vita e l’esercizio.

    Con Amir ci siamo divertiti a individuare le figure e i meccanismi stilistici che rendono speciali i testi del rap italiano. Come nella poesia e nell’oratoria, l’uso della retorica nel rap ha lo scopo di rinnovare le parole di uso quotidiano, attraverso una metrica studiata nei dettagli, concatenazioni azzardate di sillabe, scontri frontali tra concetti semanticamente distanti tra loro. – Flavia Trupia, PerLaRetorica.

     

    Amir Issaa rapper e writer, protagonista della scena rap. I suoi testi raccontano l’attualità, il razzismo, le seconde generazioni. Ha collaborato con diverse organizzazioni e istituzioni (UNAR, Save The Children, Comunità di S. Egidio e molte altre) ideando laboratori di musica e rime contro le discriminazioni.

    Niente da fare ancora per i caregiver delle persone con SLA. “In molti hanno scoperto che, purtroppo, la SLA non rientra tra le patologie con l’asterisco ovvero quelle per cui i familiari caregiver, che non si sono potuti iscrivere sulla piattaforma e non sono stati contattati tramite SMS (e non sono pochi), possono essere vaccinati” spiega Barbara Gonella, Presidente di AISLA Firenze, che nelle ore scorse si è già attivata per rimediare al problema. Da quanto emerso, questa lacuna deriva dagli indirizzi nazionali, carenti a quanto pare sulla SLA, recepiti poi dalle regioni. “L’unico modo per ovviare a questo ostacolo – aggiunge Gonella – e per accedere al vaccino, che è indispensabile per proteggere i caregiver stessi che se contagiati o peggio malati non potrebbero più prendersi cura del proprio congiunto ma anche e soprattutto per i malati fragili, è che gli assistiti abbiano avuto il riconoscimento dell’invalidità civile e dell’handicap con i benefici della 104. Parlare, però, di invalidità e legge 104 è aprire un vaso di Pandora”. 

    Le procedure per il riconoscimento dell’invalidità e dell’handicap, che più volte AISLA Firenze ha chiesto di snellire proponendo il riconoscimento automatico contestuale alla certificazione della malattia grave e invalidante, sono ancora molto lunghe e richiedono almeno 6 mesi e talvolta persino 9. “Un lasso di tempo fin troppo lungo nel quale il rischio di contagiarsi e contagiare è molto elevato. È doveroso rimediare quanto prima: chiediamo alle Istituzioni, sia centrali sia regionali, una risposta rapida e chiara”.  

    E' disponibile in tutte le migliori librerie l'ultimo libro scritto da Andrea Riccardi, il fondatore della comunità di Sant’Egidio si interroga sulla situazione della chiesa oggi, riportando le sue riflessioni per quanto riguarda questo tema e le sue correlazioni con la nostra civiltà. Online è possibile trovare parte degli scritti di Andrea Riccardi, così come le sue frasi più celebri, per poter comprendere a fondo i pensieri di questo grande uomo.

    La vita di Andrea Riccardi
    Andrea Riccardi è un volto noto a chiunque si interessi di fede cristiana, ma anche a tutti coloro che sono dentro a questioni politiche e culturali che riguardano il mondo dei più deboli, dei poveri, di coloro che sono stati lascianti indietro dalla nostra società. Andrea Riccardi da sempre spende il suo tempo e la sua vita per aiutare proprio queste persone, gli ultimi. La Comunità di Sant’Egidio è stata fondata proprio da Riccardi, nel lontano 1968; oggi è diffusa in più di 70 Paesi, in tutti i continenti. L’idea è quella di creare una vera e propria famiglia diffusa, che sia in grado di aiutare chi più ne ha bisogno. In Italia la Comunità si occupa soprattutto per l’aiuto ai poveri e ai diseredati; la sua attività è però presente in tutto il mondo, con programmi per sostenere l’infanzia abbandonata, il diritto allo studio, per combattere la malnutrizione, la carenza di scuole e la diffusione del virus HIV soprattutto in Africa. Il messaggio di fondo è di ispirazione cristiana, anche se la Comunità di Sant’Egidio è costituita soprattutto da laici.

