La storia di Rosy è di quelle che si insinuano dentro come il contraccolpo di un pugno secco nello stomaco. Basta guardare i numeri della sua vita per capire quanto possa essere complicata: 38 anni, 5 figlie di cui 4 minorenni e una gravemente disabile, 2 nipotini, 5 anni di vita senza un compagno.

    La separazione è tuttora in corso tra molteplici criticità. Insieme a 4 delle sue figlie, in affido ai servizi sociali, vive in 40 metri quadri, rivestiti di muffa. L’appartamento si trova a Monza, al 4° piano di un edificio senza ascensore. Un muro di scale insormontabile per una mamma da sola e una figlia costretta sulla sedia a rotelle e con l’impossibilità di camminare. Il racconto di Rosy ha il sapore amaro della disperazione di chi si sente abbandonato da tutti, anche dalle istituzioni, di chi punta il dito trascinato dalla rabbia per la situazione di disagio cronica, nella quale è incastrata da oltre due anni. MBNews ha scelto di raccogliere la sua storia per offrire a Rosy e alle sue bambine un’opportunità, la spinta giusta per uscire da questo brutto incubo. Chissà che qualcuno, là fuori, non sia già pronto a tendere la sua mano.

    Una casa troppo piccola e poco salubre

    “Questa situazione si trascina ormai da due anni. La prima volta che ho chiesto aiuto in Comune, ho avuto un colloquio direttamente con il sindaco. Ho parlato poi con gli assessori e gli assistenti sociali, che già seguono il mio caso, ma nulla, non c’è stata ancora l’opportunità di trovare una soluzione abitativa alternativa a quella attuale. Mi hanno ripetuto diverse volte che tra le case momentanee non ne esiste una adatta alla nostra situazione. Ho chiesto anche informazioni per gli appartamenti di emergenza, ma senza successo. Prima di Natale, ho nuovamente scritto al sindaco, purtroppo però non ho ricevuto alcuna risposta”, racconta Rosy con un malcelato tono di tristezza.

    “Purtroppo viviamo al quarto piano senza ascensore, ciò comporta che la mia bambina di 10 anni con paralisi cerebrale, in casa, resta sempre ancorata al divano. La carrozzina infatti, rimane all’ingresso. Non solo, la casa è pervasa da enormi aree di muffa: l’ambiente è chiaramente malsano“.

    Rosy è sola anche nel gestire la routine dei trasporti delle sue figlie: primo passo accompagnare la piccola speciale al pulmino che poi la porta all’istituto Nostra Famiglia di Bovisio Parini, secondo step alle elementari e terzo alle medie. “Neanche in questo ambito sono riuscita ad avere supporto: essendo rimasta senza auto, avevo chiesto un supporto per il trasporto casa-scuola, ma nulla”.

    Il grido d’aiuto

    “Oggi mi chiedo come sia possibile che dinanzi a una famiglia in difficoltà con delle minori, una bimba disabile, affidate all’ente momentaneamente per una separazione complessa, nessuno senta, nessuno agisca. Chiedo a voi col mio grido d’aiuto di poter smuovere qualcosa tramite giornale”.

    Dal canto loro, Comune e servizi sociali, contattati a riguardo, hanno confermato di essere a conoscenza della famiglia di Rosy e di aver preso in carico la situazione. Certo, la burocrazia da un lato e la pandemia dall’altro, con buona probabilità, avranno contribuito al protrarsi delle criticità.

    La società tuttavia, non è fatta soltanto di istituzioni, ci sono anche tante realtà che si occupano instancabilmente ogni giorni di chi vive momenti in difficoltà, degli ultimi, degli emarginati. La Brianza, in questo, si è sempre dimostrata attiva e pronta a donare il proprio aiuto. Nel caso ci può contattare (This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.) e saremo lieti di mettere in collegamento questa realtà con la donna. 

    Speriamo accada anche questa volta, così che si possa scrivere un lieto fine a una storia così difficile. 

     

    Fonte: https://www.mbnews.it/

    22 Gennaio 2021 - 06:32

    Gianmarco Perale, Le cose di Benni

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    Una voce intima, feroce che scava nel mistero dei sentimenti, illuminando quel confine sfuggente in cui amore e amicizia si confondono.

