Alcuni tra i passaggi più significativi del discorso di fine anno del presidente Sergio Mattarella: "La pandemia che stiamo affrontando mette a rischio le nostre esistenze, ferisce il nostro modo di vivere. Vorremmo tornare a essere immersi in realtà e in esperienze che ci sono consuete. Ad avere ospedali non investiti dall'emergenza. Scuole e Università aperte, per i nostri bambini e i nostri giovani. Anziani non più isolati per necessità e precauzione. Fabbriche, teatri, ristoranti, negozi pienamente funzionanti. Trasporti regolari. Normali contatti con i Paesi a noi vicini e con i più lontani, con i quali abbiamo costruito relazioni in tutti questi anni. Aspiriamo a riappropriarci della nostra vita".

    "Il virus, sconosciuto e imprevedibile, ci ha colpito prima di ogni altro Paese europeo. L'inizio del tunnel. Con la drammatica contabilità dei contagi, delle morti. Le immagini delle strade e delle piazze deserte. Le tante solitudini. Il pensiero straziante di chi moriva senza avere accanto i propri cari. L'arrivo dell'estate ha portato con sé l'illusione dello scampato pericolo, un diffuso rilassamento. Con il desiderio, comprensibile, di ricominciare a vivere come prima, di porre tra parentesi questo incubo. Poi, a settembre, la seconda offensiva del virus. Prima nei Paesi vicini a noi, e poi qui, in Italia. Ancora contagi - siamo oltre due milioni - ancora vittime, ancora dolore che si rinnova. Mentre continua l'impegno generoso di medici e operatori sanitari. Il mondo è stato colpito duramente. Ovunque. Anche l'Italia ha pagato un prezzo molto alto".

    "La pandemia ha scavato solchi profondi nelle nostre vite, nella nostra società. Ha acuito fragilità del passato. Ha aggravato vecchie diseguaglianze e ne ha generate di nuove. La pandemia ha seminato un senso di smarrimento: pone in discussione prospettive di vita. Basti pensare alla previsione di un calo ulteriore delle nascite, spia dell'incertezza che il virus ha insinuato nella nostra comunità. È questa la realtà, che bisogna riconoscere e affrontare. Nello stesso tempo sono emersi segnali importanti, che incoraggiano una speranza concreta. Perché non prevalga la paura e perché le preoccupazioni possano trasformarsi nell'energia necessaria per ricostruire, per ripartire".

    "Mai un vaccino è stato realizzato in così poco tempo. Mai l'Unione europea si è assunta un compito così rilevante per i propri cittadini. Per il vaccino si è formata, anche con il contributo dei ricercatori italiani, un'alleanza mondiale della scienza e della ricerca, sorretta da un imponente sostegno politico e finanziario che ne ha moltiplicato la velocità di individuazione.  La scienza ci offre l'arma più forte, prevalendo su ignoranza e pregiudizi. Ora a tutti e ovunque, senza distinzioni, dovrà essere consentito di vaccinarsi gratuitamente: perché è giusto e perché necessario per la sicurezza comune. Vaccinarsi è una scelta di responsabilità, un dovere. Tanto più per chi opera a contatto con i malati e le persone più fragili. Di fronte a una malattia così fortemente contagiosa, che provoca tante morti, è necessario tutelare la propria salute ed è doveroso proteggere quella degli altri, familiari, amici, colleghi. Io mi vaccinerò appena possibile, dopo le categorie che, essendo a rischio maggiore, debbono avere la precedenza. Il vaccino e le iniziative dell'Unione Europea sono due vettori decisivi della nostra rinascita. L'Unione europea è stata capace di compiere un balzo in avanti. Ha prevalso l'Europa dei valori comuni e dei cittadini. Non era scontato".