    La Chiesa Brucia, di Riccardi
    Il nuovo Libro di Andrea Riccardi è intitolato La chiesa Brucia. Crisi e futuro del Cristianesimo e si apre con un’immagine forte, che tutti noi abbiamo ancora negli occhi: l’incendio della chiesa di Notre Dame a Parigi. Questa immagine è presa come simbolo della realtà odierna, nella quale la chiesa sembra avvicinarsi ad un periodo di forte crisi. L’incendio simbolico è anche un incendio reale, della cultura cristiana e della chiesa come istituzione? Questo interrogativo spinge Riccardi a fare varie considerazioni per quanto riguarda la chiesa contemporanea. Il calo delle vocazioni, una forte riduzione nella pratica religiosa da parte di numerosi credenti in tutto il mondo, la scarsa presenza della chiesa cattolica nella vita sociale e nella cultura contemporanea. Sono tutte realtà che, proprio come l’incendio di Notre Dame, sono sotto gli occhi di tutti. Il libro di Andrea Riccardi vuole fare il punto della situazione, indicando effettivamente le statistiche e gli eventi che riguardano questo declino della chiesa. Per poi fare anche qualche valutazione sulla strada che si trova di fronte oggi la chiesa, verso un futuro che potrebbe essere diverso da oggi.

    Nella chiesa di Santa Maria Maggiore (via Duomo 6) a Vercelli, sarà presentato sabato 15 maggio alle ore 16, dalla Comunità di Sant’Egidio,  il libro “Gli anziani e la Bibbia. Letture spirituali della vecchiaia”  (ed.  Morcelliana), scritto da mons. Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino, insieme a don Francesco Tedeschi e alla dott.ssa Maria Cristina Marazzi. Interverranno l’Arcivescovo di Vercelli mons. Marco Arnolfo, il prof. Eugenio Borgna, primario emerito di Psichiatria dell’Ospedale Maggiore di Novara, accademico e saggista, Giusi Baldissone, già docente di Letteratura italiana all’Università del Piemonte Orientale e Daniela Sironi, responsabile della Comunità di Sant’Egidio in Piemonte.

    Si tratta dell’evento inizialmente previsto a  marzo, che era  stato rinviato per le restrizioni imposte dalla pandemia. L’accesso alla chiesa sarà libero, con le consuete misure di prevenzione e distanziamento interpersonale.

    Il ‘grande continente anziano’ ha sofferto e sta soffrendo in maniera incredibile in questo tempo di  pandemia ed è oggi praticamente espulso dalla realtà sociale” afferma il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, che nel libro firma la prefazione. Ma proprio la  lettura della Bibbia, e non solo le indagini statistiche e demografiche,  ci  può aiutare a comprendere meglio il valore degli anziani: come facciano parte, in maniera rilevante, della storia umana e religiosa. Ecco perché il libro traccia  una panoramica su diverse figure  di “anziani biblici” : NoèAbramoGiobbeZaccariaSimeone e AnnaNicodemo ed altre figure forse meno conosciute. Esse, in modi diversi, hanno avuto un rilievo nella storia per la loro fede e la loro umanità. Gli autori del volume, forti dell’ intensa esperienza di amicizia che la Comunità di Sant’Egidio vive da decenni  con gli anziani, legano in modo originale queste figure della Bibbia  ai problemi, alle speranze e alle sfide che la vecchiaia affronta nella nostra realtà contemporanea.