    «Una storia d’amore in cui l’altro non è che la parte buia di se stessi. Straziare più coi silenzi che con le parole è il segno di un talento vero.» - Walter Siti

    Mentre Milano è avvolta dal freddo, due ragazzi dividono un sacco a pelo nascosti sotto il letto e scrivono sulle doghe le canzoni di Dalla. In un angolo un pastore tedesco se ne sta accucciato a guardarli. Lui è Falco e loro sono Drago e Benni. Sono cresciuti insieme guardando il cielo in quella stanza e sono inseparabili. Ma un giorno il futuro bussa alla porta e Benni, la persona con cui Drago ha condiviso tutto, quella che pensava di conoscere più di ogni altra, e forse di amare, gli sembra all’improvviso una sconosciuta. E quando la rabbia e l’autolesionismo di lei deflagrano come una bomba, Drago è costretto a fare i conti con una realtà in cui il bene e il male, l’amore e la violenza, si confondono e si fondono senza regole. E nel momento più difficile dovrà decidere se allontanarsi da lei per salvarla. E salvare se stesso. In questo romanzo, che ci fa assaporare la bellezza e la crudeltà dei sentimenti con la forza di chi li vive per la prima volta, Gianmarco Perale ci pone una domanda per cui non esiste risposta: fino a che punto, per salvare chi amiamo, è giusto sacrificare noi stessi?

    GIANMARCO PERALE (1988) vive a Milano, dove ha frequentato la scuola di scrittura Belleville. Questo è il suo primo romanzo.

    Mercoledì 27 gennaio - ore 18.30 In diretta dalla Feltrinelli Red di via Tomacelli a Roma, l'incontro sarà trasmesso sulle pagine Facebook di FeltrinelliPde social club e Manni.

    Lia Tagliacozzo, La generazione del deserto - Storie di famiglia, di giusti e di infami durante le persecuzioni razziali in Italia, Con Paolo Berizzi

    La storia di due famiglie ebraiche, una salvata dai “giusti” e l’altra condannata dagli “infami”, un racconto sull'ebraismo, sull'identità, sulla memoria.

    Lia Tagliacozzo è ebrea, figlia di due sopravvissuti alla Shoah. Quando nel 1938 vennero promulgate le leggi razziali, i suoi genitori erano bambini: durante le persecuzioni il padre si salvò per caso da una retata e restò nascosto in un convento per tutti i mesi dell'occupazione, la madre si rifugiò in un casolare di campagna e poi, dopo la fuga attraverso le Alpi, in un campo di internamento in Svizzera. Ma di tutto questo a casa di Lia si è sempre parlato poco.
    E lei, da sempre, ha tentato di ricostruire la storia della sua famiglia cucendo insieme le poche informazioni, riempendo i buchi della memoria, indagando tra le omissioni e le rimozioni. Ha scritto tanto, negli anni, trasformando in romanzo le vicende degli ebrei italiani, e ora ha deciso di raccontare la propria storia.
    Perché non è vero che le generazioni nate dopo la persecuzione sono pacificate e serene: è come se attraversassero un deserto. Quel deserto che, nella Bibbia, è una progressiva assunzione di responsabilità, la costruzione di uno spazio che lascia liberi gli interrogativi, perché è la possibilità di domandare ciò che rende libero l'essere umano.

    Lia Tagliacozzo è nata nel 1964 a Roma, dove vive. Ha lavorato nel settore culturale delle istituzioni ebraiche, scrive su varie testate, tra cui “il manifesto” e “Confronti”, cura documentari per la televisione, collabora con la redazione di “Sorgente di vita” di Rai 2.
    Ha pubblicato vari libri. Gli ultimi, destinati ai bambini sul tema della Shoah, sono Il mistero della buccia d'arancia (Einaudi 2017) e La Shoah e il Giorno della Memoria (Edizioni EL 2017).

    21 Gennaio 2021 - 06:25

    Agendo per l'agenda della disabilità

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    E’ il titolo del progetto partecipativo avviato dalla Fondazione CRT e dalla CPD di Torino per costruire appunto la prima “Agenda della Disabilità in Italia”, un piano di azioni concrete articolato su sei temi strategici (“Abitare sociale”; “Sostenere le famiglie”; “Vivere il territorio”; “Lavorare per crescere”; “Imparare dentro e fuori la scuola”; “Curare e curarsi”) ed elaborato dalle Istituzioni e dalla Società Civile, sulla base delle esigenze individuate dalle organizzazioni non profit impegnate sulla disabilità.

    A fine gennaio 2021 esce il nuovo libro di Masal Pas Bagdadi “Il filo della matassa” per le edizioni Salomone Belforte. Di seguito un riassunto della quarta di copertina “In questo libro Masal riflette sul significato della propria vita con tenerezza e nostalgia. La narrazione si snoda tra sogno, passato e presente, immaginando un futuro di speranza. La facilità con cui il lettore può rispecchiarsi nelle parole dell’autrice rende i protagonisti vivi e tocca in modo naturale le esperienze umane di piccoli e grandi”.

    Sono sei i progetti selezionati con il bando “Non uno di meno”, promosso dalla Regione Lazio e dall’impresa sociale Con i Bambini per contrastare i rischi di dispersione scolastica nella fascia di età 6-13 anni e supportare le famiglie attraverso presìdi educativi nei quartieri con maggiore grado di vulnerabilità sociale del Lazio, in particolare nella fase immediatamente successiva all’emergenza sanitaria. I progetti sono sostenuti con fondi dell’avviso che metteva a disposizione complessivamente 1 milione di euro suddiviso, in modo paritetico, tra Regione Lazio e Con i Bambini.