    "Cambiamo ciò che va cambiato, rimettendoci coraggiosamente in gioco. Lo dobbiamo a noi stessi, lo dobbiamo alle giovani generazioni. Ognuno faccia la propria parte. La pandemia ci ha fatto riscoprire e comprendere quanto siamo legati agli altri; quanto ciascuno di noi dipenda dagli altri. Come abbiamo veduto, la solidarietà è tornata a mostrarsi base necessaria della convivenza e della società. Solidarietà internazionale. Solidarietà in Europa. Solidarietà all'interno delle nostre comunità. Il 2021 deve essere l'anno della sconfitta del virus e il primo della ripresa. Un anno in cui ciascuno di noi è chiamato anche all'impegno di ricambiare quanto ricevuto con gesti gratuiti, spesso da sconosciuti. Da persone che hanno posto la stessa loro vita in gioco per la nostra, come è accaduto con tanti medici e operatori sanitari.  Ci siamo ritrovati nei gesti concreti di molti. Hanno manifestato una fraternità che si nutre non di parole bensì di umanità, che prescinde dall'origine di ognuno di noi, dalla cultura di ognuno e dalla sua condizione sociale. È lo spirito autentico della Repubblica. La fiducia di cui abbiamo bisogno si costruisce così: tenendo connesse le responsabilità delle istituzioni con i sentimenti delle persone".

    "Non viviamo in una parentesi della storia. Questo è tempo di costruttori. I prossimi mesi rappresentano un passaggio decisivo per uscire dall'emergenza e per porre le basi di una stagione nuova. Non sono ammesse distrazioni. Non si deve perdere tempo. Non vanno sprecate energie e opportunità per inseguire illusori vantaggi di parte. È questo quel che i cittadini si attendono. La sfida che è dinanzi a quanti rivestono ruoli dirigenziali nei vari ambiti, e davanti a tutti noi, richiama l'unità morale e civile degli italiani. Non si tratta di annullare le diversità di idee, di ruoli, di interessi ma di realizzare quella convergenza di fondo che ha permesso al nostro Paese di superare momenti storici di grande, talvolta drammatica, difficoltà. L'Italia ha le carte in regola per riuscire in questa impresa".

    "Esprimo un ringraziamento a Papa Francesco per il suo magistero e per l'affetto che trasmette al popolo italiano, facendosi testimone di speranza e di giustizia. A lui rivolgo l'augurio più sincero per l'anno che inizia. Vorrei infine dare atto a tutti voi - con un ringraziamento particolarmente intenso - dei sacrifici fatti in questi mesi con senso di responsabilità. E vorrei sottolineare l'importanza di mantenere le precauzioni raccomandate fintanto che la campagna vaccinale non avrà definitivamente sconfitto la pandemia".

    In questa giornata che celebra l’importanza del Braille per l’integrazione e l’autonomia dei non vedenti e che quest’anno ricorre nel pieno di una gravissima pandemia mondiale

     L’UNIONE ITALIANA CIECHI E IPOVEDENTI DENUNCIA:

    Le persone con disabilità visiva sono tra le più esposte al contagio perché è soprattutto attraverso il tatto che possono interagire con il mondo e compiere gli atti fondamentali della vita

    Chiediamo al Ministro Speranza e al Commissario Arcuri massima attenzione e priorità nell’accesso alla vaccinazione per le persone non vedenti ormai allo stremo dopo mesi di emergenza

    In occasione del 4 gennaio, data di nascita di Louis Braille, si celebra la Giornata Mondiale dell’alfabeto Braille: un sistema inventato nel 1829 che ha cambiato completamente il modo di vivere di milioni di persone con disabilità visiva, e che ancora oggi è indispensabile per scrivere, leggere e comunicare.

    L’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, l’organizzazione nazionale che rappresenta le istanze di circa 2 milioni di cittadini ciechi assoluti e ipovedenti, coglie l’occasione di questa importante ricorrenza per richiamare l’attenzione sullo stato di emergenza in cui versano le persone con disabilità visiva nel corso della pandemia, chiedendo massima attenzione e impegno alle Istituzioni del Paese.

    “I disabili visivi – commenta Mario Barbuto, Presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti – sono tra le persone rese più esposte al rischio di contagio, così come confermato anche da documenti ufficiali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.Pensiamo infatti che per un cieco o un ipovedente il tatto è il principale veicolo di esplorazione e interazione con il mondo esterno, ed essenziale per muoversi nello spazio, studiare a distanza, lavorare, acquistare beni di necessità, evitare pericoli, come dimostra anche l’adozione ormai universale del sistema Braille basato appunto su punti in rilievo percepibili solo al tatto. Ne consegue che sono proprio i ciechi tra i soggetti più esposti al rischio virus e che necessitano di priorità e attenzione particolare in questa fase di programmazione degli accessi alla vaccinazione. A questo riguardo – prosegue Barbuto - come Unione siamo anche disponibili a mettere a disposizione le nostre strutture capillari sul territorio e la nostra conoscenza delle problematiche dei non vedenti per studiare le modalità più opportune per provvedere al più presto alla loro vaccinazione, sia pure nel rispetto delle priorità già definite.”.