    Fin dalle sue origini, la Comunità di Sant'Egidio si è avvicinata al mondo degli anziani, soprattutto quelli più malati, poveri  e soli. Questa amicizia, cominciata nel 1972, è continuata negli anni con fedeltà  e si è allargata a tanti paesi del mondo, diventando uno dei tratti distintivi della Comunità. Anche a Vercelli, i membri di  Sant’Egidio  visitano con regolarità  alcuni anziani soli e in precarie condizioni di salute, aiutandoli a vincere l’isolamento e  a vivere a casa propria.

    La vicinanza agli anziani , ciascuno con il suo nome, il suo volto, la sua storia, ha spinto  negli anni  la Comunità  a costruire una cultura della solidarietà e dell'accoglienza: perché nessun vecchio sia lasciato solo ad affrontare l’ultimo tratto della sua vita. La presentazione del libro si colloca in questo impegno di solidarietà e insieme di forte proposta culturale e sociale. Per ridurre il numero dei ricoveri negli istituti, ad esempio, la Comunità di Sant’Egidio ha promosso in molte città italiane ed europee soluzioni alternative, esperienze di cohousing, che nel tempo hanno dato vita ad un modello articolato per rispondere ai bisogni abitativi della popolazione anziana: convivenze di anziani, condomini protetti, case famiglia. Secondo Andrea Riccardi, “porre gli anziani nel cuore della famiglia, della comunità o della società, è l’inizio di un cambiamento umano radicale, che chiamiamo “rivoluzione comunitaria”. Gli anziani sono la “pietra d’angolo da cui ricominciare la ricostruzione della società”.

     

    Fonte: vercellioggi.it

    Nuovo appuntamento del Festival della Psicologia: giovedì 13 alle 18.30 Paola Biondi parlerà con Michela Murgia e Lorenzo Gasparrini di disparità di genere, con l’evento “Generi: punti di svista?”.

    Riflettere sulla disparità di genere significa riflettere sugli stereotipi, sui rapporti di potere, sull’ingiustizia, sulla violenza; mettere in luce e poi in discussione assetti che diamo per scontati e che rivelano automatismi che possono impedire al pensiero collettivo di evolversi verso sintesi più evolute.

    Indice della forza dell’argomento è la diatriba che in questi giorni sta imperversando sul “politicamente corretto”. Ne parlano trasmissioni televisive, personaggi pubblici, giornalisti, gente comune sui social.

    Dibattito che avrebbe bisogno di un respiro vastissimo, ben lontano dagli slogan conclusivi, dalle lapidarie asserzioni, dalle frasi ad effetto che trasudano umori tossici.

    Al centro di un discorso - se non virtuoso - sensibile, sarebbe la riflessione sul vantaggio e sul nocumento. Cosa difende il politicamente corretto? Nella storia, i volti della discriminazione sono cambiati. Nell’evoluzione civile e culturale del pensiero umano, è cambiata progressivamente la liceità d’uso di alcuni assunti, precipitati di pregiudizi, fantasie, cristallizzazioni del senso comune, abitudini linguistiche e di pensiero. Non possiamo essere così ingenui da rilegare la parola a sola forma. Il linguaggio è elemento sostanziale del pensiero e così possiamo intenderne la relazione: una continua circolarità che esprime l’interpretazione che facciamo del mondo.

    Il contesto, certamente, si fa contenitore dei modi in cui utilizziamo le parole e i pensieri. E dicono i detrattori del politicamente corretto che insorgere e segnalare un uso discriminatorio del linguaggio può mortificare la facoltà di scherzare propria della satira. Che spesso, però, satira non è, quanto piuttosto rozza caricatura di altre persone. Ora, le persone sono essenziali. Appartenere ad un gruppo sociale oggetto di discriminazione può essere un’esperienza psicologica devastante, un’esperienza che può accompagnarsi con il dolore, la rabbia, la vergogna, la solitudine. Questo è il nocumento possibile. Questo è quello che succede quando le parole discriminano, succede che si tenda una linea che definisce chi attacca e chi subisce - una linea che marca una posizione di potere. E appellarsi alla privazione della libertà di dire ciò che si vuole è un procedimento malizioso: ogni forma di civiltà prevede una restrizione di libertà e la prescrizione è necessaria fin quando non si sia assorbito diffusamente un nuovo assetto.