    Le sei iniziative si sviluppano su tutto il territorio regionale, 3 ricadono rispettivamente nelle province di Viterbo, Rieti e Frosinone, 1 nella provincia di Roma (Castelli Romani) e 2 nel comune di Roma (quartiere di San Basilio e Lunghezza), complessivamente coinvolgono 1.850 minori tra i 6 e i 13 anni, 1.100 nuclei familiari e 100 docenti circa. Per la realizzazione di progetti saranno coinvolti complessivamente 42 partner.

    “Lo stanziamento da parte della Regione Lazio di 500mila euro in co-programmazione con l’impresa sociale Con i Bambini, ha come prima finalità quella di essere un sostegno concreto per i minori e le famiglie più fragili che vivono in condizione di povertà educativa”, commenta l’Assessore alle Politiche Sociali, Welfare ed Enti locali, Alessandra Troncarelli.

    “L’avviso pubblico ‘Non uno di meno’ – prosegue l’assessore – nasce con l’obiettivo di contrastare i rischi di dispersione scolastica con progetti pratici da realizzare nei quartieri del Lazio caratterizzati da un alto grado di vulnerabilità sociale, ma vuole anche essere di supporto ai ragazzi nell’affrontare le possibili conseguenze che la pandemia ha riversato sull’organizzazione didattica e sull’apprendimento. Investire sui giovani equivale a investire sul nostro futuro e la Regione Lazio intende dare una risposta e un aiuto a coloro che vivono importanti mesi di formazione in un contesto storico complesso e particolare come quello di un’emergenza sanitaria. Non bisogna infatti sottovalutare – conclude Troncarelli – che la povertà educativa incide ancor più in questa fase, andando così a minare possibili competenze future e aspirazioni”.

    “Il bando ‘Non uno di meno’ – dichiara Marco Rossi-Doria, Vicepresidente di Con i Bambini – rappresenta una ‘prima volta’ molto significativa ed esemplare, di collaborazione operativa pubblico-privato sociale tra la Regione Lazio e l’impresa sociale Con i Bambini che attua i programmi del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Un aspetto che mi piace sottolineare anche perché è in continuità con lo spirito e la missione del Fondo, che a sua volta mette insieme Stato, Fondazioni di origine bancaria e Terzo settore per contrastare efficacemente il fenomeno della povertà educativa in Italia. Puntiamo in modo strategico sulle ‘comunità educanti’, ovvero attivando una pluralità di soggetti, dalla scuola agli enti locali, alle associazioni, alle famiglie e agli stessi ragazzi, per arginare insieme un fenomeno che con l’avanzare della crisi economica, delle disparita sociali ed educative prodotte e ampliate dall’emergenza Covid, rappresenta una minaccia concreta non solo per ragazzi e famiglie in seria difficoltà, ma più in generale per il futuro del Paese. Occorre aprire ‘cantieri educativi’, avere presìdi più forti, offrire sostegno e opportunità a bambini, ragazzi e famiglie, supportare le scuole. In tal senso – conclude Rossi-Doria – questo bando offre una valida risposta al territorio, con sei interventi che si aggiungono a quelli già avviati direttamente con il Fondo”.

     

    Fonte: conibambini.org

    AISLA Firenze interviene nuovamente sul tema vaccini con una richiesta precisa. “Un caregiver positivo vuol dire un disabile non autosufficiente solo” 

    “Oltre alle persone con disabilità non autosufficienti o con malattie gravi, come quelle con SLA, finalmente inserite nella campagna vaccinale contro il Covid-19, occorre provvedere a coloro che si prendono cura di loro. Stiamo parlando dei familiari caregiver. Chiediamo alle Istituzioni di inserire anche loro nella campagna vaccinale” affermano da AISLA Firenze, sezione fiorentina di AISLA Onlus, intervenuta nelle scorse settimane, insieme ad altre realtà del Terzo Settore, per chiedere di vaccinare anche disabili e malati gravi. “Proprio questi ultimi, ancor più esposti al virus, vanno tutelati – rimarcano da AISLA Firenze – con l’obiettivo anche di proteggere le persone con disabilità che li assistono ogni giorno visto che proprio loro potrebbero essere vettori del virus. Il ruolo del caregiver è tra i più essenziali nell’assistenza: sono loro a prendersi cura delle persone con disabilità ogni giorno. La positività o il ricovero rischiano di mettere a repentaglio la dignità dell’assistito. Nell’ottica della sempre proficua collaborazione con le Istituzioni chiediamo di sanare questa lacuna” concludono. 