    L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che nel mondo vi siano 1.3 miliardi di persone con problemi visivi, di cui 36 milioni affette da cecità totale. Per il non vedente, il sistema braille, basato su 6 punti in rilievo che possono combinarsi e corrispondere a lettere dell’alfabeto, numeri, segni di interpunzione, simboli matematici, informatici, musicali e chimici, è lo strumento imprescindibile per la sua autonomia e integrazione nel tessuto sociale, scolastico, lavorativo e culturale di qualsiasi comunità.

    UN IMPORTANTE PROGETTO PER LA VALORIZZAZIONE E IL RILANCIO DELLA CULTURA MINORITARIA ARBËRESHE NEL MERIDIONE D’ITALIA COORDINATO DALLA FONDAZIONE UNIVERSITARIA UNICAL “F. SOLANO” CON LA PARTECIPAZIONE DI CINQUE ATENEI ITALIANI (CALABRIA, PALERMO, SALENTO, VENEZIA-CA’ FOSCARI E MILANO “STATALE”)

    TRASMESSA IN QUESTI GIORNI ALLA COMMISSIONE NAZIONALE UNESCO LA PROPOSTA DI CANDIDATURA DELLA CULTURA IMMATERIALE DEGLI ALBANESI D’ITALIA A PATRIMONIO UNIVERSALE.  

    A nome di un nutrito gruppo di lavoro costituito da illustri studiosi e da numerosi detentori e praticanti, è stata presentata in questigiorni alla Commissione Nazionale “UNESCO” dalla Fondazione universitaria UNICAL “Francesco Solano”, che ho l’onore di presiedere e che ha coordinato i lavori, la candidatura della culturaimmateriale degli albanesi d’italia a patrimonio universale. 

    La Fondazione Solano, pur tra le difficoltà imposte dalla crisipandemica, ha portato avanti e ha coordinato un lungo lavoro di ricognizione sul campo per individuare questa rete di tradizioni rituali che stato realizzato grazie alla collaborazione attiva di numerosi detentori e praticanti di tali elementi rituali, espressione di organizzazioni, gruppi e persone di varia estrazione sociale e culturale che nelle loro quaranta lettere di adesione auspicano che venga ora finalmente riconosciuto la peculiarità di questo loro ricco patrimonio che rappresenta il vero bene comune dell’Arbëria, sinora sostanzialmente ignorato dalle istituzioni e  salvaguardato sinora solo grazie all’impegno diretto dei gruppi di praticanti e alla tenacia delle comunità interessate.

    La proposta, denominata “Moti i Madh” (“Tempo Grande”), punta a iscrivere nel Registro delle Buone Pratiche della Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco un insieme di pratiche cerimoniali ed eventi di tipo performativo (musicale, coreutico, teatrale etc.) a cui si accompagnano saperi di stampo tradizionale che rientrano nell’originario ciclo delle feste della primavera e propongono nelle diverse comunità italo-albanesi eventi che attualizzano temi e motivi arcaici di straordinaria suggestione.

    Queste pratiche sono vive presso gli Arbëreshë (Albanesi d’Italia), comunità linguistica minoritaria di origine albanese storicamente presente da circa sei secoli in 50 comunità in sette regioni (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia) della Penisola italiana, riconosciuta dalla legge quadro nazionale n. 482/1999 “Norme di in materia di tutela delle minoranze linguistiche e storiche”.