    “Conosco a memoria / occhi / che mi cancellano / come un appuntamento indesiderato”, ha scritto la poetessa Audre Lorde, parlando della discriminazione vissuta, lei nera, lesbica e madre, in una società razzista e omofoba. Parlando della sua vita. La discriminazione è una questione politica ed esistenziale. Il discorso sul politicamente corretto, la riflessione che ne scaturisce se non lo liquidiamo come un’insensata esagerazione, è una delle leve che spinge ad un necessario cambiamento di cultura.

    Partecipa all'evento

     

    Un nuovo modo di conoscere e tutelare la biodiversità del Mediterraneo, una proposta di turismo responsabile dedicata a giovani amanti del mare, che si pone come momento formativo, di sensibilizzazione e di partecipazione con le comunità locali.

    Un’immersione nel Mediterraneo attraverso una proposta di turismo sostenibile, dedicata ai giovani tra i 18 e i 30 anni, che ha l’obiettivo di far conoscere un territorio ricco di natura, storia e cultura e allo stesso tempo di acquisire informazioni e metodi tecnico/scientifici sulla tutela ambientale, in un percorso di formazione individuale e sociale.

    Si è scelta la Sicilia come prima edizione, per l’estate 2021 le Vacanze Blu con Marevivo fanno tappa a Finale di Pollina, località a pochi chilometri da Cefalù, un comune che offre varie possibilità di esplorare ambienti marini e terrestri, aree ad alto valore naturalistico, storico e antropologico, nel territorio del Parco delle Madonie.

    “L’idea di proporre ai giovani questo tipo di esperienze” dice Lucia Vitale, operatrice di Marevivo Onlus che accompagnerà i ragazzi in questo percorso, “nasce dalla voglia di far conoscere ed apprezzare un territorio che può offrire molto ma che ancora non è adeguatamente valorizzato e protetto ma soprattutto dal desiderio di trasmettere saperi e conoscenze alle nuove generazioni per motivarli nella ricerca di uno stile di vita sostenibile e consapevole, fornendo loro gli strumenti e le motivazioni per diventare protagonisti del cambiamento che tutti ci auguriamo.”

    Vacanze Blu nascono dalla collaborazione tra l’associazione ambientalista Marevivo Onlus e la cooperativa e tour operator di turismo responsabile Palma Nana, per offrire ai giovani partecipanti di sperimentare una vacanza diversa, dove si collabora e ci si confronta con persone che condividono lo stesso interesse e amore per la natura, dove, attraverso il piacere della scoperta, si diventa viaggiatori curiosi e rispettosi, dove si ha l’opportunità di imparare attraverso emozioni e sensazioni, dove si conosce chi vive nel territorio, le loro storie e il loro vissuto, dove si possono fare esperienze di crescita non solo culturale ma soprattutto di consapevolezza del nostro ruolo e delle nostre responsabilità come esseri viventi e come parte di una società.

    L’iniziativa supporta la Campagna di Marevivo “Adotta una spiaggia”: durante la settimana i partecipanti coinvolgeranno la comunità locale in attività di pulizia e monitoraggio della spiaggia di Finale di Pollina, selezionata tra le spiagge della Campagna, ma anche attività didattiche/educative, finalizzate allo studio delle caratteristiche ambientali di quel tratto di costa, per tutelarla e valorizzarla, in collaborazione con enti e le istituzioni locali. Il progetto coinvolge inoltre il Comune di Pollina che supporterà le attività mettendo a disposizione servizi e mezzi oltre a patrocinare l'iniziativa, insieme al Parco delle Madonie e alla Guardia Costiera.

    Page 1 of 3326

    Please publish modules in offcanvas position.

    We use cookies

    Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.