    “Il Nuovo Bauhaus europeo è un progetto di speranza per esplorare come vivere meglio insieme dopo la pandemia. Si tratta di conciliare la sostenibilità con lo stile per avvicinare il Green Deal europeo alla gente, ai loro pensieri, alla loro casa. Per riuscire il Nuovo Bauhaus europeo abbiamo bisogno di tutte le menti creative: designer, artisti, scienziati, architetti e cittadini”. Così la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen lancia, da Bruxelles, la fase di progettazione del Nuovo Bauhaus europeo, progetto che aveva annunciato nel suo discorso sullo stato dell’Unione 2020.

     

    Il Nuovo Bauhaus europeo è un progetto ambientale, economico e culturale che mira a combinare design, sostenibilità, accessibilità, anche sotto il profilo economico, e investimenti per contribuire alla realizzazione del Green Deal europeo. I valori fondamentali del Nuovo Bauhaus europeo sono “sostenibilità, estetica e inclusività”. La fase di progettazione consiste in un processo di “cocreazione” per “plasmare” il concetto esaminando le idee, individuando le esigenze e le sfide più urgenti, e collegare tra loro i portatori d’interessi, sostiene la Commissione. Nell’ambito della fase di progettazione, la prossima primavera la Commissione avvierà la prima edizione del premio Nuovo Bauhaus europeo.

    La fase di progettazione sfocerà nell’apertura degli inviti a presentare proposte, nell’autunno prossimo, per dare vita alle idee del Nuovo Bauhaus europeo in almeno cinque sedi negli Stati membri dell’Ue, grazie all’impiego di fondi dell’Ue a livello nazionale e regionale. Per Mariya Gabriel, commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, “con il Nuovo Bauhaus europeo vogliamo sviluppare un quadro innovativo per sostenere, agevolare e accelerare la trasformazione verde combinando sostenibilità ed estetica”.

    Per Elisa Ferreira, commissaria per la Coesione e le riforme, “il Nuovo Bauhaus europeo riguarda il nostro modo di vivere insieme, i valori, gli spazi comuni di lavoro e di svago, le nostre esperienze collettive e personali. E un progetto per tutte le regioni e i territori d’Europa. Nella misura in cui promuove soluzioni accessibili, contribuirà alla coesione sociale e alla soluzione dei problemi abitativi”.

    Il nuovo Bauhaus europeo è “un’iniziativa creativa che mira ad abbattere i confini tra scienza e tecnologia, arte, cultura e inclusione sociale, per consentire al design di trovare soluzioni ai problemi quotidiani”. Sul sito web dedicato lanciato oggi, artisti, designer, ingegneri, scienziati, imprenditori, architetti, studenti e chiunque sia interessato “possono mettere in comune esempi di iniziative stimolanti per il Nuovo Bauhaus europeo, idee su come configurarlo e sui futuri sviluppi. Le organizzazioni che desiderano rafforzare il proprio impegno in questo processo possono diventare “partner” del Nuovo Bauhaus europeo, rispondendo all’invito sul sito web.

    Nei prossimi mesi la Commissione assegnerà premi agli esempi proposti che rappresentano l’integrazione dei valori fondamentali dell’iniziativa e che possono animare il dibattito sui luoghi in cui viviamo e la loro trasformazione. Nella prossima fase dell’iniziativa, quella di realizzazione, saranno avviati cinque progetti pilota per coprogettare nuove soluzioni che siano sostenibili e inclusive. La terza fase sarà quella di diffusione delle idee e dei concetti che definiscono il nuovo Bauhaus europeo attraverso nuovi progetti, la creazione di reti e la condivisione delle conoscenze, in Europa e altrove.

     

    Fonte: primaonline.it

    Il nostro direttore Paola Severini Melograni lo saluta con affetto e tanto tanto dispiacere. 
    Vi alleghiamo i link delle ultime interviste che lei ha realizzato a uno dei migliori politici italiani e vi forniremo in giornata un ampio approfondimento. 
     
    Lo speciale del 21 marzo 2020 (ultima intervista), del 25 aprile 2018 e altri due federalismi solidali del 2014. 


    La redazione 

    È in programma martedì 16 febbraio 2021, dalle ore 17:30 alle ore 19:00 (inizio collegamento alle ore 17:15), il webinar intitolato “Il progetto di Vita delle persone con disabilità durante e dopo il Covid-19”, primo di una serie di webinar organizzati da questo Servizio Nazionale dal titolo “Una crisi da non sprecare”. L'incontro prevede l’intervento del Prof. Roberto Franchini, docente del Dipartimento di Pedagogia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e sarà accessibile in lingua dei segni.

    Per poter accedere al webinar occorre rivolgersi alla segreteria di questo Servizio Nazionale (email This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.; tel. 06-66398.311).

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