    La proposta, avviata e sostenuta dall’azione di ricerca e sensibilizzazione promossa dalle cattedre universitarie di Albanologia dell’Università della Calabria e di Palermo, è stata perfezionata e resa funzionale grazie al concorso di un’equipe interdisciplinare, coordinata dalla Fondazione Solano e formata da studiosi di Albanologia, di Antropologia, di Etnomusicologia e di Storia delle culture afferenti alle Università della Calabria, di Palermo, del Salento, di Venezia e Milano “Statale”, oltre che da esperti giuristi e informatici: si tratta di Matteo Mandalà, Nicola Scaldaferri, Monica Genesin, Eugenio Imbriani, Giuseppina Turano, Giovanni Macrì e Battista Sposato. Essa si avvale anche dell’apporto nel comitato scientifico di altri insigni specialisti, italiani e albanesi, a conferma del grande e riconosciuto valore scientifico che tali specificità rivestono per la ricostruzione dell’antica base culturale comune della nostra Europa.

    Con la lingua e la ricca letteratura orale degli albanesi d’Italia,  “Vàllet” (le ridde) di Pasqua, la “festa” dei morti nella tradizionereligiosa orientale, le suggestive pratiche cerimoniali legate ai ritinuziali, ma anche i canti tradizionali arbërisht– sia laici chereligiosi (soprattutto le “kalimere”) - come pure i prodotti tipicidell’artigianato – e i ricchi costumi femminili arbëreshë, ma anchei prodotti della tessitura nonché quelli dell’alimentazione, riferitasia ai cibi rituali che ai cibi  tradizionali – sono alcune delleespressioni culturali e rituali tipiche che rientrano in questaproposta di candidatura della cultura immateriale arbëreshe che ha ricevuto in questi mesi un sensibile e fattivo segnale di attenzionema anche di indirizzo dalla Sottosegretaria del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, dr.Anna Laura Orrico. 

    Da segnalare, inoltre, l’autorevole sostegno dato a questa propostadi candidatura dal FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano, certamenteil più rappresentativo organismo che opera nel nostro Paese a livello nazionale in ambito culturale e ambientale, che ha portatoalla stipula di un apposito protocollo d’intesa tra il FAI e la nostra Fondazione per condividere insieme il percorso intrapreso per l’iscrizione dei riti e dei canti tradizionli del MOTI I MADH nel registro di buone pratiche di salvaguardia, secondo la convenzione Unesco 2003.

    Last but not least, da evidenziare anche l’apprezzamento e il supporto garantito alla proposta di candidatura MOTI I MADH, che troverà forme di ulteriori collaborazioni e condivisioni, dal Governo della Repubblica d’Albania attraverso il Ministero della Cultura Albanese nelle persone del Ministro Elva Margariti e del Vice-Ministro Meri Kumbe, che ringraziamo entrambe sentitamente per la concreta attenzione rivolta alla nostra cultura.

    Rende, 26-12-2020 - Francesco Altimari, presidente della Fondazione Universitaria UNICAL “F.Solano”

    01 Gennaio 2021 - 10:07

    La vignetta di auguri di Stefano Disegni

    Scritto da

    Da inizio dello scorso novembre abbiamo pubblicato alcune vignette di Stefano Disegni sul nostro portale Angelipress. Le vignette sono state realizzate per il programma televisivo in onda su Rai 2 la domenica "O anche no", condotto da Paola Severini Melograni, con tema l'inclusione, la solidarietà e la diversabilità. Qui invece la vignetta speciale di auguri di buon anno "sempre e comunque" da Disegni.

    Maurizio Landini, segretario generale della CIGL, manda un videomessaggio di augurio per il 2021 appena iniziato: "Care lavoratrici e cari lavoratori, l’augurio è che il 2021 sia davvero l’anno della rinascita del nostro Paese. Dopo il terribile anno che abbiamo vissuto e che finalmente si sta chiudendo, abbiamo ora, con le risorse straordinarie che l’Italia come gli altri Paesi in Europa ha a disposizione, una grande occasione per ridisegnare il nostro futuro". 

    "Giustizia sociale e quindi mai più diseguaglianze; più legalità e contrasto alla corruzione e all’evasione fiscale; solidarietà e non più competizione o individualismo; un lavoro con più diritti e non precario; sanità pubblica e non solitudine delle persone; istruzione, scuola, cultura, formazione e non povertà educativa”. “Se ci pensate un attimo è molto bello poter mettere insieme giovani, donne e anziani, con le loro differenze e con i loro diversi bisogni, per ricostruire il Paese, per progettare un nuovo modello sociale".

    “Come Cgil vogliamo essere utili a questo fine, vogliamo essere lo strumento, il luogo che permette a persone diverse di mettersi assieme per cambiare davvero il Paese. E per fare questo c'è da lottare, non è un percorso facile, scontato. Chiediamo a ognuno di voi di partecipare a questo processo. L'anno che abbiamo alle spalle è stato davvero terribile, ha pesato sulla vita di ognuno di noi anche in modo doloroso e ha fatto emergere, attraverso la pandemia, tutte quelle fragilità e quelle diseguaglianze di un modello sociale ed economico sbagliato che in questi anni ha svalorizzato il lavoro a favore del mercato e del profitto”.

    “Questa logica, questa cultura la vogliamo cambiare. Siamo nel bel mezzo di grandi trasformazioni, di grandi cambiamenti. Pensiamo a quello climatico, alla tutela dell'ambiente, all'arrivo delle nuove grandi tecnologie digitali, ai tanti cambiamenti demografici in atto. Tutti questi fattori assieme modificano il lavoro, l'impresa, il rapporto e le relazioni tra le persone. Allora c'è bisogno di un nuovo protagonismo del mondo del lavoro e noi come Cgil vogliamo svolgere questa funzione”.

    “Per farlo abbiamo bisogno dell'intelligenza di tutti voi. Il nuovo anno dipenderà da quello che saremmo capaci di fare. E allora l’invito che rivolgo a tutti voi è: prendete il meglio della vostra vita e della vostra intelligenza e mettetela a disposizione di questo processo di cambiamento, di questa lotta, di questa battaglia. Noi vogliamo un mondo migliore, non domani lo vogliamo qui e ora. Credo che insieme ce la possiamo fare davvero. Un buon 2021. Abbiamo bisogno dell'intelligenza di tutti e abbiamo la forza della ragione dalla nostra parte”.

    Radioimmaginaria, il network europeo degli adolescenti dagli 11 ai 17 anni con più di 300 speaker provenienti da 50 città in 8 Paesi diversi, ha realizzato un sondaggio online per capire qual è la cosa che mancherà di più agli adolescenti di questo capodanno e che cosa si aspettano dal nuovo anno.

    Un adolescente su tre si augura di potere tornare nel 2021 a fare un lungo viaggio, quasi la stessa percentuale di intervistati vorrebbe rivedere al più presto i propri compagni di classe, mentre il 15% ha intenzione di fidanzarsi e a un 13% piacerebbe tornare a scuola in presenza. E' l'esito di un sondaggio online realizzato da Radioimmaginaria, il network europeo degli adolescenti dagli 11 ai 17 anni con più di 300 speaker provenienti da 50 città in 8 Paesi diversi.

    Ma cosa mancherà ai ragazzi del Capodanno ormai vicino? Dalle oltre cento risposte arrivate è emerso che la stragrande maggioranza trascorrerà la notte del 31 dicembre insieme alla propria famiglia, e contrariamente a quello che si potrebbe pensare, la cosa che mancherà di più agli intervistati di questo capodanno sarà il cenone con la famiglia allargata (48%), ma anche i fuochi d'artificio in piazza a mezzanotte (28%) e la serata in discoteca (19%). Il capodanno 2021 sarà per ovvi motivi diverso rispetto agli anni scorsi: il 20% degli intervistati non farà nulla e il 15% si accontenterà di una videochiamata con gli amici. Per fare compagnia ai ragazzi e festeggiare insieme l'anno nuovo Radioimmaginaria sarà in diretta dalle ore 22:00 del 31 dicembre 2020 a 00:45 dell’1 gennaio 2021 con “E invece ce la faremo - The next game”, una puntata a tema capodanno in collegamento con tantissimi ospiti: artisti, cantanti ed esperti nel campo scientifico e ambientale che daranno previsioni su cosa succederà nel 2021

    L'anno del Covid-19 per il 34% degli intervistati si è rivelato essere un anno di incertezza, ma anche preoccupazione per la salute dei familiari (31%) e per la scuola (28%). Quasi la metà degli adolescenti (43%) anche per il 2021 ha ancora incertezza e dubbi, mentre un 31% lo vede con entusiasmo e voglia di riscatto, e un 26% lo affronterà con speranza.

    Sempre per tenersi compagnia una parte della diretta di Capodanno organizzata da Radioimmaginaria sarà dedicata a un format speciale chiamato “Ti saluto perchè mi manchi”: per qualche minuto attraverso lo schermo saranno messi in contatto due amici che non si vedono da tantissimo tempo e che hanno voglia di riabbracciarsi. La diretta audio-video sarà trasmessa su www.radioimmaginaria.it e per entrare con il piede giusto nel 2021 l’immagine che è stata metaforicamente scelta per rappresentare questo capodanno è quella del gioco, presente anche nel titolo della diretta “E invece ce la faremo - The next game". Dopo un 2020 così complesso e destabilizzante si riconoscono il compito di voltare pagina e di rimettersi finalmente in gioco.

    Il progetto “Per Padova noi ci siamo, ancora” ha messo le gambe e trovato linfa nuova nella capacità di auto organizzazione dei Quartieri cittadini. Il modello che Comune di Padova, CSV provinciale e Diocesi hanno promosso si basa infatti sulla possibilità di attivare un aiuto di prossimità che abbia al centro la capacità dei quartieri e dei rioni di mobilitarsi grazie a un tessuto sociale ricco di associazioni, parrocchie, comitati di base, ma anche di servizi ed istituzioni che fanno della territorialità un tratto distintivo.

    Nascono così le guide ai servizi - 6, una per Quartiere - grazie ad un percorso che ha visto coinvolti più di 250 volontarie e volontari e decine di associazioni, dove sono stati raccolti tutti i servizi che possono essere contattati per un aiuto. La guida in forma digitale sarà costantemente aggiornata nella sua versione online nel sito www.padovaevcapital.it/noicisiamo-ancora .

    La maggior parte di questi servizi e attività sono garantiti grazie all’impegno di persone che stanno dedicando gratuitamente parte del loro tempo. Un segnale forte di una città solidale, che non intende lasciare indietro nessuno.

    In poco più di un mese sono molte le forze in campo che stanno lavorando per farci sostenere la terribile situazione generata da una pandemia che non demorde:

    111 volontarie e volontari hanno terminato il percorso formativo su sicurezza e relazione d'aiuto e che ora sono volontarie e volontari di comunità pronti a dare la propria disponibilità alle associazioni del territorio;

    68 enti del Terzo Settore tra associazioni, parrocchie, cooperative, insieme alle Consulte di quartiere, hanno dato la loro adesione proponendo attività e servizi a favore delle fasce di cittadini più fragili.

    6 guide ai servizi, una per Quartiere, pronte per la distribuzione dalla prossima settimana. Ciascuna guida oltre alla presentazione del progetto, illustra le associazioni aderenti per ciascun quartiere, i servizi attivati nel quartiere, i servizi attivati interquartiere, i servizi del Comune.

    1506 telefonate e 441 mail gestite dal Centalino chiamacipure gestito dal comune dalla sua riattivazione il 9 dicembre.

    Numerosi i servizi servizi attivati in questi giorni di festa, tra i quali spiccano:

    - la lettera con un messaggio di auguri e un disegno realizzato dai bambini delle scuole di Padova inviata a 520 anziani soli del Comune dalla Federazione delle donne per la pace nel mondo;

    - l’iniziativa dell’associazione Junior camp che ha raccolto, sanificato e distribuito più di 5000 giocattoli a 500 famiglie;

    - la distribuzione di generi alimentari e di prima necessità con una attivazione di retein modo da migliorare il servizio e ridurre gli sprechi;

    - il contatto con i Centri sociali e socioculturali per anziani attivato dal Comune per poter chiamare gli iscritti e raccogliere eventuali necessità particolari.

    - la performance musicale proposta dall’associazione Kalétheia con il progetto “Estemporanea Contemporanea” in collaborazione con la Consulta 3A e 3B il 18 dicembre e che sarà riproposta l’8 gennaio 2021 presso i due totem, installazioni di piazza Forcellini e via Dorighello.

    Ma l’azione del progetto non si ferma e nei prossimo giorni sarà distribuita la “Guida ai servizi” iniziando dagli anziani soli in modo da creare anche anche un’occasione di contatto; proseguirà il percorso partecipativo con le associazioni e l’attivazione delle volontarie e dei volontari di comunità

    all'interno delle associazioni. La guida in forma digitale sarà costantemente aggiornata nella sua versione online nel sito www.padovaevcapital.it/noicisiamo-ancora/

    Pubblicato  il bando con posti in tutta la Toscana: è possibile partecipare fino all’8 febbraio. La presidente Fiaschi: “La cooperazione ha bisogno di energie nuove”

    Imparare a operare con i bambini, aiutare le persone fragili, costruirsi un futuro con la cooperazione:  questi gli obiettivi  dei progetti di Confcooperative Toscana inseriti nel bando di selezione per i volontari del servizio civile universale. 67 posti a disposizione per altrettanti giovani dai 18 ai 28 anni. Attraverso l’avviso pubblico del Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale - Presidenza del Consiglio dei Ministri, Confcooperative Toscana propone 9 progetti in tutta la regione.

    Un’occasione di formazione civica e professionale  sul campo che riguarderà, in particolare, i nidi d’infanzia, ma anche i percorsi di recupero per i minori in situazioni di disagio e la promozione culturale tra i giovani. Ci saranno anche progetti che riguarderanno i disabili e gli anziani oppure il trasporto socio sanitario e d’emergenza.

    “Ogni anno forniamo ai giovani un’opportunità di crescita personale, umana, e anche una porta d’ingresso unica nel mondo del lavoro e della cooperazione sociale  - commenta la presidente di Confcooperative Toscana, Claudia Fiaschi -  Abbiamo attivato progetti in aree diverse, proprio per dare ai ragazzi un’ampia possibilità di scelta e consentire al meglio la valorizzazione di capacità, talenti e aspirazioni  nei campi di attività  più adatti a ciascuno. In un momento così drammatico, di crisi e di emergenza sanitaria e sociale, la cooperazione riveste un ruolo centrale per le comunità  e abbiamo bisogno di energie nuove per garantire servizi essenziali e rispondere ai nuovi bisogni”

    C’è tempo fino all’8 febbraio 2021, alle 14, per partecipare. Il bando per la selezione e le schede dei progetti di Confcooperative Toscana per cui è possibile fare domanda sono consultabili sul sito www.toscana.confcooperative.it.

    Tutti i cittadini italiani, comunitari e non, regolarmente soggiornanti tra i 18 e 28 anni (28 anni e 364 giorni alla data di presentazione della domanda), in possesso dei requisiti previsti dal bando, potranno presentare domanda di partecipazione esclusivamente attraverso la piattaforma domanda on line (DOL) raggiungibile tramite pc, tablet e smartphone all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it.  

    La Conferenza dei Garanti territoriali rilancia le priorità in un documento ad hoc. No allo stop alle attività di formazione e maggiore utilizzo delle videochiamate e di Internet.

    Nel documento “Il carcere tra interno ed esterno. Esigenza di tutela tra diminuzione delle presenze e priorità vaccinale”, la Conferenza dei Garanti territoriali ribadisce la necessità di ridurre le presenze in carcere e di annoverare i detenuti, insieme con il personale penitenziario, tra le categorie prioritarie del piano vaccinale contro il Covid-19 e lancia alcune proposte concrete.

    Constatato che le risorse finanziarie messe a disposizione dal bando Cassa Ammende “Emergenza Covid-19”, appaiono inadeguate (20 euro a persona tutto incluso) al bisogno rilevato di housing per persone in esecuzione penale esterna, la Conferenza propone l’aumento del budget giornaliero a persona a 38/40 comprensivo di Iva e l’adozione del meccanismo del “Vuoto per pieno”, in modo da sostenere gli enti gestori che creano nuove strutture di accoglienza (così da coprire i giorni di vuoto). Sempre sul versante della diminuzione delle presenze in carcere, appare necessario potenziare il sistema di presa in carico e gestione delle istanze di accesso ai benefici e alle misure alternative, come richiesto dal Coordinamento nazionale dei magistrati di sorveglianza. A tale proposito, la Conferenza dei Garanti territoriali si dichiara disponibile a facilitare azioni di supporto ai servizi della giustizia anche su base volontaria o a integrare percorsi allo studio o in fase di ideazione che possano contribuire alla gestione efficace delle istanze di accesso a benefici e misure alternative.

    Le carceri costituiscono comunità mobili, fatte di ingressi e uscite, di operatori socio-sanitari, educativi della sicurezza che lavorano e vivono tra interno ed esterno. Questa comunità deve essere tutelata, perché garantire la salute delle persone ristrette significa garantire la salute di tutti.  Per questo, la Conferenza dei Garanti territoriali chiede l’inclusione delle persone detenute tra le categorie prioritarie di cui al piano strategico vaccinale elaborato da ministero della Salute, Commissario straordinario per l’emergenza, Istituto superiore di sanità, Agenas e Aifa. Nel frattempo, bisognerà garantire tutte le attività che non costituiscano una fonte di rischio elevato nella diffusione del virus, a partire dalla formazione professionale e dalla istruzione (anche in presenza, in stanze sufficientemente ampie e aerate, con insegnanti e studenti opportunamente distanziati e muniti di dispositivi di protezione individuale indossati correttamente) e da altre attività che non comportino assembramenti e contatti fisici tra popolazione detenuta e operatori provenienti dall’esterno.

    Infine, la Conferenza ritiene necessario sottolineare ancora una volta la divaricazione prospettica tra l’introduzione del reato di detenzione di telefoni cellulari all’interno di un istituto penitenziario (operata con il cosiddetto “decreto sicurezza”) e la necessità di aumentare le possibilità di contatto “immateriale” con l’esterno (aumento del numero delle chiamate) e di garantire la comunicazione e i contatti con familiari e terze persone attraverso le piattaforme informatiche, a fronte della estrema riduzione dei colloqui in presenza.

    La Conferenza dei Garanti territoriali auspica che si sperimentino, per poi renderle poi strutturali e definitive, la corrispondenza via email e le ricerche sul web sia per motivi di scuola, studio e ricerca, che di ricorso ad altre occasioni di svago e di impegno del tempo libero.

    La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha deciso lo stanziamento di 500mila euro dai fondi otto per mille, che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, come prima forma di aiuto alle vittime del terremoto che sta colpendo la Croazia.
    Dopo le scosse di ieri, 29 dicembre, la terra ha continuato a tremare nelle prime ore di questa mattina, provocando ulteriori danni alle infrastrutture e alle abitazioni rese già fragili dalla sequenza di terremoti degli ultimi mesi. Il bilancio finora è di almeno sette morti e decine di feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni. “C’è molta preoccupazione – sottolinea Caritas Italiana – per i danni che questo terremoto potrebbe avere sulla popolazione, dal momento che si tratta di una zona densamente popolata: la città di Zagabria e le sue aree periferiche contano 1 milione di abitanti. La Croazia si trovava già in una problematica situazione a causa della pandemia, che aveva costretto il Paese a un lockdown a partire da fine novembre, con oltre 4.000 nuovi contagi e 90 vittime al giorno su una popolazione di circa 4 milioni di abitanti”.
    Le informazioni di queste ore sono ancora frammentarie e confuse, anche perché nell’area sono saltati i collegamenti telefonici ed elettrici. Al momento risultano devastate ampie zone di Petrinje e della vicina città di Sisak, molti danni sono segnalati a Zagabria nelle case e in strutture pubbliche: ospedali, asili, case di riposo, ministeri. Vari edifici religiosi risultano gravemente danneggiati, in particolare nell’arcidiocesi di Zagabria e nella diocesi di Sisak.
    La Chiesa che è in Italia esprime cordoglio e vicinanza alla popolazione croata e assicura la propria preghiera per le vittime, i loro familiari e i feriti: il Signore possa lenire le sofferenze di questo momento.
    Lo stanziamento della Presidenza CEI è destinato, attraverso Caritas Italiana, a far fronte ai beni di prima necessità: cibo, farmaci, assistenza medica, kit igienico-sanitari, alloggi temporanei. Intanto, Caritas Italiana continua a seguire con apprensione l’evolversi della situazione e ha intensificato i contatti con Caritas Croazia.

    Please publish modules in offcanvas position.

    We use cookies

    Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.